(A/N: Ed ecco qui la seconda one-shot su JiThur, non ho resistito a fare quella della padella per prima, quindi... eccoci qui, spero che ti piaccia.)
((Rivisitandolo dopo alcuni giorni... si può vedere perfettamente che non ho messo tutti quei dettagli come nei precedenti fanfic, la scuola veramente uccide il tuo tempo e il tuo concentramento =~=, spero comunque che non faccia troppo schifo.))
Il cambiamento
Era mattina pomeriggio, tutti stavano avendo il loro meritato riposo, incluso il leale demone di Arthur, Jinny stava probabilmente godendo su come il suo letto sia morbido, ed Arthur... Arthur stava fissando la tavola di Battaglia, non vedeva nessuno che stava osando ad attaccare il suo reame, ma essendo vigile non si è rivoltato niente e nessuno su di lui, se non restando tutta la notte alzati a fissare il campo di bataglia.
Arthur si prese una calmata, a quanto pare hanno smesso di provarci, e lui non poteva che essere felice per questo. Quella guerra era un incubo, ha quasi rimesso la sua stessa testa se non ha reagito abbastanza in fretta, questa ferita di guerra rimarrà per sempre sul suo teschio.
"Sire, perchè non state riposando?"
L'attenzione di Arthur ricade su uno dei suoi servi, che stava attualmente pulendo i suoi occhi per svegliarsi, un piccolo sorriso si formò sulla sua faccia spettrale, si sorprese che si ricordava ancora come farlo dopo questo anno tosto.
"Sto controllando se qualcuno sta osando ad attaccare la nostra casa, sai, un pò di vigilanza non fa mai male."
Il suo servo non era del tutto d'accordo, sapeva perfettamente che il suo Re poteva essere paranoico, ma fino a questo punto nel rimanere svegli tutta la notte a fissare un tavolo...
"Non metto in dubbio la tua moralità sire, ma dovete prendere una pausa, avete scacciato gli intrusti insieme con le altre casate da settimane ormai, non credete che è meglio calmarsi un pò, e cominciare a pensare a Jinny?"
Arthur annuì un pochettino per il fatto della sua costante paranoia, finchè non ha registrato le ultime parole del suo servo, e si bloccò, finchè si girò lentamente d'avanti al suo servo, non arrabbiato, ma preoccupato.
"Cosa intendete dire? Che cosa dovrei mai fare con lei?"
Il servo alzò le sue soppraciglia in questione, una domanda del genere non si aspettava dal suo Re, non quando si tratta di Jinny, ora che ci pensa... ha trattato Jinny un pò severamente.
"Beh, Jinny è la tua amata, vero?"
Arthur si innervosì per quella domanda, la questione era più conplicato di quel che il servo poteva comprendere al momento.
"... Si."
Il servo si fece coraggio, e ai avvicinò verso il suo padrone con tante domande in questione che gli giravano intorno alla mente per troppo tempo.
"Allora scusatemi sire... ma perchè la trattate male? Perchè nascondete la sciarpa che vi ha regalato? Perchè nascondete il vostro volto spettrale quando c'è lei nei paraggi? Perchè-"
Sbattè le sue mani bruscamente e quasi barbaricamente sul tavolo di battaglia, vide il suo sire tremare mentre stava provando a mantenersi la calma.
"PERCHÈ...... Perchè non posso più amarla, guardami! Sono letteralmente uno scheletro, un morto! Non posso lasciarla a scoprire la mia vera identità, gli rompo solamente il cuore, merita di essere felice con un'altra persona, non con un mostro come me!"
Entrambi restarono in silenzio, Il servo era sicuro che non intendeva a dire quelle parole seriamente, poi rompò il silenzio con un tono che non sentì da tanto tempo.
"Voglio solamente che lei sia felice..."
Prima che il servo poteva prendersi delle idee, Arthur is avvicinò verso di lui e diede la sciarpa, il servo ridiede la sguardo più confuso prima che avrebbe dato un'ordine.
"Metti la sciarpa nella mia stanza, io intanto cucino qualcosa per Jinny..."
Un sorriso vittorioso apparve sulla faccia del servo, prima che bruscamente venne levato dalle sue prossime parole.
"... e vedo come posso farla ritornare a casa."
Vide lo shock nei occhetti neri del suo servo, sperava che non osava ad obiettare al suo ordine.
"Ma signore-..."
"NIENTE MA!-... Scusa. Ma la mia decisione è ormai fatta, trovo un modo per farla ritornare a casa, questo è tutto."
E prima che il servo potesse dire qualcosa, Arthur uscì dalla sala bruscamente, non aveva voglia di litigare con lui ancora per tanto tempo, prima riusciva a portarla a casa, meglio è.
