Mi accomodo su una di queste poltroncine nere in pelle e il signor Scott fa lo stesso sedendosi su un'altra poltroncina di fronte a me.
Rilascio un sospiro e mi mordicchio il labbro inferiore, in segno di nervosismo, il suo sguardo è così magnetico, con quegli occhi glaciali che ti perforano l'anima e che non mi hanno mai lasciata da quando sono entrata in questo ufficio.
Questo posto è arredato davvero bene, come il resto del palazzo, qui tutto è sui toni del grigio, del nero e del bianco, è tutto così ordinato e moderno, semplicemente perfetto.
"Allora..." il signor Scott si schiarisce la voce e incrocia le mani, inclinando di poco il capo così da osservarmi meglio, "mi parli un po' di lei" la sua voce è possente, molto roca, e ha quel modo di fare che mi incuriosisce.
"Come già sa, sono Cristal Stiles e ho 24 anni, ho studiato all'università più importante di Madrid perché in quel periodo vivevo lì con i miei genitori ma essendo latinoamericana ho deciso di dedicare.il tempo al mio lato americano e dove se non qui a New York? In più ho scelto questa azienda perché mi ha sempre affascinato l'editoria è sempre stato il mio sogno e lavorare qui è una grandissima fortuna", la mia gamba non fa altro che andare su e giù in continuazione dal nervosismo, questo uomo mi mette in suggestione.
"Sembra agitata..." dice lui ammiccando un sorriso, quindi sorride? "Lo sono" rispondo arrossendo, "Non si preoccupi, non la magio mica...per ora" sembra serio ma subito dopo si mette a ridere, ride anche? "Sto scherzando..."
"...Comunque parlando di cose serie da oggi fa parte della nostra azienda, io e lei lavoreremo sempre insieme, quindi io dico che forse è meglio incominciare a darci del tu se sei d'accordo", "Mmm...okay va bene" rispondo io terribilmente nervosa e in ansia.
NON VEDO L'ORA DI INIZIARE!
Ci alziamo finalmente da queste poltrone per raggiungere un'altra stanza, arredata quasi come l'ufficio del signor Scott, è un ufficio davvero grande,non grande quanto l'ufficio del mio capo ma è di poco più piccolo.
"Oh... da oggi in poi chiamami Matt" Sono davvero curiosa di come un ragazzo così giovane possa possedere un azienda così rinomata "Matt... quanti anni hai?" Chiedo cercando di essere il più discreta possibile "Ho 26 anni e gestisco questa azienda che era di mio padre che purtroppo non c'è più" parla con un tono così freddo e distaccato, non accennando nemmeno un attimo ad essere triste per suo padre, ha un'aria da presuntuoso menefreghista.
Sinceramente non so cosa rispondere, infatti stiamo in silenzio per un po', quando finalmente inizia a parlare "Dunque -si schiarisce la voce- questo è il tuo ufficio, come hai potuto notare è tutto nuovo qui. Questa stanza è comunicante con il mio ufficio." dice lui con nonchalance, come se fosse un ufficio come tanti, invece è un ufficio mozzafiato "Wow è bellissimo, è più di quello che mi aspettavo è... È assolutamente perfetto!" Dico in un sussurro di stupore. "Molto bene, ora che ha visto tutto, può mettersi a lavoro" dice senza battere ciglio. Cavolo quanto è antipatico!
Matt mi dà tutte le informazioni su dove trovare i testi da leggere entro la fine della prossima settimana, mi spiega qualche regola di come funziona qua dentro e se ne va, così da concedermi il tempo per lavorare.
/Hey spero che questo capitolo vi piaccia, mi raccomando scrivetelo nei commenti
