Titolo: Fino in fondo

Autore: Lilya

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Genere: Angst.

Riassunto: Le hanno sempre detto che è sbagliata…Ma è davvero così? E adesso, quale via sceglierà di percorrere, la sua…o la loro?

Protagonisti: Éowyn

Pairing: nessuno

Rating: PG

Disclaimer: Éowyn appartiene a Tolkien.

Fino in fondo

Tra poco partiranno. Cavalcheranno nelle praterie verso Gondor, verso la battaglia.

E io, io dovrò rimanere qui ad attendere il loro ritorno, consumandomi gli occhi dal piangere come una donna qualunque?

Scuoto il capo, stringo i pugni. No. No, non posso permetterlo.

Non ho dimenticato l'angoscia provata nelle Caverne Scintillanti, la rabbia impotente…l'umiliazione.

Sono un soldato anche io, ma ho dovuto nascondermi.

Sono un soldato, ma non mi lasciano combattere.

Vedo il mio volto riflesso in un elmo scintillante. Mi è stato detto molte volte che sono bella…Eppure ci sono momenti in cui odio il mio volto. Perché è quello di una donna.

A volte vorrei essere nata maschio: le cose sarebbero state molto più semplici.

Chiudo gli occhi.

Ricordo i sussurri delle donne che badavano a me quando ero bambina, dopo la morte di mia madre…ricordo le loro parole e quelle di mio fratello, mio cugino, mio zio, di tutti gli altri.

Sbagliata, la parola più ricorrente.

"C'è qualcosa di sbagliato in questa bambina, che preferisce giochi violenti alle bambole".

Già, le bambole…Ho visto molte bambole nella mia vita, ma non di stracci o scolpite nel legno: erano bambole in carne e ossa, le mogli dei nobili e dei guerrieri. Pallide, fragili…Delle vere signore. Quello che avrei dovuto essere io.

Ma non lo sono.

Sono sbagliata. Lo sono sempre stata.

Eppure hanno tentato di cambiarmi, oh quanto hanno tentato…. Ma non è servito a nulla.

Non dovrei, eppure mi sento in colpa.

Forse hanno ragione, forse sono davvero sbagliata.

Ma allora perché tentare di essere ciò che non sono e non posso essere? Ho cercato di essere una signora, ma non ci sono riuscita. Non posso cambiare ciò che sono, non posso spegnere il fuoco che arde dentro di me.

Quando quel fuoco si spegnerà, io sarò morta.

Oh, certo, il mio cuore continuerà a battere, continuerò a respirare…Ma sarà morta la mia anima ed io non sarò altro che un guscio vuoto, una bambola di stracci.

Forse la mia anima è davvero sbagliata…ma è l'unica che ho.

Lo so, lo so…Non dovrei essere qui. Non dovrei neanche pensare di travestirmi e andare con loro di nascosto.

Sono una donna. E mi è stato affidato un altro compito.

Ma è un compito che non posso adempiere…Sento il richiamo della battaglia e il sangue mi ribolle nelle vene: non posso ignorarlo.

Guardo fuori dalla finestra: la bandiera di Rohan, la mia bandiera, si muove nel vento e nella luce del mattino.

Ho deciso.

Zio Thèoden, Éomer, perdonatemi…Ma se davvero sono sbagliata come avete sempre detto, allora tanto vale esserlo fino in fondo.

Mi vesto in fretta, raccolgo i miei lunghi capelli. Sono la Scudiera di Rohan. È mio dovere proteggere il mio Paese.

Per questo oggi io cavalcherò in battaglia accanto ai miei Signori, seguendo la mia bandiera fino alla fine.


Eccomi qui, sulle mura di Minas Tirith.

Il sole mi accarezza il volto, la dolce brezza mi sfiora i capelli…Sono qui. Ce l'ho fatta.

Ho combattuto in guerra.

Ho protetto il mio Signore.

Ho sconfitto il nemico.

Ho vinto la mia battaglia personale.

Abbasso gli occhi verso il cortile: Faramir, il mio amato Faramir, sta parlando con alcuni uomini, dando ordini.

Alza lo sguardo e i nostri occhi si incontrano: mi sorride e mi fa' un cenno con il capo.

Ricambio il cenno e continuo ad osservarlo mentre parla con gli altri soldati.

È così diverso dagli altri uomini che conosco: mio zio Thèoden, mio fratello Éomer, Aragorn… È un uomo speciale, è da tempo che me ne sono accorta.

Lui mi ha fatto comprendere molte cose, ha riportato la primavera nel mio cuore.

Valar, quanto lo amo. Non ho mai provato nulla del genere per nessuno, neppure per Aragorn.

Sento dei passi che si avvicinano: mi volto e lui è qui, accanto a me.

Mi sorride e sorrido anch'io.

Si siede al mio fianco, qui sulle mura, e mi passa un braccio attorno alla vita. Mi stringo a lui e appoggiò la testa sulla sua spalla.

Sì, Faramir mi ha fatto capire molte cose…Prima tra tutte che non sono io ad essere sbagliata. Erano gli altri a sbagliare, perché volevano cambiarmi.

A lui invece piaccio così come sono. E per la prima volta in vita mia posso essere me stessa fino in fondo.