Quando il tempo si ferma…

Capitolo 2

"Due cuori che battono all'unisono…"

Il matrimonio di Melanie Brydon filò liscio. C'erano molti invitati che, a causa della guerra avevano bisogno di un po' di gioia e un matrimonio con danze era la cosa ideale. Molti giovani erano al fronte e i loro familiari, molto inquieti, avevano un po' dimenticato le loro preoccupazioni per una sera.

Candy non si divertiva, restava vicino a Lady Brydon, la maggior parte del tempo.

– Candy – disse Lady Brydon – vai a ballare, io starò bene, non preoccuparti per me –

– Non ho tanta voglia di ballare, Lady Brydon –

– Andiamo Candy, dimentica le tue preoccupazioni, oggi è un giorno di festa –

– D'accordo. Andrò a servirmi, voi volete qualcosa? –

– No, sto bene. Vai a mangiare Candy, hai perso peso a causa del tuo mal di mare –

– Verrò a controllarvi presto – disse Candy sorridendo.

Candy si diresse al buffet e si servì dell'insalata e della frutta. Non aveva ancora voglia di mangiare il cibo inglese.
Mangiò e dei giovani uomini iniziarono a parlarle. Ma lei evitò la conversazione allontanandosi. Non aveva la testa per festeggiare. Mise il suo mantello e uscì in giardino per prendere aria.
C'era un gazebo nel giardino della proprietà dei Brydon. Candy andò a sedervisi e pianse.
Un figlio? Oh, mio Dio, cosa aveva fatto? Ripensò a quanto accaduto…

Nello stesso momento a New York, Terence Grandchester era solo in un piccolo ristorante non lontano dal teatro. Era perso nei ricordi, come era arrivato lì?

Tutto era iniziato bene. Aveva ottenuto il ruolo principale in "Romeo e Giulietta", quello che avrebbe lanciato la sua carriera. Candy aveva ottenuto il suo diploma di infermiera e aveva uno stipendio. Lei era a Chicago, lui le aveva inviato un biglietto di sola andata per New York e un invito per la prima di "Romeo e Giulietta".
Lei lo aveva ricevuto e camminava su una nuvola. Non era mai stata così felice, avrebbe visto Terence, l'uomo che amava con tutto il suo cuore, l'uomo con cui voleva passare il resto della sua vita.
Dal lato di Terence c'era stato l'incidente di Susanna che gli aveva salvato la vita, ma non aveva potuto salvare lei stessa: aveva perso una gamba.
Lui era completamente devastato. La madre di Susanna gli faceva pressione affinché sposasse la figlia. Candy doveva arrivare per la prima, lui sarebbe stato obbligato a dirle che non potevano più stare insieme.
Ma dopo che lui l'aveva vista, così bella e innocente, non se l'era sentita di dirle che non potevano stare insieme…
Lei aveva notato la sua aria preoccupata, ma aspettò che le dicesse lui cosa succedeva. Lui non l'aveva abbracciata, lei aveva tanta voglia di farlo.
Lei volle vedere l'appartamento dove lui abitava.
Lui aprì la porta ed entrarono nell'appartamento di Terence.

– Ecco, questa è casa mia – disse Terence – Mettiti a tuo agio –

– Oh… – fece Candy un po' sorpresa.

– Sembri stupita… –

– No, insomma, un po'. È in ordine. Pensavo di trovare un appartamento in disordine… –

– Oh, la mia padrona di casa fa le pulizie ogni due giorni –

– Oh, a casa mia, è Albert che fa le pulizie –

– Candy! Hai preso Albert per una domestica o cosa? –

– Oh, avrei dovuto tacere! – disse Candy arrossendo – Ho cercato di fare le pulizie, ma Albert riteneva che non ero abbastanza svelta per i suoi gusti –

– È tutto qui quello che trovi come scusa per giustificarti? –

Candy guardò il muro e vide il manifesto di Romeo e Giulietta.

– Trovo che la foto non sia molto rassomigliante – disse.

– Quella non è una foto, è un manifesto – disse lui.

– Comunque assomiglia a una foto, trovo che tu sia meglio dal vivo. Ma… –

– Cosa? –

– È Karen Kleise che ha il ruolo di Giulietta, credevo che fosse Susanna Marlowe… Ho incontrato Karen in Florida, deve essere contenta e anch'io lo sono, perché se fosse stata Susanna, sarei stata un po' gelosa –

Terence l'ascoltava e la guardava tristemente. L'amava talmente tanto. Non voleva parlarle di Susanna perché non voleva rovinarle la gioia che dimostrava.

