Titolo: Did he know?
Autore: Lilya
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Riassunto: Angst. Boromir è morto, lasciando suo fratello Faramir da solo ad affrontare la guerra e il padre. E Faramir, riconsiderando quanto è accaduto, non può fare meno di porsi all'infinito quest'angosciosa domanda…
Protagonisti: Faramir, Boromir, Denethor.
Pairing: nessuno
Rating: PG
Did he know?
Per molto tempo aveva impedito alla sua mente di formulare quella domanda, ma ora non poteva più fare finta di niente. Il dubbio attanagliava la sua mente e il suo cuore anche ora, mentre si trovava tra le mura della sua città e cercava invano di riposare.
Le parole di suo padre continuavano a riecheggiare nella sua mente: Faramir doveva partire e non lui!…Faramir doveva partire e non lui!…Faramir doveva partire…
Partire per inseguire un sogno, alla ricerca di Imladris e della Spada Che Fu Rotta…e invece aveva trovato il Flagello di Isildur sulla sua via!
Faramir abbassò il capo. "Boromir, povero fratello mio…"
La sua mente riandò alle interminabili discussioni per decidere chi dei due avrebbe dovuto prendere la via per la casa degli Elfi…Quando aveva sentito che suo padre voleva mandare lui, proprio lui, si era sentito invadere da una grande gioia: si era illuso che finalmente suo padre avesse capito che non era più il ragazzino scemo con la testa tra le nuvole di una volta, che era cresciuto, era diventato un uomo…Ma suo fratello si era opposto.
In quel momento aveva odiato Boromir: "Non spetta a te questo compito!" avrebbe voluto urlargli, ma aveva tenuto la bocca chiusa.
Ma se era riuscito a tenere a freno la lingua, lo stesso non si poteva dire per i suoi occhi: era certo che nei suoi occhi fosse espresso fin troppo chiaramente cosa pensava e cosa provava in quel momento.
E Boromir aveva incontrato il suo sguardo e vi aveva letto tutto quello che la sua bocca non osava dire ma la sua mente non poteva trattenersi dal pensare.…Non riusciva a dimenticare l'espressione ferita che era comparsa per un attimo sul volto di suo fratello.
Ora sapeva che in quel momento, in quell'incrociarsi di sguardi, Boromir aveva cercato di dirgli qualcosa…Ma lui non aveva voluto ascoltare, era troppo arrabbiato.
Non aveva compreso.
Non poteva fare a meno di chiedersi cosa sarebbe accaduto se fosse andato lui al posto di suo fratello.
Quando aveva salutato Boromir per l'ultima volta ai cancelli aveva avuto la sensazione che non l'avrebbe più rivisto, un presentimento che aveva subito scacciato…Ora sapeva con chiarezza che se fosse andato lui al suo posto probabilmente avrebbe incontrato il medesimo destino, se non uno peggiore.
Per questo non poteva fare a meno di chiedersi se, grazie alla Pietra Veggente, suo padre sapesse – o per lo meno sospettasse – quale sorte attendeva colui che sarebbe partito.
Questo sospetto lo tormentava: da un lato pensava che era assurdo, suo padre non poteva prevedere una cosa del genere neanche usando il Palantir…ma dall'altro non poteva fare a meno di porsi quella domanda, alla quale di solito ne seguiva un'altra molto, molto simile se non per il soggetto.
Boromir sapeva?
Era per questo che aveva tanto insistito per andare, per proteggerlo ancora?
Suo fratello non l'aveva mai trattato come un bambino scemo…va bene, magari qualche volta ma quella era una prerogativa dei fratelli maggiori. Così come è una prerogativa dei fratelli maggiori proteggere i minori.
Era un dovere a cui Boromir non aveva mai mancato. E così aveva fatto per ben due volte "semplicemente" partendo al posto suo.
Due volte, sì: una nel viaggio ad Imladris e in tutto quello che ne era derivato, la seconda da quell'Anello a cui lui, Boromir, non aveva saputo resistere.
Non riusciva a condannare il fratello per la sua caduta: l'Unico Anello, per quanto piccolo e apparentemente innocuo, racchiudeva dentro di sé un potere ipnotico e una mente propria.
Lo sapeva, l'aveva sentito nella sua testa nel poco tempo in cui il Portatore e il suo servo erano stati presso di lui nell'Ithilien…E c'era stato un momento in cui era quasi caduto nella rete dell'Anello: non era sicuro che sarebbe riuscito a resistere se Sam non gli avesse ricordato ciò che quell'oggetto era stato per il suo amato fratello.
Dopo, si era imposto di ricordare sempre ciò che era accaduto a Boromir per evitare di cadere in tentazione: aveva funzionato e così, anche se indirettamente, Faramir era stato protetto ancora una volta da suo fratello maggiore.
Questi erano i pensieri che si agitavano nella sua mente quella notte e gli impedivano di dormire. Pensieri che gravitavano attorno alle due persone più importanti della sua vita, come sempre. Pensieri riassumibili in un'unica domanda.
Lo sapeva?
E anche se non l'avrebbe ammesso mai, lui quella risposta la conosceva bene, eppure continuava a cercarla perché non era il tipo di risposta che era in grado di sopportare.
Preferiva essere tormentato dai dubbi, perché quella semplice sillaba l'avrebbe sicuramente distrutto.
Una sillaba, due semplice lettere.
Sì.
Era quella la risposta alla sua domanda. Ma non era detto che dovesse piacergli.
