Capitolo 2

Quando si fece tappa a trenta miglia dalle porte occidentali della capitale,
i soldati della guardia rifiutarono di proseguire e pretesero, implacabili,
che la bella dalle ciglia di falena venisse a morire dinanzi ai loro cavalli.
Caddero a terra gli splendidi monili intarsiati d'oro. Nessuno li raccolse.
Chi si curò delle piume smeraldine, degli uccellini dorati, degli spilloni di giada?
Il sovrano, disperato, si coprì il volto. Non poteva fare più nulla per lei.
Quando riaprì gli occhi, lacrime e sangue erano stati versati insieme,
arida polvere ricopriva il terreno ed il vento soffiava triste e desolato.
Inoltrandosi lentamente tra le nuvole si inerpicò fino alla Torre della Spada.
Quando il corteo scese dal Monte Emei pochi ormai erano rimasti accanto a lui.
Bandiere e stendardi perdono i loro vivaci colori al giungere del crepuscolo,
ma i torrenti di Shu sono sempre limpidi, le montagne di Shu sempre azzurrine.
Così l'amore del divino sovrano, mattina e sera, non subiva alcun cambiamento.
Dal suo padiglione di viaggio egli contemplava il volto afflitto della luna,
e, nella pioggia della sera, i rintocchi delle campane gli trafiggevano il cuore.

Gli uccelli enormi solcavano l'aria. Dove il loro splendore e il loro canto passavano, le persone per strada si bloccavano e si rannicchiavano coprendosi la testa con le mani e gridando. La luce abbacinante, bianchissima, dava ai palazzi e ai volti un innaturale colorito grigiastro, simile alla pietra.
E dietro, nella loro scia, altre due figure appaiate saettavano per le strade, schivando i passanti terrorizzati, con le teste levate per non perderli di vista.
–Per alcuni fu il troppo tempo dedicato dall'imperatore alla sua consorte a distrarlo dalla cura del regno, causando la ribellione… per altri fu colpa del cugino di lei, il cancelliere Yang Guozhong, che entrò in contrasto con An Lushan, un altro favorito dell'imperatore, spingendolo a prendere le armi. In ogni caso sarebbe sempre stata lei, di riflesso, la responsabile, come causa della nomina di uno… anzi, di molti funzionari incapaci, scelti solo perché suoi parenti. Durante la fuga dalla capitale, le guardie imperiali vollero la testa della Consorte, del cancelliere e di molti altri della sua famiglia. Fu proprio Xuanzong a dover dare l'ordine di strangolarla…
–Una vittima sacrificata al posto di un governante inaffidabile…
–Già. O forse no. Forse dopotutto nessuno avrebbe potuto prevedere o evitare la ribellione. Ma si sa che gli uomini e la storia hanno sempre bisogno di un capro espiatorio.
–Messa così, sembra che quella bambina avesse ragione. Si amavano così tanto, eppure… l'imperatore non fece niente per salvarla… e nemmeno chiese di morirle accanto…
Si fermarono un attimo. Il ragazzo sollevò tra le braccia la sua compagna e aumentò la velocità trasportandola, per stare dietro alle creature mitologiche ormai prossime alla loro meta.
–In parte lo penso anch'io– mormorò. –Hai ragione… però sappiamo… che non tutto è sempre così romantico nella vita reale. Credo… che in quel momento lui avesse meno libertà dell'ultimo suo suddito. Sia in un senso che nell'altro. Di certo… anche se non si fosse comportato da codardo… sono sicuro che dopo si sia sentito un codardo per tutto il resto della sua vita. La leggenda dice che non la dimenticò mai… che nulla poté più alleviare la sua infelicità, ed impiegò anche degli indovini per poter parlare col suo fantasma… per trovarla e chiederle perdono almeno nell'aldilà. Fu proprio così che…
Una donna urlante tagliò loro la strada. Frenarono e deviarono per evitarla.
