Erano trascorse quasi sei settimane da quando Vegeta l'aveva lasciata da sola, costringendola a chiedersi cosa avesse sbagliato, perché se n'era andato senza darle nessuna spiegazione. Di sicuro non si aspettava mica di averlo per sempre accanto a sé, sapeva benissimo che un giorno si fosse stufato di lei e che quindi sarebbe andato via, ma voleva almeno una spiegazione.

Quella mattina era particolarmente stanca, si era svegliata presto a causa della nausea e ora non aveva le forze per svegliarsi. Guardò l'orologio e notò che era tardi, tra poco doveva incontrarsi con i suoi amici, Goku aveva insistito per riunirsi dopo quasi quattro mesi che non si vedevano. A dire la verità gli altri si erano riuniti altre volte, ma lei si era sempre rifiutata di andare perché non voleva incontrarlo. Da quando, quattro mesi prima, l'aveva abbandonata da sola, non l'aveva più rivisto e lui tantomeno l'aveva cercata.

Aveva sempre saputo che sarebbe finita così ed era anche riuscita ad accettarlo, quando poi aveva scoperto che non avrebbe mai potuto dimenticarlo, che sarebbe rimasta legata a lui per sempre, tutto cambiò.

Si alzò e si vestì, decisa a dare una svolta alla sua vita, se lui era riuscito a rifarsi una vita, poteva benissimo riuscirci anche lei. Del resto lei era una donna forte, non aveva bisogno di nessuno.

Quella mattina indossò un paio di jeans, che iniziavano a essere stretti, e una maglietta con una scollatura che metteva in evidenza i suoi seni, leggermente ingrossati; legò i capelli in una coda di cavallo, si truccò leggermente e attese l'arrivo dei suoi amici.

Nel giro di qualche ora erano tutti intenti a chiacchierare nel grande giardino della villa, dove c'era un tavolo pieno di pietanze e di bibite. Bulma si sentiva stranamente a disagio, forse perché rivedeva i suoi amici dopo tanto tempo e perché nessuno sapeva la novità.

Nessuno fatta eccezione per Chichi che le era stata accanto quando l'aveva scoperto.

-Ehi Bulma sei davvero bellissima oggi!- la voce di Goku le arrivò da dietro le spalle. Si voltò e gli sorrise, quel ragazzo era davvero un tesoro, aveva complimenti per tutti ed era sempre gentile e premuroso.

Non sembra proprio un Sayan!

-Grazie Goku ma credo sia meglio che tu non lo dica, altrimenti tua moglie ci uccide!- scherzò Bulma, ricordando come, in principio, il suo rapporto con Goku non era ben voluto da Chichi. Che fosse una donna attraente, Bulma lo aveva sempre saputo ma del resto sapeva anche che Goku era un amico e che non provava certi interessi nei suoi confronti.

-Non preoccuparti oggi sarà speciale!-

-Speciale?-

Il Sayan annuì sorridendo, percependo un'aura a lui conosciuta.

-Sai lui è un Sayan e non fuggirà dalle sue responsabilità!-

Bulma lasciò cadere il vassoio con i bicchieri che aveva tra le mani, mentre spalancava gli occhi.

-T-tu lo sai? Ma come…Chichi!-

Doveva immaginarlo che lo avrebbe detto al marito.

Che stupida!

-Gli hai detto qualcosa? Goku dimmi che non glielo hai detto-

-Non gli ho detto nulla! Sarai tu a dirglielo-

-Grazie!-

A volte Goku la sorprendeva, si mostrava sempre come un bambino ma in realtà sapeva sempre cosa fare, sapeva sempre come comportarsi. Lo vide allargare le braccia e incitarla a stringerlo. Bulma si lasciò avvolgere da quell'abbraccio tanto dolce.

-Kakaroth che stai facendo?-

Vegeta era lì, immobile, che fissava i due amici abbracciati, sentì una morsa stringergli il cuore. Un senso di fastidio che non riusciva a controllare. Vedere quelle luride mani toccare il corpo di Bulma lo fece andare in bestia. Aveva trascorso gli ultimi giorni in agonia ripensando a lei, a come l'aveva abbandonata, senza nessuna spiegazione.

Come faceva a spiegarle il tormento che era capace di suscitare in lui?

Come faceva a dirle che lui, il principe dei Sayan era scappato da lei, per paura?

Da quando Kakaroth lo aveva sfidato, non aveva potuto evitare di pensare a lei, a come avrebbe reagito nel rivederlo.

-Sei venuto?- disse Goku, con il suo solito sorriso mentre liberava Bulma dal suo abbraccio.

-Tu mi hai sfidato ed io non rinuncerò mai a sconfiggerti!- ringhiò il Sayan, lanciando uno sguardo verso quella donna.