Candy sentiva Terence sempre preoccupato. Si domandava cosa fare per risollevargli il morale…

– Il the è servito, Candy – disse lui.

– Metterò il mio nome sul manifesto, così sarò Giulietta, almeno sul manifesto – disse lei.

Terence la guardò con amore, era così pura e innocente.

– Da dove ti vengono queste idee…? – disse lui in tono beffardo.

Candy si voltò un po' contrariata.

– Ah, ancora ti prendi gioco di me! – disse dirigendosi verso di lui.

Inciampò, spinse Terence e caddero entrambi a terra. Candy si ritrovò sul petto di Terence. Le tazze del the sul tavolo si rovesciarono. Si guardarono negli occhi ed entrambi si persero nei ricordi del collegio St. Paul e l'estate in Scozia.
Il tempo si era fermato... Terence non pensò più all'incidente di Susanna e alle spiegazioni che doveva dare a Candy la sera dopo, aveva la donna che amava su di lui, sul suo petto, la desiderava talmente tanto, più nulla aveva importanza.
Candy, sul petto di Terence, sentiva il calore e l'odore della sua acqua di colonia… Pensò al bacio, lei lo aveva schiaffeggiato, ma ripensandoci, era stata la cosa più bella al mondo, amava Terence con tutto il cuore e moriva dalla voglia di essere abbracciata di nuovo. L'aria ansiosa di Terence sarebbe venuta dopo…
Alzò la testa e si ritrovò vicinissima al viso di Terence. Questi si avvicinò e prese le sue labbra, prima molto dolcemente. Lei non lo respinse, attendeva questo bacio dal giorno in riva al lago in Scozia e gli rispose quindi con ardore.
Il bacio divenne sempre più focoso e durò a lungo.
Questi due esseri avevano bisogno l'uno dell'altro, erano destinati alla fine a stare insieme. Il desiderio aumentò in loro, Terence si fermò un momento e la guardò con tanta tenerezza.
Le parole erano inutili, si alzarono e andarono in camera…
Delinquente? No, per Candy il delinquente le faceva provare dei sentimenti e delle sensazioni di cui lei non sospettava nemmeno l'esistenza.
Lei non aveva alcuna voglia di fermarsi. Era con l'uomo che amava ed era al settimo cielo.
Terence si sentiva così bene con lei, tutte le preoccupazioni che aveva erano temporaneamente sospese da quando era con la donna della sua vita.
Si spogliarono lentamente e iniziarono ad abbracciarsi ancora, ad accarezzarsi a vicenda…
Lui fu molto tenero quando le prese la verginità e il dolore acuto che lei provò non tardò a trasformarsi in una sensazione deliziosa che fece sì che il loro incontro di corpi divenisse, alla fine, esplosivo, lasciandoli entrambi inebriati dalla voluttà che li stava assalendo. Restarono stretti l'uno contro l'altro, come se avessero paura di separarsi. La sensazione di benessere che provavano era tanto bella…
Candy non andò all'hotel, trascorse la notte con Terence e si donarono incondizionatamente ai piaceri della carne.

Non ci sarà oscurità questa sera
Mia cara, il nostro amore brillerà
Puoi fidarti del mio cuore
E mi incontrerai in Paradiso. Cara,
tu sei tutte le meraviglie del mondo per me
Un tesoro che il tempo non potrà rubare
Allora ascolta il mio Cuore
Fai giacere il tuo corpo accanto al mio
Lasciami riempirti dei miei sogni
Posso renderti felice.
Cara, nel corso degli anni
Io ti amerò un po' più ogni giorno
Allora, io ti prometto, questa sera
Che tu sarai per sempre la donna della mia vita.
Dormi mia cara
Facciamo di quest'unica notte, una notte indimenticabile.
Cara, ho bisogno delle tue tenere carezze
Lasciati prendere dal sogno
Due cuori che battono fino all'estasi.
Vieni, mia cara
Io ti terrò al caldo
Nell'ombra della notte
Lasciami toccarti con il mio amore
Io posso renderti felice.
Cara, nel corso degli anni
Anche quando io sarò vecchio e grigio
Ti amerò sempre più ogni giorno
Perché tu sarai per sempre la donna della mia vita.
Resta con me
Voglio che tu resti con me

La mattina, lei si risvegliò sempre contro il suo petto, non aveva alcuna voglia di lasciarlo. Lui nemmeno, ma dovevano alzarsi.

