Fino all'ultimo respiro
Capitolo 2:
Infiltrato"
Questa è la prima volta che mi cimento in una fanfiction e non vi nascondo che sono molto emozionata, spero che il mio racconto vi piaccia. Commentate mi raccomando 😊
E ora…Buona Lettura ❤
La temperatura all'interno della stanza si era fatta rovente, segno che il sole era ormai ben alto in cielo. Tony deglutì a vuoto saliva e sangue che gli provocarono nausea. Era frastornato dalle continue percosse al punto da essere diventato insensibile al dolore. La testa gli pulsava, vedeva le gocce di sangue aumentare ai suoi piedi, segno che continuava a perderne dai tagli che aveva al sopracciglio, sulla fronte e sul viso. Era esausto, ma non poteva mollare, doveva fare giustizia e, per farlo, doveva portare a termine la sua missione. La missione…ma quando era iniziato tutto quel calvario? Vagamente la mente gli si annebbiò e il pensiero tornò indietro di diversi giorni quando, alla vigilia delle sue vacanze, fu convocato nell'ufficio del direttore Vance.
"Mi voleva vedere, Direttore?" chiese Tony affacciandosi all porta dell'ufficio del capo dell'NCIS.
"Voleva vedermi, Direttore?" Chiese Tony affacciandosi tutto porta dell'ufficio del capo dell'NCIS.
"Sì, agente DiNozzo, prego si accomodi" lo invitò Vance.
"Sì, agente DiNozzo, prego si Accomodi" lo Invito Vance.
Tony prese posto al tavolo delle runioni situato di fronte alla scrivania del direttore. Si assicurò che la cravatta e la giacca fossero impeccabilmente in ordine, posò le mani sul tavolo intrecciando le lunghe dita e attese che Leon Vance prendesse la Prese posto al tavolo delle runioni situato di fronte alla Scrivania del Direttore. Si assicurò Che la cravatta e la giacca fossero impeccabilmente in ordine, Poso le mani sul tavolo intrecciando le dita lunghe e Attese Che Leon Vance prendesse la Parola.
"Agente DiNozzo, sono spiacente di comunicarle che le sue vacanze sono state revocate" iniziò Vance prendendo posto di fronte a lui. Il giovane agente dell'NCIS sbuffò sorpreso:
"Prego?" chiese con un sorriso.
Vance si sporse verso di lui: "Ho una missione da affidarle e posso chiederlo solo a lei, agente DiNozzo".
Anthony non rispose, ma il suo corpo s'irrigidì in attesa che continuasse a parlare.
"Ci è giunta voce che alcune matricole sono sparite da diverse basi militari senza lasciare la benché minima traccia…".
"Si tratta di disertori, signore?" lo interruppe Tony.
"Magari lo fossero DiNozzo, il caso sarebbe di sicuro più facile" si lasciò sfuggire Vance con un sospiro, "non ne abbiamo le prove, ma pare che tra alcuni personaggi di alto rango ci sia qualcuno che organizza degli incontri clandestini tra i marines, parlo d'incontri all'ultimo sangue…".
"Ah, come in Fight Club!" esortò Tony col suo impeccabile sorriso ma vedendo che il direttore non reagiva continuò, "non lo conosce? Brad Pitt? Edward Norton? E' un cult mi sembra impossibile che lei non…" si bloccò guardando il suo superiore, "Scusi, come non detto" si schiarì la voce, "continui" concluse con un cenno della mano.
"Il tuo compito è quello di infiltrarti in una di queste basi e far in modo di partecipare a questi incontri, se è vero quello che ci hanno detto, il giro di denaro sporco che coinvolge questi pezzi grossi della marina è di proporzioni mai viste. All'interno della base ti verrà dato un supporto, potrai fidarti solo di due persone: il tenente Gilliam e il sottotenente Carter. Devi trovare le prove, filma, indaga…tu stesso diventerai la prova vivente che questo marciume esiste davvero" concluse Vance serio in viso.
"Signore, posso fare una domanda?" chiese Tony tamburellando con le dita sul tavolo.
"Certo".
"Quanto c'è di vero in questa storia? Qual è la fonte?" chiese prudente.
"La nostra fonte sono due cadaveri ripescati nella baia con evidenti segni di lotta e violenza su tutto il corpo e poi c'è un marine all'interno della base Sulu, si tratta di un giovane cadetto che è riuscito a registrare questo messaggio sulla segreteria telefonica del centralino dell'NCIS", rispose l'uomo posando un mini registratore sul tavolo. Vance schiacciò il tasto play e una voce molto roca prese a parlare: "Questa è un'emergenza! Non è uno scherzo dovete credermi! Qui a Sulu succede qualcosa di grave, la gente sparisce e poi muore. Ho notato che succede in concomitanza con l'arrivo di alcuni pezzi grossi…dovete fare in fretta, se mi trovano ammazzeranno anche me!".
Tony fissò il registratore accigliato.
"Questa è la registrazione finale dopo essere passata dalle abili mani della signorina Sciuto che ha isolato tutti i suoni" spiegò Vance.
"Quindi Abby lo sa?" chiese Tony, "e chi altri?".
"Solo quelli che ti ho nominato prima e noi".
"E Gibbs?".
"Solo…noi, DiNozzo! Se la cosa dovesse trapelare c'è il pericolo che salti la tua copertura" spiegò Vance a pochi centimetri dal viso del giovane che lo guardava intensamente. Quegli occhi color smeraldo sembravano volessero parlare per lui.
