BREAK THE DISTANCE

If I had a chance
I'd take it faster than a heartbeat
If I caught a glance,
I'd run to you like nobody was watching
But it's so hard to get to you
Cause when you see the sun, I see the moon

Buckets of water, millions of clouds
Miles of road just to get where you are
Oh I wish, it wasn't so far...
Thousands of dollars just to be near
Countless thoughts of you being here
Oh I wish, it wasn't so hard
But maybe one day we can–
Break the Distance

I know it's hard,
For everyone to understand it
But you're in my heart,
Even though it feels like we got stranded
And I wish I could get to you
See you face to face
Without a screen cutting through

Buckets of water, millions of clouds
Miles of road just to get where you are
Oh I wish, it wasn't so far...
Thousands of dollars just to be near
Countless thoughts of you being here
Oh I wish, it wasn't so hard
But maybe one day we can–
Break the Distance

Clouds will you please help me out
I need to go and see them now
Pick me up, off my feet
I know that it's crazy
But I am ready with my suitcase by me

Clouds will you please help me out
I need to go and see them now
Pick me up, off my feet
I know that it's crazy
But I am ready with my suitcase by me

Buckets of water, millions of clouds
Miles of road just to get where you are
Oh I wish, it wasn't so far...
Thousands of dollars just to be near
Countless thoughts of you being here
Oh I wish, it wasn't so hard
But maybe one day we can–
Break the Distance

Atto II

Il marinaio sembrava nascondere qualche segreto, Scrooge lo poteva intuire anche per il modo in cui Don custodiva un piccolo cofanetto nella sua stanza. Stanza di cui si assicurava di chiudere a chiave prima di uscire.

Non che gli interessasse particolarmente, ma gli era caduto lo sguardo all'interno della stanza quando il marinaio aveva dimenticato di chiudere la porta, credendo di non avere nessuno che lo guardasse. Ed era stato in una di quelle occasioni che l'aveva visto stringere tra le braccia un piccolo cofanetto blu e sbirciare il suo contenuto.

Scrooge aveva ipotizzato che dovesse trattarsi di un cimelio di famiglia, qualcosa di prezioso che proteggeva e nascondeva da occhi indiscreti. Forse l'unica cosa di reale valore presente in tutta l'imbarcazione. Non c'era bisogno di essere un genio per capire che il marinaio non era ricco, anche solo per gli abiti semplici che indossava e l'arredamento modesto della barca. Anche la stanza aveva pochi oggetti, il minimo essenziale per sopravvivere, ad eccezione del piccolo cofanetto.

Eppure non gli sembrava che Don cercasse un modo per arricchirsi, anzi sembrava felice con quel poco che aveva. E per uno come Scrooge che aveva passato tutta la sua vita ad accumulare soldi, gli sembrava assurdo il modo di vivere di Don, un vero e proprio spreco.

- I tuoi genitori non sono preoccupati per te?- chiese Scrooge in una di quelle occasioni che erano costretti ad accamparsi fuori dalla nave.

Don fece una smorfia poco amichevole mentre spegneva il fuoco usato per cucinare.

- Hai ragione, non devo chiedere. Ma è normale che sia sorpreso. Mi sembri un po' giovane per affrontare un viaggio in solitario.

- Perché, adesso è un problema l'età?

- No. Anch'io alla tua età viaggiavo da solo- disse con aria sognante- Avevo tante ambizioni, tra cui arricchirmi al più presto.

- E ci sei riuscito, a quanto vedo- commentò lui irritato.

- Sì... ma non senza perderci qualcosa- sospirò e si sdraiò. Il cielo notturno sopra di lui- Ma non ho viaggiato sempre solo, sai? C'è stato un periodo che ero accompagnato dalle mie sorelle. Ma è stato tanto tempo fa...- sbadigliò- E a te questo non interessa, dico bene?

Si girò sul fianco per dormire. Il giovane papero invece rimase seduto davanti al fuoco spento con una strana espressione sul volto.