– Dobbiamo alzarci, Terence – gli disse, su di lui – È il giorno della tua prima –

– Sì, ma non ho alcuna voglia di lasciarti – le rispose baciandole i capelli.

– Anch'io… ma abbiamo il resto della nostra vita – gli disse sorridendo.

Terence aveva voglia di piangere. Gli facevano pressioni affinché si occupasse di Susanna, la sposasse… ma lui voleva sposare Candy più di qualsiasi altra cosa al mondo.
Susanna, però, gli aveva salvato la vita… Susanna sapeva che lui era innamorato di Candy. Ma… anche lei era innamorata di lui e averlo al suo fianco avrebbe potuto attenuare il dolore di aver perso una gamba per sempre.
Ma Candy… senza di lei non sapeva come avrebbe vissuto.
La notte di passione che avevano condiviso era stata magnifica, erano così in armonia. Forse non sarebbe dovuto accadere, ma la tentazione era stata troppo forte, lui aveva bisogno di conforto e stare con lei lo aveva confortato.
Candy aveva percepito che Terence era preoccupato per qualcosa, di sicuro per la prima di Romeo e Giulietta; aveva voluto rassicurarlo, ma erano andati un po' troppo oltre ed era stato fantastico…
Terence sarebbe stato fantastico anche sul palcoscenico, ne era certa.
Si alzarono a malincuore, Candy preparò la colazione per l'uomo che amava. Il carillon della felicità, che Stear le aveva dato come regalo, suonò la sua melodia.

– Grazie Candy – disse Terence sorridendo.

– Preparerò per te ogni giorno, a partire da adesso – gli disse sorridendo anche lei.

– Cos'è questa musica? –

– È il "carillon della felicità". Stear me lo ha regalato prima che prendessi il treno. Lo ha inventato per me. E funziona, perché sono davvero felice –

– Oh, è gentile da parte sua – disse Terence toccato.

Terence si sentiva un po' triste; il "carillon della felicità"? Sì, erano felici dal giorno precedente… ma la felicità sarebbe continuata dopo che lui le avesse parlato di Susanna?
Mangiarono e parlarono felici, poi Terence si fece una doccia e si preparò per andare a teatro. Candy lavò i piatti e mise in ordine l'appartamento.
Terence era pronto per andare a teatro.

– Fai bene le pulizie, Lentiggini –

– Grazie Terence. Non voglio che tu pensi che non sia capace di occuparmi di te –

– Non ne dubito nemmeno per un secondo Candy – le disse sorridendo – Ti verrò a cercare appena prima dello spettacolo, sii pronta d'accordo? Sono solo dispiaciuto di lasciarti sola… Spero che non ti annoierai. Ti porterò qualcosa da mangiare, non preoccuparti per la cena –

– D'accordo. Non stare in pena per me, Terence – gli disse sorridendo – Preparati per la tua grande prima –

– D'accordo –

Lui le si avvicinò e la baciò a lungo sulle labbra.

– Sono così felice che tu sia qui con me, Candy –

– Non c'è alcun luogo dove vorrei essere, Terence, te l'assicuro – gli disse con amore – Ti aspetto, a presto –

– A presto, Candy. Ti lascio una copia della chiave dell'appartamento nel caso vorresti andare da qualche parte a prendere un po' d'aria –

– Grazie Terence, arrivederci –

Lui uscì per recarsi a teatro, per la prova generale prima dello spettacolo.
Candy era rimasta nell'appartamento. Si chiese come avrebbe trascorso la giornata. Decise di uscire per andare dal parrucchiere, voleva farsi bella per l'uomo che amava che avrebbe finalmente realizzato il suo sogno di interpretare Romeo a Broadway.
Aveva anche un bel vestito da sera che si era procurata per l'occasione e un mantello abbinato al vestito. Per i suoi capelli, nel salone del parrucchiere, le sciolsero i codini e fecero dei bei boccoli a forma di S, ordinati.
Terence venne a cercarla, portando la cena per due che aveva comprato.

– Terence, buonasera – disse lei con un sorriso.

