Eccomi qui con un nuovo capitolo. Mi scuso per il ritardo, ma a differenza delle altre cose che scrivo, qui devo fare più attenzione a causa dei dettagli del caso, quindi ci metterò sempre un po' per aggiornare la fanfiction. Spero comunque ne valga la pena. Questo capitolo è fatto da tanti dialoghi, e finalmente iniziamo a capire qualcosa in più sul serial killer. Buona lettura e come sempre grazie del supporto. -Rachele


Jane è rimasta tutta la notte in ufficio, anche se la persona che le aveva lasciato il messaggio e tutto il resto era entrata li tranquillamente, si sentiva al sicuro, più che in qualsiasi altro posto, forse da Maura, ma non voleva metterla in mezzo ancora.

Sta ancora osservando lo schermo con i filmati delle videocamere di sicurezza e tracannando caffè, quando Frost mette piede nella stanza.

B.F: "Jane, cosa ci fai già qui?" la guarda.

J: "Sono rimasta qui tutta la notte."

B.F: "Cosa?" spalanca gli occhi "Ma sei pazza?"

J: "No! Volevo solo continuare ad indagare."

B.F: "Hai scoperto qualcosa almeno?" si avvicina e guarda il computer.

J: "Niente di niente." sospira scocciata e stanca.

B.F: "Ehi aspetta, quello chi è?" indica l'uomo che appare e Jane stoppa l'immagine.

J: "Oh si, quello è il dottor Thredson. Un dottore dell'ospedale psichiatrico di Boston. È venuto qui per conoscere Maura di persona, perché collabora con loro."

B.F: "Capisco.." lo guarda bene "sembra un tipo che potrebbe piacere alla dottoressa."

J: "Dici in senso.. sessuale?" lo guarda, poi stacca tutto passandosi le dita sulle tempie per massaggiarle.

B.F: "Si.." ridacchia. "Sei stanca, perché non vai a casa a riposarti? Mando una pattuglia davanti al tuo appartamento."

J: "No, non ho voglia." si alza, recupera la giacca dallo schienale della sedia e la indossa. "Se avete bisogno sono da Maura." esce andando verso l'ascensore.


Maura entra in ufficio un pochino più tardi quella mattina. Il traffico l'ha tenuta bloccata sulla strada principale verso il dipartimento. Ha chiamato Susie avvertendola e quando Jane è scesa la criminologa le ha detto "La dottoressa Isles ritarderà per traffico." e il detective ha risposto "Non importa, l'aspetterò nel suo ufficio."

Così appena Maura passa la soglia del suo ufficio, nota la sua migliore amica sdraiata e addormentata sul suo divano. Sorride dolcemente, trovando molto tenera la scena. Appoggia la borsa e la giacca sulla scrivania e poi facendo piano, apre il suo armadietto ed estrae una coperta che tiene lì da quando un paio d'inverni fa si era rotto il riscaldamento nel dipartimento durante un inverno terribile e nevoso a Boston. Si avvicina a Jane e gliela mette sopra coprendola per bene, poi si accuccia e le sposta una ciocca di capelli.

S: Dottoressa Isles.." dice piano entrando "mi dispiace disturbarla, ma ho i risultati dei test che il detective Frost ha richiesto ieri."

M: "Grazie Susie." si alza sorridendo alla donna e prendendole dalle mani la cartellina.

S: "Sa.. l'ho vista prima, ma non l'ho voluta svegliare, mi sembrava ingiusto."

M: "Ha fatto bene." sorride e le accarezza il braccio come per ringraziarla e poi la donna esce.

Maura si siede alla sua scrivania e legge tutte le analisi sfogliando con ansia le pagine. Ma niente. Non è risultato niente, niente impronte, niente dna. Niente di niente.

D.T: "Dottoressa Isles è permesso?" Bussa alla porta.

M: "Dottor Thredson buongiorno." sorride e si alza "Prego si accomodi." indica una sedia. "Però la prego di far piano," indica Jane "la detective Rizzoli ha avuto una pessima nottata." si risiede.

D.T: "Passo più tardi se è un problema." indugia ad entrare.

M: "Non si preoccupi, venga pure."

D.T: "Grazie." Da un'ultima occhiata a Jane e poi si siede.

M: "Come posso aiutarla?" lo guarda richiudendo la cartellina e riponendola nel cassetto.

D.T: "Mi dispiace disturbarla, so che ha molto lavoro qui, ma siamo venuti a sapere che il vostro dipartimento è stato minacciato da una persona molto nota nel nostro ambiente."

M: "Si riferisce alle minacce ricevute dal detective Rizzoli?" lo guarda sorpresa delle sue parole.

