HARRY POTTER vs X-MEN
Capitolo 2: Grosso guaio a New York
Central Park, uno dei pochi posti a New York dove si radunavano individui di ogni età, ceto sociale è cultura. New York era anche una città dove le persone non prestavano la minima attenzione agli altri. Si poteva uscire tranquillamente in pigiama o con il viso coperto da lividi senza nessun problema. Nessuno si sarebbe girato a guardarti o a fermarti. Persino la polizia non faceva molto caso a queste cose, come se fosse normale. Per questo la gente della Grande Mela non notò una ragazza emaciata aggirarsi come un cucciolo smarrito in mezzo ai tavolini dove solitamente gli appassionati di scacchi si radunavano per fare delle partite all'aperto. La giovane sembrò sul punto di svenire due o tre volte tanto era debole, ma questo non impedì ai residenti di continuare tranquillamente a giocare.
Qualcuno però l'aveva notata. Una bambina con i capelli biondi e gli occhi chiari si era avvicinata alla ragazza. Non era sola. Con lei c'erano altri bambini di età diverse.
"Signorina Granger". Hermione si voltò e vide un gruppo di ragazzini. "Mi chiamo Cassie Holmes. Ho... abbiamo bisogno del suo aiuto". Hermione provò a dire qualcosa, ma nessun suono usci dalla sua bocca. Lo shock per la morte del suo mentore l'aveva traumatizzata così tanto che non riusciva più a parlare.
"Se lei non ci aiuta ci uccideranno", continuò la bambina.
Hermione era titubante. La priorità, ora, era trovare Magneto e fermarlo. Cassie guardò uno dei ragazzi che l'accompagnavano: "Fallo", disse.
L'ordine era per un ragazzino con i capelli e gli occhi castani. Sembrava il più grande del gruppo o almeno quello più alto. Guardò Hermione e all'improvviso le sue iridi divennero nere e aumentarono leggermente di volume. "Non ti stiamo chiedendo di aiutarci, te lo stiamo ordinando". Paul era ancora troppo giovane per riuscire a manipolare completamente qualcuno, ma la ragazza scelta era troppo stanca e debole per potersi opporre.
La bambina che aveva fermato la Grifondoro stava per avviarsi quando qualcosa la trattenne per qualche secondo. Inclinò appena la testa e dischiuse le labbra. I suoi amici sapevano che in quegli istanti aveva delle premonizioni. Come per Paul, anche il suo potere era in via di sviluppo e non sempre quello che vedeva accadeva in tutta la sua totalità.
"Che cosa vedi?", chiese Paul. "Maghi", fu la risposta di Andrew, il telepate del gruppo. "Sono venuti a prenderla e se non facciamo qualcosa la porteranno via". Paul rimase a bocca aperta: "Maghi?". "Si Paul, maghi. Con tanto di scopa e bacchetta magica." Cassie era ritornata in se. "Dobbiamo partire e raggiungere al più presto il quartiere cinese o la porteranno via con loro". La ragazzina sapeva che bastava cambiare qualcosa e quello che aveva appena visto nella premonizione non si realizzava o cambiava a sua volta.
"Che cosa se ne fanno dei maghi di una mutante?". "Per metà è una di loro Jack", rispose Cassie. Jack fece spallucce. Era il più piccolo del gruppo e non aveva ben capito tutta la situazione.
"Usiamoli!" disse Max un ragazzino con i capelli biondo cenere e gli occhi più chiari di quelli di Cassie. "Usiamo anche i maghi come stiamo facendo con lei", continuò il ragazzino. "No Max, non siamo abbastanza forti e non so nemmeno fino a che punto possono arrivare con i loro poteri. Tra un'ora circa saranno qua, meglio affrettarsi, anche perché potrebbero arrivare prima, sapete che non sono molto precisa".
"Lo so bene", rispose stizzito Paul, "Non prendi nemmeno i numeri della lotteria".
Cassie guardò male il suo amico, poì i suoi occhi si posarono su Hermione.
Lo sguardo della Granger era assente. Guardava i bambini, ma non li vedeva. Paul la manipolava facilmente. Era simile a una bambola meccanica pronta ad agire su ordine di qualcuno.
Come Cassie aveva profetizzato, i due maghi erano arrivati, ma non un'ora dopo, bensì mezz'ora dopo, ma non nel punto in cui si trovava Hermione.
