Titolo: Tutto accadde in una notte
Autore: eleblack90
Pairing: Harry/Draco
Rating: Giallo
Prompt: I Could Bring You The Light And Take You Home Into The Night (To Sheila – Smashing Pumpkins)
Conteggio Parole: 1,672
Avvertenze: Scritta senza tenere conto del sesto e del settimo libro della Rowling. Shonen-ai. E un po' di angst.
Disclaimer: Harry, Draco e compagnia non appartengono a me ma a chi di diritto bla bla bla.
Note:Ringraziate/Maledite il Trojan Horse che ha infestato il mio pc per questa. Se non fosse stato per lui non l'avrei scritta. Non così, almeno. O forse sì, chi lo sa. E' leggermente diversa dalla prima parte, sia per la lunghezza – ma personalmente sono contenta di essere riuscita a scrivere di più! – sia per il fatto che la canzone a cui è ispirata è maggiormente sottolineata e influisce persino sulla storyline. Last but not least, grazie alla Beta più paziente mai esistita, Scarlet Angel.
"Lately I just can't seem to believe
discard my friends to change the scenery
It meant the world to hold
a bruising faith
But now it's just a matter of grace"
Tendi l'orecchio alla musica che riempie il locale, e sembra che l'abbiano scritta per te, quella canzone, o così pensi, mentre butti giù quel poco di alcol alla volta che la tua gola è disposta ad accettare.
"It's just a matter of grace."
E' solo una questione di grazia, se sei ancora vivo.
La tua vita è stata tutta questione di fortuna, è stata una concessione, un regalo. E dovresti ringraziare, Harry Potter, per non essere ancora morto.
Perché dopo tante perdite umane, tante ricerche, tanti tentativi, e altrettanti fallimenti, cos'altro dovresti pensare, se non che non sei destinato ad avere successo?
E in fondo cosa della tua vita te l'ha mai fatto credere? Che tu sia sopravvissuto innumerevoli volte al tuo nemico? Alla morte non si sfugge per sempre.
"It meant the world to hold a bruising faith."
La tua era soltanto una fede ammaccata, che adesso sbiadisce nelle luci del pub in cui ti sei rifugiato, affoga dentro il liquido denso che riempie il tuo bicchiere, si perde tra i visi di gente sconosciuta che incrocia la tua vita giusto per quella sera.
Non è la prima serata di pessimismo che ti concedi. Di quelle ne arrivano una ogni due settimane, forse anche una alla settimana; sempre più spesso nell'ultimo periodo, comunque. Che tu non riesca mai a reggere la sbornia, è un fatto assodato.
Ed è per questo che stasera sei lì, perché ci speri, anzi, ci conti. Conti che l'alcol ti privi di quell'inesorabile sensazione di fine che ti attanaglia le viscere, che ti renda ingenuamente felice, anche se sei profondamente e inevitabilmente solo con i tuoi problemi.
Ormai dubiti che Ron possa capirti; dopo che hai lasciato sua sorella, è convinto che il tuo bisogno sia di rimanere solo, senza capire che è anche la tua condanna e la tua maledizione.
E Hermione, così preoccupata per te da aver perso quella lucidità mentale che in altri tempi le avrebbe permesso di arrivare al nocciolo della questione in una trentina di minuti.
Ginny, nemmeno a parlarne, l'hai allontanata tu; e non ci pensi nemmeno un attimo a richiarmarla indietro, perché non sopporti quello sguardo rancoroso che ti rivolge ogni volta che la incontri.
No; per la prima volta in vita tua credi che le persone che ami non siano in grado di aiutarti. Nemmeno loro, che sono rimaste in poche. Che sia ora di cercarne altre?
"Discard my friends to change the scenery."
Sollevi di scatto la testa a quel pensiero. Non lo faresti mai.
"Whiskey Incendiario per cominciare, direi." propone una voce lì accanto; una voce candida, che non è da pub, non è da ubriacone.
Tsk, come se tu fossi da pub.
"Ottima scelta, signor Malfoy.".