Rivederla dopo tutto questo tempo, gli fece uno strano effetto, era cambiata, i suoi capelli erano più lunghi, sembrava diversa. La cosa che lo colpì maggiormente furono i suoi occhi, avevano perso quella luce che tanto aveva odiato e amato al tempo stesso.

Bulma si staccò leggermente da Goku mentre sentiva il suo cuore battere forte, alzò una mano e la appoggiò sul petto, cercando di attutire il rumore dei suoi battiti, non voleva che il Sayan si accorgesse dell'effetto che ancora aveva su di lei.

-Stai bene?- le chiese Goku, percependo una strana agitazione nei suoi occhi. La ragazza si limitò ad annuire incapace di parlare, non aveva il coraggio di guardarlo, non in quel momento dove si sentiva così debole e vulnerabile.

-Sono felice che sei tornato, spero che in questi mesi tu sia stato bene!- disse Bulma, sorprendendo i due Sayan. In tutto questo tempo si era rifiutata di farsi vedere debole, si era rifiutata di cercarlo, non poteva invalidare così tutti i suoi sforzi, solo perché lo aveva davanti. Calò un silenzio imbarazzante nella stanza, nessuno dei tre sapeva come superare quell'imbarazzo.

-Su Goku torniamo di là, altrimenti Chichi iniziare a sospettare che…- non riuscì a terminare la frase, quando vide i lineamenti di Vegeta irrigidirsi mentre serrava le mani in due pugni. Il Sayan sembrava davvero infastidito da qualcosa ma non riusciva a capire cosa, o meglio, non voleva saperlo. Aveva deciso di allontanarlo dalla sua vita, in questo momento aveva solo bisogno di pensare a lei e ai cambiamenti che, di lì a poco, ci sarebbero stati nella sua vita.

-Io inizio ad andare, voi fate un po' come vi pare!- si diresse verso la porta quando senti una mano circondarle il polso in una stretta decisa e alquanto forte. Sapeva benissimo chi era ma decise di non guardarlo negli occhi, mettendoli sulla sua mano che stringeva forte il suo polso.

-Lasciami!- il suo tono era calmo ma minaccioso allo stesso momento.

Vegeta non rispose né tantomeno lasciò la presa, avvertiva una certa ostilità da parte di Bulma e non riusciva a capire bene il motivo.

-Bè sarà meglio lasciarvi da soli!- esclamò Goku.

Bulma ferma immobile iniziava a non sentirsi bene, sentiva un ronzio nelle orecchie, la vista iniziava a offuscarsi e quel senso di nausea, che ormai da settimane non la abbandonava, aumentò.

-Goku aspetta!-

Quelle semplici parole lo ferirono nel profondo, non accettava che non volesse restare sola con lui.

Goku si voltò e quando la vide impallidire visibilmente, iniziò a preoccuparsi.

-Vegeta lasciala stare!-

-Tu fatti gli affari tuoi!- ringhiò non capendo perché Kakaroth avesse deciso di intromettersi.

-G-Goku chiama Chichi!- fu in un attimo e non capì più niente, tutto divenne buio e le sue gambe sembrarono sciogliersi al sole. Sentì all'improvviso le forze mancare e si sentì sprofondare.

Il cuore di Vegeta si fermò: la vide accasciarsi davanti ai suoi piedi e non riuscì a fare nulla, era come paralizzato, sentì qualcosa bloccarlo, una strana sensazione che non gli diede la forza di muoversi.

Goku la afferrò e l'adagio sul divano.

-Vegeta corri chiama Chichi! Vegeta?-

Chichi e Goku si occuparono di Bulma mentre Vegeta sembrava come in trans, non riusciva a decifrare quella brutta sensazione che gli faceva battere il cuore all'impazzata e che non gli permetteva di allontanarsi da quel letto. Chichi gli aveva assicurato che non era nulla di grave e che forse era dovuto alla sua condizione. Che un po' di riposo le avrebbe fatto bene. Vegeta non aveva capito bene cosa avesse voluto dire, sapeva solo una cosa: voleva rivedere di nuovo i suoi occhi, voleva di nuovo averla tra le braccia e sentirla gemere il suo nome!

Sentì qualcuno appoggiargli una mano su una spalla e subito voltò il viso, per incontrare gli occhi neri della moglie di Goku. Quella donna non gli era mai piaciuto, troppo autoritaria per i suoi gusti ma oggi era stata molto di aiuto. La vide sorridergli mentre alternava il suo sguardo tra lui e Bulma.

Cosa avrà da ridere?

-Vegeta, io e Goku torniamo a casa. Per qualsiasi cosa chiamaci!-

Cos'è questo tono così gentile?

Chichi gli stava parlando con un tono di voce diverso dalle altre volte, come se stesse parlando a un bambino.

-Non ho bisogno di te tantomeno di quel buono a nulla di Kakaroth!- ringhiò il Sayan.

Sentì la presa di Chichi farsi leggermente più pressante e poi la sentì sorridere appena.