Non sentendolo più fiatare Scrooge sbirciò dalla sua posizione e lo trovò assorto a guardare il cielo. E per una frazione di secondo gli sembrò di vederlo con occhi lucidi, illuminati dalla luce delle stelle. Poi senza accorgersi di essere osservato, Don si sdraiò e si addormentò.

Scrooge non sapeva cosa pensare di lui. Era così difficile riuscire a scrutare nei suoi pensieri, non voleva parlare di sé.

Era pure convinto che in altre occasioni il giovane lo osservasse mentre dormiva. Ma per quale motivo? Forse sperava di ricavare qualche informazione o rubandogli qualcosa? Eppure finora si era comportato correttamente. E il suo istinto gli diceva di dargli fiducia.

Il viaggio continuò con i suoi alti e bassi, quello che però Don non aveva calcolato erano i numerosi nemici che si era fatto Scrooge nella sua vita. Più che altro persistenti.

I Beagle boys per esempio dopo vari tentativi a vuoto per derubare Scrooge, avevano cambiato strategia credendo che il ricco nascondesse i suoi tesori dentro la nave, e quindi avevano abbordato l'imbarcazione immobilizzando i presenti. Quello che però non potevano sapere, è che la maggior parte dei tesori recuperati da Scrooge erano stati inviati al suo deposito qualche giorno prima.

- Cercate bene, in ogni angolo! Devono essere da qualche parte- ordinò la madre dei Beagle mentre lei teneva d'occhio i due paperi seduti per terra e ben legati.

Don non poté fare a meno di sbuffare scocciato e irritato da quella situazione che si stava ripetendo un po' troppo spesso.

- Avresti dovuto avvisarmi che avevi delinquenti del genere alle tue calcagna. Ora per colpa tua mi stanno sfasciando la nave per cercare chissà quali tesori- borbottò il giovane al papero affianco.

- Non è colpa mia- si difese Scrooge quasi offeso.

Don però non gli credette e continuò a borbottare, tenendo d'occhio con lo sguardo i movimenti dei delinquenti.

- Sia chiaro che una volta che ne saremo usciti, dovrai ripagarmi dei danni.

- Perché non ti fai risarcire da loro, invece?!

- Mamma, non abbiamo trovato niente- disse uno dei figli- Ma abbiamo trovato questo in una delle stanze. È chiuso a chiave.

L'attenzione di tutti si spostò su quello che il Beagle stringeva tra le mani. Lo scosse come per indovinare il suo contenuto. Don riconobbe il cofanetto blu e sbiancò in viso.

- Dai qua!- la madre prese con forza l'oggetto e lo esaminò da vicino. Poi scrutò l'espressione dei due paperi come per individuare qualche cambiamento di espressione- Che contiene, eh? Qualche cosa di prezioso?

- Sì, sì... forse dei panini- fece uno dei figli, per poi ricevere un pugno da un fratello.

- Stupido, che ce ne facciamo di panini! A noi serve denaro.

- Ma io ho fame- piagnucolò il fratello.

- Basterà forzare un po' la serratura. Per una scassinatrice come me, è una bazzecola.

- No, fermi!- esclamò d'improvviso Don- È solo un cofanetto senza valore, non contiene niente di prezioso dentro!

- Ah sì? Allora perché sembri così preoccupato?- fece la donna sospettosa e si avvicinò al suo becco con aria minacciosa- Avanti, parla! Cosa contiene!

- L'ho già detto: niente che possa interessarvi- insistette il giovane papero cercando di sembrare impassibile.

Scrooge lo osservò dubbioso. Poteva vedere nella sua rigidità del corpo e nella sua espressione dell'agitazione male celata. Era la prima volta da quando lo aveva conosciuto, che lo vedeva agitarsi per qualcosa in apparenza senza valore.

Cosa conteneva il cofanetto da spaventarlo così? Magari qualcosa di cui si vergognava? Non poteva negare che ciò lo incuriosiva.

- Se non collabori, allora lo vedrò io stessa- la madre dei Beagle scassinò la serratura con estrema facilità e lo aprì. I suoi figli erano dietro di lei che sbirciavano incuriositi- E questo cos'è?- estrasse due foto. Una di esse sembrava composta da frammenti tenuti insieme con il nastro adesivo- Una foto di famiglia?