"Ti senti bene Draco? A quanto pare non sei abituato a usare una passaporta", disse divertito Silente. "No di certo", rispose stizzito il giovane mago, "La mia famiglia non usa mezzi così pidocchiosi". Draco rimase per qualche secondo incerto, aveva appena dato del pidocchio a Silente, ma il mago sembrava non essersene accorto. "Dove siamo finiti?", chiese il ragazzo.
"Be! direi che ci troviamo all'interno di un parco molto grande, credo si tratti di Central Park".
"Central Park, e dove si trova?". "A New York Draco, negli Stati Uniti d'America. Meglio cambiarsi d'abito per non attirare troppo l'attenzione". Silente trasfigurò gli abiti che indossavano.
"Stracci babbani", disse schifato Draco, "Spero proprio che la mezzo... Granger sia da queste parti". Silente sorrise nel sentire che il ragazzo si era fermato nel pronunciare mezzosangue, roteò la bacchetta e mormorò l'incantesimo per localizzare qualcosa o qualcuno: "Locus Hermione". Dalla bacchetta uscì una scia luminosa: "Seguiamola".
Draco si guardava attorno. Non vedeva nulla di strano a parte molti sudici babbani. "Professore?", "Si Draco?". "Come fa a sapere con esattezza che la Granger si trova all'interno del parco?". "Effettivamente mio caro ragazzo non lo so con precisione. L'unica cosa certa è che a Magneto piaceva giocare a scacchi e veniva spesso nel parco per fare lunghe partite in solitaria". "Anche i babbani hanno gli scacchi?" "Oh si Draco, hanno molte cose come noi, solo un po' diverse". Il ragazzo alzò un sopracciglio, non aveva mai ritenuto i babbani simili ai maghi, ma inferiori. Alla stregua degli elfi domestici.
"Bene, bene, bene è successo qualcosa di insolito da queste parti". I due stregoni erano giunti nel posto dove si trovava precedentemente Hermione. Quel punto del parco era stranamente deserto. I tavolini, le sedie e le panchine erano per aria, le pedine degli scacchi sparse ovunque.
"Che razza di parco. Ma immagino non ci si possa aspettare molto da un luogo frequentato da insulsa gente senza magia. Persino quello di Hogwarts batte Central Park. Questo posto è sporco e l'arredamento poi, così povero, neanche una fontana...".
"Oh no Draco", disse distrattamente Silente "Ci sono delle fontanelle per bere se hai sete". E ne indicò qualcuna al ragazzo.
Il giovane Malfoy le guardò schifato: "Non ho intenzione di prendere una qualche malattia babbana... Professore la scia per trovare Hermione è scomparsa".
L'ex preside si girò è sorrise al ragazzo: "Draco è la prima volta che la chiami per nome". Le guance di Malfoy si tinsero di un bel rosso acceso. "Non preoccuparti per l'incantesimo di localizzazione, ne farò un altro, ora voglio capire cos'è successo qua".
Silente prese la sua bacchetta e cominciò a muoverla ritmicamente. Dalla punta uscì una scia azzurrina che subito si dissolse per far posto a delle immagini proiettate a mezz'aria. Videro Hermione e i ragazzini in sua compagnia. "Interessante, molto interessante". Silente borbottava tra se e se. "Cos'è interessante professore, e quei piccoli babbani, cosa ci fanno con Herm... Granger?". Draco era pittosto nervoso.
"Sono mutanti", due di loro hanno creato scompiglio all'interno del parco. Furbi, molto furbi. Così facendo hanno rallentato la nostra corsa. La ragazzina del gruppo è una veggente...". Albus non finì la frase perché Malfoy lo interruppe. "Come fa a sapere...".
"Mio caro ragazzo, sono un mago con molta esperienza alle spalle e oltretutto l'incantesimo che ho eseguito ha mostrato e fatto sentire, esattamente tutto quello che è accaduto prima. Max e Jack spostano gli oggetti con la forza del pensiero, se non ricordo male questa facoltà è detta telecinesi... non è straordinario Draco?"
Malfoy non trovava tutto questo fantastico. Non era felice di sapere che esistevano persone con poteri forse superiori ai suoi. E uno di loro era suo fratello maggiore. "Perché avrebbero creato tutto questo pandemonio? E poi cos'è la telecinesi". "Come ho già detto, hanno rallentato la nostra corsa. Ho voluto fermarmi per capire il perché di questa confusione. Furbi, molto furbi", continuò a parlottare Silente, "La telecinesi serve a spostare oggetti o persone senza toccarle, è come l'incantesimo di appello e di levitazione messi insieme".
