Aula di musica del McKinley High
"Che succede?" mormorò Quinn mentre si sedeva in prima fila di fronte a Santana, lanciando un'occhiata sospettosa verso la guardia del corpo accanto a lei.
"Se te lo dicessi non mi crederesti," Santana incrociò le braccia e guardò altrove con una smorfia di disgusto sul volto.
"Brittany sembra sconvolta. Hai fatto di nuovo qualcosa di stupido?"
Santana la fissò con uno sguardo assassino, Quinn tese le mani in un gesto di pace. "L'ho detto solo perché è già successo."
"Ho avuto una piccola divergenza con mio padre. Questo è il suo modo di tenermi in riga: mi terrà lontana da B, fino a quando non farò quello che vuole," Santana sbuffò.
"Che sarebbe?"
"Non succederà."
"Brittany non sembra molto felice."
Santana sussultò alla veracità di quella affermazione. Aveva ragione. Brittany sembrava infelice e Santana era infelice, anche se si nascondeva dietro un velo di rabbia e un muso imbronciato.
Brittany invece non aveva alcun meccanismo di difesa. Guardò verso il punto dove una accigliata Santana era accasciata sulla sedia. Guardandola a sua volta, Santana le rivolse un sorriso gentile. Il viso di Brittany si illuminò quando le sorrise e, in quel modo, sembrava che tutto sarebbe andato bene.
"Fanculo," mormorò Santana. Non aveva intenzione di lasciare che suo padre avesse la meglio su di lei. "Ci siamo non sposate," confessò a Quinn.
"Tu... Io... ehm. Come scusa?" La fronte di Quinn si corrugò perplessa mentre cercava di decifrare le parole dell'altra ragazza.
"Siamo scappate a Las Vegas e, a quanto pare, in qualche modo ci siamo non sposate."
"Miss Lopez," l'interruppe la guardia del corpo.
"Porta il tuo culo fuori da qui, Arnie. Questa è una conversazione privata."
"Tuo padre ha ordinato di non parlarne."
"Chissenefrega, io voglio parlarne e non sono affari tuoi. Se non posso parlare con B, è sicuro come l'inferno che racconterò tutto a Q. Quindi puoi dire a mio padre che può mettersi il suo patetico tentativo di controllare su per il..." Il brusio della conversazione che aveva riempito la stanza diminuì quando tutti rivolsero la loro attenzione verso Santana e la confusione che stava causando.
Subito la guardia del corpo di Brittany l'afferrò per un braccio e la trascinò verso la porta.
"Santana!"
Santana guardò Brittany che veniva trascinata via. "Ehi, levale le mani di dosso!" ordinò, saltando su per aiutarla, ma la sua guardia del corpo la fermò. "Amico, hai mai sentito parlare di aggressione?" farfugliò furiosamente.
"Santana!" Brittany la chiamò nuovamente cercando di divincolarsi dalla presa della guardia del corpo.
La guardia di Santana la afferrò e la trascinò verso la porta opposta. "Va tutto bene B, ci penso io! Lo prometto!" urlò mentre veniva trascinata fuori nel corridoio.
Scese una sgradevole sensazione di shock mentre tutti cercavano di capire cosa stesse succedendo. "Che significa non sposate?" chiese Quinn lasciando la domanda sospesa nella stanza.
Santana fu portata a casa in macchina dalla guardia del corpo che si rifiutò di degnarla del benché minimo sguardo. Per essere più precisi, si rifiutò di rispondere a tutti i commenti maligni che gli aveva riversato tutto il giorno e all'aggressione verbale che gli stava attualmente infliggendo. Una volta rilasciata sotto la custodia di suo padre a casa Lopez ripartì rapidamente con sollievo. Non veniva pagato abbastanza per questo genere di cose. Le adolescenti dovrebbero essere sempre accompagnate da un foglietto di avvertenze per la salute.
"Siediti," fu l'unica parola che suo padre le rivolse non appena la condusse al tavolo della cucina.
Santana si lasciò cadere con un tonfo sul bancone, di nuovo pronta e disponibile per un altro scontro con i suoi genitori. Per aumentare il suo disagio, fu lasciata sola per qualche minuto, ma non osava lasciare il suo posto. Il campanello suonò e Brittany e sua madre apparvero in cucina accompagnati da genitori di Santana. Brittany, prima che qualcuno potesse dire qualcosa corse a sedersi accanto a Santana. Intrecciarono i mignoli sentendosi immediatamente sollevate dopo aver trascorso la giornata forzatamente separate.
"Harry non viene?" Domandò il dottor Lopez alla madre di Brittany.
