Hannibal sentì che i suoi piedi toccavano di nuovo il pavimento. La luce svanì lentamente, permettendo ai suoi occhi di adeguarsi all'ambiente. Si guardò intorno. C'era la cella di un carcere.

"Perché siamo qui?".

La voce - che sembrava giungere da ogni parte e, tuttavia, essere soltanto nella sua testa - rispose. "Tu credi che i tuoi uomini starebbero molto meglio se avessero i loro veri padri invece di te, è corretto?".

"Non lo pensi anche tu? Continuo a mandarli in missioni per le quali restano feriti".

"Hai un'occasione rara. L'occasione di vedere come sarebbero le vite dei tuoi uomini se non fossero con te".

Hannibal stava per fare un commento quando udì qualcuno urlare delle bestemmie.

"Sberla?".

Corse lungo il corridoio e si fermò alla cella che tratteneva il suo tenente.

"Sberla? Sono io, Hannibal!".

Sberla lo guardò con disgusto. "Di che parli, vecchio? Penso che tu ti sia perso mentre andavi al manicomio".

Fino a quel momento, Hannibal non aveva creduto davvero alla folle favola della voce, ma ora ci credeva! "Sberla, non mi conosci?".

"Perché continui a chiamarmi in quel modo? Mi chiamo Richard!".

"Richard?".

Sberla, ehm, Richard, girò gli occhi. "Per essere qualcuno che pensa di conoscermi, non sai nemmeno il mio nome!".

Hannibal frugò nella sua mente. Pensava di conoscere tutti i precedenti nomi di Sberla, ma non ricordava che Richard fosse mai stato uno di essi. "Richard, ti dice qualcosa il nome Templeton Peck?".

Richard ci pensò un attimo. "No, dovrebbe?".

In quel momento, una guardia si avvicinò alla cella. "Su, Bancroft. È l'ora del processo".

Richard ringhiò. "E perché diavolo si prendono il disturbo di processarmi? Tutti sanno che finirò legato a quella rapina. Il mio nome da solo mi darà il verdetto di colpevolezza".

Hannibal guardò Richard che veniva ammanettato e portato via. Si rivolse a un'altra guardia. "Che cosa ha fatto?":

"Ha fatto fuori un prete. Quello giura di essere innocente. E onestamente tutte le prove portano a pensare che sia stato un inganno. Ma essendo il figlio di AJ Bancroft non se la caverà molto facilmente".

"AJ Bancroft? È il figlio di Bancroft?".

"Sì. Mi dispiace davvero per lui, ad essere onesto. Il suo vecchio lo faceva lavorare nel racket ancora prima di andare a scuola. Quando ha finito le superiori ha cercato di rifarsi una vita. E da qual momento ha rigato dritto. Non mi sorprenderebbe affatto se tutta questa storia l'avesse architettata Bancroft per sbarazzarsi del figlio".

"Ma se le prove indicano che è innocente, perché è così sicuro di essere dichiarato colpevole?".

"Perché AJ Bancroft è il suo vecchio. Lo sanno tutti che la mela non cade lontano dall'albero. Ed essendo il figlio di Bancroft, se davvero rigava dritto, non mi sorprenderebbe se questo lo rimandasse a squartare la gente! Non che avesse un grande esempio che gli abbia mostrato come vivere".

Hannibal non resisteva più. Cercò di rincorrere Sberla, ma improvvisamente tutto era di nuovo sparito. Strizzò di nuovo gli occhi, posto di fronte alla luce accecante.

"Ehi! Chiunque o qualsiasi cosa tu sia, dimmi cosa succederà a Sberla!".

"Richard Bancroft verrà condannato a cinquant'anni per l'omicidio di un sacerdote di nome Padre Maghill. Durante il terzo anno in carcere verrà trovato nella lavanderia, strangolato da un altro detenuto".

Hannibal allungò le braccia, cercando di trovare qualcosa da colpire. "Chi sei? Fatti vedere!".

"La rabbia non cambierà lo stato delle cose".

"No, ma mi farà stare meglio!".

"Solo momentaneamente. Se anche avessi una forma tangibile da presentarti, qualche pugno non cambierà la vita di Richard Bancroft".

"Sberla! Si chiama Sberla! Templeton Peck!".

"No. Vedi, tu hai voluto che avesse il suo vero padre. Non è mai stato lasciato all'orfanotrofio. Non ha mai cambiato vari nomi. Non si è mai arruolato nell'esercito. Non ti ha mai incontrato".

Hannibal smise di lottare. "Riporta le cose come prima. Per favore. Non posso resistere all'idea che la vita di Sberla sia questa!".

"Non ancora. Prima faremo visita a un altro dei tuoi uomini".