Il giovane mago fece una smorfia di disgusto. Decisamente era troppo.
"Abbiamo perso fin troppo tempo". L'ex preside di Hogwards stava per rifare l'incantesimo di locazione quando qualcuno li chiamo. Un agente a cavallo si avvicinò minaccioso. Il ragazzo tirò fuori la sua nuova bacchetta, ma Silente gli impedì di usarla. "Buongiorno agente", disse tranquillamente Silente, "Non siamo americani, ma inglesi e ci siamo persi. Di grazia potrebbe indicarci l'uscita per favore. Possibilmente dalla parte di Chinatown". "Certo, seguite questo viale vi porterà fuori dal parco, dalla parte che desiderate. Il quartiere asiatico si trova a Ovest del parco, ma è lontano da qua", rispose inebetito il poliziotto.
"Grazie, faremo una bella camminata, coraggio ragazzo mio in marcia". L'agente di polizia si allontanò. Draco notò che Silente aveva la bacchetta in mano: "Lo ha obliviato?" chiese, "Si, ora posso pronunciare di nuovo l'incantesimo: Locus Hermione. Bene Draco come immaginavo sono proprio diretti a Chinatown".
"È sicuro?" chiese diffidente Malfoy.
La veggente Cassie, il manipolatore Paul, i telecineti Max e Jack, il telepate Andrew, l'assorbi energia Cody ed Edward dall'urlo sonico, insieme a Hermione, erano arrivati a destinazione anche grazie a Paul che riuscì a manipolare un tassista non molto sveglio.
"State in guardia, la 'Famiglia' potrebbe essere già sulle nostre tracce. Venite, andiamo al mercato del pesce, c'è talmente tanta gente che... be non credo ci attaccheranno li". La Famiglia in questione era uno dei clan 'mutanti' più potenti del quartiere cinese della città. Gestivano diversi traffici illetici all'interno del quartiere cinese tra qui anche quello dei loro simili. Cassie e gli altri bambini erano scappati proprio da loro. I mutanti erano la merce più ambita, soprattutto se avevano facoltà rare come la pirocinesi.
"Non hai una premonizione adesso?", chiese uno dei ragazzi. "No", fu la risposta secca e perentoria della bambina.
Il mercato del pesce di Chinatown era grande, molto grande. Al suo interno si poteva trovare qualsiasi creatura ittica di mare, fiume, lago e di qualunque dimensione, persino giganti marini. Tutto questo era possibile perché il posto era gestito oltre che da mafiosi babbani, anche da quelli mutanti e dalla criminalità magica asiatica. Tutti però erano all'oscuro dell'esistenza degli altri. Sia i maghi che i mutanti usavano il loro potere per occultare la loro presenza.
Dei mutanti si sapeva qualcosa tramite articoli di giornale diffamatori che definivano queste persone come mostri pericolosi e malvagi, orribili scherzi della natura, esseri indegni, da eliminare... I maghi non leggevano i quotidiani babbani e chi lo faceva non credeva nella loro esistenza. Fino al giorno prima, l'unico mago al mondo che sapeva, era Silente, ed era stato anche l'unico ad aver avuto il primo contatto con un mutante: il professor Charles Xavier.
I ragazzini camminavano in mezzo alle vasche cercando di non attirare troppo l'attenzione, ma non servì molto. Ju-On, una ragazza nippo-cinese, figlia illegittima del capo clan e chiamata così dai suoi fratellastri per via del carattere molto rancoroso, era la veggente della Famiglia. La ragazza aveva avuto una premonizione molto nitida e insieme ai suoi fratelli andò a prendere il gruppetto di fuggitivi.
Cassie si fermò per un momento inclinando appena la testa. Quandò si volto fu troppo tardi, alcuni membri della famiglia erano già lì. I piccoli terrorizzati corsero da tutte le parti, l'unica a non muoversi era Hermione. Paul non gli aveva dato nessun ordine e la ragazza fu investita da una pioggia d'acqua e schegge di vetro che la fecero scivolare supina sul pavimento.
"PERCHÈ NON CI STA AIUTANDO QUELLA SCEMA, CASSIE QUESTA NON VALE NIENTE". Cassie si voltò e gridò a Paul di interrompere la manipolazione.