-Non avere paura, starà bene! Deve solo riposare!-

Paura?

Era paura quella sensazione?

Sciocchezze! Io non ho paura!

Rimasto solo con quella donna, iniziò a pensare alla sua vita, non aveva mai provato tutte quelle sensazioni che quell'essere, che ora dormiva beatamente, gli faceva provare. Sensazioni contrastanti che lo facevano sentire vivo. Prima di incontrarla, il suo unico pensiero era diventare un guerriero invincibile, di riuscire a sconfiggere Kakaroth e poter così essere il Sayan numero uno. Da quando quella donna era entrata nelle sua vita, tutto era cambiato, non passava un solo giorno senza pensarla. Da quando poi avevano fatto l'amore, la situazione era peggiorata, anche nei sogni lei c'era. Era proprio per questo motivo che aveva deciso di starle lontano, per cercare di dimenticarla. Era bastato rivederla, anche solo per un secondo, per annullare completamente tutti i suoi sforzi.

La guardava mentre respirava regolarmente e fu assalito dalla voglia di stringerla, per sentire il suo profumo. Non la stringeva da tantissimo tempo anzi forse non l'aveva mai stretta come aveva fatto Kakaroth.

Quel bastardo!

Bulma si fidava ciecamente di quell'individuo e lui non riusciva ad accettarlo. Quando li aveva visti abbracciati, aveva sentito dentro l'istinto di allontanarla da lui con la forza.

Dormiva tranquillamente e sembrava serena, allungò una mano per spostarle una ciocca di capelli che ribelle era caduta sul viso, la sentì muoversi sotto le sue dita come se stesse cercando quel contatto da tanto tempo. Si ritrovò ad appoggiare la testa sulla sua mano, illudendosi che lo stesse accarezzando.

Sono patetico!

La verità era che Bulma sembrava diversa, le era sembrata cambiata e distante. Forse era quello che si meritava, del resto l'aveva abbandonata senza nemmeno una spiegazione.

Quando riaprì gli occhi, era tutto confuso nella sua mente, non riusciva a ricordare cosa le fosse successo e com'era arrivata nel suo letto. Si guardò intorno e quando lo vide, seduto accanto al suo letto, tutti i ricordi le inondarono la mente. Cercò di alzarsi, per mettersi seduta ma si accorse che la sua mano era intrappolata sotto la testa del Sayan.

Cosa ci fa lui qui?

Che abbia scoperto la verità?

Osservò il suo viso mentre dormiva, aveva sempre quel sopracciglio inarcato, come se fosse arrabbiato con il mondo intero. Istintivamente sfiorò il suo viso con la punta delle dita, approfittando che stesse dormendo. Solo in queste occasioni poteva sfiorarlo, perché lui non amava questo genere di cose, non le aveva mai permesso di accarezzarlo, solo quando facevano l'amore, poteva toccarlo, anche se era ben attento a non farsi toccare in viso. Si era spesso chiesta il motivo e solo in quel momento capì: era troppo intimo, toccarsi in quel modo significava accettare, o meglio, provare sentimenti profondi, sentimenti che il Sayan non avrebbe mai provato.

Vegeta aveva percepito il suo tocco, il calore delle sue dita che esitanti gli sfioravano la pelle. Se l'avrebbe fatto qualche tempo prima, l'avrebbe subito allontanata, ora invece, desiderava sentirla. Il calore di quel semplice tocco sembrava lenire i dolori che avvolgevano il suo cuore da…in pratica da sempre. Quella terrestre aveva la capacità di farlo sentire bene, di farlo sperare di essere in grado di amare qualcuno. Sentirsi così importante per qualcuno era una sensazione nuova, una sensazione che però non poteva permettersi. Lui il principe dei Sayan, non poteva provare sentimenti che lo avrebbero reso debole agli occhi di qualsiasi nemico. Aprì gli occhi afferrandole la mano, alzò il viso e vide i suoi occhi azzurri spalancarsi.

-S-Scusa non volevo!- cercò di ritirare la mano ma la presa ferrea di Vegeta, non glielo permise.

-Come stai?- le chiese, alzandosi dal letto.

Continuava a fissarlo incredula, non sembrava arrabbiato ma piuttosto sembrava preoccupato per la sua salute.

Che Goku gli abbia detto tutto?

Vide i suoi occhi diventare più scuri mentre i lineamenti del suo viso iniziarono a irrigidirsi.

-Perché eri abbracciata a lui?-

Si alzò dalla sedia per avvicinarsi a lei, si sedette sul letto e avvicinò il viso al suo.

-Vai a letto con lui?-

Bulma sentiva il cuore battere impazzito, non riusciva a capire l'atteggiamento di Vegeta: un attimo prima si preoccupa per lei e subito dopo sembrava arrabbiato.

-Questi non sono affari tuoi! Sei andato via senza nemmeno dirmi addio, ora non deve interessarti con chi vado a letto!- urlò Bulma, tentando inutilmente di liberarsi dalla sua presa.

