"Nessuno ha visto niente"
"Troppa gente, quindi è come se fosse accaduto nel deserto... stiamo aspettando le telecamere, Beckett? Hai sentito?"
"Uhm, sì, sì Ryan scusami è che..."
"lo so, anche noi siamo in pensiero per Castle, vedrai che..."
"uhm, è che tutta questa storia è assurda..."
La porta che li divideva dalla concitazione del pronto soccorso si aprì lasciando passare uno dei medici che erano entrati insieme a Castle, li aveva individuati lungo il corridoio e puntava deciso verso di loro, si abbassò la mascherina che ancora teneva sulla bocca, si rivolse a Kate che per un attimo aveva dimenticato di essere lì anche in veste ufficiale, la sua mente aveva riempito i secondi che ci vollero al medico per chiudere la distanza fra di loro con un campionario di paure recondite che non sapeva neanche di riuscire a provare tutte insieme
"Detective Beckett! Questo è il taccuino che mi avete detto di cercare, non so quanto possa esservi utile date le condizioni in cui è, ma insomma, eccolo qui"
"Grazie... dottore" giusto! gli appunti di Castle, era stata la prima richiesta sensata che avevano fatto, volevano mettersi subito al lavoro, capire, trovare i responsabili. Rimase con quell'oggetto irriconoscibile tra le mani, poi sembrò rianimarsi, trovò il coraggio di fare l'unica domanda che continuava ad assillarla da quando erano arrivati in quel corridoio "senta... ha notizie, come sta il signor Castle?"
"Lo stanno operando ancora, ma una cosa posso dirgliela, lei e quel taccuino gli avete salvato la vita" terminò la frase guardandole le mani ancora sporche del sangue del suo partner, mentre lei non riuscì a rispondere, neanche un grazie, provò con un cenno della testa, troppo impegnata a cercare di riprendere a respirare meno rapidamente.
Stringeva tra le dita quella reliquia da cui aveva sperato di cavare informazioni utili per capire meglio quella faccenda, e che invece era diventata l'unico ostacolo alla morte di Rick.
Sospirò cercando di ritrovare un barlume di professionalità "Questo non credo ci sarà utile... avete fatto quello che vi ho chiesto?"
"Sì, abbiamo cercato tra le centinaia di aggressioni ad arma bianca e..."
"E? Cosa sappiamo?"
"Ne abbiamo trovate alcune, tutte avvenute nelle ultime settimane"
"classificate come aggressioni a scopo di rapina"
"Ma in realtà non lo sono, e due si sono trasformate in omicidio nelle ultime ore"
"Oh"
Ripensò a quanto erano stati vicini a catalogarne un'altra come omicidio, sarebbe bastato che il taccuino non fosse stato nella tasca interna della giacca...
"Il modus operandi è sempre lo stesso, l'aggressore si avvicina alla vittima velocemente, affonda il coltello, non dice nulla, non ruba nulla, si allontana lasciandola con uno massimo due fendenti"
"Predilige il costato, ma per due volte è andato troppo vicino al cuore"
"Quindi è un serial killer? Aveva ragione Castle?"
"Non so se definirlo così, è sicuramente pericoloso per la sua assoluta imprevedibilità, ha colpito in diverse parti della città, ad ore diverse, e fino ad ora è sempre sfuggito alle telecamere, abbiamo solo immagini lontane, sgranate, inservibili"
"Pensate che lo sappia? Cioè agisca lontano dalle telecamere appositamente?"
I due poliziotti scossero la testa, era troppo presto per saperne di più
"E le vittime?"
Tutti uomini, età compresa tra i trentacinque e i quaranta... professionisti, impiegati, un po' di tutto
"Sembra tutto affidato al caso..."
"I sopravvissuti che dicono?"
"abbiamo il rapporto solo di due, gli altri bisogna sentirli, comunque dichiarano che non si sono accorti di nulla, si sono sentiti urtati e l'attimo dopo perdevano sangue"
"Esattamente come è successo a Castle"
"Già"
"Già... magari se lo avessimo ascoltato, invece di prenderlo in giro per le sue teorie astruse..."
"Ora non sarebbe lì dentro a lottare per riuscire a sopravvivere, è colpa mia, solo colpa mia"
"Magari nostra, Beckett"
- Fuori pericolo
- Terapia intensiva
- La famiglia in arrivo da LA
"Se vuole può vederlo detective ma solo per qualche minuto"
"Noi andiamo, ti aspettiamo al distretto"
"Vengo con voi, ragazzi"
"Cos'hai paura che si svegli e ti dica "visto? Avevo ragione io!" Ti facevo più coraggiosa Beckett"
"Ok, ok, rimango qui per un po', ma poi vi raggiungo"
"Sì, sì, ok, è tutto ok, a dopo"
"A dopo"
Perché un atto così ordinario, accertarsi che il tuo partner stia realmente recuperando, azione che quasi ogni poliziotto prima o poi si ritrova a dover compiere, a lei sembrava così difficile? Di cosa aveva paura esattamente?
Dei fili scoperti, sì quelli che se entrano in contatto fanno saltare tutto, quella storia aveva scorticato tanti fili che lei teneva ben riparati attorcigliati dentro di sé, ed ora temeva il corto circuito definitivo, le cui avvisaglie c'erano state su quel marciapiede... ma a chi la raccontava, da molto prima di quel marciapiede, dall'inizio estate, i suoi discorsi impacciati, vederlo andar via con Gina, ingoiare un boccone che neanche s'era accorta fosse così amaro, finché non le era sceso nello stomaco, attorcigliandolo
Si diede della codarda mentre entrava nella stanza, emise un profondo sospiro di sollievo quando si accorse che non era ancora cosciente, non era sicura avrebbe retto nessun tipo di conversazione, neanche un 'ehi', o il suo sorriso o il suo broncio, sì perché in realtà poteva essere arrabbiato e molto, con lei, se era finito lì era colpa anche sua, che mai come questa volta lo aveva deliberatamente ignorato e deriso.
Quando finalmente le sue gambe la portarono più vicino al letto ebbe la grazia di dimenticarsi tutti quei pensieri involuti, era vivo, respirava da solo, il viso era disteso e non contratto in quella maschera di dolore e incredulità con cui s'erano lasciati.
Aveva gli elettrodi sul petto che monitoravano i battiti cadenzati del cuore e poi una larga fasciatura che ricopriva tutto il resto del busto, era caldo... ritrasse la mano, quando l'aveva poggiata su quella di Castle? ma che le diceva il cervello? Si scostò impaurita più da sé stessa, lo guardò per qualche secondo, temendo d'averlo svegliato, infastidito, poi uscì, corse via, sperava lontano da quei moti dell'animo che s'erano messi a galoppare, ma è difficile allontanarsi da ciò che si ha dentro.