"NON POSSO FARLO, CI LASCE...". "FALLOOO!", gridò esasperata Cassie. Il ragazzo ubbidì ed Hermione riprese il controllo. Un'altra vasca si ruppe, questa volta però, non arrivò niente addosso al gruppetto. Hermione era riuscita a bloccare quell'ondata generandone una seconda, ma di calore che teneva in sospeso tutto il resto. La mutante aumentò l'intensità del suo potere per spedire al mittente l'acqua e le schegge di vetro.
I ragazzini cominciarono a correre inseguiti da tre membri del clan cinese: Ju-On e i suoi due fratelli, i gemelli Tong-Lun e Tai-Lung. Questi ultimi avevano un potere simile a quello di Edward, ma a differenza del ragazzino, i fratelli Lung causavano progressive emorragie interne.
"Sorella, dove sono...". Ju-Onsi concentrò per un attimo, era abbastanza potente da poter vedere il futuro a comando. "Si stanno dirigendo allee vasche grandi, correte".
Come aveva previsto, Hermione e i bambini erano proprio da quelle parti. L'urlo combinato dei due ragazzi cinesi frantumò le vasche dei piranha e il gruppetto di giovani mutanti si ritrovò addosso oltre ai detriti, anche i denti aguzzi dei pesci. Nonostante tutto riuscirono a riprendere la fuga.
L'unico membro femminile della 'Famiglia'presente al mercato, però, riuscì ad anticipare le loro mosse e li raggiunse con facilità: "Ho visto come morirete", disse trionfante tenendoli sotto tiro con una pistola. "Allora sai che non è qui e non è ora", rispose con falsa sicurezza Cassie.
Ju-On osservò attentamente la più grande del gruppo, quando i suoi piedi presero fuoco. Il piccolo diversivo funzionò e i ragazzi alla fine uscirono dal quell'inferno.
Qualche minuto dopo la ragazza fu raggiunta dai fratelli e dal padre. "Quei ragazzini sono sotto la protezione di una pirocinetica". "Sei sicura". "Si padre, vale più di quel gruppetto di bambini, ma non siamo i soli a volerla. All'interno del mercato c'erano alcuni membri della Divisione, hanno visto tutto e lo diranno a Carver". "Allora dobbiamo trovarla per primi, ingaggia anche dei segugi...". "Non servono, lasciamoli alla Divisione, noi abbiamo nostra sorella, vale più di tutti loro". Il vecchio Lung schiaffeggiò con forza uno dei figli: "Idiota, quella è merce rara, dobbiamo essere sicuri di prenderla. Henry Carver ingaggerà chiunque potrà aiutarlo nella ricerca".
"Che cosa vogliono da Hermione, perché l'hanno definita merce rara", Draco era allibito e preoccupato. Silente se ne accorse e sorrise: "Il potere mutante della ragazza è molto ambito e ai mercenari mutanti fa gola". "Vogliono venderla!". Draco era schifato da quello che aveva visto e sentito. I maghi erano arrivati un'ora dopo la fuga dei ragazzi e come aveva fatto in precedenza nel parco, l'ex preside di Hogwarts si fermò per capire e riflettere. "Abbiamo bisogno di aiuto. Ci sono troppi nemici, ma la maggior parte dei maghi di Chinatown sono anch'essi mercenari. Non possiamo fidarci di nessuno".
Draco intanto si guardava attorno. Non riusciva a credere che un potere tanto idiota, almeno per lui, potesse essere così distruttivo. "Andiamo via professore, c'è un tanfo terribile...". Draco prese in mano la bacchetta per fare l'incantesimo di localizzazione: "Locus...".
"Profezor Zilente, e proprio le, lei vivo?". "Oh! Buongiorno Victor... VICTOR. Oh ragazzo mio capiti proprio a fagiolo, come dicono i babbani. Bene Draco, ora siamo in tre, rimettiamoci alla ricerca di Hermione, Locus..."
"Coza è zucezo a Hermioni e qvezto Mangiamorti coza fa con lei?". "Draco, il mio nome è Draco, ma per te sono Malfoy". Krum arriccio il labbro in segno di disgusto. "Draco mi sta aiutando a trovare Hermione. Siedi così ti racconto tutto".
"NO!", gridò il Serpeverde "Dobbiamo trovarla". Draco era fuori di se per come il capitano della Nazionale Bulgara di Quidditch lo aveva guardato, e c'è l'aveva anche con Silente per tutto il tempo che perdeva. "Sta tranquillo Draco, arriveremo in tempo a salvare tutti".