-Non era un addio! E poi m'interessa perché tu…-

Non riuscì a terminare la frase, Bulma con una forza che non sapeva di avere lo aveva spinto, per scappare in bagno.

Sei la mia donna!

Vegeta la seguì e la trovò inginocchiata accanto al water mentre cercava di controllare conati di vomito.

Odiava vomitare, lo considerava una cosa davvero fuori dalla normalità, la sensazione fastidiosa che avvertiva non riusciva proprio a sopportarla, ecco perché quando le capitava, finiva sempre col sentirsi peggio di quello che sentiva in realtà. Questa volta però fu diverso, sentì la mano di Vegeta spostarle i capelli mentre appoggiava l'altra mano sulla sua fronte, lo sentì avvicinarsi a lei senza dire una sola parola, standole accanto, come se le stesse dando la forza. Aveva agito d'istinto, quando l'aveva vista piegata sul water, aveva ripensato alle mosse che Chichi aveva fatto qualche ora prima, proprio in quel bagno.

Quando ormai il suo stomaco aveva smesso di ribellarsi, Bulma si accasciò completamente al corpo di Vegeta mentre cercava di controllare il tremore. Restarono in quella posizione per qualche minuto poi il Sayan la afferrò tra le braccia e la riportò a letto. Non sapeva spiegarsi il motivo ma vederla così indifesa gli fece uno strano effetto, fu investito da un senso di protezione che non aveva mai provato, per nessuno. Quella donna lo stava cambiando e, la cosa spaventosa, era che lui iniziava ad accettare questa consapevolezza. Se qualche mese prima era scappato come un codardo, ora era intenzionato ad affrontare questa novità, a cedere a quella donna, che sembrava averlo completamente in suo pugno.

-Dove vai?- gli chiese, quando lui si allontanò dal letto.

-Hai bisogno di riposare!-

-Resta!-

Non ci fu bisogno di aggiungere altro, Vegeta la raggiunse, si sdraiò al suo fianco e sorprendendo prima se stesso e poi la donna, le concesse di appoggiare la testa sul suo torace, stando tuttavia ben attento a non sfiorarla. Si addormentarono in quella posizione e per la prima volta in vita sua, quel senso di fastidio che accompagnava da sempre i suoi sogni, svanì, riuscendo a dormire profondamente.

Quando si risvegliò, lei non c'era, forse era per questo che aveva avvertito una sensazione di vuoto, come se, all'improvviso, i suoi incubi fossero pronti ad assalirlo di nuovo. Si guardò intorno cercando di dare un senso a quello che era successo la sera prima, aveva dormito con quella terrestre praticamente schiacciata sul suo corpo, aveva dormito così bene, come non aveva mai fatto. Scostò le lenzuola e scese dal letto, aveva bisogno di cibo per riflettere su quelle decisioni che aveva preso e, che ora, sembravano così sbagliate. Accettare di assecondare quei pensieri significava trasformarsi in uno stupido terrestre come aveva fatto Kakaroth.

Lui però sembra così felice!

Lui sembrava vivere bene con questa vita.

Arrivato in cucina, lei era lì seduta mentre beveva qualcosa di caldo, che non riuscì a capire cosa fosse mentre controllava alcune formule, molto probabilmente di qualche progetto cui stava lavorando. Aveva ancora il viso pallido ma sembrava stare meglio. Alzò lo sguardo per guardarlo e, senza nemmeno salutarlo, lo riabbassò, dedicandosi di nuove a quelle formule che forse solo lei riusciva a capire. Aveva i capelli sciolti che a ogni suo movimento le sfioravano il viso. Vegeta si sedette e si versò quella brodaglia nera che, stando con quella donna, aveva imparato a bere. Quel silenzio gli sembrava stranamente di troppo, voleva sapere come stava se aveva superato i suoi disturbi, ma lei sembrava così distante. Bulma alzò il viso per guardarlo e gli sorrise appena, prima di alzarsi per prendergli qualcosa per fare colazione. Sapeva benissimo che non gli sarebbe bastato un semplice caffè con qualche biscotto.

Aveva dormito davvero bene accanto a lui ma non sapeva quali erano le sue intenzioni e non voleva affezionarsi troppo a lui. Doveva cercare di mantenere le distanze, non poteva permettersi di legarsi a lui, non ora che…

-Come ti senti?- si decise a chiederle.

-Sto bene! Qui c'è tutto quello che ti serve, io devo lavorare!- il tono di Bulma era molto duro, come se volesse punirlo per qualcosa. In realtà lei stava soffrendo perché rivederlo, le aveva fatto capire che quel Sayan non aveva mai abbandonato il suo cuore. Era tornato senza dirle una parola, proprio come se n'era andato, lei adesso, non sapeva quali erano le sue intenzioni, se voleva restare o aveva già deciso di andarsene.

