Capitolo 2

"Sei stata incredibile..." l'uomo sospirò, ancora stordito. Metà del suo petto nudo era coperto dalle lenzuola bianche, la fronte ancora sudata.

Brittany annuì, alzandosi dal letto per vestirsi.

"Non vuoi tornare a letto per un attimo? E' stato davvero, beh, estenuante... potresti semplicemente rilassarti per un momento, non ti toccherò o cose del genere..."

"Il tempo è scaduto, Will," disse la bionda per nulla impressionata, sistemando accuratamente la busta bianca con le banconote nella sua borsa. "Il mio autista sta aspettando."

L'uomo sospirò, cercando ancora di rallentare il suo battito cardiaco. "Bene. Allora ci vediamo la prossima settimana?"

"Beh, hai parlato con Abrams? Non sono proprio sicura di sapere quali impegni avrò la prossima settimana, ultimamente sono strapiena..."

Non gliene fregava nulla di rivedere Schuester la prossima settimana. Non era poi tanto male, il che era un bel cambiamento in mezzo a tanti uomini strani che aveva incontrato, inoltre lui era uno dei suoi migliori clienti – solo che alcune cose di Will erano molto fastidiose. Continuava a essere così appiccicoso durante il sesso, a letto voleva sempre ricevere dei complimenti e mantenere sempre il contatto visivo... tante volte le aveva proposto di andare a trovarla nel suo appartamento, dato che si conoscevano già da un po', ma Brittany non era una da fuori appuntamento. Aveva sentito troppe storie di donne che pensavano di potersi fidare dei loro clienti, e poi... – armi nascoste, feticci raccapriccianti, Dio solo sa cos'altro. Su appuntamento era sicuramente il modo più sicuro e gli alberghi le andavano bene fino a quando aveva Dave con lei.

A volte preferiva quegli uomini che semplicemente se ne fregavano. Dire ciao, mettersi all'opera, cercavano di farli venire in fretta, e salutarli di nuovo. Will era sempre stato uno di quegli uomini che sembrava seriamente preoccuparsi di farla venire durante il sesso. Una cosa anche parecchio fastidiosa, il dover sempre fingere l'orgasmo. Gli uomini a cui non importava nulla erano soddisfatti con un piccolo gemito e un 'oh sei così bravo' qua e là. Will in realtà sembrava aver bisogno della conferma che anche lei fosse venuta, solo per il suo ego. Fortunatamente per lei, era abbastanza facile da ingannare e lei era diventata piuttosto brava come attrice.

Brittany si chiedeva davvero che cosa pensassero a volte gli uomini, credevano davvero che apprezzasse i loro corpi sudati su di lei? Che qualunque cosa facessero a tentoni palpandola con le loro mani fosse anche lontanamente piacevole per lei? Inoltre, avere davvero un orgasmo era una cosa molto privata per lei, qualcosa che avrebbe abbattuto tutte le sue mura, la forte facciata che stava costruendo al fine di non lasciare che nulla di tutto quello arrivasse troppo vicino alla sua anima. Rompere quel muro era una cosa che non voleva provare con nessuno che pagava per i suoi servizi.

Tutto quello voleva era fare una lunga doccia calda. Non si sentiva più così sporca come le prime volte in cui aveva iniziato a fare questo lavoro, ma la necessità di lavarsi con cura dopo ogni volta era ancora molto forte.

Controllò rapidamente il suo aspetto allo specchio, togliendo il rossetto ormai sbavato, lisciandosi i capelli. Si mise il cappotto e si voltò a guardare Schuester ancora una volta prima di lasciare la stanza, sforzandosi di sorridere.

"Spero che ti sia divertito, buona fortuna con il tuo provino di domani. Alla prossima."

Grazie a Dio era finita.


"La smetti di guardarmi così? "

"Così come?" chiese confuso Karofsky mentre Brittany indossava la cintura di sicurezza.

"Questo orribile sguardo a metà tra il disgusto e la pietà che mi lanci ogni volta che entro in questa macchina, soprattutto dopo aver visto Will."

L'uomo distolse lo sguardo, guidando lentamente fuori dal parcheggio.

"Mi dispiace," sospirò. "E' solo che, beh, il pensiero di questo tizio squallido sopra di te è un po' inquietante... "

Brittany prese una gomma da masticare dalla tasca, felice di avere il gusto di menta fresca in bocca.

"Beh, per essere precisi, ero io sopra di lui, e probabilmente dovresti semplicemente smetterla di immaginare me con i miei clienti, è un po' imbarazzante tra noi, anche se sei gay... "

Karofsky non disse nulla, alzò più forte il volume della radio, ascoltando il suo talk show notturno preferito. Il conduttore stava intervistando un tizio che aveva ammesso di essere innamorato di sua sorella e questo fece sentire Dave un po' meglio: a quanto pare c'erano persone ancora più strane là fuori.