Lui le si avvicinò e la baciò sulla guancia. Lei lo baciò sulle labbra.

– Buonasera, Lentiggini, non ti sei annoiata troppo? –

– No, ho passeggiato un po'. Sono andata dal parrucchiere –

– Vedo – le disse sorridendo – Sei davvero bellissima, Candy –

– Grazie Terence, l'ho fatto per te –

Terence sorrise e mise il cibo sulla tavola. Candy mise i piatti a tavola e si misero a mangiare e chiacchierare. Poi Candy lavò i piatti e andò a prepararsi per la grande prima.
Terence l'aspettava ed era un po' triste, non voleva mostrarle che era inquieto. Lo spettacolo prima, le spiegazioni dopo. Candy pensava che sarebbe rimasta con lui per sempre. Era quello che lui voleva più di tutto al mondo, ma il destino aveva deciso altrimenti… Forse non avrebbe dovuto farla sua…? Ma lui non rimpiangeva nulla… era stato fantastico. Forse c'era una soluzione per loro due…? Ma quando Candy avrebbe saputo la verità…
Candy era pronta per andare a teatro e Terence la trovò sublime. Bisogna dire che lui l'avrebbe trovata sublime anche con degli stracci…

– Lentiggini, è necessario che mi concentri sullo spettacolo senza guardarti, perché tu mi distrai –

– Dovrei portarti fortuna e non distrarti… – gli disse sorridendo.

– Grazie di essere venuta Candy –

– Non potevo mancare alla tua prima Terence. Non l'avrei persa per nulla al mondo –

– Andiamo a teatro – disse Terence sorridendo.

Si diressero al teatro. Entrarono da una grande porta. Terence l'accompagnò al suo posto.
Candy strinse Terence tra le braccia.

– Buona fortuna, Terence – gli augurò Candy con un sorriso.

– Grazie Candy, a presto –

La baciò sulla guancia perché sapeva che Candy non amava le dimostrazioni in pubblico e andò via.
Neal, Iriza e la loro madre li avevano visti da lontano e andarono in collera.
Come si permetteva quella ragazza delle scuderie di venire alla prima di Romeo e Giulietta? Aveva certamente sedotto Terence ed era riuscita a farsi invitare…
Avevano osservato da lontano come Terence aveva accompagnato Candy al suo posto e poi andare nel suo camerino. Neal e Iriza lasciarono la madre che andò a prendere i posti e si diressero verso Candy.

– Cosa fai qui Candy? – disse Iriza.

– Iriza – rispose Candy – sono molto felice di vederti anch'io… Neal… –

– Cosa fai qui Candy ? – ripeté Neal.

– Dato che siamo in un teatro, direi che sono venuta a vedere lo spettacolo di "Romeo e Giulietta"? –

– Con quale diritto? – disse Iriza.

– Mi ha invitato Terence –

– Menti! Hai certamente usato il tuo corpo per sedurlo, sgualdrina! –

Candy arrossì pensando alla notte di passione trascorsa con Terence.

– No, Iriza, è il tuo futuro… – disse Candy.

– Come osi? – rispose Iriza in collera – Ti farò cacciare via! –

Un uomo della sicurezza si avvicinò a loro perché aveva visto il litigio.

– C'è qualche problema? – domandò avvicinandosi.

– Sì – disse Neal – Questa ragazza non deve stare qui, si è imbucata –

L'uomo era quello che, per fortuna, l'aveva lasciata entrare con Terence…

– No, signorina, ha tutti i diritti di stare qui, è l'invitata di Terence Grandchester – disse.

– Ma… – cominciò Iriza.

– E vogliate smetterla di importunare la signorina – disse l'agente – altrimenti vi scorterò fuori –

I Leagan non ebbero altra scelta che raggiungere la madre che aveva già preso posto. Misero il broncio.
Lo spettacolo iniziò e Terence fu come Candy si aspettava: superbo. Aveva le lacrime agli occhi guardandolo, era sommersa da varie emozioni, piangeva per la gioia.
Ci fu un intervallo e Candy si alzò per sgranchirsi le gambe. Aveva voglia di ritornare a casa per festeggiare con Terence. Non prestava attenzione agli altri spettatori, ma udì il nome di Susanna e si mise ad ascoltare la conversazione delle due donne…

– Sì, Susanna Marlowe ha salvato la vita all'attore principale, Terence Grandchester e ora vuole servirsene per farsi sposare! –