Scrooge poteva a malapena vedere il retro delle fotografie e lanciò un occhiata confusa al papero accanto a lui, ma l'altro aveva lo sguardo mortificato rivolto al pavimento.

- Non c'è altro?- dice uno dei figli deluso- Neanche dei panini?

- Se questo è uno scherzo, mi sto spazientendo!- la donna guardò minacciosa i due paperi- Che cosa me ne faccio di queste patetiche foto!- e senza pensarci oltre accartocciò una delle foto.

Il gesto della donna fece scattare in piedi all'improvviso il marinaio che preso da un istinto di pura rabbia, seppur legato dalle corde, fece un balzo in avanti e si scagliò contro la donna dandole una testata, facendole perdere di mano una delle foto. I figli accorsero subito in soccorso della madre, ma sembrava quasi impossibile bloccare la furia del papero che tirava calci e dava morsi in tutte le direzioni. Ed era anche in inferiorità numerica.

Scrooge che era rimasto seduto a terra ci impiegò qualche secondo per riprendersi dalla sorpresa, ma subito dopo si guardò in giro per cercare qualche attrezzo con cui slegarsi dalle corde e aiutare Don. Nella confusione una foto scivolò proprio ai suoi piedi. Il suo sguardo inevitabilmente si posò sulla fotografia che adesso era voltata. Individuò delle sagome di persone, ma non riuscì a mettere a fuoco i loro visi perché immediatamente un piede palmato si posò sulla fotografia pestandola. Alzando gli occhi si accorse che era il piede di Don, visibilmente stanco dallo scatto di ira contro i Beagle Boys e per essersi precipitato a coprire la foto, come per timore che il ricco papero potesse vedere.

- Non ti riguarda- con il piede Don trascinò a sé la foto per poi nasconderla dentro la sua giubba. Scrooge intravide del panico nei suoi occhi ed era quasi certo che fargli qualche domanda al rispetto, lo avrebbe portato a una nuova sfuriata.

Poi Don si spostò per recuperare l'altra foto accartocciata e mise al sicuro anche quella, mentre che Scrooge osservava impressionato come il marinaio avesse messo fuori gioco l'intera banda da solo.

Per essere un giovanotto sembrava abituato al combattimento, anche se il suo stile quasi esplosivo era incontrollabile.

Di seguito i Beagle Boys furono consegnati alla polizia e Don tornò a nascondere le due foto nella nave.

Il viaggio prosegui e nessuno dei due accennò a quell'episodio. Scrooge preferì così, intuendo che domande sulla famiglia di Don lo avrebbe solo messo a disagio.

C'era stato poi un episodio che lo aveva preoccupato, perché aveva tirato fuori un lato del giovane che non conosceva. Era accaduto in un tempio immerso dalla foresta. Stavano percorrendo dei stretti corridoi senza finestre, illuminati solo dalle torce, quando una delle trappole scattò all'improvviso. Don fece appena in tempo a spingere Scrooge che era davanti, ma non riuscì a spostarsi lui. Un muro di mattoni lo imprigionò in una piccola zona del corridoio.

- Don, stai bene?- chiese preoccupato Scrooge sentendolo repentinamente urlare e starnazzare, seguito da colpi sulle pareti. Non sapeva cosa ci fosse all'interno ma era come se Don stesse impazzendo. Non era una delle sue sfuriate- Don, cosa succede? Don!- ma la sua voce veniva sovrastata dalle grida di terrore del giovane dietro la parete. Scrooge si guardò intorno alla disperata ricerca di un pulsante nascosto che permettesse alla parete di risalire. Mentre cercava notò che la voce di Don si era fatta più bassa, fino a un sussurro- Don! Sei ancora lì? Rispondimi!

Era preoccupato che gli fosse successo qualcosa, perché non lo sentiva più. Finalmente tradusse dei simboli e riuscì a trovare una leva per ritirare la parete che li divideva. Lentamente riuscì a vedere l'interno, che era completamente immerso dall'oscurità, e illuminò una figura seduta per terra con la schiena rivolta a lui.

- Don?- lo sentì respirare affannosamente e provò ad avvicinarsi.