Entrò nella cucina, pulita come sempre grazie ai suoi servi, la voglia si cucinare passava lentamente nel dolore di scacciare Jinny da qui... ma era meglio per entrambi.
Si siede verso una tavola libera, le idee confuse e forse sbagliate, doveva sapere se Jinny voleva ritornare a casa prima di tutto, e se lei è infelice li? Non vide Vivi o... quel bastardo di Lewis insieme con lei, forse... è successo qualcosa di cui lui non ne sapeva niente, forse era meglio-
Il suo pensiero venne dolcemente interrotto da... una padella? Sentì qualcuno a posare la padella lentamente sui suoi capelli fatti di fuoco ed Arthur cominciò a sentire un dolce calore nel suo cuore, diventando quasi rilassante prima che scoprì chi era.
"Posso?"
Si imbarazzò completamente da questa azione da parte di Jinny, come fa a sorprenderlo di continuo? E su come usa la padella... sta lentamente sciogliendo in qualcosa che sembra un dolce e lento massaggio.
"J-... Jinn-... Jinevra! Che cosa stai facendo?"
Ha quasi rischiato di chiamarla per soppranome che solo i suoi amici conoscevano, infatti si era presentata come Jinevra, e chiamarla per soppranome poteva dare sospetti.
"Scusa~ Ma il forno non si stava accendendo, e visto che i tuoi capelli son fatti di fuoco... N-... Non ti dispiace se li uso come un forno, vero?"
Si rigirò, provava a mantenere su quanto lo stava sciogliendo dentro con questo atto... Lui prova un modo per farla ritornare a casa, e lei riesce a fargli cambiare l'idea in secondi, forse non era saggia come idea a farla ritornare, di sicuro la sua presenza non lo turbava, ma doveva sapere la sua opinione.
"N-... No. Fai pure, e-e dimmi se devo alzare o abbassare la temperatura..."
Probabilmente era il primo atto gentile da parte sua, ed era sicuro che lei fosse sorpresa e si aspettava sicuramente una sgridata o qualcosa del genere.
"D-Davvero? Umm... alzalo un pò allora... per piacere."
Fece come lei chiese, ed alzò la temperatura dei suoi capelli, forse era il momento giusto per chiedere la sua opinione.
"Stavo pensando... su come farti ritornare a casa. Ma prima voglio sapere se te ne vuoi andare, o restare qui."
Arthur sperava un pochettino che lei volesse restare qui, anche se non era trattata come un ospite... era sicuro che scegliesse di andarsene.
"Oh. Beh... io... non so. Non avevo certamente una bella accoglienza-..."
"Si... scusami e che... era appena finita una guerra, ed io... ero un pò paranoico..."
Jinny venne preso, un'altra volta, dalla sopresa. In una settimana questo... presunto Re cambiò tantissimo, era più amichevole e gentile, che rude e violento. Forse lo ha giudicato male, ma non perse l'occasione per prenderlo in giro un pochettino.
"Un pò?~"
Arthur rise, per la prima volta da scheletro, in modo onesto e dolce.
"Okey, ero MOLTO paranoico... e mi scuso della mia ospitalità... poco gentile. Se te ne vuoi andare, capisco perfettamente."
Notò la sua tristezza nella sua voce nelle sue ultime parole, e notò che il calore dei suoi capelli si abbassarono, comprendendo che veramente si sentiva in colpa per averla sgridata più volte.
"Sinceramente... preferirei a restare qui, tanto a casa non ho più nessuno a qui rivolgermi, invece qui succede sempre qualcosa, e i tuoi servi mi tengono sempre compagnia, e sai una cosa? Ti ho giudicato male, e sembra che ti servi un amico, vorresti che io sia la tua amica?"
Arthur si era sorpreso delle sue parole gentili ed onesti, il desiderio di dire si era gia abbastanza alta di suo... puoi il suo massaggio involuto lo ha solo incoraggiato.
"Caspita sire, non ti emozionare troppo! Rischi di bruciare il salmone~"
Quabdo notò su quanto ha alzato la temperatura dei suoi capelli ai preoccupo subito.
"Scusa!"
Si è subito calmato, e ha fatto scendere la temperatura da quella più desiderata da lei.
"Grazie."
"Di niente, Jinev-"
"Chiamami Jinny, i miei amici mi chiamavano sempre così."
Arthur annui' un pochettino, facendo attenzione a non spostarsi troppo dalla padella, non vuole assolutamente rischiare di bruciare Jinny.
Il silenzio regnava padrone nella cucina, entrambi non avevano altro da dire, se non Jinny, che aveva una curiosità elevata sull'identita di questo scheletro, certamente era solamente antipatico e crudele quando era arrivata qui, era pronta di levarsene dal castello prima che ritornasse nel sottosuolo, se i suoi servi non avessero proposto al loro sire di farla rimanere qui finchè non trova un posto per vivere.