Victor rimase a bocca aperta nel sentire tutta la storia: "Io avere letto qvalcoza zui mutanti, ma credere che tutte menzone... Invece loro ezizdere". "Si, si esistono. Ora io e Silente dobbiamo andare". Draco guardò il professore "Non ne posso più di questo puzzo immondo".
"Profezore, tornato vivo anche Karkaroff, zi trova qui a Chinatown. Lui messo contatto con me". "Che bella notizia Victor, così saremo in quattro". Silente si fece accompagnare dall'ex preside di Durmstrang, seguiti da un sempre più irritato Draco. Quest'ultimo per sbollire un po' cercò qualcosa per distrarsi. Dapprima pensò di usare i suoi poteri sui babbani, ma poi capì che bastava sentire il bulgaro parlare. Krum stava raccontando a Silente come aveva trovato Karkaroff. Il suo inglese era sdentato e Malfoy faticava a trattenere le risa.
"Cassie ho fame, abbiamo tutti fame. Fermiamoci qua, posso manipolare qualcuno perché ci dia qualcosa da mangiare". "Ok", rispose semplicemente la piccola. Anche lei era stanca e affamata.
Andrew captò il pensiero di Hermione e si affretto a riferirlo a Cassie. "Certo che ruberemo qualcosa, secondo te pirocinetica abbiamo un'altra scelta. Siamo affamati e ci danno anche la caccia. Tu però puoi non mangiare, non dovrebbe essere un problema visto che fai lo sciopero della fame".
I ragazzini entrarono in un ristorante tailandese e Paul cercò, grazie anche all'aiuto del telepate, una mente debole da poter controllare. "Trovata, tranquilli ora ci rimpinziamo". I bambini cominciarono a mangiare, tranne la Grifondoro. Cassie la guardò e disse: "Avanti ingoia qualcosa". Hermione sorrise appena alla bambina, ma non toccò nulla. "Molliamola", disse Max, "Non ci serve una mutante che sta in piedi per miracolo".
Non erano neanche a metà del loro pasto quando la veggente del gruppo si alzò di scatto: "Andiamo via, stanno arrivando". "Chi?", chiese Jack con la bocca piena: "I maghi o gli altri". "Gli alt..." . La premonizione era arrivata troppo tardi, due uomini della Divisione erano già all'interno del locale.
"È lei la ragazza Victor?" "Si Carver". Henry Carver era il capo della Divisione. Afro-americano sulla quarantina,Carver era uomo con un ego smisurato e il folle piano di creare un esercito di superuomini. Anche lui era un mutante, un manipolatore molto più potente del piccolo Paul. Victor Budarin era un giovane di vent'anni, il classico principe azzurro: occhi e pelle chiara, capelli biondi. Il ragazzo era un telecineta e il braccio destro di Carver.
Con un impercettibile gesto della mano, Victor scaraventò Hermione dall'altra parte della stanza: "Un po' debole". Il tono del ragazzo era seccato. "Prendetela pure", disse spaventata Cassie "Ma lasciateci andare. Noi non siamo mutanti molto forti, non vi serviamo".
"E qui ti sbagli piccola", rispose Carver, "Siete deboli solo perché siete giovani. Il vostro potere deve crescere ancora. Vai a prendere la ragazza Victor". Budarin fece qualche passo, quando le lampade a sospensione del ristorante iniziarono a esplodere. I bambini ne approfittarono per scappare e anche Hermione tentò la fuga, ma Victor si riprese subito e cominciò a lanciare la ragazza da una parte all'altra del locale. Alla fine la tenne in bilico nello spazio tra il pavimento e il soffitto. "Non mi sembra così forte Carver, forse la storia sul grande potere dei pirocinetici è solo una leggenda metropolitana. Con questa abbiamo perso del tempo".
"Prova a farla scendere". Victor ubbidì, ma stranamente la Grifondoro rimase a mezz'aria. "Ma che diavolo...". Carver sorrise: "Non ti sei accorto che la temperatura è salita di colpo. La nostra mutante ha generato un onda di calore che la tiene stabile in quella posizione..., ma così facendo non può attaccarci; la mossa è buona, ma poco efficace tesoro". I due mutanti sorridevano pregustando la loro vittoria soprattutto sulla 'Famiglia'. Non si erano accorti che i loro abiti si erano leggermente deformati, fino a prendere fuoco. "MALEDETTA STREGA", gridò Victor. Quando riuscirono a spegnere le fiamme, Hermione era già fuggita. "A quanto pare è in grado di difendersi e di attaccare contemporaneamente... l'ho sottovalutata".