- Non ti muovere!

Scrooge si bloccò immediatamente, aspettandosi in qualsiasi momento sbucare qualcosa o una trappola attivarsi. Ma non accade niente.

- … non ti avvicinare- mormorò Don rimanendo nella sua posizione e recuperando con dei profondi respiri il suo normale tono di voce.

Il papero adulto non capì il perché della sua richiesta, ma non si mosse. Lo vide lentamente alzarsi da terra e uscire cercando di coprirsi con il cappellino per non farsi vedere in volto.

- Cos'è successo lì?- chiese Scrooge.

- Niente- rispose l'altro come per chiudere la questione lì, ma Scrooge lo vide afferrarsi al braccio tremante. Le mani avevano delle ferite che prima non c'erano.

L'accaduto non si ripeté un'altra volta, quindi Scrooge non capì cosa avesse portato Don a reagire così. Era certo che non ci fosse niente con lui al momento che era scattata la trappola. Solo oscurità e silenzio.

Ipotizzò che l'unica spiegazione fosse la paura. Don aveva paura del buio.

C'erano dei posti in cui Don era particolarmente irremovibile sullo scendere dalla nave e preferiva attendere il suo ritorno. Ma com'era solito fare, non dava una motivazione reale del perché volesse evitare quei luoghi.

Scrooge pensava che fosse solo una scusa per riposare e non insisteva, visto che non era nei loro patti che lo accompagnasse sempre. Anche se una parte di lui avrebbe voluto trascinarlo con la forza con sé.

Non lo avrebbe mai ammesso, ma avere quel papero al suo fianco lo faceva sentire più motivato e le spalle protette.

Però un giorno Scrooge non tornò. Don camminò avanti e indietro sulla nave, inquieto per quello strano ritardo e sicuro che Scrooge non fosse il tipo di papero che gli piacesse perdere tempo. Dopo tanto camminare e scrutare l'orizzonte, si costrinse a scendere dalla nave, anche se ne avrebbe fatto volentieri a meno, e borbottando tra sé e sé che una volta trovato Scrooge gli avrebbe fatto la ramanzina per averlo costretto a seguirlo sull'isola.

Ripercorrendo i passi del ricco papero, Don però ebbe la conferma delle sue preoccupazioni, scoprì infatti che Scrooge era stato catturato da qualche delinquente dell'isola. Lo tenevano prigioniero in un vecchio magazzino mentre lo interrogavano per sapere di più sulle sue ricerche sul leggendario pirata. Ma Scrooge non dava cenno di cedere alle loro insistenze, tanto meno se c'era di mezzo un tesoro.

Don non può evitare di picchiarsi con la mano sulla fronte. Se Scrooge non fosse stato così attaccato all'oro, a quell'ora avrebbe già confessato tutto e lo avrebbero lasciato libero.

Non restava che a Don la responsabilità di liberarlo, anche se aveva riconosciuto uno di quei uomini lì presenti. Se il piano di liberazione sarebbe andato storto o anche solo se si fosse fatto riconoscere da quell'uomo... quanto avrebbe impiegato la notizia ad arrivare a lui?

Guardò Scrooge in lontananza ed era come se una vocina lo invitasse a girare le spalle e andarsene. Non c'era niente nell'accordo che lo costringesse ad aiutarlo nelle sue avventure. Non era certo colpa sua se Scrooge non faceva altro che attirare a sé loschi individui. Non era colpa sua se il ricco papero era stato catturato. Lui non ci voleva neanche venire in quell'isola, sapeva che sarebbe stato un problema il solo avvicinarsi a uno di quei posti dove lo avrebbero potuto riconoscere.

Sospirò e scosse la testa. Nonostante non ci fosse niente che lo obbligasse a intervenire, sapeva in cuor suo che non avrebbe mai voltato le spalle alle persone, persino a uno come Scrooge.

Fu così che attuò un piano con le poche risorse e tempo che aveva. Sapeva che se non avesse agito subito, l'indomani avrebbero spostato Scrooge in qualche nascondiglio più difficile da raggiungere.

Agì di notte, approfittando della poca luce, e si intrufolò nel magazzino stendendo una delle guardie.

