A/N Gente, ecco qua il secondo capitolo! Prima volevo solo dire che rileggendo il primo capitolo, ho notato che certe cose potevano essere scritte meglio, ma ehi, era la mia prima traduzione e ancora non avevo "esperienza" diciamo, ma vi prometto che da questo capitolo in avanti saranno tutti scritti meglio, ho imparato dai miei errori!

Altra cosa, se qualcuno si dovesse mai chiedere perché questa traduzione è sul profilo di midnightopheliac ma come avrete letto a scriverla sono io, cioè Crawfol, e quindi perché non è sul mio profilo, il motivo è semplice: semplicemente essendo che la storia è sua, e alla fine io la sto ""solo"" traducendo, metterla sul mio profilo, anche se con tutti i dovuti crediti a lei, mi sarebbe sembrato un po' come rubare il suo lavoro, quindi le ho chiesto che a postare fosse lei, a me basta solo il messaggio che ho scritto prima del testo nel precedente capitolo dove ho detto in pratica che ero io a fare la traduzione e non lei ovviamente, tutto qua :)

Detto ciò. buona lettura!


Gli occhi di Judy si spalancarono. La bella volpe era la mamma di Nick? Un leggero tocco contro la parte posteriore della sua gamba avvertì Judy della coda di Nick, che le aveva avvolto leggermente le gambe, tenendola vicina.

"Nicky, piccolo, non vieni qua a casa da così tanto tempo" continuò la volpe, con l'ampio sorriso ancora sul muso. Notando Judy nascosta contro il fianco di Nick, l'attenzione della volpe si rivolse a lei. "Ohh, e hai portato a casa una ragazza! Una tenera tra l'altro!"

Nick sospirò, aprendo la bocca per protestare che sì, Judy era una ragazza, ma non era la sua ragazza. Judy offrì alla mamma di Nick un sorriso, estendendo la sua zampa libera. Lasciò perdere il commento tenera, non volendo sembrare maleducata rimproverando la mamma di Nick. Probabilmente non aveva mai interagito con dei conigli e ancora più probabilmente non sapeva che i conigli odiavano essere definiti teneri da altri mammiferi. Nick chiuse la bocca, lasciando che la sua socia parlasse. "E' un piacere conoscerla, Signora, sono Judy."

La volpe sospirò affettuosamente di nuovo, ignorando la zampa di Judy in favore di un gentile abbraccio. La presa di Judy su Nick si allentò mentre la Signora Wilde la abbracciava. "E' un piacere incontrarti anche per me , Judy, Signora mi fa sentire un po' vecchia però, per favore, chiamami Marian." Fece un passo indietro, offrendo un sorriso a Judy. Lo sguardo di Marian si abbassò, notando lo strappo nei pantaloni di Judy e la macchia di sangue, per non parlare della coda del figlio ancora avvolta intorno al piccolo coniglio in maniera protettiva. "Oh santo cielo! Che diavolo è successo? Nicky, non stare lì in piedi, aiuta Judy ad entrare e portala alla poltrona comoda!" Marina indietreggiò dentro casa, tenendo la porta aperta. Tirando di nuovo Judy al suo fianco, Nick la aiutò ad entrare e ad attraversare il salotto verso la soffice poltrona.

"Rischi professionali, Sign-Marian" Judy si corresse mentre Marian chiudeva la porta dietro di loro, gesticolando mentre Nick la aiutava ad attraversare la stanza e a salire sulla poltrona. Judy sprofondò nei cuscini, la soffice stoffa cedette leggermente sotto il suo piccolo peso.

"Che cos'è che fai, Judy?" Marian si agitò, prendendo alcuni cuscini dal divano e sprimacciandoli, sistemandoli per creare un piccolo pouf per la gamba di Judy.

Judy sorrise alla sua gentilezza, notando poi come Nick fosse scomparso per un momento prima di tornare con una morbida coperta rossa.

