Il cielo era così sereno quella sera, il manto stellato brillava intensamente, le sembrò di intravedere due puntini che pulsano in lontananza, uno azzuro e uno giallo, Nettuno e Urano, pensò, "Che sciocca, sono troppo lontani! " Troppo lontani... quella frase continuava ad aleggiarle in testa, fu distratta da un piccolo bagliore, un riflesso sotto il sedile del passeggero. Prese tra le dita il minuscolo oggetto, esaminandolo, un sorriso amaro affiorò sulle labbra, era un bottone. Il pensiero di come fosse arrivato lì, le inviava brividi lungo la schiena, Troppo lontani... ripetè ancora.

- Flashback di Haruka -

Erano sedute in cucina, entrambe fissavano senza interesse la propria tazza di tè, "Sei stata troppo dura con quelle ragazze, in fondo vorrebbero solo aiutarci", disse Michiru, un velo di rimprovero nella sua voce. Haruka continuava a fissare il suo tè, sapeva che se avesse guardato negli occhi la sua patner, avrebbe perso la battaglia, era sempre così con lei, bastava uno sguardo in quegli occhi acquamarina per far crollare tutte le sue barriere. Oggi no, non voleva, non poteva. "Sono solo d'intralcio per noi, rischiano di compromettere la missione", rispose freddamente. Michiru era visibilmente irritata, allungò le mani sul tavolo in cerca di quelle della bionda, " Perché devi essere così testarda, io penso che Sailor Moon potrebbe aiutarci". Haruka ritirò le mani bruscamente, si alzò e si avvicinò alla grande finestra del salone. Era sera, la città sotto di lei brulicava di luci, di persone, di vita, sentiva tutto il peso del gravoso compito che il destino le aveva assegnata sulle spalle, si sentiva responsabile per quelle persone, loro erano all'oscuro di tutto, ma la loro stessa esistenza dipendeva solo dalle scelte e dalle azioni che avrebbero intrapreso lei e la sua patner. Strinse i pugni istintivamente, "Sailor Moon è solo una sciocca ragazza che crede che l'amore possa risolvere ogni cosa. Lei e le sue amiche non saranno mai in grado di comprendere quello che stiamo andando a fare", Michiru ebbe un brivido di freddo a sentire quelle parole, sapeva a cosa si riferiva la guerriera dei venti, Sailor Pluto le aveva avvisate; Solo i cristalli dei cuori puri di tre persone, possono risvegliare il Messiah e far apparire il Sacro Graal, sta a voi il compito di trovarli. Ma sappiate che un individuo non può sopravvivere sprovvisto del suo cristallo, egli è destinato a morire, è il sacrificio richiesto per la salvezza dell'umanità. Così è stato stabilito e così sarà. "E se ci fosse un'altro modo, se avesse ragione lei?", Michiru stava vacillando, lei che era sempre stata la più coerente, la più convinta nel voler portare a termine il compito a loro assegnato, Haruka sentiva che non poteva permetterlo, sbattè forte il pugno contro il vetro, "Non è così Neptune! E lo sai anche tu! C'è solo una via da percorrere e con te o senza di te, IO farò quello che DEVO!". La dea del mare era sconvolta, non aveva mai visto la sua compagna così, non aveva mai usato il suo nome di battaglia quando erano da sole, addirittura a casa. Sapeva che quello che aveva detto era vero, ma per la sua mente era troppo duro da accettare. Tu non capisci Haruka, io voglio solo proteggerti, pensò, mentre portava la mano alla bocca per contrastare un singhiozzo. La senshi di Urano continuava a guardare fuori, il suo cuore le diceva di voltarsi, di stringere il suo amore tra le braccia, consolare il suo pianto. Ma la testa le imponeva di non farlo, se lo fai ti perderai dentro di lei Haruka, annegherete insieme nel suo mare, non puoi permetterlo, anche se fa male, sai che non puoi. "Ci vediamo domani a scuola", andò via senza guardarla, Michiru sentì sbattere la porta, poi crollò sul pavimento della cucina.

