La foresta era buia, le ombre degli immensi alberi si proiettavano sul pavimento di terriccio, erba e foglie, il silenzio era interrotto ogni tanto dal verso di un gufo che si perdeva nell'aria; Lavi camminava silenzioso tra quella vegetazione, osservando il più piccolo movimento e tenendo il martello a portata di mano in caso d' attacco.
"Maledizione, è da quando siamo arrivati in quella maledetta valle che mi sento osservato… anche adesso che sono in questa foresta fitta, buia, con solo un gufo e forse qualche bruco… ma prima… ero certo di aver visto una ragazza nascosta tra questi rami che ci guardava, perché adesso non la vedo più? Maledetto Allen…è colpa sua se l' ho persa di vista…e adesso? Se torno indietro dagli altri, mi chiederanno il motivo per il quale gli ho lasciati lì e io non saprei assolutamente cosa rispondergli…devo trovarla ad ogni costo. Non ci tengo a farmi prendere per il culo da Allen e gli altri."
Continuò a camminare guardando sul terreno se c'era qualche traccia e scattando ad ogni minimo rumore, sperava di trovare l'assassino di quello scempio, ma le probabilità erano poche, nessun assassino con un minimo di cervello sarebbe rimasto lì. Ormai non ce la faceva più a camminare a vuoto senza combinare niente, quando sentì dei rumori confusi, diversi da quelli che aveva percepito fino a quel momento; vi si diresse con passo incerto afferrando l'innocence, ma lasciandola comunque appesa al suo fianco. Il rumore era sempre più forte e rimbombava nelle sue orecchie ininterrotto: era uno scricchiolio di passi rapidi sulle foglie secche. Stava correndo. Ansimava per lo sforzo. Cadeva per terra. Si rialzava. Continuava a correre. Lavi si voltò di scatto dietro di se e sentì che il rumore proveniva in realtà da lì, aumentò la velocità del passo, sempre di più, sempre di più, cominciò a correre verso il suono che diventava una sequenza ben definita nella sua testa creando immagini chiare di quello che stava succedendo, sentì che ormai il suono gli era addosso, lo opprimeva spingendolo dalla parte opposta, per scacciarlo, per salvarlo da quello che rincorreva la figura non definita nella sua testa e… buio.
Aprì gli occhi pochi secondi dopo, la bandana si era spezzata e ora giaceva sporca di terra ai piedi di un grande albero, lavi si guardò intorno riconoscendo l'oscurità di quella foresta.
"Ma che diavolo è successo? Questa è la schifosa foresta dove sono stupidamente entrato… i soliti alberi, colori, ombre, suoni… chissà che cos'era quel suono che mi faceva venire il mal di testa…"
Un rumore al suo fianco lo distolse dai suoi pensieri, una figura era sdraiata con la faccia rivolta verso la terra, una ragazza; Lavi si avvicinò e la scosse un po' per vedere se reagiva, ma niente, nessun segno di vita, si alzò in piedi
"Cavolo…non posso mica lasciarla qui… sicuramente era lei il rumore di prima… e molto probabilmente era anche la ragazza che ci osservava prima, ma chissà da cosa stava scappando… forse un Akuma? "
Tornò a guardarla, poi sospirò rassegnato e con poca fatica se la caricò sulle spalle, riprese la sua bandana, non si sa come, distrutta e si avviò per uscire da lì cercando di non farla sbattere contro qualche ramo o tronco d'albero.
Un venticello leggero soffiava nella valle, annunciava l'arrivo della sera insieme al sole che pian piano scompariva dietro le grandi montagne, accarezzava la sua pelle bagnata da acqua, cominciava a sentire anche la sensazione dell'erba che le faceva il solletico alle braccia e alle gambe nude, sentiva anche qualcosa di piuttosto morbido sotto alla testa; aprì lentamente gli occhi e quello che vide fu piuttosto inaspettato: una chioma rosso acceso, una benda nera e un occhio verde che la fissava.
Ce ne hai messo per svegliarti! La figura ancora sfocata aveva parlato, ma chi diavolo era?
Sei stata lì per un bel po' di tempo, che oltretutto hai fatto perdere a me! Comunque ora ti sei svegliata e mi sembra tu stia abbastanza bene. Giusto?
