Il mattino dopo Hermione, Ron ed Harry - aiutati da Kreacher - riuscirono, dopo un'estenuante ricerca, a trovare l'album di foto.

Fu piuttosto semplice, invece, trovare la foto di cui parlavano la sera prima.

Questa mostrava i Malandrini davanti al lago.

C'erano tutti, ad eccezione – ovviamente – di Peter Minus, che aveva abbandonato tutte le foto che lo ritraevano con gli altri non appena era stato scoperto a chi davvero fosse fedele.

«Ecco qui gli oggetti. Tuo padre aveva quel boccino con cui giocava sempre, Sirius… Eccolo! Sembra un orecchino» disse Ron, stringendo gli occhi e cercando di vedere bene.

«E Remus ha un ciondolo» completò Harry, indicando il collo del giovane Lupin.

Hermione però era pensierosa.

«Che c'è, Hermione?» chiese Ron.

«E' solo che… Guardate» prese il libro che parlava della pietra e mostrò loro l'immagine. «Hermione ha ragione, Harry… C'è qualcosa che non torna. Insomma… In questo disegno la pietra è molto più grande di quella che quei tre pezzi possono formare insieme» mormorò Ron, studiando alternativamente le due immagini.

«Voi credete che non sia la stessa pietra?» chiese Hermione, sconfortata.

«Io credo… anzi sono sicuro, che quelli non siano gli unici oggetti contenenti la pietra» disse Harry, cominciando a sfogliare velocemente l'album.

«Che vuoi dire?»

«Penso di aver visto… Infatti!» esclamò.

Passò l'album agli amici, che poterono così notare al collo della futura signora Potter una collana il cui ciondolo era proprio un pezzo della pietra.

«E con questo arriviamo a quattro pezzi… Ma sembra che ne manchi ancora uno. Giusto un frammento» mormorò Ron.

«Pensate a quello che penso io?» disse Harry, guardando una foto di Lupin.

I tre si guardarono, poi dissero all'unisono: «Tonks».

Hermione mise il libro e l'album in una borsetta, poi tornò a sedersi con i due ragazzi.

«Ora abbiamo un punto di partenza. Sono certa che l'orecchino di Sirius sia ancora qui a Grimmuald Place, da qualche parte. Trovare gli altri pezzi non dovrebbe essere troppo difficile. Se non ricordo male il frammento di Tonks dovrebbe essere in mano a Teddy, ora. Dovrebbe avergliela lasciata lei prima di…».

La ragazza si zittì improvvisamente, e Ron le strinse significativamente la mano.

Harry si schiarì la voce, cercando di non ripensare alla battaglia di Hogwarts.

«Credo dovremmo cominciare la nostra ricerca da qui, per poi spostarci a Godrick's Hollow. Che ne dite?» propose.

«Sì. Penso anche io che sarebbe una buona idea» replicò Ron.

«Concordo» gli fece eco Hermione.

Così - una volta organizzate le idee - i tre iniziarono le ricerche, che tuttavia si rivelarono meno facili del previsto.

Fortunatamente dopo sole due ore di ricerca, il terzetto era pronto a partire per Godrick's Hollow, dove vennero accolti con calore dagli abitanti del piccolo paese.

Tutti erano felici di rivedere Harry, che dopo aver posto per la seconda - e definitiva – volta la parola "Fine" al regno di terrore di Voldemort era diventato - se possibile - ancora più amato e adorato.

Trovare la collana di Lily Potter fu un autentico gioco da ragazzi; poiché il prezioso cimelio si trovava nel vecchio portagioie della donna, che i tre trovarono nella camera da letto principale della casa.

Hermione, Ron e Harry cercarono per diverso tempo il boccino che racchiudeva la pietra, ma non ne trovarono traccia.

Alla fine giunsero alla conclusione che il piccolo oggetto dovesse essere stato sbalzato lontano, durante l'esplosione che aveva distrutto buona parte della casa.

«Allora siamo nei guai. Il boccino può essere volato via secoli fa» borbottò Ron.

«Qualcosa mi dice che non è così» replicò Harry, indicando un luccichio a lui ben noto nel boschetto dietro la casa.

I tre corsero immediatamente a controllare, ed Hermione sospirò di sollievo quando Harry mise il preziosissimo ricordo materiale del padre nella sua borsetta, insieme all'orecchino e ai libri.

Harry fissò il punto dove avevano trovato il boccino.