"Sono un poliziotto della PDZ. Stavo lavorando ad un caso su dei mammiferi scomparsi qualche mese fa e ho trascinato Nick ad aiutarmi. Pensavo di aver chiuso il caso ma in realtà non lo avevo fatto, ho solo peggiorato le cose. Però ho trovato una nuova pista e stavolta Nick ed io abbiamo davvero chiuso il caso."

Judy sorrise affettuosamente a Nick mentre la copriva con la coperta, rimboccandola intorno a lei. Un sorriso abbellì il muso della volpe in risposta mentre si concentrava per non colpire la gamba ferita di Judy.

"Sei il coniglio del notiziario, giusto?" Chiese Marian, guardando suo figlio mentre rimboccava la coperta al mammifero più piccolo. Il suo Nicky si era affezionato ad una coniglia. Marian avrebbe riso all'assurdità della cosa se fosse stata sola. Eppure, suo figlio sembrava molto più felice ora rispetto all'ultima volta che aveva fatto visita due mesi prima; era stato così triste e lunatico allora. Marian fu quasi tentata di usare i suoi "poteri da mamma" e costringerlo a dirle cosa c'era che non andava.

Le orecchie di Judy si abbassarono, il suo sguardo cadde sulla coperta. Con un tocco gentile, Nick le sollevò la testa, non piacendogli i suoi sensi di colpa. "Sei tornata, Carotina. Abbiamo sistemato le cose e abbiamo risolto il caso. Sono sicuro che Capitan Bufalo Muschiato rilascerà una dichiarazione domani e tutto andrà bene." la rassicurò Nick.

Gli occhi viola incontrarono di nuovo quelli color smeraldo, e Judy sospirò dolcemente, dando a Nick un piccolo sorriso. "Non avrei potuto farlo senza di te, Slick."

Nick, a disagio con le lodi, fece un grande sorriso e tolse la sua zampa dal mento di Judy per fare un gesto a se stesso. "Sono piuttosto bravo, bisogna dirlo."

Judy gli tirò un leggero pugno sulla spalla, roteando gli occhi. I suoi lineamenti si addolcirono mentre allungava la zampa per afferrare la fine della cravatta di Nick, usandola per impedirgli di scappare via dalle lodi. "Sì, lo sei." La coda di Nick scodinzolò inconsciamente un po' al encomio.

Marian era ferma accanto al divano, osservando il suo unico figlio e il coniglio poliziotto interagire. Il rossore che attraversò Nick come Judy gli disse che era bravo era visibile appena nelle sue orecchie, la sua pelliccia rossa nascondeva la maggior parte di esso, e il felice scodinzolare della sua coda fece sorridere Marian alla coppia. Questa coniglietta lo stava costruendo con le sue lodi, non lo stava abbattendo come molti avevano fatto. Le volpi erano ancora considerate inaffidabili per natura, un pensiero che rattristava la volpe femmina. Lei si ricordò di quella volta in cui Nick tornò dall'iniziazione dei Giovani Scout Ranger un'ora prima del previsto, con gli occhi rossi e la pelliccia bagnata di lacrime. Lei non aveva insistito, aveva invece dato un abbraccio al suo ragazzo e gli aveva detto quanto lo amava prima che lui si chiudesse nella sua stanza. Qualche telefonata dopo, e un rabbioso rimprovero alla spregevole madre della marmotta bullo, e Marian scoprì della museruola che avevano messo a forza al suo ragazzo. Marian aveva portato le sue preoccupazioni alla scuola e al capo degli Scout Ranger, solo per essere derisa. Non le avevano creduto, e si erano attenuti ai loro pregiudizi contro le volpi.

