"Allora, Stella come ti trovi a New Orleans" disse Mac con finta indifferenza, mentre esaminavano il container vuoto.

"Bé, fare il capo è molto più faticoso" rispose lei guardandolo di sottecchi.

Non si dissero molto di più, loro che un tempo si scambiavano idee e pensieri, ora erano come bloccati da qualcosa, come se avessero paura di scoprirsi l'uno con l'altra.

Improvvisamente sentirono un forte rumore venire verso di loro. Mac estrasse la pistola e si precipitò verso la fine del container. Appena sbucò fuori si vide arrivare addosso un autocarro del porto. Fu una frazione di secondo. Venne tirato indietro appena in tempo e si ritrovò spalle alla parete di metallo tra le braccia di Stella. Per un soffio lei aveva impedito che venisse investito.

Si ritrovarono attaccati, uno di fronte all'altra. I loro visi a pochi centimetri di distanza. Mac poteva sentire il corpo di Stella contro il suo. I loro sguardi si incontrarono, come tante altre volte in quegli anni, mai però così indifesi come ora. I loro cuori battevano forte, forse per lo spavento, o forse per tutto quello che non si erano mai detti.

Mac ripose la pistola nella fondina.

Appoggiò la sua fronte a quella della donna: "Grazie" sussurrò, con il respiro ancora accelerato.

Stella chiuse gli occhi e non rispose nulla.

Rimasero così alcuni istanti, ma erano sulla scena di un crimine, potevano arrivare i colleghi da un momento all'altro. Poi lei si staccò e si sistemò l'impermeabile.

"Accidenti, ci siamo fatti scappare l'uomo che era alla guida..." disse, ma la sua voce tradiva le sue emozioni.

"Stella, aspetta..."disse Mac prendendole la mano.

"No, Mac. Non ora, non qui, non...dopo tutti questi anni!" Così dicendo si liberò dalla presa del Detective e tornò verso il suo kit della scientifica.

Taylor rimase un attimo in piedi a guardarla, poi fece altrettanto. Dovevano tornare in laboratorio con i campioni raccolti.

Mac fu distratto per buona parte della mattinata. Sapeva bene il motivo, ma non riusciva ugualmente ad obbligarsi alla concentrazione.

Sbuffando si tolse i guanti in lattice e li gettò con rabbia nel cestino, si tolse il camice da laboratorio

e andò nel suo ufficio. Uscendo passò il suo lavoro ad un altro tecnico, con l'ordine preciso di aggiornarlo immediatamente se avesse trovato qualcosa.

Si abbandonò sulla sua sedia sospirando e passandosi le mani sul viso.

Non avrebbe creduto che rivedere Stella gli avrebbe fatto quell'effetto. Dopotutto avevano lavorato insieme per anni e lui non si era mai accorto di nulla; o forse, era stato troppo occupato a difendersi da sé stesso che aveva preferito far finto di non capire. Aveva dato Stella per scontata, che lei ci sarebbe sempre stata, anche quando era partita per New Orleans, si era illuso che sarebbero bastate le telefonate per rimanere in contatto. Ma dopo quello che era successo al porto, capì che sentire semplicemente la sua voce e parlare come amici/colleghi di casi di lavoro, non gli bastava più.

Erano circa le una, chiamò Stella per invitarla a pranzo, ma il telefono era staccato.

Si alzò, prese la giacca ed uscì per andare a vedere se per caso la trovava alla centrale di polizia.

"Ciao Mac, come mai da queste parti?" domandò Flack con il solito sorriso.

"Ciao Don, hai visto Stella da queste parti, per caso?"

"No. A dire il vero pensavo fosse da te alla scientifica."

"Fa lo stesso, grazie, Flack. Proverò a sentirla io più tardi"

E si diresse verso l'uscita del dipartimento.

"Mac!" lo chiamò l'amico "qualcosa non va? Hai bisogno di una mano?" chiese preoccupato e con un espressione indagatrice sul viso.

"No tranquillo" gli rispose Taylor già sulla porta"E' tutto a posto!" O quasi, pensò Mac.

Per il resto della giornata lavorò al caso dell'uomo ucciso al porto.

"Si chiamava Miller Davis, lo abbiamo identificato dalle impronte. Era schedato per piccoli furti e reati minori. Aveva trovato lavoro giù al porto come scaricatore. Sembrava rigare dritto". Lo stava aggiornando Danny. " Sotto le sue unghie, Sid ha trovato resti di droga. Li ho analizzati e corrispondono a quelli trovati sul posto da te e Stella".

"Probabilmente Miller Davis ha scoperto cosa conteneva il container ed ha pensato di approfittare."

continuò Mac "Ma qualcuno, evidentemente, non era d'accordo e il signor Davis è stato solo un intoppo nello scambio della merce." soggiunse assorto nei suoi pensieri.

Il resto della giornata trascorse con la solita routine di indagine.

Verso le otto di sera Jo Deville bussò alla porta di Mac:

"Ciao sono tornata. Ho saputo del caso del traffico di droga giù al porto!"

"Ciao Jo, fatto buon viaggio? Si, lo abbiamo scoperto grazie ad un omicidio collegato. Droga tra New York e New Orleans. La scientifica di laggiù sta indagando."

Jo sorrise" Ah bene! Stella è il nuovo capo. Così lavorerai con qualcuno che conosci bene. Non avrai problemi di collaborazione. Giusto?"

"Giusto." disse lui a mezza voce.

Jo lo fissò. Ormai lo conosceva abbastanza bene per sapere che qualcosa non andava.

"Che c'è, Mac?"

"Perché me lo chiedi?" alzando lo sguardo sulla donna.

"Conosco quel tono."

"Nulla, Jo, davvero. È tutto a posto." Si schermì Mac Taylor.

La Detective non era convinta, ma preferì non insistere oltre.

"Ok, vado a casa a sistemarmi. Ci vediamo domani. Ciao"

"Ciao Jo, a domani"