Granger correva a perdifiato senza una meta fissa finché non arrivò in un posto gremito di persone. In mezzo alla strada erano posizionati dei bolidi. "È una corsa clandestina...", disse una voce famigliare alle sue spalle. "Da queste parti è la prassi, ora stanno aspettando che la polizia si allontani il più possibile", continuò Cassie. "Ho visto dove ti saresti fermata e siamo arrivati prima di te. Grazie è la seconda volta che ci aiuti a scappare". La ragazzina e i suoi piccoli amici abbracciarono Hermione. Edward l'unico del gruppo a non comunicare verbalmente, mandò un messaggio telepatico ad Andrew: "Il mio amico dice che non sei così male. Lui non può emettere alcun suono, il suo potere è simile a quello dei gemelli Lung". Vedendo l'espressione incuriosità della ragazza e leggendo anche nella sua mente, aggiunse: "Sono quelli che abbiamo incontrato al mercato del pesce... loro però sono in grado di parlare".
"Siamo fuori dal territorio della 'Famiglia' anche se questo non impedirà loro di venirci a cercare, ma ora sei tu quella che vogliono. Per non parlare della Divisione, quelli con facoltà rare come le tue valgono molto sul mercato nero. Forse dovremmo venderti, intascare un bel po' di soldi e fare la bella vita a Miami. Non sono potente come Ju-On, ma una cosa te la posso dire, io vedo il futuro o almeno degli stralci e... in questo momento il nostro futuro non è fantastico". Hermione per tutta risposta baciò la fronte della bambina.
Un rombo li fece sussultare: "Ti prego Cassie, rimaniamo ancora un po', adoro le corse clandestine e queste auto...". Paul osservava attentamente ogni veicolo. "Oddio sono bellissime..."
"Oh! si Paul, sono bellissime, Mitsubishi, Nissan... e che ne dici di quelle che guida la Divisione, ci hanno appena trovato". Cassie indicò delle macchine nere che si stavano avvicinando. "Dico che queste sono migliori, potenziate con il N.O.S., prendiamone una". "E chi guida?" chiese Jack. "Lei, è la più grande". Trovarono un ragazzo con un auto favolosa e un cervello poco sviluppato. Si fecero consegnare le chiavi e... "Si sta stretti qua dentro". "Non frignate, e tu parti stanno arrivando". Hermione aveva ogni tanto guidato la macchina dei genitori, ma sempre sotto la supervisione di suo padre o di sua madre. Anche per questo la partenza dei ragazzi non sfuggì agli uomini della Divisione: "Se muoiono i bambini poco male, quella che voglio è la ragazza più grande". Carver impartì diversi ordini ai suoi, "Victor tu vieni con me".
"FORTE, WOW, ho sempre desiderato fare una di queste corse, se solo non fossimo così stretti. Cassie, mi fai stare davanti?" chiese speranzoso il piccolo manipolatore. "No", fu la risposta secca e perentoria della veggente. Le auto modificate sfrecciavano a una velocità folle e derapavano a ogni curva. "Però la pirocinetica è brava, questa non è la tua prima corsa, vero?". Andrew lesse il pensiero della ragazza, oramai quello era il solo modo di comunicare con il gruppetto: "Dice che è la prima volta e se la sta facendo addosso dalla paura". Paul sbiancò di colpo. Hermione non aveva mai fatto una cosa del genere, nemmeno nella scuola di Xavier.
Una macchina si schiantò molto vicino alla loro... La Divisione li aveva quasi raggiunti e si serviva di persone con le stesse facoltà di Victor Budarin per arrestare la folle corsa, ma Hermione se la cacava bene e riuscì anche a fermare due delle loro auto facendole scontrare tra di loro. Victor guardava disgustato quella scena, era la seconda volta che la ragazza riusciva a fregarli. "Sta tranquillo ragazzo, se il suo potere non ci soddisfa hai il permesso di ucciderla". Il telecinetico sorrise soddisfatto. Carver e la sua squadra, non era il solo a inseguire i ragazzini. Quattro figure a cavallo di manici di scopa volavano sopra le loro teste.
"COZA FARE ORA PROFEZORE?", chiese Krum.