La giornata trascorse lentamente, molto lentamente. Cercò di dedicarsi ad alcuni progetti ma la sua mente sembrava essersi congelata, non riusciva a concentrarsi. Quella sfilza di numeri e incognite sembrava incomprensibile alla sua mente, e la cosa la preoccupò. Aveva pranzato nel suo ufficio, collocato in un lato della casa lontano dalla cucina, per evitare di incontrarlo o nel caso peggiore, per evitare di scoprire che era andato di nuovo via. Era ormai già tardi quando decise di smetterla con il lavoro e di riposarsi. Tornò direttamente in camera sua perché non aveva voglia di mangiare, si chiuse in bagno per farsi un bel bagno caldo per poi andare a letto.

Fu letteralmente spiazzata nel trovarselo seduto sul suo letto.

-Che ci fai qui?-

-L'altro bagno è rotto ed io ho bisogno di lavarmi!-

In effetti, era tutto sudato e la sua divisa sembrava essere uscita da una lunga battaglia.

-Sbrigati, che devo dormire!-

Come al solito Vegeta non la degnò di uno sguardo, si diresse in bagno chiudendosi la porta alle spalle. Bulma si sdraiò sul letto e chiuse gli occhi.

Si è allenato!

Forse questo significa che…

Sentì la porta riaprirsi ma non aprì gli occhi, di sicuro lui l'avrebbe di nuovo ignorata e non voleva certo fargli capire che moriva dalla voglia di rivederlo a torso nudo. In questi mesi aveva trascorso molte notti nel ripensarlo sopra di lei, dentro di lei. Ogni volta che avevano fatto l'amore, aveva avvertito qualcosa da parte di quello scorbutico, anche se lui non si era mai sbilanciato, fatto eccezione per quel gemito che ogni volta gli sfuggiva, quando raggiungeva il piacere. Quel gemito che le riscaldava il cuore, facendole sperare in qualcosa di importante. Sentì i suoi passi mentre usciva dal bagno e il suo cuore iniziò a battere forte, moriva dalla voglia di aprire gli occhi per vederlo ancora una volta. Il suo corpo era immobile mentre il suo udito era ben attento a captare qualsiasi movimento che faceva.

Quando uscì dal bagno la trovò sdraiata sul letto, con quella sua camicia da notte che copriva poco, troppo poco. Il suo sguardo si posò sulle gambe completamente nude, le stesse gambe che lei gli avvolgeva intorno ai fianchi, quando s'inarcava per sentirlo più in fondo. Pian piano spostò il suo sguardo verso l'alto per fermarsi sui seni, ricordava ancora come gemeva quando lui la stuzzicava, baciandoli. Come spinto da un desiderio, che per lungo tempo aveva represso, si avvicinò a quel letto, capendo solo allora che era sveglia, anche se si ostinava a fare finta di dormire. Poggiò la sua mano sulla gamba nuda della donna e sentì il suo corpo irrigidirsi appena, mentre continuava ancora ad avere gli occhi chiusi. Salì piano, molto lentamente regalandole carezze che forse non si era mai permesso di darle. Bulma avvertiva la mano del Principe accarezzarle la gamba fino a indugiare nell'interno della coscia. Stava facendo uno sforzo enorme nel trattenere il suo corpo a rispondere a quelle carezze e, la cosa, sembrava aumentare l'interesse del Sayan, che continuava imperterrito le sue mosse. Era una situazione nuova, Vegeta non si era mai permesso di regalarle tante attenzioni, di solito era distante. Tutti gli sforzi di Bulma divennero nulli, quando sentì le sue dita fermarsi sulla sua femminilità, suscitandole un piacere enorme. Non riuscì a reprimere un gemito che, prepotente, le uscì tra le labbra chiuse.

Non riesci a resistermi!

Bulma aprì gli occhi per incontrare quelli neri di lui.

-C-cosa stai facendo?-

Il Sayan non rispose, si limitò a fissarla mentre la donna cominciava a contorcersi sotto il suo tocco.

Le era impossibile rimanere impassibile, quando aveva sognato quel momento praticamente ogni notte, anche quando le nausee erano insopportabili, non faceva altro che pensare a lui e a cosa aveva provocato quel malore. Vegeta s'inginocchiò sul letto, mettendo una gamba tra quelle della donna, afferrò l'orlo della camicia e la alzò, fino a sfilargliela completamente. In tutta risposta Bulma allungò le mani per intrecciarle dietro al collo, lo spinse in avanti, fino ad avvicinare il viso del Sayan al suo.

-Baciami!- gli sussurrò

-Non dirmi cosa devo fare!- ringhiò, cercando di mascherare il suo imbarazzo. Non aveva mai baciato una donna, le altre volte si era limitato a possederle, soddisfacendo il proprio bisogno.