- Fine del flashback

I venti forti sferzavano la Crystal Tower di Tokyo, quasi come a volerla spezzare, rumori metallici risuonavano nell'edificio deserto. Un'esile figura si sporgeva dalla ringhiera, lo sguardo nel vuoto sotto di sè scrutava il buio, scalfito dalle luci di una metropoli che non dorme mai. "Non è proprio il posto ideale per incontrarsi con quest'aria di tempesta". Una donna dai lunghi capelli corvini apparse come dal nulla, chiunque sarebbe trasalito, trovandosela di fianco così all'improvviso, ma Michiru rimase impassibile, persa nei suoi pensieri. "Avevo bisogno di sentire il vento. Mi mancava.", la donna più anziana sorrise tirando su il bavero del trench, "Ma il vento troppo forte rende il mare agitato", anche Michiru sorrise debolmente, "Il mare sopporta anche la più forte delle tempeste e il vento prima o poi si calma", "Nonostante le apparenze, ho sempre pensato che la più forte delle due eri tu, la ragione prevale sempre sull'impeto.", appoggiò le braccia sulla ringhiera posizionandosi di fianco alla ragazza più giovane. "In ogni modo, perché mi hai chiamato?", "Ho fatto un sogno stanotte, un presagio chiaro come le stelle.", ancora una volta il sorriso apparve sul volto olivastro della donna, "È incredibile quanto tu abbia ereditato dall'antica Neptune, non avrei mai creduto che anche in questa vita, i tuoi poteri premonitori fossero così forti", il sorriso della senshi dei mari era più un ghigno sarcastico, "Avrei fatto volentieri a meno di questi poteri, soprattutto dopo quello che ho visto, mia cara Pluto.", L'espressione amara della guardiana del tempo, rivelava tutto il suo disappunto, "Quando hai accettato il tuo destino sapevi a cosa saresti andata in contro", Michiru si voltò guardandandola negli occhi, "Ho accettato di portare questo fardello per la salvezza dell'umanità, ma non avrei mai pensato che le cose sarebbero andate così, non pensavo che mi sarei innamorata di lei!", la sua voce tremava pronunciando le ultime parole. "Siete destinate ad essere legate l'una all'altra, come i vostri pianeti gemelli, come guerriere sailor e... come amanti", "Quindi tu avevi previsto tutto Set, sapevi tutto sin dall'inizio, anche che non saremmo sopravvisute a questa missione?", lo sguardo di Nettuno era duro e freddo come il ghiaccio, Setsuna spalancò gli occhi amaranto, le sue mani iniziavano a sudare, le staccò dalla balaustra e si strinse nelle spalle, cercando di dominare i brividi, "Tra i doveri che il mio status m'impone, ho l'obbligo di mantenere il silenzio su qualsiasi accadimento futuro e comunque posso solo dirti che il corso del tempo può sempre essere cambiato.", "Allora cambierà Set, io farò in modo che cambi, Uranus vivrà.", il tono di Michiru aveva l'aria di una promessa solenne, la guardiana del tempo era sempre più amareggiata, le due donne si fronteggiavano con il viso tirato, " Neptune hai bisogno che ti ricordi quali sono i tuoi doveri di guerriera Sailor? Hai giurato di proteggere la principessa e difendere questo pianeta per la rinascita del Regno d'Argento!", la voce di Pluto era imponente, quasi non umana, sembrava provenisse da lontano, la sua autorevolezza avrebbe fatto vacillare chiunque, ma Michiru era ancora lì a reggere il suo sguardo di fuoco, senza spostarsi di un millimetro. " Grazie per la tua lezione Sailor Pluto, ma conosco bene qual è il mio compito e intendo svolgerlo fino all'ultimo dei miei respiri, ma non a costo della vita di Haruka, questo non lo farò mai!", aveva alzato la voce senza volerlo, "Lei non sarebbe d'accordo, sei consapevole di questo? ", "Non ha importanza, io la proteggerò a costo di ricevere in cambio il suo disprezzo!", la bellezza del mare si sentì instabile sulle sue gambe, Setsuna provò una grande pena per lei, le si strinse il cuore nel vedere la sua vecchia amica così disperata. "Sei hai preso questa decisione, non sarò io a fermarti, che il destino si compia così come è scritto, non interferirò". Michiru annuì, Pluto si voltò, ebbe un attimo di esitazione, guardò per l'ultima volta la sua amica, "Michiru, vorrei solo dirti che mi dispiace, spero che un giorno mi capirai", poi sparì così come era venuta. Michiru continuava a fissare il baratro davanti a sé, una raffica di vento si alzò impetuosa colpendola come uno schiaffo in pieno viso, "Soffia vento, soffia, ho bisogno di sentirti su di me".