Un gesto che non sfuggì ai suoi due amici.

«Harry, che succede?»

«Solo una perplessità, tutto qui»

«Una perplessità?».

Harry annuì.

«Sono passati sedici – anzi – diciassette anni. Eppure il boccino era qui, in bella vista. Non una foglia che lo coprisse, non un granello di polvere. Capisco che sia un oggetto magico, e che probabilmente sia capace di... Non so, forse ripulirsi da solo. Ma… Avanti, diciassette anni!».

Ron si grattò la testa.

«In effetti...» mormorò.

«Che cosa pensi, allora?» chiese Hermione, incuriosita.

«Probabilmente qualcuno ha cercato di rubarlo di recente, e poi è stato interrotto. Forse da qualcuno che lo stava guardando».

Harry studiò alcune impronte a terra.

Hermione si chinò anch'ella.

«Oh cielo... Ron, guarda!» esclamò, indicando davanti a sé.

Il ragazzo dai capelli rossi imitò gli amici, guardando a terra.

«Ma che...».

Gli occhi del trio si erano posati su una serie di impronte che da animali si trasformavano in umane.

Animagus, lupo mannaro, o una sovrapposizione di impronte?

Il trio improvvisamente si sentì come se qualcuno li osservasse da tempo.

Qualcuno interessato solamente al boccino – poiché appartenuto alla famiglia di Harry, o qualcuno attratto dalla possibilità di tenere e usare la pietra?

«Credi sia possibile che qualcuno sappia della pietra?» domandò Ron.

«Il libro non sarà stato pubblicato solo per la scuola di Hogwarts. Sono certo che ne esistano diverse copie…» replicò Harry.

«Sì, però... Chi poteva sapere dei Malandrini?»

«Magari è solo una coincidenza» disse Hermione, cercando di convincere più se stessa che gli amici.

«Qualsiasi sia la risposta, credo dovremmo trovare velocemente questa pietra. Tanto per sicurezza» sbottò Harry, irrequieto.

[*]

Nel pomeriggio – come stabilito - Ron ed Harry andarono al Ministero, chiedendo a Kingsley di potersi occupare da soli del "caso", mentre Hermione andò ad Hogwarts, dove ottenne il permesso dalla McGrannit di assentarsi per tutto il tempo necessario a trovare e far funzionare la pietra.

Ora non restava altro che continuare la ricerca.

Tappa successiva: la casa di Andromeda Tonks.

[*]

«Che vuol dire "rubata"?!» esclamò Harry, scioccato.

«Vuol dire che la notte scorsa qualcuno si è introdotto qui e l'ha rubata dalla stanza di Teddy».

Andromeda era molto scossa dall'idea di qualcuno in casa sua, nella stanza del suo nipotino.

«Ma come ha trovato la cameretta di Teddy? Avrà tentato diverse volte, no? Come è possibile che non te ne sia accorta?».

«Beh, no… A dire la verità sembrerebbe che abbia trovato subito la stanza. Fortuna, suppongo»

«Già…» disse Ron, per nulla convinto.

Hermione tornò con il thè che si era offerta di preparare per tranquillizzare la donna.

«Come è andata? C'è la possibilità che si sia trattato di un babbano?» s'informò Harry.

«Non credo. Le porte e le finestre sono ancora come le avevo lasciate ieri sera: chiuse per bene».

Harry si passò una mano sugli occhi.

«Sapevi che non si trattava di un babbano, vero?» domandò la donna, vedendo il gesto del ragazzo.

«Speravo che lo fosse. Purtroppo temo che quello che si è introdotto qui ieri notte sia un nuovo mago oscuro» mormorò, tetro.

«Oh mio Dio!»

Harry rivelò ad Andromeda i loro sospetti.

Alla fine, Hermione decise che fosse meglio cambiare argomento.

«E Teddy? Dev'essere traumatizzato»

«Affatto».

«Come?» chiese Hermione, confusa.

«Magari è stato incantato, Andromeda» suggerì Harry.

«Non credo. Usa i capelli o i tratti del viso per comunicare, così come faceva sua madre. Inoltre i sensi ereditati da Remus l'avrebbero messo in allarme da subito, e avrebbe iniziato a piangere».

«Non ha senso…» disse Ron.

«Possiamo vederlo? Magari possiamo scoprire qualcosa» chiese Harry.

«Certo. Teddy sarà felice di vedervi».