Di nuovo, la tua testa compie una rotazione talmente improvvisa che rischia di staccarsi dal tuo collo e spiccare il volo.
Riconosci subito il sorriso storto, i capelli biondi e cortissimi, l'alta figura.
E ritorni a guardare avanti a te. Forse non si è accorto. Forse non è troppo tardi.
Frughi nelle tasche alla ricerca di qualche spicciolo da lasciare sul bancone, con l'intenzione di sparire prima che qualcuno – cioè Draco Malfoy - veda il grande Harry Potter in quello stato e possa andarlo a raccontare in giro. Non vuoi rogne, non vuoi pressione, non vuoi pettegolezzi. Vuoi solo la tua dannatissima sbornia.
"Troppo tardi.".
Alzi gli occhi al cielo, trattenendo un po' il respiro, e poi volti, lentamente, lo sguardo alla tua destra.
Malfoy è lì, braccia incrociate, schiena contro il bancone e un sorriso furbo stampato sul viso.
E' cambiato, cresciuto, diresti. Per quanto si possa crescere in sei mesi.
"Ti ho visto." continua, la sua espressione che non cambia di una virgola.
"Sì, lo so. Anche io ti vedo." dici allora esasperato, provocando in lui una risatina di scherno. Con un piccolo salto si siede sul sedile adiacente al tuo, ruotando fino a trovarsi, come te, orientato verso il bancone. Incrocia le dita sul piano e ti fissa in maniera curiosa.
"Beh?".
"Beh cosa?".
"Qual è il problema?" ti domanda, ed è strano, perché da come lo dice sembra che tu sia il tipo che non ha mai problemi. Quello a cui va sempre bene tutto. Malfoy avrà davvero presente con chi sta parlando o è già ubriaco e non se ne rende conto?
Aggrottando le sopracciglia rendi palese la tua confusione, ma lui non sembra notare. Ti fissa, più o meno intensamente, e ti viene in mente che sia il periodo più lungo che abbiate mai passato insieme senza parlare – meglio, senza sfottervi a vicenda.
"Non c'è nessun problema." rispondi infine, poggiando il denaro sul bancone come avevi deciso di fare, e ruoti con lo sgabello verso l'esterno, per alzarti.
"So cosa vuol dire deludere sempre le aspettative." dice Malfoy, di getto, come per trattenerti.
Lo fa per trattenerti?
"Chi ti dice che io…-".
"Oh, andiamo!" esclama, ghignando "Siediti, Harry."
Harry?
"Non mordo, sai."
Ti arrendi e crolli sulla sedia, iniziando a pensare di essere tu l'ubriaco.
A Malfoy viene recapitato il suo Whiskey, e lui ne beve un sorso quietamente, togliendoti lo sguardo di dosso per la prima volta da quando è arrivato.
Sei tu a fissarlo, ora, un po' lui un po' il suo bicchiere, e un po' le sue mani dalle dita bianche e affusolate.
Fa schioccare la lingua, e poi inizia a parlare, alternando gesti vaghi a strane smorfie con le labbra che non lo hai mai visto fare prima.
"Sei sempre stato circondato da gente, dovunque tu andassi. A volte mi sono persino chiesto se ti seguissero anche in bagno," sghignazza Malfoy, ma da solo, perché tu sei come in coma lì a guardarlo, ansioso di sentire cos'abbia da dirti "C'era sempre qualcuno ad ascoltarti, ad elogiarti, ad aiutarti, o, nel mio caso, a cercare di farti scendere dal tuo piedistallo."
Fai per ribattere, senza riuscirci.
"E poi ti meravigli se riesco a capire che hai un problema, vedendoti solo soletto in un pub come questo, nel tentativo disperato di ubriacarti con un surrogato di Burrobirra? Ti facevo più sveglio, ma forse è l'alcol che ti ha mandato in corto circuito i neuroni."
Spalanchi leggermente gli occhi, ammutolendo, mentre lui, soddisfatto, prende un altro sorso.
"E perché ti interessa?" domandi. Ed è Draco che ora solleva lo sguardo dal suo bicchiere, fissando un punto imprecisato davanti a sé. E dopo un po' arriva la sua risposta, accompagnata da una scrollata di spalle: "E' per movimentare la serata."
