Buona lettura!

Sanae78

"Brasil"

di Sanae78

Capitolo 2

La partenza

"La mia borsa è pronta. Se hai finito di prepararti Sanae, direi che potremmo andare a casa dei tuoi genitori, dove potrai fare i tuoi bagagli, che ne dici?"

E' vicina a lui e tiene una borsa tra le mani: "Per me possiamo andare! Qui dentro ci avevo messo solo il minimo indispensabile per la prima notte nuziale, anche se sono piuttosto indecisa sul cosa mettere in valigia ..."

Tsubasa le afferra una mano e gliela stringe con dolcezza: "Questa è la prima volta che ti trasferisci in un paese straniero. Ti consiglio di portarti dietro solo ciò a cui tieni di più, perché se ti servirà altro lo compreremo in Brasile. Purtroppo non so ancora dove andremo a vivere e cosa ci potrà servire, quindi la cosa migliore e che ci organizziamo sul posto." poi le prende il borsone "Lascia, questo te lo porto io!" e la trascina con dolcezza verso l' uscita.

Lei lo trattiene aggrappandosi con forza a quel braccio con tutte e due le mani: "Sicuro che il tuo bagaglio sia a posto?" e cercando di fermarlo.

"Si, questo è tutto ciò che mi serve, quando viaggio. A San Paolo recupererò il resto della mia roba al dormitorio della squadra. Pepe me la sta custodendo gelosamente." e la tira a sé con grande forza facendole premere il petto contro il suo: "Forza andiamo, altrimenti per stasera le valigie non saranno pronte!"

Sanae gli sorride tentando di divincolarsi da quella stretta morsa: "Va bene, ma se mi stringi troppo mi fai male! So camminare anche da sola, sai?"

Lui allenta la presa continuando a tenerla per mano: "Si che lo so, ma questa non te la lascio! Dai, sbrighiamoci!"

Mentre stanno uscendo in giardino scorgono il piccolo Daichi che sta facendo due tiri a pallone con Koudai. Il Signor Ozora sembrerebbe in apparente difficoltà ed il figlio lo sta sgridando: "Devi impegnarti di più papà ! Riesco a dribblarti troppo facilmente!"

Tsubasa e Sanae divertiti li salutano: "Ciao, noi andiamo! Ci vediamo più tardi!

"Vacci piano con papà Daichi! Non è abituato ai nostri ritmi!" Tsubasa si rivolge così al suo fratellino facendogli anche l' occhiolino.

Pochi istanti dopo sono già in strada per le vie di Nankatsu chiacchierando ed osservando il panorama.

Queste sono le ultime cose che devo portare con me. Sono sicura di aver messo tutto, tiro la cerniera ed il mo trolley è fatto.

Per sicurezza esploro con lo sguardo la mia stanza, per essere tranquilla di non aver scordato nulla di importante.

Sul comodino ci sono alcune foto ricordo fatte a me ed a Tsubasa: quella scattata in occasione dell' amichevole Olanda-Giappone e una delle tante che Pepe ci ha scattato a San Paolo, quando sono andato a trovarlo.

Passo una mano sui nostri volti sereni.

Se penso che, dopo tutti i sacrifici che avevo fatto per potermi permettere quel viaggio, ho rischiato di non vederlo un brivido freddo mi passa lungo la schiena.

Avevo così tanto bisogno di vederlo e grazie all' incoraggiamento di Yukari ci siamo potuti incontrare, ma mai avrei immaginato che in pochi mesi ci sarebbe stata una volta così importante per entrambe le nostre vite.

Rimetto la foto sul mio scrittoio,vado verso l' armadio e lo apro, perché prima di andarmene voglio guardare ancora una volta due oggetti a cui tengo tanto.

In basso a sinistra c'è il pallone che Tsubasa mi ha donato alla fermata dell' autobus, mentre stava partendo per il Brasile, lo prendo in mano e lo abbraccio.

Poi lo rimetto al suo posto e concentro la mia attenzione sulla mia 'hata', la mia bandiera, che se ne sta in un altro angolo del guardaroba, è fatta con un elastico rosso.

La tiro fuori e la slego e davanti ai miei occhi in mezzo a toppe cucite di corsa e di colori diversi, compare la scritta 'Forza Tsubasa!'.

