PROLOGO
" Figliolo, Erzebeth é una tua lontana cugina, che tu hai incontrato quando eri molto piccolo, soltanto che probabilmente non te lo ricordi. E' stata molti anni in giro per l'Europa, e adesso é ritornata per te"
stava dicendo con voce melanconica e un po stanca Narcissa Malfoy. Indossava un' abito color rosso curpo tagliato sotto la vita, che le lasciava generosamente scoperti i sensi bianchi e opulenti. Aveva sistemato per l'occasione la lunga capigliatura in maniera semplice, sciolta sulla schiena, ornata qua e la da perle bianche. La scriminatura centrale divideva la testa dall'ovale perfetto e pallido. In quel momento stava guardando il figlio con un misto di rassegnazione e dolcezza.
Draco aveva un espresione imbronicata e dura, che aveva assunto per nascondere il fatto che era a un passo dalle lacrime: sapeva che prima o poi suo padre gli avrebbe giocato uno scherzetto del genere, un matrimonio combinato: sua madre come al solito lo stava giustificando.
ignorР lo sguardo supplice di sua madre.
" E poi avrai tutto il tempo per prepararti! Insomma, non abbiamo ancora deciso la data del vostro incontro.. Lo sai com'Х tuo padre, non ha voluto dirmi nulla in proposito. Non appena riuscirР a sapere qualcosa ti informerР. Porta pazienza ancora per un po' di tempo. L'unica cosa che so é che ci vorrà ancora più di un mese. Passerai un anno in viaggio di nozze"
" Va bene madre... se é per farti contenta. Ma se non mi piacerà la caccerò personalmente di qui a piedate"
" Oh, Draco"
Non lo sopportava, proprio non poteva.
Chiunque fosse quella Erzebeth loro parente, già progetti che Lucius aveva fatto per lui con quella ragazza gliela rendevano odiosa.
Si volse di scatto lasciando Narcissa afflitta nel bel mezzo del salone.
Oltrepassò con un altero saluto una coppia di maghi di mezza età che entrava. Sentì sua madre che rivolgeva loro la sua voce melodiosa e naturale, che tremava ancora di preoccupazione. UscЛ dal vasto salone d'entrata, sbuffando imboccò un corridoietto che portava alle cucine, a metЮ strada si lasciР cadere svogliatamente nel vano di una finestra che apriva la vista sul cortile principale, sulle mura della tenuta e l'enorme bosco cirocostante. era quasi autunno, sbuffò. Nella giubba a maniche lunghe si sentiva fresco, quando gli spifferi della corrente esterna raggiungevano la pelle.
I convitati del loro ricevimento - un altra cosa che Draco avrbbe volentieri evitato, non fosse stato per il cibo e le danze e i giochi-
sciamavano nell'enorme salone dalle fredde mura in pietra, oltrepassando timorosi l'architrave imponente e i due giganteschi basilischi in pietra dalle fauci spalancate del portone principale. Le dame elegantemente abbigliate conducevano gli strascichi colmi di perle fin sotto gli imponenti stendardi della famiglia Malfoy, che pendevano in bella vista, scossi da un lieve gentile alito di vento.
qualche foglia mulinava sull'imponente selciato del patio.
Sperava che non lo avessero chiamato. Suo padre non era ancora sceso, e da li non poteva vedere nulla. Draco si guardò le gambe, scuotendosi prudentememente la polvere di dosso. La calzamaglia verde scuro gli fasciava splendidamente le lunghe gambe snelle, ma tutto sommato non era poi cosЛ pesante. Lucius si era raccomandato, prima, quando si vestiva, perchè mettesse qualcosa sotto.
Da li poteva vedere un maggiordomo in alta uniforme accogliere man mano coloro che giungevano in macchina o in carrozza trainata.
Draco lo vide impettito e teso, porgere il braccio a un anziana signora e reggerle il portone. Si toccò la fronte. I capelli biondi erano piuttosto lunghi, suo padre non aveva avuto niente in contrario, quando aveva deciso di farli crescere. delresto i suoi arrivavano fino alla vita, ed era usanza della loro famiglia, come di tutte le famiglie nobili di maghi che conoscesse, lasciarli crescere liberamente. attorno alla fronte portava un sottile nastro d'oro, aereo e lieve.
Inconiciava i suoi lineamenti e a quanto pareva li esaltava.
Aveva già udito i mormorii di due delle donne che aveva incorciato, quel giorno.
sbuffò, Per la seconda volta in meno di un'ora.
Quante formalità ogni giorno, quante regole da rispettare.
Draco aveva sperato di poter volare un po e allenarsi a Quidditch, ma l'inverno aveva deciso in anticipo che cosa fare.
Dal salone alle sue spalle venivano ora i bisbiglii e le risatine della folla variopinta di cui Draco stava guardando i componenti fluire in casa sua poco a poco. C'era proprio bisogno di dare una festa per annunciare il suo fidanzamento, dannazione?
Nessuno di curava mai di quello che voleva veramente...
