Disclaimer: Rayearth non è mio. È delle Clamp, le quattro dee giapponesi (la Apapa ammette francamente di aver creato il mondo).
NdA: Molto tempo è passato da quando ho mandato il primo capitolo, lo so. Sinceramente, speravo in almeno un commento. Nessuno, invece…a quanto pare, la storia non interessa nessuno. Ma non ho avuto neanche flame, il che è incoraggiante. Poiché chi tace acconsente, ecco il secondo capitolo di….questa cosa.
Lantis era andato da Clef. "Lei dov'è?" "Sta dormendo." "È crudele, ma farai meglio a svegliarla. Il demone è arrivato." Non appariva un vero demone, era come una montagna che s'innalzava all'improvviso nel cielo di Sephiro. "Clef…lei non lo farà." "Aveva detto…" Clef era interdetto. Lantis lo aveva interrotto: "Quella cosa…può avere me, se vuole." E Clef aveva saputo che Luce non ne sapeva niente. Che era ancora pronta a farlo. Soltanto, ora era così stanca… "Tu non sei il pilastro." Clef era severo. "Tecnicamente, neanche Luce lo è. Non più. Sephiro non ha più un pilastro, Clef, o te lo sei scordato?" Lantis era duro. "Lo so, ma…" "Bene, se nessuno lo è più, vuol dire che possono esserlo tutti. Perfino io." "Lei resta la più forte." "Lei non è qui. Perché credi che si siano sacrificati, gli altri pilastri? Per amore…amore di Sephiro, amore di lei, cosa cambia? Questo mi darà la forza, Clef. Tutta la forza sufficiente a sfamare…quella cosa." E se anche così non fosse, non la perderò. Non sarò io a perderla. Lantis era veramente forte. Clef se ne era reso conto d'improvviso. Poteva lasciarlo tentare? Poteva permetterglielo? "Se sei deciso…vai. Vedi quel cunicolo, che s'inoltra nel ventre della montagna? Alla fine…". Lantis aveva semplicemente annuito. "Dille che l'amo…" ed era andato incontro al suo destino.
Luce si era svegliata all'improvviso. Era giorno. Era il giorno. E il suo letto era vuoto. Lantis non era lì, a guardarla un'ultima volta. A darle la forza di fare quello che doveva fare. Lantis…Luce scoppiò a piangere di nuovo. Si può sapere dov'era, maledizione? All'improvviso, un brivido dentro al suo cuore. Un dolore. Non poteva…non poteva aver fatto…lei era il pilastro. Lei! Nessun altro avrebbe potuto. O sì? Aveva cominciato a correre, il cuore in tumulto. Fa che non sia…Dio, fa che non sia… Non può averlo fatto. Non può avermi lasciata sola. E tu, che cosa volevi fare? Una voce dentro di lei. Io volevo salvare Sephiro! Le sue lacrime, quelle lacrime che da ieri non volevano smettere di sgorgare. Lantis non è così ambizioso. Tutto quello che vuole…è salvare te. "Non ti permetterò di farlo." La voce di lui dentro il suo cuore. Quel cuore che continuava a dolerle così tanto. E correva… Doveva arrivare da Clef. Doveva affrontare quel demone. Doveva…fermarlo. Fermare Lantis, se era ancora in tempo. Doveva essere in tempo. Non poteva averlo perso. Non poteva. Lantis…no!
Lantis si era inoltrato. Quel luogo era oscuro. Quel luogo era crudele. Quel luogo lo respingeva. La voce del demone nella sua mente. "Dov'è il pilastro? Tu non sei il pilastro. Tu sei debole. E io ho fame." "Spiacente per te, ma sono cambiate un po' di cose negli ultimi ventimila anni. E io sono tutto quello che avrai." Le rocce che azzannavano Lantis. Facendolo sanguinare. Lui che continuava ad avanzare. Alla fine, aveva detto Clef. E lui alla fine sarebbe arrivato. Alla fine di quel cunicolo. Alla fine della sua vita. Ma avrebbe protetto Sephiro. Avrebbe protetto lei. Lei… una voce, all'improvviso. Un grido, un lamento. "Lantiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis!" Lei era lì. Era davanti a quella montagna. E lo stava richiamando indietro. Tutto il suo amore lo stava richiamando indietro. Lantis stava scivolando. Di nuovo la voce del demone: "Eccola, la forza di cui ho bisogno!" "Tu non avrai lei!" Lantis aveva gridato. "E non avrai Sephiro! Tu non avrai…altro…che me." Lantis che artigliava la roccia, lottando per non cedere. "Lantiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis!"Era così difficile sentire tutto il dolore nella voce di lei e andare avanti, lasciarsela alle spalle. Ma Lantis sapeva che se fosse tornato indietro sarebbe stata lei, poi, a inoltrarsi per quel sentiero. Che non sarebbe riuscito a fermarla. E andava avanti. Le rocce che continuavano a ferirlo, a schiacciarlo. A torturarlo. E la voce del demone… "Non sei abbastanza. È di lei che ho bisogno. Torna indietro!" "Tu non puoi averla! Mi hai sentito? Non puoi averla…" Il dolore. Tutto quell'accecante dolore. E ancora di nuovo: "Lantiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiis!". È perché ti amo che non posso tornare da te. Non lo capisci? Non posso lasciare che tu affronti tutto questo. Io andrò fino in fondo. Devo riuscire ad essere più forte. Più forte di tutto il tuo amore. Più forte di te. Allora riuscirò finalmente a saziarlo. Sarà finita. Invece era crollato in ginocchio. E si era sentito riportare indietro. Lei era la più forte. Clef lo aveva detto. Il demone lo diceva. Ma lui non poteva permetterselo. Non poteva cedere. Luce…basta. Per pietà, Luce, basta. Lasciami fare quello che devo. Lasciami proteggerti. Come puoi volere che io torni indietro…per perderti? Non posso perderti. Non posso perderti perché ti amo. Era riuscito a rialzarsi. E aveva ricominciato ad andare avanti. Le rocce lo avevano morso di nuovo. Lantis aveva dimenticato il dolore. E continuato a proseguire. Per salvare lei.
