CAPITOLO 2
PUNTO DI VISTA DI HOTCH

Ho sempre amato i posti tranquilli.
Vivere al confine col bosco, ai piedi delle montagne, magari in un cottage che si affaccia su un laghetto di montagna.
Quei laghetti dove l'azzurro del cielo si rispecchia nelle gelide acque, regalando dei quadri fantastici.
Quei paesi dove le comunità sono piccole, la gente si conosce tra di loro e i bambini possono giocare tranquilli in strada, poiché il tasso di criminalità è molto basso.
Bhè…
Solitamente è basso…
Un SoggettoIgnoto che rapisce, violenta ed uccide i bambini di queste piccole comunità è letteralmente un incubo per gl'investigatori, poiché sono piccole comunità dove le vittime sono strettamente imparentate con i loro aggressori.
Dove "l'uomo nero" può essere il vicino di casa, il maestro di scuola o addirittura vivere sotto lo stesso tetto delle vittime.
Per queste motivazioni, la popolazione non pone molta attenzione a chi è seduto affianco, a chi dà indicazioni apparentemente irrilevanti, poiché sono tutte persone che si conoscono ed istintivamente hanno fiducia tra di loro.
Il vero trauma, è per la comunità stessa…
Il mostro, è uno di loro.
Due settime fa, Dave è stato colpito da un proiettile ad un braccio mentre salvava l'ultima delle vittime del SI. La bambina sta bene, Dave è in ospedale ma si riprenderà, Morgan ha colpito l'SI, ma non lo ha abbattuto.
Da due settimane, non ci sono rapimenti, non ci sono state uccisioni e violenze su i bambini.
Ci sono altissime probabilità che Derek abbia ferito a morte il sospettato.
Il nostro lavoro in Oregon è terminato.
Mi ritrovo nell'ufficio dello sceriffo dopo la cena consumata col team, a rifinire e decidere gli ultimi dettagli prima del nostro rientro a DC.
Il resto del team ha deciso di prendersi una birra al pub del paese prima di tornare nelle rispettive stanze per concedersi una notte di sonno.
Avrei voluto andare col team, e riuscire a ricreare qualche secondo di tranquillità con Prentiss. Ho bisogno di parlarle.
Ma il dovere mi chiama, e mentre loro si dirigono al bar, io torno alla stazione di polizia dallo sceriffo.
Sono esausto, quando lo sceriffo si offre di accompagnarmi all'hotel, e pur di risparmiare qualche minuto, accetto. Voglio andare a bussare alla porta di Emily, le devo parlare prima del rientro a DC.
Affretto il mio passo sul vialetto d'ingresso alla hall dell'hotel, quando lo sceriffo mi chiama, mi ferma, mi dice che lavorare con me è stato fantastico, che lei è stata bene, e prima che me ne renda conto trovo questa piacente donna adagiata su di me, e prima che il mio cervello possa processare gli eventi, le sue labbra s'incollano alle mie. Istintivamente l'afferro per le spalle e l'allontano.
"mi dispiace" dico ancora col fiato corto dalla sorpresa "sono impegnato".
La donna arrossisce, si giustifica spiegando che pensava fossi vedovo, poiché aveva sentito parlare due dei miei colleghi, che ipotizzavano la mia vita monacale dopo la morte di mia moglie.
Sorrido, e spiego allo sceriffo che non sempre i miei colleghi sono al corrente di tutto ciò che mi riguarda.
La saluto nuovamente e mi precipito alla porta della stanza di JJ.
Sono certo che, siccome le donne parlano tra di loro, come Emily era a conoscenza che JJ e Dave si stanno frequentando, sicuramente Em ha detto a JJ del bacio nel giardino vicino all'eliporto. Non mi faccio problemi e quando JJ apre la porta le dico di chiamarti, che ho bisogno di parlarti.
"Mi dispiace Hotch, non vuole parlarti né vederti. Ascolta, non è normale per Emily comportarsi così con il suo capo, quindi credo che tu l'abbia ferita sul personale, mi ha detto di dirti…"
"L'ho sentita! Devo parlarle, non può mettermi da parte così. Lei non sa cos'è successo 5 minuti fa! " dico a JJ, forzando la sua linea di difesa e raggirandola facilmente.
Ma non per nulla, la mia squadra è una delle migliori, la minuta agente bionda, afferra il mio braccio che sta tirando insistentemente la maniglia del bagno, e con fare autoritario, m'invita a lasciare la stanza.
Abbasso la testa, e con la confusione nel cervello mi allontano.