Si voltò verso Brittany che stava guardando il suo cellulare, sorridente.

"Chi ti ha scritto?" chiese con curiosità, ma la bionda gli fece un cenno con la mano, facendogli capire che non erano affari suoi.

"Oh, andiamo. È la ragazza latina di prima? Le hai davvero dato il tuo numero? Dico sul serio, stai attenta, sappiamo entrambi come finiscono queste cose..."

"Oh, sta zitto!" rispose Brittany, continuando a fissare il suo schermo. Non si aspettava che Santana la contattasse veramente, soprattutto non così presto, la cosa la eccitava.

"Che dice?"

Brittany sospirò.

'Ora che mi trovo in questa stanza d'albergo del cazzo sono così arrabbiata con lei. Chi si crede di essere? Devo trovare un nuovo lavoro e un posto migliore dove stare. Comunque, grazie per avermi fatta star meglio stasera, mi è dispiaciuto che tu sia dovuta andar via. Almeno ne valeva la pena?'

"Vuole solo sapere come sto e cose così..." cercò di riassumere il messaggio senza dare troppe informazioni. Non aveva intenzione di dirgli che già non riusciva a smettere di pensare a lei, e che sapeva per certo che si sarebbe completamente presa una cotta per quella bella donna se fossero uscite. Non voleva sentire la sua ramanzina di come spesso in passato fosse stata ferita, non appena le cose erano diventate complicate. Si chiese cosa avrebbe dovuto rispondere.

'Ne vale la pena? Mi stai prendendo in giro? Ad essere onesti non riesco a pensare a molte cose per cui sarebbe valsa la pena lasciarti stasera... La tua ex è veramente pazza, io non ti lascerei mai stare in un hotel'.

La risposta era ancora troppo breve, ma che altro poteva aggiungere? Aveva in testa molti pensieri sconci, cose che sentiva di volerle dire, cose che avrebbe voluto farle se fosse stata in quella stanza con lei, tanti modi per tirarle su il morale e non farla pensare più a quell'altra donna – ma, doveva stare attenta a non spaventare la ragazza. Doveva aggiungere una domanda per dare a Santana un motivo per rispondere.

'Beh, se senti di volerti sfogare ancora, sarei felice di ascoltarti. Caffè? Cena?'

Premette il pulsante di invio, sentendo subito il suo battito aumentare.

"Cosa le hai risposto?" chiese l'uomo accanto a lei, a quanto pare non riuscendo a capire che Brittany non voleva rivelargli nessun dettaglio.

"Solo che sto bene e roba del genere... "

Karofsky scosse la testa.

"Sono serio, Brit. Se fra qualche settimana vieni a bussare di nuovo alla mia porta piangendo, non arrabbiarti con me quando ti dirò te l'avevo detto..."

Brittany stava per rispondere qualcosa per difendersi, ma la vibrazione del suo telefono la fermò prima che potesse avere la possibilità di aprir bocca. I suoi occhi si spalancarono quando aprì il messaggio e, se non fosse già arrossita prima, lo stava facendo sicuramente adesso.

'La cena va benissimo… ma spero di ottenere anche la colazione del mattino! Ti chiamo domani. Sogni d'oro!'

La bionda sapeva che aveva bisogno di parlare con il suo capo. Aveva bisogno di un giorno libero il prima possibile.


Tornando nel suo appartamento, la prima cosa che fece fu togliersi i vestiti e metterli in lavatrice. Non le piaceva l'odore dei suoi clienti su di lei e aveva bisogno di sbarazzarsene il più velocemente possibile. Stava già cercando le sue comode mutandine di flanella, quella maledetta lingerie prudeva da morire.

Entrò in bagno, ed aprì l'acqua della doccia. Aveva bisogno di farla calda, il vapore riempì rapidamente la stanza. L'acqua calda avrebbe lavato via tutto, il sudore di quegli uomini sconosciuti, la loro saliva. Avrebbe lavato i punti dove l'avevano toccata, dove l'avevano baciata, e avrebbe voluto che lavasse via anche i ricordi.

Chiudendo gli occhi cercò di godersi il liquido caldo sulla sua pelle per un po', cercando di svuotare la mente dai suoi pensieri. Si voltò così che l'acqua potesse bagnarle il viso, come una pioggia calda, una cascata. Inspirando profondamente, cercò la bottiglia di shampoo. Herbal Essences – Relazioni a lungo termine. Rise per l'ironia della cosa, mettendo un po' di gel rosso e fruttato sulle sue mani, cominciando a lavare i capelli e massaggiare le tempie .