Con la terrestre era diverso, era sempre stato diverso e, nonostante avesse deciso di affrontare questi sentimenti, aveva ancora dubbi nel lasciarsi andare.

-Vegeta solo un bacio!-

Dopo quello che abbiamo fatto, non puoi negarmi un bacio!

I suoi occhi divennero all'improvviso duri, abbassò il viso ma, invece di baciarla, si avventò sul suo collo, mordendolo appena, regalandole brividi di piacere. Scese piano fino a morderle il seno destro, ormai fuori controllo, la donna intrecciò le dita nei capelli neri del Sayan, continuando ad ansimare il suo nome.

-Sei ingrassata!- sbottò all'improvviso, accarezzandole il ventre.

-Stupido! È solo colpa tua, se sono ingrassata!-

Vegeta la fissò non capendo il significato di quelle parole ma diede poca importanza alla cosa, subito spostò la sua attenzione al corpo che stava sovrastando. Baciò ogni centimetro di quella pelle, soffermandosi con maggiore attenzione sui seni, che sembravano molto più sensibili di quando ricordasse. La sentiva gemere e inarcarsi a ogni sua carezza e la cosa lo faceva eccitare ancora di più. Infilò una mano negli slip, per toccare la pelle calda della sua femminilità. Bulma gemette a quel contatto, inarcandosi quando sentì le sue dita farsi strada dentro di lei. Vegeta continuava a evitare di guardarla, mentre il suo cuore batteva forte nel vederla reagire in quel modo a ogni suo tocco.

-V-Vegeta!-

Ti amo! Avrebbe voluto urlare ma qualcosa la bloccava, ignara che il Sayan moriva dalla voglia di sentirla ancora pronunciare quelle parole.

Preso ormai dal desiderio, la liberò dall'ultimo ostacolo dell'intimo e con un gesto rude la penetrò.

-Vegeta fermati! Non così!-

-Una volta ti piaceva!- ringhiò, mentre iniziava a spingere

-Fai piano! Vegeta?-

Cercò di allontanarlo per indurlo a essere più gentile ma il Sayan era ormai preso dal momento.

-Fermati! Farai male al bambino!- urlò Bulma.

Bambino?

Quale bambino?

Il Sayan si paralizzò, guardandola con terrore.

-Bambino?- abbassò lo sguardo per vedere il suo ventre, come se stesse cercando di capire se davvero c'era un bambino.

-Bambino?- ripeté

-Sono incinta di tuo figlio!-

Si spostò da lei, continuando a fissare il suo ventre, sembrava completamente in trans, come se qualcosa lo avesse sconvolto.

Mio figlio

Avrò un bambino!

Sarò padre!

Vegeta si era allontanato da quella stanza per rinchiudersi in camera sua. Era molto preoccupata di aver rovinato tutto, poi però, sapere che era rimasto in quella casa, le faceva sperare per il meglio. Sapeva benissimo che non poteva aspettarsi che lui adesso iniziasse a comportarsi come un compagno gentile e premuroso, tantomeno pretendeva da lui qualcosa, ma, infondo al suo cuore, sperava almeno che restasse in quella casa, con lei. Era ormai tardi, quando decise di fare la prima mossa. Da quando aveva saputo del bambino, non si era fatto più vedere e iniziava a preoccuparsi. Bussò alla sua porta ma lui non rispose, sospirò per trovare un briciolo di coraggio e aprì la porta. Il Sayan era sdraiato sul letto mentre fissava un punto indeciso del soffitto. La sua mente sembrava impegnata in una lotta interna, alla quale Bulma non era invitata.

-Vegeta?-

-Cosa vuoi?- il suo tono era piatto, privo di qualsiasi espressione.

-Niente! Sei libero di andare se vuoi. Non voglio mica obbligarti a starmi vicino-.

Rise beffardo poi si voltò e la guardò negli occhi –Lo so terrestre, tu non puoi obbligarmi su niente!-

Si alzò dal letto e si avvicinò a lei, facendola indietreggiare. Si ritrovava ormai bloccata al muro mentre il Sayan continuava ad avvicinarsi.

-C-cosa vuoi?-

-Ti voglio!- sussurrò maligno.

-Vegeta il b-bambino-

-Non me ne frega un cazzo del bambino. Se voglio tu sarai mia!-

-Perché ti sei fermato? Se davvero non ti frega del bambino, perché prima ti sei fermato?-

Il Sayan non rispose, si limitò a fissarla con uno sguardo truce. Sentì la mano di Bulma accarezzargli il viso e uno strano calore circondò il suo cuore.

-Vegeta si può fare l'amore. Ma deve essere amore non sesso. Non posso concedermi a te solo per soddisfare i tuoi impulsi, quando nel mio ventre c'è nostro figlio-

-Io non faccio l'amore-

-Ti sbagli, quando l'abbiamo concepito, hai fatto l'amore con me. Non sei mai stato rude e questo è amore!- allontanò la mano con uno scatto.

