Pensieri d'autunno
by Lady Memory
Le mani intrecciate dietro la schiena, il capo chino come a cercare qualcosa, Severus Snape cammina lentamente sulla riva ciottolosa del lago.
Come sempre, grazie a JKRowling per gli splendidi personaggi che ha saputo regalarci e grazie per averci permesso di infiltrarci a nostra volta nel suo mondo magico.
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AUTUNNO
Le mani intrecciate dietro la schiena, il capo chino come a cercare qualcosa, Severus Snape cammina lentamente sulla riva ciottolosa del lago.
E' solo, ma questa è la regola da quando Albus Dumbledore lo ha imposto come professore a studenti che gli sono quasi coetanei. A molti degli insegnanti non è piaciuta questa decisione, ed hanno arricciato il naso di fronte alla sua figura allampanata. Giovane, troppo giovane, e poi, con quel passato alle spalle…
Persino coloro che sembravano disposti ad accettarlo – Minerva tra i primi - con l'andare dei mesi non sono riusciti a smettere di guardarlo con aria dubbiosa: è vero che il processo lo ha riabilitato, ma il ragazzo si sarà proprio pentito? Sarà davvero possibile fidarsi?
Ecco perché Severus non ha amici - né tra i professori né tra gli studenti - che lo accompagnino in queste passeggiate all'aperto. Per fortuna, Severus ama la solitudine. E d'altra parte, a chi potrebbe confidare i suoi pensieri, i suoi dubbi, il suo dolore? Il suo cuore è votato al silenzio dopo ciò che è accaduto. E' un giuramento che lo lega ormai per sempre.
Severus cammina, e il mantello si allarga dietro di lui, ondeggiando al ritmo dei suoi passi.
La giornata è quieta e leggermente fredda, segno di un autunno incipiente. Mormorando lieve in un moto perpetuo, il lago riflette la pacata serenità del cielo che lo sovrasta. Non ci sono voci, non ci sono rumori a turbarne la pace, ma solo il placido sciabordare delle onde che colpiscono ritmicamente la riva, interrotto ogni tanto da un suono che somiglia ad un sospiro, quando un'onda più lunga - o più audace delle altre - sale quasi a lambire gli stivali del viandante.
E mentre Severus cammina, la sera scende leggera e le nuvole si ammassano nell'aria, arricciandosi in candide volute e sfilacciandosi nella brezza lieve. Avvolti dal bagliore dorato del tramonto, gli alberi si accendono di toni fiammanti, mentre le foglie oscillano come per salutare il giorno che scompare. Pennellate di colore sempre più cupe attraversano l'orizzonte, trasformando i contorni ruvidi delle montagne in morbide curve sfumate.
E finalmente, gradatamente, tutto il paesaggio si ammanta d'ombra, mentre nel cupo velluto del cielo le stelle risplendono di luce fredda.
Questo è il momento aspettato da Severus, il motivo del suo lungo cammino.
Seduto su un masso muschioso, il mento appoggiato sulle mani intrecciate, il ragazzo si immerge nella contemplazione degli astri, per poi incantarsi a guardarne il riflesso nel tremulo ondeggiare del lago.
Lentamente, la luna si è alzata, maestosa e pallida potenza arcana, e la sua luce argentea ora traccia una scia luminosa sulle acque tranquille, un sentiero splendente che pare invitare Severus a seguirlo.
Oh, quanto vorrebbe poter andare, Severus! Quanto vorrebbe poter valicare il confine che lo divide da un'altra vita, da quel mondo tanto lontano dove sono rinchiuse ormai le sue speranze!
Ma la notte è gelosa dei suoi tesori, e non permette che ai suoi favoriti di goderne.
Il sospiro delle onde si attenua. Il sentiero è inghiottito da un'ombra nera. Spinta dal vento, una nuvola cupa ha avvolto la luna, cancellando quell'attimo di pace perfetta. Ancora una volta, il cielo di Scozia rende omaggio alla sua capricciosa incostanza e danza di gioia impetuosa, spingendo le nubi nell'aria come un bizzarro pastore.
Le prime gocce cominciano a cadere; ancora immerso nei suoi sogni, incurante delle ditate umide che la pioggia dipinge sulle sue guance, il ragazzo si alza barcollando e si avvia verso il castello che ormai è diventato la sua casa.
Cammina trasognato, senza fretta, avvolgendosi nel nero mantello. E perché poi dovrebbe correre? Nessuno lo sgriderà per il ritardo. Nessuno ormai si preoccupa più se Severus ritorna ad ore inoltrate, o se per una sera il suo posto al tavolo dei professori rimane vuoto. Persino colui che un giorno gli aveva promesso salvezza non avrà che un'occhiata distratta per il rientro del ragazzo… se mai lo noterà.
Severus lo sa, e pensa che, giustamente, non merita altro. Nella sua breve vita, ha già commesso errori irreparabili, e il pensiero di ciò che è accaduto - e di come lui non sia stato capace di impedirlo - trasforma ogni suo giorno in una lotta disperata e cupa.
Il ragazzo china il capo. La sua anima si è macchiata di tenebra, così come è tenebroso adesso il cielo riflesso nel lago.
Solo una piccola scia luminosa è rimasta, la stessa che Severus è venuto a cercare questa notte.
Una piccola traccia splendente a ricordargli la via…
...
Parole in un giorno d'autunno
Amico tu mi chiami? Io non lo sono.
Non sono che uno specchio opaco e muto
a cui del tuo riflesso tu fai dono.
E neppure ti chiedo di parlarmi,
ma solo di lasciare ch'io ti serva.
La gioia nei tuoi occhi è già compenso.
Non ho diritti oppure privilegi,
ma vivere lambito dalla luce
che ti circonda, per me è già gaudio immenso.
Perdonami perciò per il mio ardire,
dimentica, se puoi, la mia presenza.
Sarò per te quell'ombra che accompagna
Devota il trascinar della tua veste,
sul viottolo di foglie polverose
nel breve autunno della tua esistenza.