"Vai da Abby, ti fornirà le tue nuove credenziali e un nuovo dispositivo GPS per potermi contattare direttamente. E' tutto!" concluse alzandosi diretto alla porta del suo ufficio ed aprendola. Tony aveva afferrato il messaggio e senza aggiungere altro, fece un leggero cenno col capo al superiore e lasciò l'ufficio diretto al laboratorio di Abby Sciuto.
La musica bombardante di cui Abby andava pazza si sentiva dall'ascensore. Appena si aprirono le porte, Anthony ne fu letteralmente investito ed istintivamente increspò le labbra in un sorriso. Arrivato sulla soglia del laboratorio, rimase un secondo ad ammirare l'abbigliamento dell'esperta analista forense della squadra: oggi indossava una gonna a pieghe con fantasia scozzese che le arrivava a metà coscia, una canottiera nera con maniche retate ed il suo immancabile collare da pittbull inferocito. Aveva raccolto i capelli in due vaporose code che svolazzavano allegre ad ogni suo movimento.
"Abby?" la chiamò.
La ragazza si voltò accogliendolo con un grande sorriso: "Ti stavo aspettando Tony, il direttore Vance mi ha detto tutto" disse spostandosi nell'altra stanza seguita dal collega, prese dei documenti falsi da un cassetto: "ecco a te, ora sei Anthony La Rouce, sei orfano, single e senza amici, insomma uno sfigato cronico aggiungerei" concluse allegra continuando a camminare avanti e indietro nel suo laboratorio.
"La tua vera identità è in una botte di ferro, nessun hacker esperto potrebbe risalire a te, nemmeno il nostro McGee" lo rassicurò continuando a sfuggirgli, "Gibbs lo sa? No che non lo sa, ovvio! Vance ha detto che è una cosa top secret per cui dovrò evitare gli altri fino al tuo arrivo…".
"Abby?".
"Cioè non è che posso sfuggire a uno come Gibbs, giusto? Però cercherò di farlo…".
"Abby?!".
"Tanto ti tornerai presto, giusto?".
"Insomma, Abby!" la bloccò lui per le spalle. La ragazza finalmente smise di parlare per guardarlo in viso e, come aveva temuto dal primo momento in cui Tony aveva messo piede lì, le lacrime iniziarono a salirle agli occhi.
"Abby?" la chiamò con tono gentile.
"Oh Tony!" scoppiò la ragazza abbracciandolo con forza, "tornerai vero? Dimmi che tornerai, ti prego!" gli sussurrò con voce colma d'ansia.
"Che domande!" sbuffò lui spavaldo, "Sono l'agente molto speciale Anthony DiNozzo e noi DiNozzo siamo i migliori in quello che facciamo!" poi il tono di voce si fece più posato e dolce, "non ti preoccupare Abby, non ho alcuna intenzione di morire, non ancora", concluse stringendola forte a se.
Un colpo di tosse e l'agente speciale Anthony DiNozzo si ritrovò di nuovo nel presente, la gola gli bruciava, sentiva le forze abbandonarlo ed il caldo era sempre più insopportabile. Respirare gli costava, segno che con molta probabilità aveva qualche costola rotta, un altro colpo di tosse e dovette mordersi il labbro inferiore per non urlare.
"Jamie…" sussurrò con un filo di voce e la sua mente tornò di nuovo indietro nel tempo a qualche giorno prima quando era ancora un semplice infiltrato. Insieme ad altri cadetti si era riunito nel cortile del campo base, sapeva per certo che i nuovi arrivati venivano sotto posti a una specie di test per verificare le loro qualità e che tra i marine più anziani venivano organizzate vere e proprie azioni punitive per verificare di persona il valore delle reclute.
"Ehi, sei nuovo? Io sono Jamie, Jamie Stewart". Il ragazzo che l'aveva avvicinato non aveva un'aria minacciosa, anzi. Aveva una faccia pulita, un fisico asciutto e due occhi azzurro cielo. Gli aveva teso la mano in segno di saluto e aveva deciso di stringerla con forza. Non sapeva se fosse lui il ragazzo che aveva lasciato il messaggio nella segreteria dell'NCIS, né tantomeno se poteva fidarsi di lui, ma doveva giocare e mettersi in gioco o non sarebbe andato avanti nell'indagine.
"Sì, sono arrivato ieri, mi chiamo Anthony La Rouce, ma puoi chiamarmi Tony" sorrise con moderazione.
"Wow che stretta portentosa!" esclamò il giovane lasciando la presa, "ma non sei un po' troppo vecchio per arruolarti?" gli chiese con una smorfia. Tony lo fissò perplesso e se non fosse stato certo di mandar a monte l'intera copertura, gliene avrebbe staccate quattro, gli avrebbe fatto vedere lui chi era il vecchio, ma doveva cercare di mantenere la giusta calma, così sorrise sornione: "La vocazione non ha età, marine! Quando si ha a cuore il bene della propria nazione, poco importa se hai diciotto, ventidue o trent'anni, conta quello che hai… qui" rispose indicandosi la tempia, "e qui!" concluse indicandosi il petto dalla parte del cuore.
"Hai ragione, mi piace!" si complimentò Jamie annuendo più volte.
Fine del secondo capitolo, spero vi sia piaciuto.
Lasciate un commento se vi fa piacere.
Alla prossima :D