La schiuma scorreva giù lungo il suo corpo, i pensieri di Brittany viaggiavano verso Santana. Sembrava che le piacesse davvero. Voleva cenare con lei e voleva rimanere tutta la notte, era evidente. Certo, la bruna stava male e probabilmente cercava di riprendersi, molto probabilmente in attesa di trascorrere la notte altrove piuttosto che in quella stanza d'albergo – infine, doveva averla trovata attraente e le probabilità che qualcosa sarebbe successa tra di loro erano molto buone, anche se si trattava solo di qualcosa di fisico.

Pensò di nuovo al bar, i pensieri che le avevano attraversato la mente nel vederla seduta lì.

Aveva sempre avuto un debole per le ragazze latine… la tonalità della pelle, i capelli scuri, gli enormi occhi marroni, il loro fondoschiena perfetto. Santana rientrava in tutte queste categorie – cavolo, era fuori da qualsiasi competizione. Le sue labbra, Dio, quelle labbra erano incredibili, così piene, fatte per essere baciate. Si sorprese a toccarsi le labbra con il pollice, immaginando per un secondo che fosse la bocca di Santana a sfiorare la sua. Chiuse nuovamente gli occhi e si ritrovò tutto ad un tratto incredibilmente eccitata.

Si chiese come sarebbe stato baciare quelle labbra, toccare la sua pelle morbida mentre le loro bocche si scontravano. Niente barba incolta, nessun odore strano, solo il suo profumo, profumo che le sembrava ancora di sentire in maniera persistente nelle sue narici.

Brittany si morse il labbro inferiore , quasi scioccata per quanto la sua immaginazione stesse viaggiando talmente in fretta su certi pensieri. Per un minuto finse che stava solo lavando il suo corpo, quando era ovvio che stava prestando fin troppo attenzione al suo seno per poter essere ancora definita pulizia. La schiuma copriva il suo seno e questo rese fin troppo facile per lei far scivolare le mani sulla pelle bagnata. Pizzicò un capezzolo ed emise un rantolo, con l'immagine della bella bruna ancora chiara di fronte ai suoi occhi.

Volendo che fossero le mani della latina, invece delle sue, lasciò la mano destra viaggiare verso il basso, non avendo abbastanza pazienza nell'evitare di toccare il punto già pulsante fra le sue gambe. Era così bello sentire davvero qualcosa in quella particolare area, di essere davvero in grado di lasciarsi andare. Capì che avrebbe dovuto farlo più spesso, per ricordarsi che il sesso poteva anche essere qualcosa di meglio, anche se era solo con se stessa.

Il suo dito medio correva su e giù lungo il suo sesso e sentì il calore pervaderle il corpo – l'acqua calda amplificava quella sensazione. La nuvola spessa di vapore nella doccia rendeva difficile respirare e si appoggiò al muro doccia, strofinando con più decisione.

Brittany pensò alle cose che avrebbe voluto fare a Santana, come se lei non potesse immaginare nulla di più soddisfacente di respirare il suo odore, assaporare la sua eccitazione sulle sue labbra, facendole urlare il suo nome, sentendola pregare per raggiungere il culmine.

Alzò la mano per raggiungere il telefono della doccia e abbassò la temperatura dell'acqua, prima di lasciarla cadere giù molto più lentamente, lasciando che il flusso viaggiasse su tutto il suo corpo. Lasciò che la sua mano accarezzasse il seno per un minuto prima di muoversi ulteriormente verso il basso, sopra la sua pancia piatta, giù verso il suo centro.

La bionda ansimò al contatto, era elettrizzante. Il calore le colpiva proprio il punto giusto, massaggiando il clitoride, senti il sangue scorrerle velocemente lungo il corpo e il cuore batterle nel petto.

Immaginò una testa di capelli scuri tra le gambe, la lingua Santana leccare e succhiare dove l'acqua stava facendo il suo lavoro – sapeva che era già vicina al culmine e si ritrovò a gemere.

Cercò di concentrare nuovamente l'attenzione al suo capezzolo, lasciando la mano libera correre su di esso, ma l'orgasmo era molto vicino e per lei era difficile reggersi ancora in piedi. Sostenendosi solamente con una mano contro la parete della doccia, immaginò cosa le avrebbe detto Santana, quello che le avrebbe sussurrato all'orecchio mentre le sue dita uscivano ed entravano dentro di lei.

Il suo corpo si irrigidì e sentì una intensa onda di piacere scorrerle attraverso ogni singolo muscolo, tenendo gli occhi chiusi per godere il più possibile di quella sensazione, mentre la voce di Santana risuonava ancora al suo orecchio, l'immagine del suo viso ancora davanti a lei.

Venne a lungo e con forza, come non succedeva da tempo, lasciando cadere il telefono della doccia quando l'eccitazione divenne troppo intensa.

Lentamente aprì di nuovo gli occhi si guardò intorno nella stanza e, suo malgrado, sorrise. Se la latina era anche solo lontanamente vicina ad essere così sexy come lei immaginava, l'aspettava una nottata d'inferno.