Seconda parte

In generale Remus era affascinato dall'abilità innata di Tonks di cambiare aspetto secondo la sua volontà. Tuttavia trovava sconcertante che lei potesse prendere le sembianze di persone che lui conosceva, soprattutto se questo avveniva ora che stavano iniziando una relazione. Nessuna metamorfosi però poteva essere così sconvolgente come vederla mettersi il volto da anfibio della Umbridge. Dopo i mascheramenti mattutini dell'Auror, Remus fu sollevato nel vederla fare irruzione inciampando nella cucina dello scantinato del numero dodici di Grimmauld Place, somigliando ad un'altra delle sue conoscenze preferite.

Sirius da canto suo, seduto all'altro lato del tavolo apparecchiato per il the, fece l'occhiolino a sua cugina. "E' Ginny Weasley sotto un incantesimo di invecchiamento?"

"Deve essere lei," rispose Remus, "se fosse stata la nostra Metamorfomagus, avrebbe fatto cadere il portaombrelli, fatto imprecare ad alta voce e agitare la tua cara vecchia madre"

Ritrasformata in se stessa con i capelli rosa Tonks diede un leggero colpo dietro la testa di Remus "Questa è quello che più assomiglia alla Tonks che prova a sfidare Dolores Umbridge" Si lasciò cadere sulla sedia che Remus aveva allontanato per lei rivolgendogli un sorriso riconoscente ma stanco.

"Perché hai sfidato la Umbridge?" chiese Sirius masticando un biscotto "Voglio dire, a parte il fatto evidente che tutti gli studenti e i membri del corpo insegnanti di Hogwarts dovrebbero protestare contro la sua nomina a professoressa di Difesa contro le Arti Oscure."

"Glielo hai detto?" Tonks lanciò uno sguardo a Remus.

"Spero che ti stia bene."

"Va bene," rispose Tonks. "Però non lo dite ai ragazzi. Non è ancora stato reso pubblico e non voglio che temano questo trimestre."

Sirius acconsentì facendo un segno di comprensione mentre prendeva un altro biscotto. "Allora come è che i capelli rossi sono un segno di ribellione?"

"Questa mattina, quando sono arrivata a lavoro," rispose Tonks ,"la Umbridge aveva aggiunto dei punti al regolamento sul vestiario: gli impiegati del Ministero devono avere i capelli di un colore naturale, naturale escluso rosa, viola, blu, verde…"

"La Umbridge ha precisato rosa?" Remus era sbalordito di sapere che la Umbridge aveva indirizzato un punto così diretto nei riguardi di Tonks; tuttavia, dopo quello che Tonks gli aveva raccontato quella mattina, pensò che non c'era da rimanere sorpresi

"Oh si" disse Tonks a bassa voce, il disgusto permeava la sua voce"Primo colore della lista. Così ho scelto il rosso Weasley per infastidirla"

"Harry doveva già far fronte a Piton…ora anche alla Umbridge?" Le gambe della sedia di Sirius scricchiolarono quando lui si alzò bruscamente. La sua aria minacciosa indurì e cancellò i suoi tratti una volta seducenti "Che anno avrà?!"

Girò attorno al tavolo con l'evidente intenzione di lasciare la stanza ma Remus si alzò e prese il braccio del suo amico. "Non pensare nemmeno di parlare ad Harry della Umbridge." Si rammaricò di aver dato quell'informazione a Sirius, anche se il suo amico era sempre curioso di novità dal mondo esterno alla sua casa.

"Non credi che Harry debba essere avvertito?" chiese Sirius.

"L'ultima cosa di cui ha bisogno è che tu lo istighi contro la Umbridge ancor prima che metta piede in aula."

"Non siamo più al quinto anno," rispose Sirius liberando il braccio dalla presa di Remus. "Smetti di fare il prefetto Lunastorta."

Il voltò di Remus arrossì per la rabbia e si sforzò di non alterare la sua voce, "D'accordo Felpato,se tu smetti di fare il Malandrino."

Un espressione dolorosa attraversò lo sguardo di Sirius ma i suoi occhi si oscurarono mentre la dissimulava. Remus gli restituì il suo uno sguardo duro senza batter ciglia.

"Remus ha ragione," intervene Tonks. "Anche io detesto molto la Umbridge ma il mio rancore è personale. Non è giusto influenzare Harry."

I due maghi continuarono a guardarsi fissamente finchè Tonks prese la mano di Remus e lo tirò perché si sedesse sulla sua sedia. Sirius sospirò profondamente e le sue spalle si abbassarono. La sua postura sconfitta accentuò i suoi tratti emanciati.

"Molto bene," rispose "starò zitto, bocca cucita finchè Harry non mi scriverà da Hogwarts e mi chiederà perché non l'ho avvertito della Umbridge."

"Non mi piace quando fai così Sirius," Remus si passò le dita tra i capelli ispidi.

Sirius mentre passava il braccio tra i due per prendere uno scones disse, "Avevo pensato che tu, tra tutte le persone che conosco, Remus, non ti saresti dispiaciuto affatto di spargere un po' di veleno su Dolores Umbridge. Come se Harry non la vedrà per quello che è."