Quando Nick uscì finalmente dalla sua stanza era cambiato. Non era più lo stesso, abbandonò la scuola e iniziò ad uscire con i gruppi sbagliati. Era sempre arrabbiato, ma cercava di far finta di niente e di nasconderlo con umorismo e sarcasmo. Marian vedeva attraverso le sue azioni – era compito di una madre capire i suoi figli pienamente, dopotutto. Ora, mentre il suo ragazzo interagiva con il dolce coniglio, Marian poteva vedere parti del suo bambino tornare, parti che erano state distrutte dalle azioni crudeli e inutili di quella fatidica notte. Nonostante fosse vero che quel piccolo coniglio aveva suscitato un'ondata di odio e intolleranza con il suo discorso alla conferenza stampa, se quello che stava dicendo il suo ragazzo era vero, e lei fosse tornata per sistemare tutto, Marian avrebbe anche potuto lasciar perdere e perdonarla.

Marian si era sforzata così tanto per crescere Nick rettamente, per infondere in lui buoni valori. Il mondo vedeva le volpi come disoneste e inaffidabili e Marian non voleva che il suo bambino provasse nessuna delle sue crudeltà. Il mondo aveva altri piani. Suo marito, Robert, era stato un buon mammifero. Insieme, avevano amato e cresciuto Nick, finché Robert non è…

Marian scosse la testa, non volendo pensare a suo marito. Il dolore della sua perdita non sarebbe mai andato via, specialmente quando guardando al suo ragazzo vedeva così tanto di Robert in lui. "Vi cucino a entrambi qualcosa per cena", li interruppe gentilmente Marian; le zampe di Judy lasciarono andare la cravatta Nick, lasciandola ricadere contro di lui. Gli occhi spalancati della coppia ricordarono a Marian di cuccioli monelli beccati con le loro zampe nel barattolo dei biscotti. Così persi nella loro piccola bolla, avevano dimenticato la presenza della volpe più vecchia.

"Sarebbe fantastico mamma, grazie," annuì Nick.

Con qualcosa da fare, Marian rivolse la sua attenzione a Judy. "Cosa ti piacerebbe tesoro? Odio sembrare che io stia usando uno stereotipo, ma faccio una discreta zuppa di carote," offrì.

Judy si rilassò, rannicchiandosi sulla poltrona. "Sono cresciuta in una fattoria di carote, quindi le amo. Sarebbe meraviglioso, grazie."

Marian tirò un sospiro di sollievo. "Preparo del salmone per te, Nicky?" I suoi occhi si spalancarono quando si ricordò del mammifero preda nella stanza, Marian offrì prontamente un'alternativa. "O potrei semplicemente preparare più zuppa di carote?"

Judy ridacchiò, scuotendo la testa. "Va tutto bene, Marian, so che tu e Nick avete esigenze dietetiche diverse. Prego, mangiate salmone se volete, non mi disturba," lì rassicurò, tirando la coperta intorno a lei un po' di più avendo trovato il perfetto punto comodo.

"Va bene, vieni Nicky, lasciamo da sola la povera ragazza a riposare." Marian fece uscire Nick dalla stanza, ma non prima che lui potesse dire a Judy di gridare se avesse bisogno di qualcosa.

Entrando nella piccola cucina, Marian si mise al lavoro, tirando fuori le pentole da una credenza e gli ingredienti dal frigo. "Vuoi pelare le carote per me, per favore?" chiese, mettendole da parte. Prendendo il pelapatate, Nick fu veloce ad iniziare a sbucciarle, usando poi un coltello da cucina per tagliarle in piccoli pezzi pronti da cuocere per sua madre. Lavorarono in un silenzio amichevole per qualche minuto, ma Nick sapeva che sua madre non vedeva l'ora di fare domande. Le sue orecchie erano leggermente all'indietro e i suoi movimenti erano lenti e rilassati.

Tenendosi occupato, Nick sapeva cosa stava per succedere. "Cinque, quattro, tre, due ...".

