(Sic)

Il tentativo di rapimento da parte dell'Akatsuki era fallito.
Naruto era sano e salvo a casa; Sasuke era all'ospedale, e ovviamente lui andò a fargli visita.
Sasuke era incazzato.
Sfidò Naruto, a combattere.
Ma Naruto non poté fare a meno di pensare che non era una buona idea.
Aveva già capito che Sasuke era in qualche modo geloso – di lui, di suo fratello, qualunque cosa.
Naruto era piccolo, ma poteva capire che la gelosia non è un buon motivo per rischiare la morte – di Sasuke o sua.
Rifiutò di combattere e si sedette vicino a lui.
"Quando starai meglio ci penseremo. Comunque, non voglio"
"Tu mi COMPATISCI?"
"...Io non sono solo me stesso, Sasuke.
Io sono come quel tipo, come Gaara.
Anch'io ho un demone dentro.
E quando m'incazzo – ma davvero – il demone può uscire dal mio controllo.
E io non lo controllo proprio.
Non voglio ucciderti – ma non voglio neanche che tu ti faccia male, se mi capisci..." e rise.
Sasuke lo fissò, freddo e pensieroso come un serpente.
Poi sorrise.
Ma era un sorriso falso – era ancora rabbiosamente serio.
"Gaara.
L'hai incontrato al momento giusto"
"Oh, no! Il momento era completamente sbagliato!
Era lui, quello giusto da incontrare!"
Sasuke tenne la bocca chiusa, ma dalla faccia si vedeva chiaramente quanto fosse incazzato.
"La stessa cosa che penso io di Orochimaru".
"Sì, ma Gaara non mi ucciderà per reincarnarsi in me, sai...
Stai ancora pensando di andarci?"
"Qualcosa mi fa pensare che non ti mancherei così tanto" sibilò, guardandolo con gli occhi socchiusi.
Naruto gli guardò la faccia, sconcertato, e poi prese una decisione.
"Sakura, potresti lasciarci da soli per un momento, per favore?"
Lei uscì senza neanche rispondere.
Sasuke la seguì camminare con gli occhi, poi li rimise su Naruto.
"Cosa c'è, allora?"
Sasuke non rispose.
Un sorriso quasi invisibile gli piegava le labbra.
"COSA C'E', ALLORA?
Naruto si avvicinò al letto e restò lì in piedi, torreggiando su di lui, braccia incrociate e faccia incazzata.
Sasuke: "Mh mh" sorridendo. "Pensavo che avessi trovato un pari" disse, leggermente.
Le parole scivolarono come acqua fuori dalla sua bocca.
Ma nel suo tono di voce potevi sentire tutto il veleno che ci era nascosto.
"Cosa c'è? Lui è lui, tu sei tu.
Mi mancherai?
Non lo voglio!
Ma non direi che te ne frega qualcosa!"
"Ho altro da fare nella vita che inseguire la tua amicizia, sai.
Devo uccidere un uomo"
Naruto, acido e pure un po' sprezzante:
"Ah.
Tu devi uccidere un uomo.
Quanti dovrebbe ucciderne lui?
Anche i miei sono morti, Sasuke, e io neanche so chi erano.
Ma non sto facendo un puttanaio perché mi sento male!"
Quando si rese conto di ciò che aveva detto, poté solo cercare di rimediare con un "Mi spiace..."
Ma Sasuke non stava ascoltando.
In verità aveva smesso di ascoltare alla parola lui.
Lui.
Questo era il problema.
Naruto continuò a scusarsi:
"Chi sono io per criticare il tuo stato mentale?
È che...quando ti comporti così, mi lasci sempre nel sospetto – se sei tu o Orochimau che..."
"La tua giustificazione è sempre Orochimaru? È il tuo solo alibi?
È su di ME, il suo sigillo, Naruto.
Io ho problemi a causa di Orochimaru, non tu.
E io devo uccidere mio fratello – mi serve quel potere.
È tutto qui. Non manderò a puttane tutto questo per la tua amicizia e basta".
Naruto indietreggiò, offeso.
"Qualcuno ha rinunciato a molto di più – solo per la fiducia che gli ho dato.
La stessa che ho dato a te.
Ma sembra che un viscido bastardo che ti compra sfruttando il tuo dolore sia meglio di me, secondo te."
"Proprio la stessa cosa che potrei dire di un tizio che ha cercato di uccidere il tuo migliore amico"
"Quando ti fa comodo te lo ricordi, eh?"
Sasuke non rispose, ma disse:
"Pensa ai cazzi tuoi e lascia perdere Orochimaru.
So cosa faccio, non ho bisogno del tuo consiglio.
Fidati del tuo caro assassuno, se devi"
"La sai una cosa?