La tentazione di agitarla un' ultima volta e molto forte. La faccio ondeggiare piano piano ... è stata una mia fedele compagna di viaggio durante il World Youth Hen ed è grazie anche a lei che sono riuscita a rivedere Tsubasa.

Ripongo anche lei al suo posto cercando di non farmi prendere dalla malinconia.

Credo che per una porta che si chiude ce ne sia sempre un' altra che si apre ed è proprio quello che mi sta accadendo e questa volta la aprirò con Tsubasa vicino e perciò non devo temere.

Stasera ceneremo con i miei e domani a mezzogiorno prenderemo l' aereo con destinazione San Paolo.

Ad un certo punto sento Tsubasa ed Atsushi che vociferano e mi affaccio al balconcino per vedere che stanno combinando.

Sembrano molto presi a conversare, infatti la palla con cui stavano giocando è rimasta vicino ai piedi di mio fratello.

Non si accorgono nemmeno della mia presenza ... voglio capire che fanno e se sarà il caso li disturberò.

Atsushi ha detto che deve dirmi una cosa importante ed allora abbiamo smesso il nostro gioco di passaggi.

Mi pare un po' teso, spero che si tratti di nulla di grave.

Guarda verso il basso, come se dovesse riflettere molto bene su quello che sta per dirmi. Eppure fino a poco fa era così sereno e si sta divertendo calciando il pallone.

"Ascoltami Tsubasa ... per favore promettimi che ti prenderai cura di mia sorella Sanae!" le ultime parole le ha pronunciate con più convinzione e guardandomi dritto negli occhi.

Ma non ha ancora finito di parlare: "Non fraintendermi ... sono felicissimo che voi due vi siate sposati e che tu abbia finalmente realizzato il suo, anzi il vostro sogno. Ma a breve lei si trasferirà all' estero e tu sarai il suo unico punto di riferimento" ha riabbassato all' improvviso lo sguardo "mi mancherà tanto ... mancherà tanto a tutti. Uffi, non potrò più divertirmi a prenderla in giro ed a farla arrabbiare. Dovrò cercare di rigar dritto senza i suoi costanti rimproveri" sta per scendergli una lacrimuccia che ferma prontamente "E io che non vedevo l' ora che se ne andasse via, mentre adesso mi trovo a preoccuparmi per lei."

Gli metto una mano sulla spalla ed i nostri sguardi s' incontrano di nuovo: "Te lo prometto! Per me Sanae viene prima di tutto e di tutti e questa cosa non cambierà mai!"

Sembra essere tornato sereno: "Grazie! Avevo bisogno di dirtelo e di sentirmi dire da te questa risposta, così posso sentirmi più tranquillo!" sta anche arrossendo "Tsubasa ti prego non dire a mia sorella quello che ti ho detto, preferisco che rimanga un segreto tra noi due e conoscendola so che si preoccuperebbe"

E' imbarazzatissimo: "Ok ! Ti andrebbe di farmi un favore?"

"Si certo, quale?" la mia richiesta deve averlo incuriosito

"Daresti un occhio al piccolo Daichi? Credo che abbia bisogno di una sorta di fratello maggiore che gli possa stare vicino più di quanto io potrò mai fare. Siamo fratelli e ci vogliamo un gran bene, ma in realtà anche lui è destinato a crescere quasi come un figlio unico."

Mi sorride: "Contaci! Mi occuperò io di quel piccolo marmocchietto! Si ci sosteneremo a vicenda io ed il piccolo Daichi!"

Ci stringiamo la mano per stipulare il nostro accordo.

"Ma si può sapere cosa state combinando voi due? E' pronta la cena!"

Nel frattempo Sanae è scesa non riuscendo a richiamare la loro attenzione dal terrazzo.

"Che avete da fissarmi voi due?"

Tsubasa le si avvicina e le prende la mano destra: "Era ora! Sto morendo di fame!" mentre Atsushi si incammina verso casa girandosi e facendo l' occhiolino a Tsubasa.

"Voi due non me la raccontate mica giusta!" esclama Sanae indagando negli sguardi di entrambi ed ottenendo solo il risultato di farli ridere.

Continua ...

Disclaimer

I personaggi presenti in questa storia appartengono a Yoichi Takahashi.