D.T: "Oh.." guarda in basso scuotendo la testa "pensavo solo che il dipartimento fosse stato minacciato, non la detective nello specifico." rialza lo sguardo incrociando quello di Maura.

M: "Si purtroppo.." la guarda mentre continua a dormire "ha preso di mira lei. Però mi dica, cosa sapete di questa persona."

D.T: "È soprannominato Bloody Face, perché ha questa perversione dell'uccidere torturando le vittime e spargendo molto sangue e come 'trofeo' gli stacca la pelle del viso e ne fa una maschera." Maura lo guarda inorridita. "Solo per sentito dire e per leggende di persone che credono di aver visto questo serial killer, si dice che indossi quelle maschere man mano che uccide e nessuno è mai riuscito a catturarlo."

M: "Accidenti." si alza e passeggia avanti e indietro. "È orribile."

D.T: "Ha uno schema preciso del territorio in cui uccide, per questo ho accettato il lavoro qui, perché a quanto pare Boston era la sua prossima tappa e dalle minacce si è dimostrata una teoria più che fondata." prende dalla sua valigetta delle cartelline e le mette sulla scrivania. "Qui c'è qualche caso della polizia delle varie città dove ha ucciso, nel caso voleste dare un'occhiata.."

M: "Grazie." annuisce.

D.T: "La cosa che ci ha sconvolti è stato che in realtà Boston non doveva essere la sua prossima tappa, ma probabilmente mirava proprio a voi, alla detective Rizzoli." si girò per guardarla.

M: "Se non era Boston la sua prossima tappa, per quale motivo lei ha accettato il lavoro qui già tempo fa?" lo guarda sospetta.

D.T: "In realtà non volevo discutere con lei di questo proprio ieri che ci stavamo presentando, ma sapevo già della minaccia ieri mattina. Il dipartimento ha chiamato Briarcliff per richiedere una consulenza. Hanno pensato anche loro che potesse trattarsi di un pazzo maniaco, sa, veniamo spesso chiamati in questi casi."

M: "Quindi lei pensa che abbia fatto una deviazione per Jane?" si risiede.

D.T: "Si esattamente. Ha trovato qualcosa in Jane che non ha trovato in altre ragazze e le ha mandato quella maschera come regalo. Lui adora Jane e la vuole tutta per se. Questa è la mia teoria."

M: "Tutti desiderano Jane nella loro vita." sorride abbassando lo sguardo. "È la persona migliore che uno possa desiderare nella propria vita. Mi assicurerò che non le capiti nulla, come con Charles Hoyt."

D.T: "Ho sentito qualcosa di Hoyt, fra noi le voci girano." si alza e prende la sua valigietta. "Se posso far qualcosa per voi, ha il mio numero. Intanto continuerò ad indagare sul profilo psicologico."

M: "Certo." si alza e gli stringe la mano. "La ringrazio dottore." sorride e lo guarda uscire, poi si siede su una poltrona accanto a Jane e la guarda accarezzandole i capelli. "Nessuno ti farà del male, non finché ci sarò io con te."


Jane apre gli occhi e si sente completamente stordita, cerca di tirarsi su per mettersi seduta, ma la testa le gira molto.

M: "Ehi bella addormentata aspetta." si alza dalla sua sedie e la va ad aiutare, poi si mette accanto a lei. "Tutto bene?"

J: "Mmm si, sono un po' stordita."

M: "Ti sei addormentata aspettandomi." sorride e si alza riempiendo una tazza di caffè, mette lo zucchero, lo mescola e glielo passa.

J: "Grazie." lo prende e ne beve un lungo sorso. "Va già meglio." sorride. "Mi dispiace se mi sono addormentata."

M: "Non ti preoccupare, tanto nessuno aveva fretta di svegliarti. Il detective Frost mi ha informata che hai passato qui la notte."

J: "Si, volevo assolutamente scoprire qualcosa, ma non c'è nulla."

M: "Anche dai risultati delle analisi sugli oggetti che hai trovato sulla tua scrivania non risulta nulla."

J: "E' frustrante!"

M: "Lo so Jane.." le si accuccia di fronte appoggiando le mani sulle sue ginocchia. "Ma troveremo il colpevole. Intanto devo aggiornarti."


J: "Bloody Face. Uomo. Serial Killer." sbatte la cartellina davanti a Korsak, con il profilo che i dottori, compreso Thredson, hanno buttato giù basandosi sui racconti e sugli omicidi. "Ora sono la sua prossima vittima."

F: "La dottoressa Isles ci ha informati." si alza e va da Korsak per esaminare la cartellina insieme a lui.

K: "Che pezzo di merda." Jane e Frost lo guardano, Korsak non dice mai certe cose. "Che c'è? Mi è concesso questa volta."

J: "Hai ragione." si siede alla scrivania. "Ci sono stati sviluppi di qualche tipo mentre dormivo?"