–Però non c'è scritto da nessuna parte nel poema che lei potesse portare rancore… o voler tornare per vendicarsi. Non sarebbe stato da lei.
–Quell'accenno al fatto… che non fosse realmente morta? Che avesse trovato rifugio altrove?…
Un'esplosione di splendore sopra le loro teste interruppe la conversazione, accecando anche loro per un attimo. Si coprirono gli occhi. Fu seguita da un urlo molto diverso da quello degli uccelli– molto più umano. Ma altrettanto forte e agghiacciante, come emesso da un milione di voci.
E poi, silenzio. Nessuno gridava più di paura né si lamentava. All'improvviso, la strada era deserta. Tutti i turisti e gli abitanti della città, scomparsi come nel nulla.
Così come la luce. Il buio regnava. Il sole era un disco nero spaventoso. L'unico rumore in quel mondo apparentemente morto era il basso rombo di terremoto proveniente dalla montagna. L'unico chiarore rimasto, quello del tempio sul fianco di essa che splendeva come una stella pulsante, come sul punto di esplodere o prendere il volo.
–Dobbiamo raggiungere gli altri! Insieme forse potremo scoprire cosa sta succedendo!
–Ma… staranno bene?… E se è così… perché non ci sono venuti incontro?…
Era una giusta osservazione. Lui non rispose, ma strinse i denti. E riprese a correre.

Le pendici del Monte Li erano più accidentate di quanto fossero sembrate da lontano o di quanto le ricordassero. La strada terminava molto prima del dovuto, lasciando il posto a una distesa di rocce nere e scabre su cui bisognava inerpicarsi per raggiungere le terme. Forse erano affiorate a causa del terremoto. O forse… non era da escludersi che si fosse attivata una specie di barriera dimensionale. Che si trovassero in un mondo del tutto diverso. Forse addirittura in un altro tempo. Non sarebbe stata né la prima né l'ultima volta che capitava loro qualcosa del genere. Perché altrimenti non avevano più incontrato nessuno dopo quel lampo? E altrimenti, dove potevano essere stati portati tutti quanti?
Tutti misteri che potevano risolvere soltanto andando avanti. Saltarono da una pietra all'altra mentre il tremito continuava a scuoterle, diretti verso la grande struttura in ombra davanti a loro. Perlomeno sembrava che quella non fosse crollata. Se i loro amici si trovavano lì, forse erano riusciti a salvare un po' di gente e ora li stavano aspettando. Se invece no…
–Tu pensi che sia quella bambina la causa di tutto? Non può essere un caso se questo sconvolgimento è cominciato proprio dopo che lei lo aveva preannunciato.
–Direi che è probabile… ma in questo caso, c'è un motivo per cui ha voluto dire a qualcuno quello che stava per fare? Perché ha voluto dirlo a noi? Forse perché… tu le hai ricordato la sua Lady Taizhen? Ma che motivo può aver avuto? Perché tenere tanto ad una vecchia storia di secoli e secoli fa? Oppure, potrebbe essere solo dotata di poteri di veggenza…
–Aspetta. Ci sono… delle persone lassù. Distinguo le sagome. Non sono scomparsi tutti da questo mondo, a quanto pare! Ma sono… immobili… è strano…
Il rombo s'intensificò.
–ATTENZIONE!
Solo un attimo di tempo. Afferrarsi a vicenda, scartare di lato. Una carica violentissima sfrecciò loro accanto, forme nere, tonanti, accavallate le une sulle altre, che rotolavano a valle. Una frana? No… o meglio, … ma più che rocce erano cavalli. Cavalli neri che correvano a rotta di collo giù dalla montagna… proprio come diceva la leggenda del suo nome…
…e che fino a un attimo prima non c'erano stati. Su questo non potevano avere alcun dubbio. Altrimenti almeno uno dei due li avrebbe percepiti.
