PROLOGO
Era solo la terza volta nella sua lunga carriera di agente del tempo che Acciaio riceveva un codice rosso: missione di assistenza a un altro operatore. Nessuna informazione, nessun briefing, niente di niente: solo una chiamata di emergenza sulla Terra.
Quando si materializzò, solo, all'interno di un appartamento, non ebbe tempo di chiedersi perché Zaffiro non era con lui. Notò immediatamente una figura accucciata in un angolo che piangeva disperata. Era una donna, e la sua pelle color caffè e i corti capelli neri erano vagamente familiari. Guardando con più attenzione la riconobbe: Giaietto.
Acciaio stava per avvicinarsi, quando un improvviso senso di perdita gli tolse il respiro. Crollò sulle ginocchia, dilaniato da uno strappo lancinante.
Non aveva mai provato un dolore all'anima così lacerante, ma ne conosceva la causa. Singhiozzò: "Zaffiro."
Solo allora la donna notò la sua presenza.
"Acciaio. Anche tu?"
Due disperati occhi grigi si sollevarono per guardare la donna.
"Zaffiro è morta. Il nostro legame è stato strappato."
Giaietto si trascinò fino al suo collega e poggiò una mano tremante sul suo braccio, in un debole tentativo di conforto.
"Non necessariamente. Forse non è mai nata."
Acciaio era confuso: "Cosa?"
Giaietto cercò di strapparlo dallo stato di intorpidimento che sapeva stava per avvolgerlo.
"Forse Zaffiro non è morta. Forse qualcuno le ha impedito di nascere."
"Che differenza fa?", si lamentò Acciaio. "Non c'è più. L'ho persa."
Una lacrima iniziò a scorrergli lentamente lungo la guancia. Giaietto scosse il collega.
"Per l'amor del cielo, Acciaio, riprendi il controllo!"
Cercò di non pensare che anche lei stava piangendo disperatamente fino all'arrivo di Acciaio, che l'aveva distratta dalla sua angoscia.
Le parole di Giaietto sembrarono scuoterlo dalla sua disperazione e con uno sforzo visibile Acciaio cercò di riprendersi. Si alzò, barcollando un po' e appoggiandosi al muro. Dopo pochi istanti guardò la donna con occhi pieni di dolore e chiese, con voce ancora incerta.
"Cos'è successo, Giaietto?"
"Radio e io siamo stati mandati a risolvere un'anomalia temporale causata da un terrestre. Abbiamo scoperto che si trattava di una donna, più precisamente un'assassina di professione che usa un dispositivo temporale per viaggiare nel passato delle sue vittime per ucciderle. Quando torna nel suo tempo non deve temere alcuna indagine."
Solo allora Acciaio si rese conto della mancanza del partner della donna. "Giaietto, dov'è Radio?"
Lei evitò il suo sguardo per impedirgli di vedere il dolore profondo che stava provando.
"La killer sapeva di noi e in qualche modo ha scoperto il nome di Radio. Una volta a conoscenza di quel dato, è risalita facilmente alla sua data di nascita, ovvero l'anno in cui il radio è stato scoperto. È tornata indietro nel 1898 e ha impedito a Marie Curie di imbattersi in quell'elemento. Il mio partner non è mai nato."
Acciaio rimase sbalordito dalle implicazioni.
"Se il radio non è mai stato scoperto, l'intera storia dell'energia nucleare è cambiata."
"Sì. La Terra è del tutto diversa, ora. Il tempo ha imboccato un corridoio alternativo, la linea temporale è stata gravemente compromessa."
Acciaio chiese: "Perché Zaffiro?"
"Probabilmente ha qualcosa a che vedere con il periodo in cui lei e Radio lavoravano insieme. Ti ricordi? È stato quando tu ed io eravamo in coppia."
Acciaio rifletté.
"Sì, ricordo che una volta Zaffiro mi disse che Radio le salvò la vita durante la loro prima missione insieme."
La consapevolezza di ciò che era successo fece crollare le sue ultime speranze.
"Ma se Radio non era lì per salvarla, allora è davvero morta."
Abbassò il viso per nascondere l'angoscia nei suoi occhi.
Giaietto si avvicinò e poggiò con esitazione una mano sulla guancia di Acciaio. Quando lui alzò il viso, lei parlò con tono risoluto.
"Li salveremo, Acciaio. Fermeremo quella donna e ripristineremo la giusta linea temporale."
Troppo demoralizzato per parlare, Acciaio si limitò ad annuire senza tanta convinzione.