La sai una cosa, Sasuke?
Gaara è mille volte MEGLIO di te.
Non è perché lo penso io, okay!
Lo è! Meglio – di – te!
Se facessi come lui, invece di fare sempre i capricci-"
"FARE SEMPRE I CAPRICCI?
Vieni qui!
Qui, e te lo faccio vedere come faccio i capricci!"
Naruto non lo fece.
Qualche settimana prima avrebbe seguito Sasuke – e quello che diceva.
Ma in questo tempo, la stima e l'ammirazione che aveva per Sasuke erano crollate esponenzialmente.
Sasuke fece una smorfia, incazzato.
"Tu, piccolo..." si alzò, lanciando via le lenzuola, e andò verso di lui, poi si fermò.
Naruto sapeva che questo non era completamente Sasuke; sapeva che doveva tollerare, soppportare il modo un cui Orochimaru influenzava la mente di
Sasuke.
Ma questo era veramente troppo.
"Cosa vuoi fare, alla fine?
Vuoi separarmi da lui?
O cosa?"
"All'improvviso lui è diventato incredibilmente importante per te – e ALL'IMPROVVISO io sono dispensabile!
CHE STRANO, Naruto!
Pensi di poter mandare a fanculo gli amici così? Eh?
Non dovrei avere un motivo per stare qui?
La tua amicizia è solo un'amicizia umana, Naruto.
Del MIGLIOR essere umano che conoscerò mai, e sei tu.
Ma solo un essere umano.
Non farà resuscitare la mia famiglia, okay – ma persino – DIVIDERTI con qualcun altro!
Sai perfettamente che lui sprecherà il mio tempo – con te"
"Togli il con te, Sasuke.
Capisco perfettamente cosa pensi.
Il mio tempo è tuo, eh?
Tu vuoi fare quel cazzo che ti pare con il MIO tempo?
Ho una notizia per te, caro, il mio tempo è mio.
Non tuo.
Qual'è il problema?"
Il problema era che Sasuke non voleva diventare lettera morta per colpa di Gaara.
"Mi stai mettendo da parte perché è arrivato lui.
Capiscilo."
"Ci sarà anche un motivo, allora, se lo faccio!
Pensi che io non abbia bisogni?
Io devo scegliere quello che è meglio per me!
E se lui è meglio, caro Sasuke, è solo colpa tua!
Pensi di poter fare tutto quel cazzo che vuoi con me. Non è così?"
"Smetti di parlare di me.
Io voglio parlare di lui.
Mollalo.
Non vedo proprio perché dovresti aver bisogno – di cercarlo!"
"Bisogno?
Sì, perché – l'ho detto io.
Io ho bisogno del modo in cui mi fa sentire lui, Sasuke, non di lui.
Gli umani non sono cose che mi servono, secondo me.
Secondo te, sembra di sì.
Non ho bisogno di Gaara.
Mettitelo in testa, adesso.
Dimenticatelo.
Non lo mollo.
Non è bisogno, che ho per lui.
È affetto profondo" disse orgogliosamente.
"Allora smettila di sfasciarmi la minchia per questa storia di Orochimaru!
Voglio che tu stia – come posso dirlo – trattalo come tutti gli altri, Naruto, cazzo, l'hai detto tu, tu hai una marea di amici!
MA NON COME UN MIO PARI per te!"
"...Pari..." Naruto strinse gli occhi pronunciando questa parola ad alta voce.
"Neanche mi conosceva.
Non l'ho mai chiamato amico.
Ma non si è azzardato a darmi ordini!
QUANTO sei arrogante!"
"Sei grottesco, quando t'incazzi.
È il demone?" Sasuke gli rise in faccia.
"Come ci si sente a essere cattivi, il più figo del paese Sasuke Uchiha?" replicò Naruto sprezzante.
"Come un'ustione da cui non impari mai ad avere paura del fuoco..." e rise a voce alta.
"Okay – ricordati questo, Sasuke – ecco – qualunque cosa io faccia con te – non è il mio capriccio senza motivo.
È conseguenza di ciò che hai fatto.
Tu sei capriccioso, e tu lo scegli.
È causa ed effetto.
E smettila di essere così cazzo di geloso!
Non morirai se avrò un altro amico!"
Sasuke non rispose, fece un passo avanti e rise.
Naruto continuò:
"Non morirai se amerò qualcun altro! Ricordati che se vuoi che io accetti-"
"TU ricordati questo, cagna. Ho appena cominciato."

Il sorriso di un angelo è quello che vendi – mi hai promesso il paradiso e mi hai sbattuto all'inferno!
Le catene dell'amore mi hanno stretto – quando la passione è una prigione, non puoi scappare!