La figura ora era nitida e poteva vederlo bene, si alzò a sedere sbattendo le palpebre, non sapeva come diavolo c' era finita lì con un tizio che nemmeno conosceva e che le parlava tranquillamente.
Allora? Ti vuoi degnare di rispondere? Dopotutto mi sono preso la briga di portarti fino a qui!
Lei lo guardò ancora piuttosto spaventata: aveva i capelli lisci e biondi che le ricadevano spettinati sulle spalle scendendo fino ai fianchi, gli occhi viola erano umidi per le lacrime che aveva trattenuto, la pelle chiara umida per l'acqua che il ragazzo le aveva "versato" per farla svegliare era piena di scritte fatte con l'inchiostro che ora erano tutte sciolte, indossava un vestito smanicato bianco che le arrivava circa fino a metà coscia e non aveva le scarpe, infatti i piedi erano pieni di ferite come molte altre parti del corpo. Di fianco a lei c'erano tre spade: la prima era normale, la lama grigia e l'impugnatura nera, la seconda era molto strana, tutta completamente nera, aveva la lama leggermente trasparente, la guardia rappresentava due ali di drago aperte, tra la guardia e l'impugnatura c'era un drago visto frontalmente che teneva tra le zampe un rubino mentre il resto del corpo si arrotolava intorno all'impugnatura, la terza spada era uguale alla seconda, ma era tutta bianca, quasi trasparente e il drago teneva tra le zampe un'ametista.
Ehm…scusa…sto benone, credo! Grazie per esserti disturbato tanto e…mi dispiace! Ma…come ci sono finita qui?
Lavi la guardò un po' stupito
Bhe… sei sbucata all'improvviso da dei cespugli, mi sei venuta addosso e poi sei svenuta, io non potevo lasciare una ragazza svenuta, da sola, in un bosco, così ti ho portata qui e ho cercato di farti riprendere, impresa assai ardua! Però quando mi hai travolto stavi correndo, scappando credo, ma non so da cosa. Comunque… ora che ti sei svegliata… posso sapere il tuo nome?
Lei lo guardò con aria un po' diffidente, non sapeva se rispondergli e poi, dopo che lui le aveva parlato del fatto che lei stava scappando, aveva ricordato tutto, quello che era successo, il suo passato e quello che la stava inseguendo.
Mi chiamo Tsubaki.
Lei lo guardò di sfuggita negli occhi, ma poi abbassò velocemente lo sguardo sul prato d'erba.
Tsubaki, eh? Io Lavi, molto piacere. Senti, ma perché prima scappavi? Hai incontrato anche tu il " maniaco omicida" che gira da queste parti?
Le chiese sorridendo, Tsubaki lo fissò per qualche secondo, pensando a prima, al suo inseguitore, a quello che le aveva fatto passare, a com'era riuscita a fuggire; no, non era quel pazzo omicida, era qualche cosa di molto, molto peggio.
No… non so chi fosse… ma penso che volesse uccidermi
Lui smise di sorridere per un attimo, assumendo un'espressione pensosa, ma riacquistò il suo solito sguardo spensierato.
E dimmi, Tsubaki, quanti anni hai? Io 18!
Lo guardò perplessa, aveva appena finito di parlare di maniaci omicidi che facevano a pezzi le persone e le chiedeva quanti anni aveva.
Ehm…17.
Le sorrise di nuovo, poi si alzò porgendole la mano come per aiutarla ad alzarsi
Coraggio, dobbiamo lavare via quell'orribile inchiostro che ti cola da tutte le parti e poi ti porto dai miei amici, è quasi buio, mi avranno già dato per morto!
La ragazza afferrò la mano di Lavi tremando alzandosi in piedi e, con il suo aiuto, tolse le macchie nere sulla pelle che si disperdevano in mezzo all'acqua cristallina del lago che ora era gelido.