"PER IL MOMENTO CI LIMITEREMO A SEGUIRLI, SIAMO TROPPO DISTANTI PER USARE LA MAGIA E COME PUOI BEN VEDERE HERMIONE SE LA CAVA BENE LO STESSO".
Draco però non era d'accordo e si abbasso ulteriormente, voleva dimostrare al capitano della Nazionale Bulgara di Quiddich che lui era più bravo e coraggioso.
"ZDUPIDO RAGAZZO COZA PENZI DI FARE". Il Cercatore era furioso e si lanciò all'inseguimento di Malfoy. "Benedetti ragazzi!", esclamò Silente.
Sotto di loro la situazione era peggiorata, il gruppetto di mutanti non solo se la doveva vedere con la Divisione e il traffico cittadino, ma anche con gli altri piloti in gara che cercavano di sabotare la corsa. Hermione dal canto suo cercava di schivare i loro attacchi il più possibile, mentre i ragazzini a bordo erano su di giri, soprattutto Paul: "Vai così ragazza, sei meglio di un pilota di Formula 1". Non era più bianco come un cencio. Proprio quando riuscirono a staccarsi dal resto del gruppo, si ritrovarono in una strada affollata di persone. Non c'erano vie laterali da prendere, dovevano passare in mezzo ha quella folla. E lo fecero. Le persone via via che derapavano si spostavano. Solo poche persone riuscirono a fare quella manovra e tra queste non erano presenti i loro inseguitori.
Dall'alto i quattro stregoni guardarono la scena e tre di loro rimasero a bocca aperta: Karkaroff, Victor e Draco. Solo Albus era tranquillo. Anche i piccoli mutanti avevano la stessa espressione dei tre maghi. Soltanto il manipolatore riuscì a dire un semplice "Wow". Purtroppo una delle auto cominciò a sbandare e diede una bella botta al veicolo guidato da Hermione, che sbandò a sua volta fino a scontrarsi con un palo della luce. L'incidente frenò la folle corsa. Per l'altra macchina andò peggio. Si ribaltò contro un' automobile parcheggiata e prese fuoco. Hermione uscì e cercò di aiutare il pilota, ma era troppo tardi. L'esplosione fece perdere l'equilibrio alla ragazza che venne anche colpita da uno degli specchietti laterali. "CHE DIAVOLO FAI, DOBBIAMO SCAPPARE". Gridava Max. I bambini l'aiutarono ad alzarsi e ricominciarono a correre.
Grazie alla confusione creata nessuno notò quattro figure planare dolcemente. "È ztata lei Albuz?". "Oh no Igor, si è trattato di un incidente. Povero ragazzo che brutta fine ha fatto". Draco si guardò intorno finché non notò una figura famigliare all'orizzonte. Lasciò cadere la scopa e le corse dietro seguito a sua volta da Krum. "Benedetti ragazzi!", esclamo Silente.
Il campanile di una chiesa vicina fece 12 rintocchi. Gli stregoni si fermarono vicino a un cantiere: "Dove ezere Hermioni?", chiese Krum. "Hermione" rispose stizzito Malfoy, "Il suo nome è Hermione, ma tu la devi chiamare Granger". Krum non lo degno di uno sguardo. Arrivarono anche Silente e Karkaroff, quest'ultimo aveva un bel fiatone. "Amico mio siamo fuori forma". Karkaroff lo guardò di traverso. "Forza, Hermione e i ragazzini devono essere qua dentro".
E in effetti i ragazzi erano proprio li dentro, esausti. Si trovavano nel centro esatto dell'intera costruzione, quando udirono un rumore. Carver e Victor erano alle loro spalle e battevano le mani: "E bravi ragazzi, siete sfuggiti alla 'Famiglia' una volta e a noi addirittura due, ma la corsa termina qui". La voce del capo della Divisione era tranquilla, sentiva di aver vinto la partita soprattutto con il clan cinese.
"Sai tesoro solo ora mi rendo conto che sei straordinariamente carina e con un po' di trucco e i vestiti giusti saresti addirittura da urlo". Il tono di Victor era leggermente lascivo. "Avrai modo di divertirti con lei Victor, ora dobbiamo pensare a come uscire vivi da qua dentro". Il gruppo era stato raggiunto anche dall'altro clan mutante. Solo i parenti stretti della 'Famiglia' avevano i poteri, gli altri che lavoravano per loro facevano parte della malavita locale. Carver, Victor, Hermione e i ragazzi erano circondati. Nessuno di loro, però si era accorto degli stregoni. Silente aveva fatto un incantesimo potente per nascondere la loro presenza hai loro occhi e hai loro sensi. Albus decise di aspettare il momento buono per intervenire.