–Sono… fantasmi?… Oppure…
–Era più come se fossero fatti… di pietra. Di questa stessa pietra. Come se la montagna per un attimo avesse preso vita…
–Cosa sta succedendo qui realmente?…
–Guarda. Sono spariti di nuovo.
Il branco era sceso di qualche centinaio di metri dopo averli superati. Nitriti furiosi, rumore di zoccoli che allo stesso tempo era un suono di macigni rotolanti. Pieno d'ira, di terrore, come se le creature volessero schiacciare qualcosa o fuggire disperatamente da qualcosa… o entrambi. E poi, a un tratto, non c'era più nulla. Solamente, di nuovo, il buio fitto, striato del polverone della loro corsa. E un terreno ancora più accidentato ai piedi dell'altura.
–Quindi anche queste pietre su cui stiamo in piedi potrebbero essere scese a valle nello stesso modo…
–O forse no. Non sono più sicuro di niente. Neanche che non sia tutta solo un'illusione. O forse una proiezione telepatica a nostro uso e consumo. Non abbiamo alcun modo per saperlo. Di certo però… il pericolo è reale. Coraggio. Andiamo su.
L'edificio delle terme era ormai a portata di mano. Lo raggiunsero solo con qualche altro salto. Pareva non aver subito alcun danno, almeno per quanto poteva giudicare la loro vista notturna. Le forme umane che lo circondavano però non si erano mosse, nonostante il terremoto e la carica impazzita dei destrieri fantasma. Si avvicinarono chiamando, afferrarono per un braccio la prima persona che capitò loro davanti. Volevano chiedere cosa fosse accaduto e come stavano, avvertire di mettersi al riparo…
Ma si gelarono. Pietra. Tutte quelle persone intorno alle terme, con le facce levate in espressioni di stupore o paura, le mani a proteggersi gli occhi, oppure nell'atto di fuggire… tutte erano vestite con leggeri accappatoi d'epoca, o altri costumi tradizionali cinesi. E tutte erano statue.
–Sono stati pietrificati?… Per colpa di quella luce di prima?… Come mai non te n'eri accorta?… Avevi detto…
Lei passava la mano su qualche chioma, su qualche braccio o volto, esaminando, scansionando, con espressione preoccupata. –Infatti. Non me n'ero accorta perché… non sono di pietra. Sono ancora esseri di carne e ossa. Solo… immobili. Fermati… nel tempo.
–Come?!
–Hanno ancora un calore corporeo. Sangue… ossa… metabolismo. Riesco a vedere tutto… normalmente, all'interno dei loro corpi. Solo, non riusciamo a percepirlo al tatto. È come se si muovessero centinaia, migliaia di volte più lentamente di noi.– Si voltò verso di lui allargando le pupille. –È… questo ciò che tu provi normalmente?…
Fu percorso da un brivido. Si guardò intorno in quel mondo immoto, di persone il cui cuore batteva a un ritmo immensamente inferiore al suo. Un mondo di persone per le quali il lampo era appena passato, e che stavano ancora formando nelle proprie menti lo stupore e la domanda su cosa fosse stato. Persone che non avevano alcuna percezione della sua esistenza. Per loro, lui sarebbe anche potuto non essere lì a guardarle. Ricordò la volta che era quasi rimasto bloccato in un mondo così. La sua più grande paura era che accadesse di nuovo.
Ma perlomeno stavolta… non sono solo.
–Quindi… ragioniamo– mormorò, accorgendosi di avere la voce leggermente roca. –Qualunque cosa sia successa… ha scombinato il tempo. Ha causato un'alterazione del suo scorrimento… forse anche una sovrapposizione di piani temporali diversi, di epoche diverse. Forse noi non siamo stati coinvolti perché ci trovavamo già in un tempo differente al momento del lampo. Per questo è così buio. La luce normale si trova in un tempo differente dal nostro. E quando flussi temporali differenti si sincronizzano casualmente per qualche istante, accadono fenomeni come quello della mandria fantasma di poco fa… i cavalli non sono scomparsi né si sono tramutati in rocce, hanno semplicemente continuato a correre nel loro tempo. Sarebbe una spiegazione.