"Aaaah, certo," concordi tu sarcasticamente, tamburellando le dita sul piano di legno; sei incoraggiato dalla sua incertezza. "E' per avere qualcuno di cui ridere quando non hai nient'altro da fare. Non credi che sarebbe ora di cambiare hobby dopo tutti questi anni, signorino Malfoy?"
"E' l'hobby più gratificante che io sia riuscito a trovare."
"Non hai cercato abbastanza."
"O forse dovrei dire che è uno dei più gratificanti. Mentre non classificherei le sbornie tra i primi dieci piaceri concessi al genere umano." aggiunge, spingendo lontano da te, con gesto eloquente, il bicchiere da cui hai bevuto fino a qualche minuto fa.
"Il sesso, per esempio, dicono che sia un buon rimedio alla solitudine, Potter."
Ecco. Di nuovo. Odii quando succede.
Odii quando Malfoy, sempre con quella sua voce odiosamente piatta che non cambia di un'ottava, proferisce parole odiosamente inaspettate che per una manciata di odiosi secondi ti rendono odiosamente privo di qualsiasi facoltà mentale. Odioso. Lo odii.
"Quindi suggerisco di tornare a casa dalla tua fidanzata."
"Non ho una fidanzata." replichi, e sei sorpreso del tono stanco con cui hai parlato. Sentire Malfoy parlare di sesso ti stanca? O forse sei più stanco di sentirti così strano e così sottosopra, come nemmeno barili di alcol saprebbero renderti nel giro di una serata?
"Ops." fa lui, coprendosi comicamente la bocca con una mano "Ah beh allora abbiamo davvero un problema."
Si gira e si guarda intorno.
"Mai pensato di rimorchiarne qualcuna? Quel gruppetto laggiù sembra particolarmente interessato a- "
"Perché non le rimorchi tu." proponi, svogliatamente, passandoti una mano tra i capelli.
"Oh, beh, non sono esattamente il mio tipo." risponde Draco con naturalezza, una nuova scrollata di spalle e un nuovo sorso di Whiskey.
E tu, esattamente, non capisci cosa voglia dire, e forse sei lì lì per chiederglielo, ma non lo fai.
Hai solo voglia di andare a casa, seppellire la testa nel cuscino e fuggire nei tuoi sogni da queste serate storte e dagli incontri improvvisi che ti fanno venire il mal di testa.
"Ascolta, devo dirtelo, fai un po' pena in questo stato." ti confessa.
"Grazie."
"No, davvero. Persino uno come me finisce per preoccuparsene."
"Non devi."
"E dove sono quelli che dovrebbero?" mormora con un sopracciglio rialzato, quasi gongolante, mentre butta elegantemente giù un altro sorso del suo drink.
Ti volti a guardarlo, e ancora una volta ti senti esausto, talmente esausto da non riuscire a mostrare alcuna espressione, da non riuscire a dire nulla che mostri divertimento, imbarazzo o indignazione. Lo guardi, semplicemente, e Draco guarda te, e il suo sorriso scompare e i suoi occhi si abbassano.
"Sono alla fine del tunnel, Malfoy. Ma non c'è luce. Non vedo la luce che dovrebbe indicarmi la salvezza."
E a queste parole solenni da te pronunciate, ti aspetti che segua un responso altrettanto significativo. Ma non certo nel modo che ti aspetti.
"I could bring you the light, and take you home into the night…" Draco canticchia. Di fronte al tuo sbalordimento, alza un sopracciglio e aggiunge: "E' la canzone! Quella che davano poco fa…Diceva così…Giuro!"
"Fallo."
Silenzio. E poi:
"Cosa?"
"Quello che hai detto."
Ed è così che Draco guarda avanti a sé, sembra quasi pensarci un attimo, ma poi lo vedi, inarca le labbra e sorride. Lascia qualche galeone sul tavolo e ti prende la mano, guidandoti all'esterno, nell'oscurità, dove in fondo non ti senti tanto solo.