- Don!- fece sorpreso Scrooge mentre il marinaio lo liberava dalle catene- Mi chiedevo quando saresti venuto.

- Sì, sì... ma adesso fa silenzio e andiamocene subito.

- Proprio adesso che quei imbecilli si sono fatti sfuggire un informazione preziosa?- fece lui con un sorriso beffardo.

- Non starai pensando ancora al tesoro?- fece Don con tono di rimprovero- Ti ricordo che eri loro prigioniero.

- Vero, però mi sarei potuto liberare in qualsiasi momento. Aspettavo solo il momento giusto- lo guardò con un sorriso- Speravo che mi avresti raggiunto nel frattempo.

Don fece una smorfia poco contenta. Proprio non si rendeva conto Scrooge quanto fosse per lui pericoloso rimanere lì. Ma di fronte allo sguardo entusiasta di Scrooge non se la sentì di arrabbiarsi, anche perché una sfuriata avrebbe solo attirato l'attenzione delle altre sentinelle.

- Ebbene, dove si trova?- chiese Don con un sospiro stanco.

- Proprio sotto i loro nasi- ridacchiò Scrooge divertito- Erano tanto concentrati su di me, che neanche si sono accorti di avere un tesoro tra le mani- Don lo guardò senza capire- Guarda, c'è uno scatolone di oggetti che hanno trovato nei loro scavi. Oggetti a loro parere senza valore e che hanno abbandonato qui per poi buttare tutto.

Scrooge si avvicinò allo scatolone, annusò l'aria e poi afferrò con gesto sicuro un vaso crepato e pieno di ruggine. Prese a grattare su un punto, rivelando un piccolo punto giallo.

- Ecco perché non lo trovavo nel punto indicato dagli appunti: lo avevano preso loro. E quando ho sentito provenire il profumo dell'oro da una di queste casse del magazzino, ho capito che non potevo andarmene subito.

Don lo osservò mentre Scrooge guardava estasiato il suo bottino. Ogni volta quel fiuto lo sorprendeva per quanto efficace fosse. Già altre volte il suo fiuto era riuscito a trovare dell'oro anche a grandi distanze. Non era umano, si ripeteva Don. Era forse l'unico al mondo a possedere quel fiuto.

Ma delle voci all'esterno li avvisarono che le guardie si erano accorti che una delle sentinelle era stata messa fuori gioco e stavano entrando dentro.

- Ora che hai quello che volevi, andiamocene!- fece Don prendendo per il braccio Scrooge e iniziando a correre verso l'altra uscita.

Dietro di loro gli uomini iniziarono a inseguirli e a sparare. Dovettero attraversare la cittadella per raggiungere il molo, cercando di schivare i proiettili.

- Aspetta, insieme possiamo fermarli. Non sono così forti, abbiamo sconfitto gente più pericolosa, e poi potrebbero avere altre informazioni...- disse Scrooge con in mano il suo vaso.

- Non ci tengo!- rispose Don tenendosi stretto il suo berretto con una mano quasi a voler nascondere il volto e con l'altra trascinava Scrooge. Manco pazzo si sarebbe fermato.

Individuò da lontano la nave e pregò che nel frattempo nessuno di quei tipi riuscisse a raggiungerli. Ci saltarono letteralmente sopra e Don fece partire subito la nave. Per fortuna aveva previsto una fuga e quindi aveva lasciato il motore già acceso. Gli uomini non poterono raggiungerli e rimasero al molo a guardarli andare via.

Don diede un veloce sguardo al finestrino e vide nel molo anche uno di quei uomini che conosceva. Sperò che la sua scelta di scendere un giorno non gli si ritorcesse contro.

- Siamo scappati come dei vigliacchi- commentò Scrooge qualche ora più avanti.

- Hai ottenuto quello che volevi. Quindi ora mangia e sta zitto- commentò acido Don mentre gli porgeva il piatto di frittelle sul tavolo e si toglieva il grembiule.

Scrooge non replicò e si limitò a mangiare. A Don invece l'appetito era passato e preferì rintanarsi in stanza.