"E' che tipo di persona è?"

"Una delle persone che ti rende la vita miserabile."

Prima che Remus potesse rispondere intervenne Tonks. "Parlando di come è lei…" fece volare la sua borsa dall'ingresso al tavolo con un colpo di bacchetta e ne tirò fuori la foto della Umbridge che aveva modificato quella mattina; la porse a Sirius "Tieni, appendila nella tua stanza."

Conservando il suo modo di fare giovanile Sirius si illuminò vedendo la Umbridge come una strega verrucosa e dal volto verde. "Non avrei mai pensato che questa strega potesse sembrare ancora più brutta. Somiglia terribilmente a un rospo, no?! "

"Su approfittane," disse Tonks, "tirale le freccette e chiedi a Fred e George se possono mettere a punto un the truccato che renda la pelle di una persona verde"

"Ooh, un idea geniale" Sirius baciò la guancia di Tonks, "fai tutto quello che puoi per dar fastidio alla Umbridge e per tirare su il tuo ragazzo." Lanciò un'occhiata di traverso a Remus e aggiunse. "Lunastorta era un prefetto terribile, troppo morbido con i suoi amici." Con un sorriso nell'angolo della bocca, mise in tasca il foglio e uscì dalla cucina.

"Ricordati," gli disse Remus, "non una parola"

"Manterrò il silenzio, mamma," la voce annoiata di Sirius urlò per superare lo scricchiolio dei gradini.

Remus si lasciò andare sulla sua sedia con un sospiro, "Mi fa stancare."

"Temo di averlo incoraggiato," rispose Tonks con un debole sorriso, "mi spiace."

"No tu l'hai fatto passare da contrariato a sarcastico. Questo vuol dire che dimenticherà presto."

Tonks prese la testa tra le mani e si massaggiò le tempie come se avesse il mal di testa.

"The?" chiese Remus.

"Si," rispose Tonks, "sono un po' nervosa oggi se non lo avessi notato."

"L'ho notato," disse Remus poggiandole la mano sulla spalla mentre si alzava.

"Tutta la giornata è ruotata attorno alla Umbridge." Tonks lo seguì con lo sguardo. "La sola cosa di cui tutti parlavano era il decreto didattico e la legge che ha fatto passare."

"Ora non sei più al Ministero." Remus sorrise alla giovane Auror mentre prendeva due tazze dal tavolo. "Non sei più obbligata a sentir parlare della Umbridge oggi."

Sperava che lei comprendesse l'incitazione a cambiare soggetto ma Tonks continuò come se non avesse compreso "Certo Caramel le ha preparato una gran conferenza. Mi ha fatto star male col suo discorso sul lavoro compiuto per la società. Rincarò "avevo voglia di alzarmi e chiedere a Caramel perché parlava del suo lavoro per la società se non tutto la comunità ne traeva profitto."

Remus si irrigidì e strinse il bordo del tavolo così forte che le sue nocche divennero bianche. Silenziosamente la implorò di non continuare per la strada che supponeva lei volesse prendere.

"Non ho mai smesso di pensare a te," continuò l'Auror, "a causa di questa strega, tu non puoi trovare un lavoro…"

Ora aveva il palmo delle mani sudato. Lasciò il tavolo e le asciugò sui pantaloni. Il tessuto consunto lo mise ancora più a disaggio nell'ascoltare Tonks far riferimento alla sua disoccupazione forzata nel bel mezzo del suo discorso riguardante la sua carriera riuscita fra la gente più importante della comunità magica. "Tonks…"

"…e ora lei prende il tuo posto."

Toccò la teiera con la sua bacchetta magica e il fischio fece zittire Tonks. Tentando di far sviare la conversazione disse con cortesia forzata, "Non ti calmeresti di più se non ne parlassimo?!"

"Ho bisogno di sfogarmi," rispose Tonks. "E amerei veramente sapere come ti senti a proposito di tutto questo. Se io arrivo a sentirmi così non riesco a immaginare che effetto ti fa."

Remus riempì le loro tazze. Aggiunse della crema e due zollette di zucchero in quella di Tonks, abbastanza soddisfatto di sapere come lo prendeva senza bisogno di chiederglielo. Quella semplice attività alleviò i suoi nervi stanchi e lo aiutò a trovare una nuova prospettiva sull'argomento. Tonks non stava tentando di farlo sentire a disaggio, voleva capire come si sentiva riguardo a tutte quelle cose, era veramente adorabile il suo interessarsi a lui. Doveva solamente farle vedere che le sue preoccupazioni non erano necessarie e che lui non rimuginava sulle cose che lo infastidivano.

Tonks non parlò più se non per ringraziare Remus quando le posò d'avanti la tazza di the. I suoi occhi scuri lo studiavano mentre prendeva posto di fronte a lei. Attendeva che parlasse ma Remus si prese il suo tempo. Sorseggiò il suo the e mangiò metà del suo scones prima di parlare.