"No. Ho paura che debba lavorare." Il dottor Lopez non sembrò contento della notizia. Aveva il vago sospetto che i Pierce, e per estensione sua moglie, non stessero prendendo la cosa seriamente come lui. "Lui e Brittany hanno parlato e Harry le ha detto chiaramente come la pensa," spiegò la signora Pierce. Brittany annuì alle sue parole. Suo padre le aveva detto, come aveva sempre fatto in vita sua, di dire la verità e di mostrare rispetto per il dottore e la signora Lopez. Non aveva mai di fatto menzionato il matrimonio, si era limitato a sottolineare: "Non scappare di nuovo senza dirci dove stai andando."
Un'aria d'attesa scese in cucina mentre Santana e il padre si preparavano mentalmente per il secondo round. Le ragazze sedute insieme al tavolo, mentre i genitori stavano in piedi davanti a loro. "Com'è andata a scuola?" esordì il dottor Lopez.
"Uno schifo," rispose Santana con cautela. "Tutti volevano sapere perché avevamo le guardie."
"E che cosa gli hai detto?"
"Ho detto loro che Brittany ha cercato di uccidermi in un raptus di gelosia e che era per la mia protezione."
"Io ho detto che era perché sono super famosa," Brittany sorrise.
Il dottor Lopez chiese dispiaciuto: "Questo significa che siete già pronte a firmare questo modulo o volete stare un altro giorno lontane con le guardie? Sapete solo combinare guai quando state insieme."
Santana si ispezionò le unghie con cura in attesa che suo padre facesse la sua mossa mentre Brittany si limitava ad aspettare nella speranza che Santana prendesse l'iniziativa. Lui sospirò esasperato.
"Devo telefonare all'agenzia di sicurezza stasera, John ha lasciato il lavoro."
"Chi è John?" Chiese Brittany.
"La guardia di Santana."
Santana sorrise.
"Oh. Posso averne uno nuovo anch'io? Non credo che Francis mi piaccia."
"Chi è Francis?"
"La mia guardia."
"Il suo nome è Steve."
"Oh. Forse è per questo che non ha risposto alle mie domande. Ho pensato che fosse maleducato."
"Che cosa gli hai chiesto B?" Santana chiese con un sorriso.
"Gli ho chiesto se era un agente segreto o dell'FBI. E se lui avesse mai visto gli alieni e se gli avessero mai sparato. E perché indossava occhiali da sole in casa. Quello era un po' strano." Santana annuì, erano domande del tutto legittime.
La signora Lopez mise una mano sul braccio del marito per calmarlo non appena notò la mascella stringersi a causa del fatto che le due ragazze non sembravano ricordarsi del perché fossero lì. Cercando di riportare la conversazione nuovamente nella giusta direzione, tagliò corto, "Abbiamo parlato con gli avvocati e l'ufficio del Registro, e con quel posto che ha il coraggio di definirsi una cappella. Non posso crederci, ma in realtà sono davvero legalmente autorizzati. Si sono rifiutati di darmi il nome del cretino che ha celebrato la cerimonia. Probabilmente cercano di proteggerlo, perché quando lo beccherò non potrà mai più lavorare in questo paese. Qualcuno di voi ricorda il suo nome? "Santana, per tutta risposta, si limitò ad alzare le spalle.
Brittany pensò intensamente e poi disse: "Credo che abbia detto di chiamarsi Elvis."
Il dottor Lopez fece un respiro profondo, afferrò con forza il bordo del tavolo e contò fino a dieci. Sua moglie parlò per lui mentre cercava di calmarsi, spiegando alle ragazze e anche alla madre di Brittany ciò che avevano scoperto quel giorno tramite numerose telefonate minatorie. "Abbiamo scoperto che devono avere un sacco di... matrimoni sbagliati. Mandano questi moduli nel caso dovesse accadere. Di solito il cinquanta per cento viene annullato." Posò un modulo di annullamento e il certificato di matrimonio sospetto. Brittany lo guardò con grande interesse. "E 'arrivato oggi," disse la signora Lopez.
"Non c'è niente da annullare," insistette Santana, cercando di non sembrare interessata.
"Eravamo minorenni, senza il consenso dei genitori ed ubriache. Non firmiamo proprio niente."
"E se ci fosse una piccola scappatoia da qualche parte, e si scoprisse tra dieci o venti anni che siete davvero sposate?" Domandò il padre di Santana, incredulo che lei sembrasse non prendere in considerazione una tale eventualità.
"E anche se fosse?" Santana si strinse nelle spalle.