– Ma ha perso una gamba – disse l'altra signora – Karen Kleise ha approfittato della sua sfortuna… –

– La sfortuna di uno fa la felicità di un altro –

Candy vide tutto il suo mondo crollarle addosso.
Susanna aveva perso una gamba e obbligava Terence a sposarla? E lei allora? No, non era possibile! Terence non avrebbe approfittato di lei sapendo che non sarebbero mai stati insieme ?! No, era orribile! Doveva andare a trovare Susanna all'ospedale.
Si informò, si cambiò e andò all'ospedale a trovare Susanna.
Trovò la camera vuota, cercò Susanna e la trovò sul tetto, le salvò la vita afferrandola stretta.
Il personale medico arrivò insieme a Terence, i loro sguardi si incrociarono…
Terence prese Susanna tra le braccia…

– Oh Terence! Non sei venuto a trovarmi ieri… – disse Susanna piangendo.

Candy si sentì male, probabilmente Terence doveva accompagnarla all'hotel e andare a trovare Susanna all'ospedale… ma era stato distratto da lei…
Oh, mio Dio! Si sentiva così in colpa! Susanna aveva bisogno di Terence e lei lo aveva tenuto con sé.
Terence accompagnò Susanna nella sua camera. Candy la andò a trovare, le disse di prendersi cura di Terence e uscì.
Terence le andò incontro.

– Candy… – disse Terence.

– Devo rientrare a Chicago, Albert ha bisogno di me –

Albert? Si disse Terence. Ma… ? Avevano passato la notte più bella della loro vita e lei tornava da Albert? No…

– Devi partire ora? Ma è tardi – disse.

– Prenderò l'ultimo treno –

– Candy, come puoi parlare di partire dopo quello che è accaduto ieri sera? –

– Quello che è accaduto, non sarebbe dovuto accadere – disse lei con calma – È stato un errore. Tu avresti dovuto stare con Susanna… Io ritorno a Chicago –

– Un errore? – disse Terence ferito – Ma… –

– Sì, ritorno da Albert, l'ho lasciato solo abbastanza –

– Albert non ha bisogno di te, è lui che cucina mi hai detto, può cavarsela da solo… Candy, ti prego, non partire –

Ma Candy, che si sentiva in colpa, si precipitò verso le scale e le scese. Terence la seguì e la abbracciò da dietro, non voleva lasciarla. Aveva le lacrime agli occhi, aveva l'impressione che una parte di lui se ne stesse andando via con Candy, che una parte di lui stesse morendo.

– Candy – disse con un singhiozzo nella voce.

"Terence piange" – si disse – "Oh, Terence!"

– È finita Terence – disse Candy con fermezza – Lasciami partire –

– No, Candy, non voglio lasciarti… –

– Devi restare con lei – disse Candy piangendo – Ha bisogno di te –

– No, sei tu che amo, sei tu che voglio… Candy te ne prego… sei tu che voglio sposare… –

– Terence… devo andare… – disse piangendo.

– No… Ti prego amore mio… non voglio lasciarti… resta con me… –

– Ma Susanna… –

– Troverò una soluzione, troveremo una soluzione insieme –

– Quale soluzione Terence? Lei ti ha salvato la vita, ha perso una gamba ed è molto innamorata di te! Ha bisogno di te! –

– Ma sei tu che amo – disse lui con il cuore spezzato – Candy ti prego non lasciarmi… –

– Terence devo partire per facilitarti il compito… Rifletti… tu non sei venuto a trovarla ieri perché eri con me. Lei aveva bisogno di te… –

Terence la teneva abbracciata da dietro, il viso nei suoi capelli, non voleva lasciarla. Aveva l'impressione che se l'avesse lasciata avrebbe perso una parte di se stesso.

– Se soltanto il tempo potesse fermarsi… se potessimo restare così in eterno… Candy, sarai felice allora? Me lo prometti? –

– Te lo prometto, Terence – disse piangendo.

–Ti accompagno alla stazione, allora –

– No, me la caverò, darò le chiavi alla proprietaria… Resta con Susanna –

– Candy… –

Terence la tenne ancora per un momento che sembrò interminabile, infine la lasciò.