"Non posso provare del risentimento per quelle cose che sono fuori dal mio controllo."

Tonks corrugò le sopracciglia brevemente e lo scrutò con gli occhi brillanti. "Ma tu non provi dispiacere per quello che ti ha fatto?"

Con un smorfia Remus disse, "Brutto gioco di parole, Tonks assolutamente pietoso." Ma rise con lei accogliendo con piacere l'abbassarsi della tensione tra loro.

Bevvero il loro the di nuovo in silenzio, nel corso del quale Tonks studio ancora Remus. La sua espressione era seria e piena di attesa e capì che non era soddisfatta dalla risposta.

"Si," disse lentamente Remus. "Io provo risentimento per questo. Ma non è solamente la Umbridge."

"E' tutto il sacrosanto Ministero," Tonks sbattè la tazza con forza come se rovesciare il the sul tavolo potesse sottolineare la sua frustazione. "A volte mi fanno arrabiare più dei Mangiamorte! Se solo tendessero la mano ai lupimannari."

Remus sorrise, "io sono lusingato che tu sia così…" la guardò da vicino cercando nel suo vocabolario la parola giusta per descrivere il suo atteggiamento. La sua mandibola era serrata in un espressione molto determinata ma non era quello…Un sentimento più personale era nei suoi occhi. "Passionale," disse, "il tuo sostegno è molto appassionato ma ho paura che sia un po' distorto."

"Si…un po'," Tonks arrossì un pò e gli rivolse quello splendido sorriso che lo faceva sentire giovane e come se avesse veramente qualcosa da offrire ad una strega. Sperava anche che ciò significasse che lei sarebbe tornata su un argomento più leggero.

Ma il sorriso di Tonks si affievolì e la piccola ruga tra le sue sopraciglia ritornò quando lei le corrugò. "Il Ministero dovrebbe rendere disponibile la pozione antilupo a tutti i lupimannari," disse, "e si dovrebbe istruire la comunità magica sulla licantropia "Le linee preoccupate del suo volto si scavarono in una smorfia, "La Umbridge perpetua piuttosto l'ignoranza e la paura. Io non posso impedirmi di odiarla per questo."

Remus notò come Tonks stringesse l'impugnatura della sua tazza. Si sporse sul tavolo e sfiorò le sue nocche con la punta delle dita. "L'odio fa consumare molta energia." Anche se Tonks stringeva meno forte la sua tazza Remus lasciò la mano attardarsi sulla sua, "Non perdere energia con persone come la Umbridge. Tu ne hai bisogno per altre cose."

"E' grande Remus, ma non come quello che tieni dentro" Tonks ritirò la sua mano e incrociò le braccia al petto. Si appoggiò contro lo schienale della sedia adottando una postura che malgrado i suoi capelli color gomma da masticare la facevano sembrare alquanto intimidatoria. Non lasciava alcun dubbio sul fatto che fosse un Auror e che disponeva una forza che gli avrebbe occorso gestire.

Lo stomaco di Remus si annodò. "Perché insisti su questo?"

"Voglio conoscerti di più. Voglio sapere cosa significa questo per te."

"Ti ringrazio per il tuo interessamento," rispose. "Ma tu non puoi capire cosa significhi. Io non posso descriverlo e parlandone non faccio che rendermi più dolorose le cose."

"No." Tonks scosse la testa. "Parlare aiuta veramente. Tu semplicemente non ne sei abituato."

"Che vuoi che ti dica, Nimphadora?" Remus non riuscì più a nascondere la sua frustrazione che esplose. "Ho bisogno di metterti per iscritto il mio risentimento nei confronti della Umbridge e del Ministero della Magia. Ho dovuto lasciare un lavoro che amavo e non posso avere una famiglia…"

Si fermò. Aveva lasciato che i sentimenti prendessero il sopravvento su di lui aveva detto troppo.

Tonks era molto pallida e i suoi occhi spalancati, sorpresi, Remus fece una smorfia interiormente, pieni di compassione. Abbassò la testa, non poteva guardarla. Detestava che la gente lo guardasse cos' e lei non l'aveva mai fatto prima d'allora.

"Non credi che potrai sposarti?" le sue parole tradivano un incredulità così autentica che Remus si costrinse a guardarla di nuovo per vedere se il suo viso rispecchiasse la sua voce. La rispecchiava.

Il suo sguardo tornò sul pavimento alle sue scarpe consumate e usate. "Non ti aspettavi certo che io potessi?"

Appena si era reso conto che i suoi sentimenti per Tonks erano più che platonici, si era detto che non poteva agire in funzione di questi. Tuttavia si era talmente innamorato di lei ch esi era permesso di lasciar credere che un uscita non era che un'uscita e non un impegno a vita. Ma ovviamente Tonks aveva considerato a lungo termine. E perché non avrebbe dovuto pensarci ?Era una giovane strega intelligente e affascinante. Un marito e dei bambini erano certamente dei sogni che il futuro avrebbe realizzato.

Continua…