"Ti ha trascinato ad aiutarla nel caso, hm?" Marian aprì la conversazione. Nick scosse la testa, sapendo che sua madre avrebbe colto l'occasione per curiosare. Non gli importava, non realmente. Era sua madre, dopotutto, e una degli unici due animali di cui si fidava veramente. L'altro stava dormendo nel soggiorno. Certo, aveva Finnick, ma il fennec era più un socio in affari che un confidente.

Nick, non volendo che sua madre sapesse qualcosa dei suoi modi da truffatore, prese le redini e si assicurò di omettere qualche dettaglio. "Sì, sono stato uno degli ultimi mammiferi a vedere una lontra prima che scomparisse."

Avendo già pesato il riso integrale per il salmone al vapore e la ciotola di riso vegetale che stava preparando per lei e Nick, Marian iniziò a selezionare i fagiolini, tagliando la fine di essi. "Mhm ... e hai aiutato Judy con l'intera indagine?"

Continuando a sbucciare le carote, Nick annuì. "Sì, era il suo primo caso. Aveva scommesso la sua intera carriera. Non potevo lasciare che perdesse il suo lavoro."

Marian nascose il suo sorriso. Col diavolo che il suo Nicky aveva aiutato per bontà del suo cuore. Marian non dubitava affatto che suo figlio avesse un buon cuore, dopotutto era suo figlio, ma raramente Nick di quei tempi faceva qualcosa a meno che non ne traesse vantaggi anche lui. "Ha detto che pensavate di aver chiuso il caso?" spinse un po' di più.

Nick si fermò, dimenticando di pelare le carote per un attimo. "Abbiamo trovato i mammiferi. E' successa la conferenza stampa, e potrei aver reagito in maniera un po' troppo esagerata," confessò, tornando al suo compito. Era più facile parlare con sua madre quando non era costretto a guardarla. Il ricordo di aver sollevato le zampe a Judy, con gli artigli esposti, lo fece accigliare.

Marian increspò le labbra. Aveva visto la conferenza stampa in TV, ma le telecamere avevano staccato velocemente dopo. "Qualunque cosa sia successa, so che ti ha ferito, piccolo. Eri in un tale stato quando eri venuto a farmi visita qualche mese fa. Sono contenta che voi due abbiate risolto."

Terminato il suo compito, Nick trasferì i pezzi di carota nella pentola d'acqua che sua madre aveva messo sul fornello, lasciandoli sobbollire a fuoco basso. "Lei mi fa venir voglia di provare ed essere migliore."

Marian posò il coltello, piegandosi per prendere il suo ragazzo in un abbraccio laterale e lasciando cadere un bacio sulla cima della sua testa. Nick fece una smorfia, imbarazzato. "Potrebbe non avere molta importanza, ma lei mi piace. So per certo che ti piace, moltissimo, siete molto legati." stuzzicò Marian, lasciando andare il suo ragazzo per preparare il salmone.

"Certo che siamo legati, siamo una buona squadra." Nick si accigliò, afferrando un cucchiaio di legno dal cassetto in modo da poter mescolare i pezzi di carota.

"Oh sì, la tua coda stava sicuramente pensando al lavoro di squadra quando era avvolta intorno a lei all'ingresso," continuò a stuzzicare Marian, mettendo il pesce in un'altra padella sul fornello. I freddi filetti di salmone sfrigolarono quando vennero a contatto con l'olio caldo nella padella. Marian era divertita dal fatto che il suo ragazzo stesse mostrando una tale possessività sul coniglio.

Spalancando gli occhi, Nick abbandonò il cucchiaio di legno, gettando le zampe di fronte a lui per cercare di spiegare, mentre il panico si incideva sul suo volto. "Mamma non siamo, voglio dire, lei non è..."

Marian rise, lanciando la testa all'indietro mentre il suo bambino si sforzava. Controllando le sue risate, ridacchiò, inclinando di nuovo la testa per guardare Nick. "Va tutto bene Nicky, quando sarai pronto a confessarti, sarò tutta orecchie."