Candy corse e uscì dall'ospedale, il cuore spezzato in mille pezzi senza voltarsi. Nevicava abbondantemente quella sera. Era andata all'appartamento, aveva preso la valigia e aveva lasciato New York la sera stessa…

Io ti amerò sempre più ogni giorno
Perché sarai per sempre la donna della mia vita
Resta con me
Voglio che resti con me

Terence andò nella camera di Susanna, il cuore in cenere, per dirle che aveva scelto e che Candy era partita… senza voltarsi.

Terence tornò alla realtà. Avrebbe dovuto insistere affinché Candy restasse, è lei che voleva più di tutto al mondo. Ma le cose erano quelle che erano… Si alzò, lasciò il ristorante e tornò al calvario che era divenuto la sua vita.

Candy asciugò le lacrime con un fazzoletto, il fazzoletto che Terence aveva dimenticato e che lei aveva conservato. Guardò le iniziali "TGG".

– Terence Graham Grandchester – disse ad alta voce – tu sarai padre e non lo saprai mai… Avrò il nostro bambino… Non so cosa fare, ma me ne prenderò cura. Piccolo Terry, forse tu non conoscerai mai tuo padre, ma io mi prenderò buona cura di te. Oh Terence! Se noi non eravamo destinati a stare insieme perché Dio ha permesso che aspettassi tuo figlio? È di sicuro una punizione per aver fornicato prima del matrimonio! Come ho potuto essere così stupida?! Scusami piccolo Terry è l'ultima volta che dirò questo. Tu sei un miracolo della vita e ti amo con tutto il cuore, ok? –

Lei continuò a parlare tra sé e al bambino, piangendo e toccandosi il ventre.

– Signorina Andrew? – disse la voce di un uomo.

Candy sussultò, si voltò e fu sorpresa di vedere il duca di Grandchester.

– Signor duca? – disse Candy asciugando le lacrime – Buonasera –

– Buonasera –

– Siete qui da molto tempo? Cosa fate qui? –

– Vi ho visto al banchetto e volevo parlarvi –

– Avete sentito ciò che ho detto? –

– Voi aspettate il mio nipotino… Dove diavolo è mio figlio?! Come ha potuto fare una cosa simile? –

– La mela non cade lontano dall'albero – disse Candy ironicamente.

Il duca non replicò. Aveva fatto la stessa cosa quando era giovane con la madre di Terence. Candy gli aveva ricordato che non doveva giudicare. Era un po' imbarazzato, ma si riprese.

– Ascoltate, signor duca questo bambino è un mio problema. Non verrò mai a chiedervi nulla… Me ne occuperò da sola –

– Signorina Andrew dov'è mio figlio? –

– In America –

– Che fate qui? –

– Noi ci siamo lasciati, allora ho accettato un posto qui a Londra per schiarirmi le idee. Lui deve sposare la donna che gli ha salvato la vita –

– Dovere e obbligo? –

– Sì, questo vi ricorda qualcosa? – disse Candy ironica.

– Lui non sapeva che voi aspettate un figlio? –

– L'ho saputo solo stamani –

– Come avete potuto essere così imprudenti?! –

– Proprio voi ponete questa domanda? – ribatté Candy.

– D'accordo, ve lo concedo. Non mi ero reso conto che Terence mi rassomigliasse più di quanto vorrebbe ammettere –

– L'avete educato bene –

– Ma… signorina Andrew, potete venire a farmi visita al castello domani sera? –

– Perché? – chiese Candy scettica.

– Voi siete la madre del mio futuro nipotino. Ora siamo legati per la vita –

– Io non voglio nulla da voi. Posso cavarmela da sola e posso assicurarvi che a mio figlio non mancherà nulla –

– Voglio semplicemente vedervi e parlarvi – disse il duca.

– Non vi lascerò prendere il mio bambino… –

– Non ho alcuna intenzione di sottrarvi vostro figlio… Credetemi, vi prego –

Candy lo guardò, stava quasi supplicandola. Lei non aveva nulla da perdere, quindi perché no?

– D'accordo, verrò di sera quando sarò un po' libera – disse Candy.

– Grazie, signorina Andrew. Volete tornare alla festa con me? –

– Verrò presto. Grazie signor duca –

– A domani allora – disse il duca.

Candy restò nel gazebo ancora qualche minuto, poi tornò da Lady Brydon che le disse che stava bene. Candy allora prese congedo e andò a riposare.

Domani è un altro giorno.

Continua...