F: "Nulla." torna alla sua scrivania e clicca sul pc facendo comparire la foto della ragazza uccisa trovata sulla scrivania di Jane il giorno prima. "Dobbiamo trovare il corpo, magari ci aiuterà a capire qualcosa. Forse ha lasciato qualche indizio, si è distratto."

J: "Maura mi ha detto che non c'era nemmeno una traccia sugli oggetti. Neanche un possibile DNA della vittima sulla maschera?"

K: "Fammi controllare." prende una cartellina che aveva alla sua sinistra, la apre e controlla. "No. Però qui è riportato che è stata usata una sostanza particolare per accellerare l'essicazione, di conseguenza-"

M: "E' impossibile trovare tracce di DNA." entra nell'ufficio e il suo sguardo si sposta sullo schermo. "Pavimento in marmo." osserva.

J: "Ti fa venire in mente qualcosa?"

M: "Sono lucidi, però allo stesso tempo polverosi, si nota a causa del raggio di sole che penetra dalla finestra."

J: "Quindi o la vittima non aveva tempo di pulire o-"

M: "E' una casa nuova, ma non abitata e rimasta li a prendere polvere."

J: "Sono rare le case con pavimento di marmo qui a Boston no?"

M: "Si, ma.." si sporge sulla scrivania di Jane allungandosi sul pc per digitare delle parole. "Questi palazzi sono stati terminati circa un anno fa. Non sono troppo distanti dalla mia abitazione."

K: "Quartiere ricco di Boston."

M: "Esattamente." si avvicina allo schermo e indica la foto del palazzo "Penso proprio che qui troveremo la nostra vittima."

J: "Bene andiamo." si alza e prende la giacca.

F: "Jane," l'afferra per un braccio piano "sei sicura di voler venire?" il fratello la guarda preoccupato.

J: "Certamente," lo guarda "ho bisogno di tenermi impegnata e poi mi sento più sicura accanto a voi."

M: "Mi sorprende che tu ammetta di aver paura." sorride dolcemente.

J: "Non ho paura!" s'infila la giacca "Voglio solo fare il mio lavoro."


K: "Qui non poteva trovarla nessuno."

J: "Avete sentito l'agente immobiliare che affitta questi appartamenti?"

K: "Si, ci ha detto che nessuno ha richiesto un appuntamento per visitare gli appartamenti."

J: "Sono bei palazzi, perchè nessuno in un anno ha mai chiesto di vedere neanche mezzo appartamento?"

F: "Perchè i ricconi amano di più le ville indipendenti."

M: "Tecnicamente non è così." S'infila i guanti e si accuccia vicino alla vittima. "Quelli con bambini amano le ville, ai single un appartamento così fa comodo."

F: "Non sono tanti i single ricchi? Magari che preferiscono portarsi a letto belle donne e non avere relazioni stabili."

M: "Puo' essere, ma non saprei rispondere alla vostra domanda riguardo al fatto che nessuno abbia deciso di vederli. La zona è ottima, i ristoranti sono vicini, c'è il parco, il porto.. Non saprei proprio." Inizia a controllare il corpo.

J: "Sappiamo qualcosa riguardo la sicurezza dell'edificio?" Guarda Korsak.

K: "Sempre l'agente mi ha detto che è tutto chiuso a chiave e le chiavi le hanno solamente loro. Ovviamente sono venuti ad aprirci."

F: "Quindi come avrà fatto ad entrare?"

J: "E' astuto." Si accuccia davanti a Maura. "Puoi dirmi qualcosa."

M: "Rigor mortis di circa 72 ore. Non ci sono segni di violenza, almeno superficialmente parlando." Indica i vestiti. "A giudicare dai segni sul viso, la pelle è stata staccata mentre era ancora viva, è morta durante il procedimento. Per ora non posso dirvi altro, saprò di più con l'autopsia." Si alza e fa segno ai paramedici di portare via la salma.

J: "Trovato dei documenti?" Si alza guardando Frost.

B.F: "Niente di niente, probabilmente è stata rapita in casa e poi successivamente portata qui."

M: "Controllerò le sue impronte in laboratorio per vedere se trovo riscontro."

J: "Le altre vittime sono state tutte identificate?"

M: "Non tutte, solo alcune." Si toglie i guanti e li mette nella sua borsa. "Se non avete bisogno d'altro, io andrei."

J: "No vai pure grazie Maura." Le sorride.

M: "Ti aspetto per l'autopsia?"

J: "No fai pure, mi comunicherai dopo i risultati."

M: "Come desideri." Sorride e dopo aver salutato tutti si allontana, ma poi si gira ancora un istante per guardare Jane. "E Jane.."

J: "Si?!"

M: "Catturiamo questo mostro."