Nick gemette, le zampe gli ricaddero sul fianco prima che riprendesse di nuovo il cucchiaio di legno. "Non stiamo uscendo insieme," chiarì.

"Ancora," aggiunse alla fine Marian, sgomitando suo figlio.

Arrendendosi, Nick roteò gli occhi, concentrandosi sul compito a portata di zampa. Marian rimase in silenzio per un momento, così Nick si illuse che sua madre si fosse arresa.

Marian aspettò per un attimo o due, lasciando che suo figlio pensasse che avesse abbandonato l'argomento. "E' molto carina…"

"Dannazione." pensò Nick con sguardo annoiato.

"Penso che voi due siate molto carini insieme, anche se sono ancora insicura sulle meccaniche, hai presente? I conigli sono molto piccoli, molto più piccoli di una volpe, ma sono sicura che compensano con l'entusiasmo, il che lascia che ti dica che è molto vitale quando ... "

"Per carità, ti prego fermati!" Nick lasciò cadere di nuovo il cucchiaio, facendolo sbattere contro la padella. Portò le zampe sulla sua faccia per nascondere il rossore dietro di esse. Non aveva bisogno che sua madre cercasse di capire i meccanismi dell'accoppiamento di conigli e volpi.

Marian, intuendo che forse aveva spinto un po 'troppo, tolse il salmone dal fornello per non farlo bruciare. Delicatamente staccò le zampe del figlio dal suo viso, notando le sue orecchie appiattite e lo sguardo imbarazzato. Prese tra le zampe la faccia di suo figlio e gli accarezzò le guance. "Mi dispiace piccolo, lo sai che mi piace prenderti in giro. Qualunque cosa stia o non stia succedendo tra voi due va bene per me. Ti voglio bene, non importa come. Voglio solo che tu sia felice, e tu ora con lei intorno sembri molto più felice."

"Ti voglio bene anch'io." Non si poteva negare quanto Nick amasse sua madre: tutto quello che faceva era per lei.

Marian sorrise, anche se il suo sorriso si trasformò in un'espressione accigliata quando vide il segno blu sul collo di Nick. Spostando la sua testa a lato, Marian cercò di capire cosa avesse segnato suo figlio. "Mirtilli," Nick scrollò le spalle, non volendo che sua madre si preoccupasse.

Sospirando, le mani di Marian scivolarono dal muso di Nick. "Non lo chiedo nemmeno, vai a pulirti, posso finire io qui. Quando avrai finito, la cena sarà pronta," Marian mandò Nick fuori dalla cucina, e tornò ai fornelli per finire la cena.

Spinto fuori dalla cucina, e con sua madre distratta, la rotta di Nick verso il bagno previde una deviazione attraverso il soggiorno per controllare Judy. Si fermò sulla soglia, si appoggiò al telaio di legno e la osservò mentre annusava nel sonno, la sua gamba ferita che si agitava insieme al naso. Anche se odiava essere definita tenera, Nick doveva ammettere a se stesso che in quel momento, raggomitolata nella sua casa d'infanzia con la sua coperta preferita, sembrava ridicolmente tenera. Il fatto che fosse così a suo agio con lui, con sua madre, che fosse in grado di addormentarsi intorno a loro lo scaldò. Scuotendo via il pensiero, Nick lasciò il suo posto vicino alla porta e finalmente si diresse verso il bagno.

La sua casa d'infanzia non era un granché, non c'era un'abbondanza di spazio, i mobili avevano visto giorni migliori, ma era familiare e piacevole ed era un rifugio per Nick ogni volta che ne aveva bisogno. Sua madre era a suo agio e felice nella casa che aveva comprato con suo marito. Nick sperava che Judy non avrebbe fatto troppe domande più tardi sul perché la sua camera da letto non fosse cambiata molto da quando era ragazzo, o perché non avesse visto sua madre in 2 mesi. "È un pio desiderio, Wilde, certo che chiederà."