-Sciocchezze! Queste sono sciocchezze!- sbraitò, cercando di allontanare quel pensiero che iniziava a tormentarlo. Il tocco che Bulma gli aveva dato, gli era piaciuto tanto da indurlo a pensare che, forse quella terrestre, era davvero importante per lui.

-Vegeta perché non vuoi baciarmi?-

In tutto questo tempo si era sempre chiesta perché il Sayan si rifiutasse di baciarla, aveva anche pensato di chiederlo a Goku, per vedere se forse era qualcosa legato al suo essere Sayan, poi però non aveva avuto il coraggio. Forse la verità era che lui non provava nulla e che si era davvero trattato solo di sesso. Lei però quando avevano fatto l'amore aveva avvertito qualcosa, ne era sicura.

Vegeta si allontanò per sdraiarsi di nuovo sul letto.

-Sono stanco, voglio dormire!-

Sorrise al suo banale tentativo di fuggire a quella domanda.

Lentamente molto lentamente si avvicinò al letto, si sdraiò al suo fianco e gli sussurrò –Ti amo!-

Il cuore di Vegeta iniziò a battere veloce. Quelle parole le facevano ancora lo stesso effetto,solo che ora non aveva nessuna voglia di fuggire.

Il loro rapporto non cambiò con i mesi che passavano, Vegeta si ostinava a starle lontano, anche se non rifiutava qualsiasi tentativo della donna di starle accanto. Così mentre di giorno lui si allenava e lei lavorava, stando lontani, la notte Bulma entrava nella sua stanza e si sdraiava accanto al corpo del Sayan, che a stento le lasciava un po' di spazio.

Questo fino a pochi giorni prima del parto. La pancia di Bulma era ormai enorme e faceva fatica a spostarsi per la casa. Quel giorno Vegeta aveva avuto una giornata difficile, combattuto per la sua incapacità di raggiungere il livello di combattimento di Kakaroth. Si era ritirato in camera sua, senza cenare e la cosa preoccupò molto Bulma.

Quando entrò in camera di Vegeta, lui era sdraiato con un braccio che gli copriva gli occhi. Si avvicinò consapevole che lui avvertiva chiaramente la sua presenza.

-Cos'hai? Perché non hai cenato?-

Il Sayan però non rispose, restando fermo immobile.

-Vegeta non posso aiutarti se non parli con me!-

-Non ho bisogno di te!- digrignò tra i denti.

-Tu hai bisogno di me!- ribatté stizzita Bulma –Ed è proprio questo che non ti permette di avvicinarti a me!-

-Stai zitta! Stupida donna!- ringhiò, punto sul vivo.

Era ormai da tempo che si era reso conto di provare per quella donna qualcosa di grande, di sentirsi irrimediabilmente legato a lei.

-Donna? Io mi chiamo Bulma! Tra pochi giorni sarò la madre di tuo figlio e tu non riesci ancora a chiamarmi per nome?- urlò spazientita.

Non riusciva a capire perché si era innamorata di un uomo che, non solo non voleva baciarla, ma si ostinava a non chiamarla per nome.

Non avendo nessuna risposta, decise di andare via, quella sera non si sentiva abbastanza forte per sopportare di stargli accanto, senza nessuna considerazione da parte sua.

-Notte- sussurrò, voltandosi per lasciare la stanza.

Sentì le dita avvolgerle il polso, tirarla costringendola a voltarsi. Lo vide farsi da parte per farle spazio, tirandola accanto a sé. Si sdraiò al suo fianco incredula quando sentì il braccio del Sayan cingerla e attirarla accanto al suo corpo.

Non sapeva spiegarsi il motivo di quel gesto, sapeva solo di aver bisogno di lei, di sentire il suo calore.

Camminava nervoso nel corridoio dell'ospedale, Bulma si era svegliata in piena notte urlando: le si erano rotte le acque ed era entrata nel panico totale.

Vegeta si era rifiutato di assistere al parto non riuscendo a sopportare una cosa tanto anormale.

Ora era nel corridoio che andava avanti e indietro, mentre Goku e sua moglie lo guardavano stupiti.

-Vegeta ti vuoi fermare? Rischi di fare un buco nel pavimento!-

Il Sayan sembrò non ascoltarlo, visto che continuava a camminare nervosamente. Non si era mai sentito così agitato, a nulla erano servite le rassicurazioni di Chichi.

Un urlo improvviso gli fece gelare il sangue nelle vene.

Bulma!

Ma questa è Bulma!

Si voltò come un pazzo intento a entrare in quella sala parto, per uccidere chiunque le stesse facendo del male.

-Dove vai?- gli chiese Chichi, intuendo le sue mosse.

-Goku fermalo!-

Quando finalmente tutto era finito, Vegeta non riusciva a controllare i suoi sentimenti. Si sentiva completamente scombussolato.