All'inizio era un incubo, cercava in tutti i modi per avere una conversazione con lo scheletro, ma era sempre cosi' distante da lei oppure rifiutava completamente di rivolgere la parola, i servi provavano in tutti modi a farla calmare e darle delle scuse, piu' o meno credibili in modo per convincerla di restare, e a quanto pare, tutta la pazienza ben mantenuta in questa settimana è stato ripagato.
Il salmone era ben cotto, chi poteva mai credere, che bastava chiedere un pò di aiuto per ottenere la sua attenzione e una luce verso un lato piu'gentile del fantasma, tolse lentamente la padella dai suoi capelli infuocati, di cui il ciuffo sembrava emergere dalla crepa del suo teschio, e il resto dei capelli sono ritornati lentamente nella loro lunghezza naturale, il cui, in modo buffo, stavano dritti per qualche secondo prima che si erano lentamente abbassati sulla sua schiena.
"Ti ringrazio, signore!"
Arthur per qualche secondo, stava in un'altro mondo con i suoi pensieri, come riusciva Jinny, con una padella, a scioglierlo cosi? Sembrava come se tutto il suo corpo stava ricevendo mille massaggi contemporaneamente, poi sentì la padella tolto lentamente dai suoi capelli e si sentì come se era appena uscito da una vasca in un centro di hot spa.
Si riprese lentamente i sensi, e sentì giusto in tempo, il ringraziamento di Jinny, come minimo dovrebbe ringraziare lui per questa splendida sensazione... ma è grazie a lui se il salmone è cotto... quindi forse erano pari, non riuscì comunque a contenere la piccola goduria dalla sua voce.
"P-Prego..."
Ed infatti, Jinny ha percepito il suo cambio di tuono, e poteva solamente ridacchiare silenziosamente prima di mettere il salmone su un piatto appena pulito da uno dei servi, prese una forchetta e un coltello e si era messa comoda in una sedia del tavolino.
"Buon appetito."
Jinny ha ricambiato il gesto con un piccolo sorriso, prima che il suo stomaco la ricordasse quanto disederava di mangiare il salmone e fece ritornre la sua attenzione su di essa, ha leccato le labbra secche per un secondo, e cominciò a divorare il cibo.
Intanto Arthur guardava Jinny, un pò sodisfatto che almeno il cibo era ancora decente, doveva trovare delle risorse quando ne aveva tempo, o quando il suo regnò si svegliò per vedere come stava andando la coltivazione e la pesca. Si rese conto che era un pò scortese a fissare una persona mentre mangia, quindi si alzò per prendere una bottiglia piena d'aqua fresca nella sua mano scheletrica, e un bicchiere di vetro nell'altra mano, posò entrambi sul tavolino e versò dell'acqua per lei, con una curiosità e una volontà per rompere il silenzio, e cominciare a comprendere il motivo del perchè Jinny non è piu' a casa.
"Eccovi un pò di acqua. Bevetene quanto ne volete, tanto a me o ai servi non serve, solamente alla mia sentinella o al mio popolo, ma loro hanno acqua a sufficenza."
E doveva un'altra volta, a ringraziare una delle casate per l'acqua fresca che viene dato settimanalmente se non mensilmente quando non c'è n'era bisogno, le loro montagne producevano uno delle acque piu' fresche che abbia mai visto, poi, lui non può personalmente giudicare, visto che non poteva sentire il sapore del liquido o del cibo... ma da quel che ha sentito dal suo popolo, l'acqua è gradita, e per lui bastava così.
"Sire... posso chiederti una domanda?"
Jinny vide come tutta la sua attenzione su qualsiasi cosa di qui stava pensando, ricadette subito su di lei con uno sguardo un pò confuso e sorpreso, il cui, era un pò difficile da dirlo, visto che non teneva una faccia, ma solamente un teschio. Mantenendo quello sguardo, ha lentamente annuito, ed alzò le dita di fiamme per darle la parola.
"Qual è il vostro nome?"
Cliffhanger ;3
Spero che ti è piacuto questo pezzettino della mia idea, sulla storia del "Castello Perduto", probabilmente rimmuoverò questo *Capitolo* qui per poi rimetterla nell'altra quando arriveremo a quel punto, e soppratutto, quando sarà completa.
Per adesso, ti lascio questo pezzettino, così puoi avere delle tue idee su come va avanti, e soppratutto, su cosa è successo sia ad Arthur e a Jinny prima di ri-incontrarsi.
Io vado a scrivere quella sulla sirena... ho tante idee, e credo che mi divertirò scriverle.
