Un ragazzo moro, con gl'occhiali storti sul naso per la strana posizione assunta, sospira nella notte calda e afosa di Privet Drive, stringendosi ancora di più le ginocchia al petto.

Quante notti aveva passato lì, su quella finestra, a fissare le stelle in cerca di risposte…

Tutte le estati di ogni anno da quando aveva iniziato a frequentare Hogwarts.

Questa volta era diverso però. Non si illudeva di trovare risposte o sollievo alle sue pene.

Lui era il "bambino sopravvissuto", e ormai in quelle stelle aveva smesso da tempo di cercare risposte al perché la gente dovesse sacrificarsi per farlo rimanere il "sopravvissuto".

Dovevano chiamarlo fortunato piuttosto! Invece di morire in prima persona c'erano i suoi cari che cadevano come mosche intorno a lui, e lui non è stato in grado di fare niente per impedirlo… Oltre a quella maledetta capacità di parlare il serventese, il caro amico Voldemort non gl'aveva regalato niente di utile, neanche la capacità di riconoscere quel maledetto traditore di Piton! Ed ora anche la persona che più gl'era stato vicino, di cui più avrebbe avuto bisogno, non solo lui, ma tutta la comunità magica, era morto. Silente era morto. E con lui ogni speranza nel suo cuore.

Maledetto! Maledettissimo! Voglio trovarti e ucciderti con le mie mani! Come hai potuto, dopo tutto quello che aveva fatto per te…

Come sempre, a quei pensieri, un lampo di puro odio passo per i suoi bellissimi occhi verdi. Odio e incredulità… Aveva sempre sospettato di lui, ma perché Silente invece si fidava così tanto? Una fiducia incondizionata…Cosa gli impediva di credere che in realtà facesse il doppio gioco per Voldemort? In fondo non si è mai fatto scoprire, e il signore oscuro si fida molto di lui, quindi aveva sicuramente le carte in regola per essere un'imbroglione, o comunque almeno per far sorgere il dubbio in chiunque… Come poteva Silente non pensare di mettere in pericolo l'intera scuola fidandosi di lui? I suoi amati studenti…Possibile che il più grande mago di questi ultimi anni, l'unico che intimoriva addirittura Voldemort in persona, potesse chiedere pietà?

Severus, per favore…

Quella frase continuava a vagare per la sua mente, in continuazione.

Il cielo ormai andava pian piano schiarendosi sempre più, e Harry, con questi interrogativi per la mente, come ogni singolo giorno da quando era tornato da Hogwarts, si allontanò dalla finestra e si buttò sul letto stremato dall'ennesima notte senza sonno, sfregandosi stancamente la cicatrice, che ormai non gli dava più tregua…

In realtà ho già iniziato a pubblicare altrove questa fic, ma visto che ho trovato questo fantastico sito, eccomi qui anche

Per le coppie... non fatevi ingannare ;) spero di ricevere qualche commentino, vanno bene anche pomodori (possibilmente maturi, perchè quelli verdi fanno un po' male in testa) o insulti, fate voi!

R&R bacioni, Sophie