Harry e Ron salirono, mentre Hermione rimaneva in salotto con Andromeda.

Il bambino fu felicissimo di vedere il padrino, e gorgogliò felice non appena Harry lo prese in braccio.

Il piccolo Teddy indicò con il ditino un oggetto sul suo comodino.

«Ron, puoi passarmi quella cosa sul comodino?».

Sembrava essere un carillon d'argento, ma i due ragazzi non ne avevano mai visto uno simile.

Aiutato da Ron, Harry caricò il meccanismo, lasciando poi che l'oggetto facesse quello per cui era stato creato.

Una melodia straordinaria riempì la stanza, mentre sul carillon una ninfa dei boschi iniziò a ballare.

«E' di Andromeda?» domandò Ron.

«Non credo. Prova a chiedere».

Harry mise il figlioccio - addormentatosi durante la melodia – nella sua culla.

Il ragazzo dai capelli rossi annuì, e dopo aver preso il carillon uscì.

Rimasto solo - o quasi - Harry decise di simulare il furto.

Così uscì dalla cameretta, facendo attenzione a non svegliare Teddy.

Era ancora fuori dalla porta, quando Ron tornò con la risposta.

Harry si posò un dito sulle labbra.

«Sto provando a vedere se è possibile introdursi nella stanza di Teddy senza che lui se ne accorga» spiegò.

«Oh. Okay».

«Allora?» sussurrò Harry.

Ron scosse il capo.

«Andromeda non l'ha mai visto».

Harry prese il carillon.

«Inizio a credere sia stato usato per distrarre Teddy».

Entrò piano nella stanza, e cercò di avvicinarsi alla culla senza svegliare Teddy.

Provò a togliergli - sia magicamente che nel modo babbano - la collanina; ma non appena si avvicinava, Teddy si svegliava improvvisamente.

Alla fine Harry decise di usare il carillon, ed immediatamente Teddy tornò a dormire beato.

Fu semplice, con l'oggetto in funzione, togliere un'immaginaria collana dal suo piccolo collo e svanire.

Il ragazzo scese in salotto, dove Andromeda era curiosa di sapere se avesse scoperto qualcosa di più.

«La persona che si è introdotta qui ieri notte ha distratto Teddy con quel carillon. Ha un effetto soporifero, su di lui» spiegò.

«E non ha fatto nulla per impedire il furto?»

«Nemmeno un calcetto».

Hermione batté una mano sul braccio alla donna, in modo rassicurante.

«Non hai notato nulla ieri notte? Qualsiasi cosa di strano, o…» chiese Ron.

«Beh, ora che ci penso… Sì, c'era una figura che gironzolava qui intorno».

Harry alzò gli occhi, colpito dallo stesso pensiero di Ron.

«Andromeda, ascoltami bene. Questa figura era… Come dire, insolita? Che so, magari si muoveva in modo strano, oppure indossava qualcosa di particolare?»

«Era incappucciata. Ricordo di aver pensato che fosse strano, data la stagione».

La donna guardò alternativamente i due ragazzi.

«Avete qualche sospetto?»

«Nessuno, ma potresti non essere la prima ad aver visto questa figura»

«Oh santo cielo!».

Harry balzò in piedi.

«Devo controllare una cosa. Andromeda, non credo servirà dirti che d'ora in poi dovrai stare attentissima a qualunque cosa o a chiunque»

«Puoi giurarci».

I tre scomparvero nel nulla, lasciando la donna sola e piena di timori.

[*]

Harry e Ron andarono immediatamente al Ministero, dove cercarono tutte le segnalazioni ricevute sulla figura misteriosa; e una volta trovate le portarono con loro.

«Queste informazioni potranno aiutarci a capire chi è» rispose Ron, quando Hermione chiese loro che cosa intendessero farci.

«E in che modo?».

«Questa figura è già comparsa altre volte. E' comparsa all'incirca tre mesi fa, e…» spiegò Harry.

«A voi non sembra strano? Tre mesi fa la guerra è finita, e qualche giorno dopo fa la comparsa questo tizio…» iniziò Hermione.

«Io non ci vedo nulla di strano. Probabilmente ha aspettato che il mondo magico fosse debole» replicò Ron.

Una cosa era chiara.

Quella misteriosa figura sapeva dei Malandrini, sapeva dove trovare i pezzi della pietra, come "neutralizzare" i vari ostacoli…

Tutto questo prima di loro.

E di certo questa non era una buon notizia.