Lei annuì. –Ci vorrebbe un potere incredibile per fare una cosa del genere– disse. –Però spiegherebbe anche… i vestiti d'epoca addosso a questa gente. Anche molte donne hanno pettinature che risalgono senz'altro all'età imperiale. Ma… il nostro universo… possiede una sola freccia del tempo, almeno per quanto ne sappiamo. Quanto a lungo può sopportare un simile sconvolgimento innaturale, prima che…
Respirarono profondamente al pensiero. Un altro ricordo molto poco piacevole. –Potrebbe essere opera loro? Degli uomini del futuro che conosciamo? Eppure avrebbero dovuto calmarsi e diventare pacifici, dopo il nostro ultimo incontro.
–Forse è opera di qualcuno di loro prima del nostro ultimo incontro. Con il tempo non si può mai dire. Forse anche quella bambina era una viaggiatrice temporale. Dobbiamo muoverci. Riesci a localizzare gli altri?
La ragazza girò intorno la testa sondando i dintorni per una grande distanza. Lui attese. Trascorsero pochi lunghissimi secondi prima che le sentisse dire con voce tremula: –Li ho trovati… ne sono sicura. Ma temo… che non ti piacerà quello che ho da dirti.

Erano lì. Stavano tutti bene, nessuno escluso. E ognuno di loro indossava l'accappatoio tradizionale per il dopobagno.
E ognuno di loro era bloccato esattamente come gli altri. Fermo nell'atto di alzarsi, di mettersi a correre, gli occhi rivolti al soffitto, l'arma mezzo estratta. Qualcuno stava uscendo in quel momento dalla vasca, e di sicuro non gli sarebbe piaciuto sapere di essere stato colto in cotal guisa e atteggiamento quando in seguito gli avessero raccontato quella storia. Sempre se avessero potuto raccontargliela.
–Sono davvero loro? Non… dei sosia?
–Sarebbe difficile.– Lei scosse la testa. –Vedo perfettamente tutti i loro meccanismi interni. Non c'è alcun dubbio. Però… allo stesso tempo… ci sono dei dettagli sbagliati.
Infatti. Uno o due avevano in mano la pistola. Un altro paio però stavano estraendo una spada e un bastone di legno. E perfino quelli su cui la cosa appariva più improbabile sfoggiavano la pettinatura o il trucco da antichi cortigiani cinesi. Esattamente come gli altri all'esterno e all'interno dell'edificio.
–Anche questo dev'essere un effetto della sovrapposizione temporale… o forse… l'autore di tutto questo sta cercando di rimpiazzare il presente con il passato… oppure con un'epoca fiabesca di sua scelta. Se aspettiamo troppo, è possibile che il cambiamento diventi permanente e non saremo più in grado di annullarlo.
–Cosa dobbiamo fare?
Lui sollevò lo sguardo. Il tempio, in alto, splendeva violentemente come un faro, più grande del vero in una prospettiva distorta.
–Qualunque cosa sia successa, non c'è dubbio che l'origine sia lì. Se riusciamo a vedere la luce anche in questa dimensione temporale, vuol dire che la sua velocità è in sincrono con la nostra. Quindi… potremo interagire con chi è all'interno. Ed è sempre lì che si trovano quegli uccelli. Dobbiamo andarci il più presto possibile.

Dalle grandi sale del tempio proveniva un lamento soave. Un canto dolce e prolungato, proprio dal punto in cui lo splendore era più forte. Tra le colonne, un altro sospiro più basso gli faceva eco, doloroso e colmo di rimorso.
–Mi hai tradito, mio amato. Hai condannato te stesso e me alla più crudele delle solitudini. Un tale crimine non può restare impunito. Ma adesso tutto sta per finire, non è vero? Adesso troveremo finalmente giustizia, e avremo la nostra pace… nel modo più triste di tutti.