- Ah, Don- disse d'improvviso Scrooge facendo fermare l'altro poco prima di aprire la porta- Grazie per essere venuto.

Don non rispose e sentì l'altro continuare a mangiare. Entrando in stanza e chiudendo la porta dietro di sé, emise un sospiro stanco. Scrooge non aveva proprio idea di quanto gli sarebbe costata quell'azione.

Ogni tanto Scrooge cercava delle cabine telefoniche nei posti dove sostavano e faceva qualche chiamata che lo tenevano preso in qualche discussione.

- Come sarebbe a dire che è in fallimento!- esclamò lui alla cornetta- Che vuol dire che i costi di produzione sono aumentati! Mi avevano garantito un profitto maggiorato nel tempo!

Don che lo osservava a distanza, sbadigliava ogni volta che lo sentiva parlare. Non gli interessava ascoltare le sue conversazioni, ma purtroppo era costretto ad aspettarlo e la sua voce quando si arrabbiava era decisamente alta.

- Non m'interessa, vendi tutto!- ordinò, un attimo dopo di chiudere malamente la comunicazione- Razza di imbecilli- borbottò dirigendosi verso la nave.

- Possiamo partire?- chiese Don annoiato.

- Non posso crederci, basta che mi assenti per un po' e va tutto in rovina.

Don alzò lo sguardo al cielo e preparò la nave per partire, mentre che Scrooge sfogliava un quotidiano e borbottava per conto suo ad alta voce.

- Devo recuperare la perdita. Ma quale potrebbe essere un buon investimento?

- Kinder... - disse Don mentre passava vicino a lui per sistemare una corda.

Scrooge alzò lo guardò senza capire.

- Kinder e Max...- spiegò il giovane distrattamente- È una ditta dolciaria.

- Lo so cos'è- fece l'altro sarcastico- Ma cosa c'entra?

- Penso che sarebbe un buon investimento.

- Stai scherzando? Le sue azioni si sono mantenute basse per anni. Sarebbero solo soldi buttati.

- Tu credi? Hanno di recente cambiato stabilimento e sono tornati alle materie prime che usavano in precedenza. Forse sarà anche una piccola ditta, ma i loro prodotti erano famosi un tempo, prima del trasferimento di sede.

- Cosa vuoi dire?

- Le quotazioni sono sempre in continuo mutamento e persino una piccola azienda può fare la differenza. Le sue azioni costano pochi centesimi, male che vada la perdita sarà minima.

- E tu che ne sai?- chiese sospettoso Scrooge. Don si limitò a fare spallucce.

- Ne ho sentito parlare, tutto qui- poi tornò in cabina a pilotare la nave. Scrooge aprì nuovamente il quotidiano e lo guardò pensieroso.

Scrooge non era il tipo da confidare nelle esperienze di altri, tanto meno nei consigli. Sia negli affari che nelle avventure, confidava solo nelle sue forze e il suo istinto. Però quella volta sentiva che il suo intuito gli diceva di crederci. Alla seguente tappa avrebbe fatto bene a cercare un telefono.

Una settimana dopo Scrooge era alla ricerca di una cabina telefonica, era ansioso di avere novità dai suoi dipendenti. Ma chiedendo in giro, le persone non lo capivano.

- Un telefono! Un te-le-fo-no!- scandì spazientito al tizio di passaggio.

- Eu não entendo o que você quer dizer- disse l'altro.

- Non c'è qualcuno qui che parla la mia lingua?

- Desculpe- intervenne dietro di lui il marinaio- O cavalheiro está procurando por um telefone.

- Ah, claro- l'altro annuì. Scrooge guardò perplesso i due che parlavano, per poi salutarsi e dirigersi Don da lui.

- Dice che c'è un telefono nel bar a due isolati.

Scrooge non rimase lì a domandare e si recò al bar. Questa volta non ricevette cattive notizie. Le azioni che gli aveva consigliato Don stavano risalendo velocemente. Soddisfatto tornò dal marinaio che si stava procurando le provviste e insieme tornarono sulla nave.

- Come facevi a sapere cosa diceva?- chiese Scrooge quella sera. Entrambi si erano soffermati sulla poppa per osservare il mare calmo e la luna.