Gli uomini del clan avevano cominciato a sparare con l'ordine preciso di non uccidere la ragazza più grande, ferirla si, ma non ucciderla. La Grifondoro dal canto suo si difendeva bene, le onde di calore che il suo potere mutante emanava, riuscivano a schermarla e a far si che i piccoli non venissero feriti. Victor Budarin non era da meno. Sfruttava il potere della ragazza per farsi scudo e contemporaneamente rispediva i proiettili al mittente. Ogni tanto si voltava e la guardava, pregustando il momento in cui si sarebbe davvero divertito con lei. L'espressione che aveva non sfuggì al ex Serpeverde che serrò le labbra e strinse i pugni per la rabbia. Solo Silente si accorse di quei gesti e sorrise sornione.
Lo scontro si conlcuse con la vittoria dei due, ma Victor colpì Hermione e la tramortì. Si era chinato per prenderla in braccio quando fu schiantato da Malfoy, rosso in viso per la collera. "Coza fai zdupido, cozi ci fai zcoprire". Stavolta era il ragazzo inglese a non degnare di uno sguardo il bulgaro. Si stavano avvicinando a Hermione ma furono scaraventati dall'altra parte dell'edificio. Max e Jack avevano combinato i loro poteri telecinetici. Cassie intanto cercava di rianimarla. Andrew, però si accorse che Carver non c'era più e trovava strano il fatto che non ci fossero neanche Ju-On e il resto del clan cinese.
"Non riesco a svegliarla, la colpita duro..." "Piccoli bastardi", Budarin si era ridestato e credeva che a colpirlo fosse stato uno dei bambini. Stava per usare i suoi poteri quando fu investito dall'urlo sonico di Edward e come per i maghi si ritrovò fuori dalla 'stanza'.
"Max, Jack usate i poteri per trascinarla fuori di qui". I ragazzini ubbidirono all'ordine di Cassie, ma non sollevarono il corpo, lo fecero invece strisciare sul pavimento. In questo modo era meno faticoso, ma la pelle della guancia di Hermione si lacerò fino a sanguinare. La fuga non durò molto, perché una volta fuori si ritrovarono di nuovo faccia a faccia con Carver, Victor e la 'Famiglia'. Alle loro spalle si materializzarono anche i maghi, bacchette alla mano pronti a scontrarsi. La figlia di Lung li guardò sorpresa stava per dire qualcosa quando il suo sguardo si posò sulla ragazza che stava riprendendo i sensi. Gli occhi della veggente si dilatarono e un'espressione di terrore comparve sul volto. Cominciò a indietreggiare. Victor invece sorrideva. Nonostante l'ematoma sulla fronte e l'escoriazione sulla guancia la trovava ancora eccezionalmente carina.
Silente fece indietreggiare i suoi: "Quello che state per vedere, dovete tenerlo per voi, almeno per il momento". Lo guardarono straniti finché Krum non si accorse che Hermione era circondata da un alone dorato. "Coza Hermioni ha prof...", non finì la frase, perché dal corpo di Hermione uscì una palla di fuoco che distrusse la parte Ovest del cantiere. La giovane sposto leggermente la testa di lato e una seconda distrusse la parte Est, mentre una terza era diretta a Nord. In pochi secondi più della meta della struttura in costruzione era in fiamme e semi distrutta. Nel fare tutto ciò, però, non uccise nessuno. Nonostante fosse molto debole aveva ancora un controllo incredibile sul suo potere.
Ju-On fu la prima a fuggire terrorizzata, seguita da tutti gli altri. Carver e Victor erano fermi, ma gli occhi dilatati e l'espressione che avevano diceva tutto. Nessuno di loro aveva mai incontrato una pirocinetica prima di allora. Nessuno si aspettava una simile potenza, nemmeno i maghi. Silente era l'unico a essere tranquillo. Hermione fece qualche passo barcollando, era al limite. Il purosangue se ne accorse e corse da lei un attimo prima che cadesse all'indietro. Quando lo vide riuscì a malapena a pronunciare il suo nome: "Draco!", poi svenne.
Alcune frasi, quelle in corsivo, sono prese dal film Push, così come i personaggi...