-E' bellissimo, Bulma!- Chichi e Goku erano entrati nella sua stanza per vedere il bambino.

-Grazie!- rispose ancora stanca per il parto. Si guardava intorno chiedendosi dove fosse.

-Lui è fuori!- rispose Chichi

-E' stato sul punto di entrare in sala parto, quando ti ha sentita urlare!- sorrise Chichi.

-Davvero?-

-Si, ho dovuto far appello a tutte le mie forze per fermarlo!- rispose Goku.

-Perché non entra?-

-Forse aspetta di restare da solo con te!-

Goku aveva imparato a conoscerlo bene e capiva che aveva bisogno di riprendersi da tutte le sensazioni che aveva provato e poteva immaginare l'agitazione che stava provando nel conoscere il suo bambino, la stessa che aveva provato lui con Gohan.

Quando Goku e Chichi abbandonarono la stanza, lo trovarono seduto su una sedia nel corridoio.

-Ti sta aspettando!- gli disse Goku, prima di lasciarlo da solo.

A pochi passi dall'entrata, sentiva il suo cuore battere forte, come se volesse uscire dal suo petto, tutta l'adrenalina che lo aveva assalito sembrava essersi sciolta, rendendolo insicuro e titubante. Quando aprì la porta, la prima cosa che vide era quella bellissima donna che fissava adorante un piccolo fagottino che teneva attaccato al suo seno. Fu un'emozione indescrivibile per il Sayan, un'emozione forte e nuova.

Quando Bulma alzò lo sguardo gli sorrise appena, facendogli cenno di avvicinarsi. Il suo volto era pallido e i suoi occhi erano stanchi. Sentirla urlare dal dolore gli aveva procurato una strana sensazione, un desiderio di proteggerla, era stato insopportabile sentirla urlare senza poter far nulla.

-Guarda amore, lui è il tuo papà!- sussurrò Bulma al bambino, mentre il Sayan esitante si avvicinava al letto. Quando vide quel piccolo fagottino, il suo cuore fece una capriola, sapere che quel bambino era suo e di quella donna, gli procurò una strana sensazione.

Una gioia incontrollabile s'impossessò del suo cuore, i suoi occhi si accesero di una luce nuova, una luce che Bulma riconobbe come felicità.

Finalmente gli occhi del suo principe non erano più velati di tristezza e di odio, ma splendevano di felicità e gioia.

Continuava a fissare quel bambino e quella donna, senza dire una sola parola.

-Allora non dici niente?-

Dire qualcosa? E cosa dovrei dire?

Sono stato fortunato nell'incontrarti, sei una donna fantastica.

Sei riuscita a starmi accanto nonostante io ti abbia sempre rifiutata.

Questo vorrei dirti ma non ci riesco.

Sono un vigliacco lo so, ma con le parole sono negato.

Si torturava per la sua incapacità di spiegarle come si sentiva. Non aveva mai odiato il suo orgoglio come in quel momento.

-Bulma io…-

-C-cosa?- spalancò gli occhi, incredula.

Finalmente mi chiami per nome!

-Ripetilo di nuovo! Ripeti il mio nome!- sussurrò Bulma mentre combatteva con quel nodo alla gola che minacciava di sciogliersi in tante calde lacrime.

-Bulma!-

Il tono della sua voce era carico d'amore e questo non le diede la forza di trattenersi. Lacrime calde iniziarono a scendere dai suoi occhi, per bagnarle il viso. Vegeta si avvicinò, allungò una mano e con una carezza le asciugò le lacrime.

-Non piangere!- sussurrò

Non farlo!

Poi mosso da una nuova attrazione, le alzò il viso costringendola a fissarlo e colmò la distanza che li separava, appoggiando le sue labbra su quelle di Bulma.

Sentiva il cuore pronto a scoppiare da un momento all'altro, non aveva mai immaginato che baciarla fosse così perfetto. All'inizio Bulma non reagì, ancora sconvolta dal comportamento di Vegeta, poi però il suo bacio si fece audace. Non sapeva come comportarsi, ecco perché non si era ribellato quando la terrestre prese il comando, insinuando la lingua nella sua bocca. Non si oppose quando Bulma approfondì il bacio, suscitando in lui un gemito di piacere.

Quando si staccarono non riusciva a parlare, sentiva il battito del cuore nelle orecchie, appoggiò la fronte su quella di Bulma mentre accettava le sue carezze.

-Bulma…io…-

Ti amo!

Ti amo!

-Lo so!- rispose Bulma, percependo la sua esitazione.

Quel bacio di poco prima valeva molto più di cento parole.

Un giorno riuscirò a dirtelo.

Tu aspettami!

Ecco il secondo e ultimo capitolo, spero vi piaccia.

Ringrazio tutti per le vostre recensioni. Mi fa davvero piacere sapere che sia piaciuta.

Aspetto di sapere cosa pensate della storia ora che è terminata.

Grazie!