La stanza che erano riusciti a pagarsi era piuttosto piccola, questa volta Komui non si era sprecato con i finanziamenti, Allen camminava su e giù per la stanza aspettando il ritorno di Lavi, Kanda era appoggiato con la schiena al muro, le braccia incrociate sul petto con gli occhi chiusi, Krory era seduto sul letto e seguiva con la testa i movimenti di Allen con espressione piuttosto interrogativa, mentre Lenalee era seduta su una sedia a fissarsi le ginocchia: non aveva ancora parlato, era rimasta triste per tutto il tempo senza degnare di uno sguardo gli amici per tutto il tempo. I passi dell'esorcista rimbombavano nella piccola stanzetta, erano sempre più impazienti, non solo per Lavi, ma anche per Lenalee, non riusciva a reggere quell'atmosfera così tesa e quel silenzio così stressante, finche non sentì una mano che stringeva la sua, si voltò e si trovò di fronte due occhi viola malinconici
Smettile Allen-Kun. Lavi sta bene, ti ricordo che è più grande di te e se la può cavare benissimo anche da solo.
La sua voce era leggera, come un sussurro
E tu Lenalee? Stai bene?
Non ricevette risposta, lei tornò dov'era prima con la solita espressione, senza lacrime.
Un rumore fuori dalla porta. Avevano bussato. Silenzio. Un altro colpo un po' più forte. Silenzio. Una voce aveva incominciato a gridare
Allora? Ci volete aprire? Dobbiamo restare qui tutta la notte? Eh? Maledetti! Apriteeeeeeeeee!
Una raffica di colpi che facevano tremare la porta, Allen corse ad aprirla e ci trovò fuori Lavi che colpiva il legno più forte che poteva senza fermarsi anche quando il ragazzo la aprì, tirandogli così qualche serie di pugni dritti in faccia. Lavi si fermò
Oh…Scusa Allen!
Ma ti sembra il modo di salutarmi? Ti ho anche aperto la porta!
Bhe… ce ne hai messo di tempo!
Dovevo accertarmi che fossi tu, metti che mi fossi trovato davanti il maniaco!
Cos'è Allen? Hai paura?
Non ho paura idiota! Tu invece dovresti averne molta adesso!
Che fai? Minacci? Sono più grande di te e quindi posso picchiarti finche voglio, tu, al contrario, non puoi torcermi neanche un capello.
E questo chi lo dice? Il manuale supremo dell'idiota picchiatore?
No, lo dico io! Vale molto di più!
Ma sì, ti piac…
Allen notò che dietro a Lavi c'era un'altra persona, una ragazza che era rimasta in disparte senza dire una parola ad ascoltarli litigare.
Scusa Lavi, ma non ci presenti la tua amica?
Lavi si voltò verso di lei con espressione stupita, come se si fosse dimenticato della sua presenza
Gia… è vero… Ragazzi, lei è Tsubaki!
La fece entrare nella stanza, sembrava piuttosto imbarazzata, teneva lo sguardo basso e le guance si erano leggermente arrossate.
Piacere, io sono Allen, questi sono Kanda, Krory e Lenalee.
Disse indicando rispettivamente gli altri esorcisti nella stanza che le fecero un cenno di saluto, tranne Kanda, ovviamente; Lenalee si alzò avvicinandosi a Tsubaki sorridendole
Se vuoi, puoi dormire con me nella mia stanza, ci sono due letti, vieni ti ci accompagno…Forse è meglio se ti do degli altri vestiti asciutti.
Così dicendo le due ragazze uscirono dalla stanza, dirette alla loro. Allen si voltò verso Kanda che era rimasto lì tutto il tempo senza dire una parola
Puoi essere ogni tanto più gentile, salutarla almeno. Sei veramente senza speranza
Kanda aprì gli occhi guardandolo infastidito
Che cos' hai da rompere mammoletta? Perché dovrei essere gentile con uno stupido essere umano?
Allen fece per rispondergli, ma Lavi lo precedette
Non è un semplice essere umano, ma l'esorcista che stiamo cercando.
Gli altri rimasero ad ascoltarlo incuriositi
Mentre venivamo qua, ha visto la mia divisa e ha capito che sono un esorcista, così mi ha rivelato di esserlo anche lei e che le sue spade sono l'innocence. Ma non è di nessun ordine, non è mai stata a nessun quartiere generale e ha sempre vissuto sola. Questo almeno è quello che lei mi ha detto.
Non era proprio la verità, questo Lavi l'aveva capito, ma aveva preferito non indagare troppo, magari si sarebbe infastidita e se ne sarebbe andata, mentre doveva assolutamente riportarla alla sede centrale per chiedere al vecchio panda qualche cose che gli sarebbero state piuttosto utili.