La signora Lopez sospirò e scambiò uno sguardo esasperato con la madre di Brittany non appena Santana e il padre iniziarono a lanciarsi occhiatacce. "Stiamo cercando soltanto di proteggervi perché vi vogliamo bene." Guardò direttamente Santana, che alzò gli occhi e sospirò.
La cosa fece effetto, perché fece marcia indietro per un po' e cercò di spiegarsi meglio a suo padre con cui, a dire il vero, adorava e odiava litigare. Ma in quel caso, non fu molto divertente cercare di percorrere la linea sottile tra la fedeltà al padre e la sua fedeltà a Brittany. "Papà. Farei qualsiasi cosa mi chiedi. Ma questo fa star male Brittany," disse minacciosa come se quest'ultima frase spiegasse tutto.
Suo padre la guardò accigliato, pensando intensamente, guardò come lei si spostava sulla sedia, muovendosi inconsciamente più vicino a Brittany, con i mignoli intrecciati e senza alcuna esitazione. "Fammi capire in maniera assolutamente cristallina. Quello che stai dicendo è che..." finse di riflettere per provocarla. "Volete rimanere sposate per finta?"
Santana lanciò a Brittany un'occhiata nervosa, la quale in cambio si limitò a fissarla con avido interesse in attesa della sua decisione. Merda, da quand'è che fa così caldo qui dentro? Si chiese Santana. Deglutì e si mise una mano sugli occhi asciugandosi una goccia di sudore. Con orrore la mano tremò un po' per la decisione che aveva preso. Questo non era il modo in cui aveva previsto di esternare i suoi sentimenti per Brittany. Davanti ai suoi genitori e alla famiglia di Brittany. Ma Britt sembrava davvero contenta che fossero sposate, anche se il matrimonio non fosse valido o se non sarebbe durata. L'essere non sposate avrebbe reso felice Brittany.
"Io, ehm..." Sospirò. "Oddio. Beh... perché no?"
Brittany strillò e gettò le braccia al collo di Santana avvinghiandola in un abbraccio. "Siamo non sposate!"
Il padre di Santana scosse la testa incredulo. Santana prese il certificato di matrimonio non valido dalle sue mani e lo lesse attentamente. Guardò suo padre e quasi poté giurare di aver visto il barlume di un luccichio nei suoi occhi. Si voltò e porse il certificato a Brittany. Questa abbracciò Santana e si sedette ridendo piano, allegramente, mentre lo leggeva. Santana scrollò le spalle rivolta ai loro genitori. Aveva reso Brittany felice e questo era tutto ciò che importava, quindi poteva tenerlo.
"Oh, sai cosa?" Santana si risistemò di nuovo nella sua posizione di partenza con un sospiro profondo. "Ho appena avuto una visione."
"Com'è stato? Come quella volta che la piramide delle Cheerios mi è crollata addosso perché Andrea aveva accusato Katy di guardarle sotto la gonna ed erano pesantissime e non riuscivo più a respirare e tutto è diventato buio e dopo ho sentito la musica come una banda di ottoni o qualcosa del genere, e ho pensato che stavo morendo e c'erano come degli angeli che suonavano le trombe, ma poi mi hai tirato fuori ed è andato tutto bene?"
"No B. Le trombe erano la banda che si esercitava sul campo."
"Oh," Brittany piegò la testa di lato, come se non l'avesse mai considerato prima.
"Ho appena avuto la totale certezza che tu sarai la mia morte."
"Ehi, basta così. Lasciamo perdere le visioni di premorte e bande musicali e concentriamoci un attimo", interruppe il padre di Santana prima di lasciarsi trascinare ulteriormente nella stranezza delle loro conversazioni. "Che cosa è successo davvero a Las Vegas? E perché qui dice che Barbra Streisand ha fatto da testimone al tuo matrimonio? Credo che vi ricordiate molto più di quanto lasciate intendere. Se ci dite che cosa è successo potreste anche persuadermi a lasciar perdere tutto quanto. "
Le ragazze si scambiarono uno sguardo. "Mi ricordo di essere arrivata là e i cocktail gratis," disse Brittany con un gran sorriso.
"Mi ricordo di pirati e soldi e manette," rifletté Santana.
"Mi ricordo di essere partita in fretta e furia con una guardia di sicurezza appesa sopra la macchina. Ed ho perso le scarpe." Brittany si chinò e sussurrò all'orecchio di Santana. "Pensi che sarebbe meglio non dirgli ancora niente dei tatuaggi?"
Le sopracciglia di Santana schizzarono alle stelle. "Che tatuaggi?"