- So parlare un po' in portoghese- spiegò lui.

- Dove l'hai imparato?

- Sono stato in sud America- raccontò. Sembrava in vena di parlare- Lì ho conosciuto due persone che mi hanno insegnato anche lo spagnolo. Mi hanno anche fatto da guida.

- Per quanto tempo ci sei stato?

Don ci pensò.

- Credo abbastanza a lungo rispetto ad altri posti. Mi sarebbe piaciuto potermi fermare lì, con loro- sospirò con un sorriso- Avevamo creato anche una band: Los Tres Caballeros- ridacchiò quasi vergognandosi- Non eravamo molto famosi, però c'era tanta gente che veniva ad ascoltarci. Una volta abbiamo persino dovuto esibirci all'aperto perché il locale era troppo piccolo per far entrare tutte persone venute per noi.

Scrooge rimase ad ascoltare. Per un attimo ebbe l'impressione di avere davanti un semplice ragazzino spensierato con i suoi sogni e non quel papero dallo sguardo arrabbiato, con atteggiamenti da adulto. Era quasi strano vederlo sorridere in sua presenza, faceva quasi tenerezza.

- Mi sono chiesto... perché un ricco papero come te non incarica altre persone a recuperare i tesori?- chiese Don cambiando discorso- Ti risparmieresti un sacco di scocciature.

- E perdermi il gusto dell'avventura e la ricerca?- fece lui contrariato- Viaggiare e scoprire nuovi tesori è parte di me già da quando ero ragazzo, anche se l'ho scoperto solo dopo. No, non mi priverei di questa emozione, anche a costo di perderci qualche piuma.

Il giovane papero appoggiò il gomito sul bordo della nave e il becco sotto la mano, e lo guardò dubbioso.

- Non ti capisco...

- Sono in tanti a non capire, ma è quello che sono: un avventuriero. Neanche le mie sorelle lo comprendevano.

- Forse perché...- Don rivolse lo sguardo al mare- Non hai permesso loro di comprenderti. Forse le hai allontanate prima che potessero riuscirci.

Scrooge lo guardò in silenzio e si appoggiò con la schiena al bordo della nave.

- E tu? Ho notato che hai sempre da ridire sul mondo degli affari. Ne parli come se fosse una terribile piaga, ma se non ci hai convissuto dubito che tu possa giudicare. Ammetto che la tua dritta sulla Kinder e Max si è rivelata giusta, ma ammesso che i tuoi genitori non siano di quel campo, non...- si fermò e soppesò le sue parole- Scordavo che non ne vuoi parlare...

- … Mio zio- disse lui senza guardarlo. Scrooge lo guardò sorpreso, era la prima volta che accennava ad un famigliare, oltre la nonna- Lui...- Don sembrò a disagio perché lo vide toccarsi la testa con disagio- È lui che tratta affari in giro per il mondo.

- Capisco. Ma allora perché questo astio... ?

- Non... non è quello... - disse incerto continuando a toccarsi la testa per poi sospirare- Ma puoi dire con certezza che è quello che volevi dalla tua vita?- lo guardò negli occhi- Sei certo che non hai rimpianti per le tue scelte?

Scrooge non capì perché d'improvviso i suoi occhi emanavano una strana luce e perché il suo tono di voce si era fatto sottile come una supplica. Era come se ci tenesse a una risposta sincera.

Socchiuse gli occhi e tornò a guardarlo serio.

- Sì.

- … lo immaginavo- Don abbassò lo sguardo visibilmente deluso e gli diede le spalle per tornare dentro la nave- Siete tutti uguali.

Scrooge rimase fuori a guardare il cielo notturno. La breve chiacchierata tra i due era durata più del solito, e anche se alla fine avevano finito per discutere di nuovo, era pur sempre un passo avanti.

Rimpianti? Certo che ne aveva, ma li aveva lasciati alle spalle per poter andare avanti. Ma ammetterlo davanti a Don, sarebbe stato solo penoso e doloroso. A che pro, poi? Era un discorso complesso e di certo incomprensibile per un giovane come lui.