2.
RUFY, IL RAGAZZO COL CAPPELLO DI PAGLIA
Quando Roronoa Zoro venne portato via e la calma iniziò a ristabilirsi nella locanda, Jane Camille finì la bottiglia di rum, gettò alcune monete sul bancone e si avviò verso l'uscita. L'ostessa le disse "Mi hai lasciato più soldi di quelli che mi dovevi."
"Pago anche per il Cacciatore di Pirati." La giovane donna rimase stupita di tale risposta: di solito i pirati mangiavano e bevevano a scrocco, figurarsi pagare anche per dei nemici! La ventiduenne aprì la porta per uscire in strada, ma ancora una volta l'ostessa la fermò "Aspetta, non volevi restare qui per la notte?"
"Sì, ma dubito lei voglia una criminale sotto il suo tetto."
"Solo io ho sentito chi sei, non lo dirò a nessuno: hai salvato anche tu mia figlia da quel cane."
Stavolta fu Jane Camille a rimanere sorpresa. "La ringrazio. Quanto le devo?"
"Mi pagherai quando te ne andrai, come tutti gli altri clienti. Tieni la chiave: la stanza è la terza a destra, primo piano. Ti mando su Rica con una bottiglia di rum: omaggio della casa."
Dopo cinque giorni Jane Camille si fermò davanti al cancello del Quartier Generale della Marina del villaggio, avvolta in un mantello giallo. Era mezzogiorno, l'ora più calda della giornata. In mezzo al cortile della base militare, il Cacciatore di Pirati se ne stava legato a un palo, privo di sensi. "E quello stolto pensava di resistere un mese!" Quel pensiero la tormentava da giorni: come poteva uno essere tanto stupido da fare un simile accordo? Come si può resistere un mese senza né mangiare né bere? Bisognava essere davvero testardi e determinati! Sorrise: "Come se non avessi mai incontrato nessuno così..." Peccato che quel qualcuno fosse lontano chissà quante miglia ora. Il sorriso sulle sue labbra si spense e si allontanò dal cancello nello stesso silenzio con cui vi si era avvicinata.
Era notte inoltrata quando Roronoa Zoro fu svegliato da un rumore davanti a lui. Stremato per la stanchezza, la fame e la sete, cercò di mettere a fuoco la vista: c'era qualcuno davanti a lui, ma non riusciva a capire chi fosse nell'oscurità. Era una figura incappucciata, immobile. "Perfetto, ora ho pure i miraggi in piena notte!" Ma la sagoma era reale ed infatti dopo poco si mosse e si avvicinò a lui. Posò qualcosa a terra, Zoro udì un lieve sciabordio d'acqua e poi sentì sul collo la piacevole sensazione di acqua fredda che gli colava lungo la schiena ed il petto. "Chi sei? Perché mi stai aiutando? Me la sto cavando benissimo da solo!"
"Sì, certo, e io sono più santa di una suora!" Quella voce...Ma non poteva essere! "Sposina?"
"La vuoi smettere di chiamarmi così? Ti ho detto che preferisco il mio nome, Cacciatore di Pirati!"
"A me piace il mio soprannome. Comunque, che diavolo stai facendo? Ti ha dato di volta il cervello? Perché mi stai aiutando? Lo sai che appena esco di qui ti consegno alla Marina?"
"La stessa Marina che ti ha arrestato?"
"Ho fatto un patto, uno scambio, per questo sono stato arrestato."
"E sei davvero convinto che quel bamboccio viziato abbia intenzione di mantenere la sua parola?"
"Mi fido più della sua parola che di quella di un pirata."
"Non tutti i pirati sono uguali. Credevo l'avessi imparato vista la tua professione."
"Ah giusto, alcuni vanno ad aiutare i loro nemici nel cuore della notte per puro masochismo."
"Non è per masochismo. Voglio che esci vivo di qua e ti batti con me."
"Infatti è quello che ho intenzione di fare!"
"Apprezzo la forza di volontà, ma quella da sola non basta a dissetarti e sfamarti. Apri la bocca, ti ci strizzo un po' d'acqua fresca."
"Vattene!"
"Non costringermi ad usare le maniere cattive..."
"Ma fammi il piacere!" E chiuse la bocca per ripicca. Jane Camille sospirò, gli tirò un pugno leggero nello stomaco, tanto bastava poco per fargli male viste le condizioni in cui era, così lui fu costretto ad aprire la bocca e gli strizzò l'acqua proprio come aveva detto "Ci voleva tanto? Ti ho portato anche un paio di arancini di riso."
"Non ho fame." Ma a sentire il profumo di arancini caldi il suo stomaco brontolò rumorosamente. Camille alzò un sopracciglio "Devo fare come per l'acqua?"
"Che ragazza insistente!"
"Che ragazzo cocciuto!" Zoro aprì la bocca contrariato, Camille gli prese delicatamente il viso per il mento, per sollevarlo un poco, e gli portò il riso alle labbra. A sentire il suo tocco sotto il mento, il Cacciatore di Pirati si irrigidì e lei se ne accorse "Ti faccio male al collo?"
"No, non è nulla. Sono solo un po' incriccato." Ma era una scusa, non era quello il motivo della sua reazione: era rimasto sorpreso dal tocco leggero, delicato e dal fare premuroso della sua 'nemica'. In pochi secondi divorò tutto il riso. La ragazza lo fece bere ancora un po', poi raccolse il secchio che aveva posato per terra e si voltò, diretta al cancello "Tranquillo, non aspetto che mi ringrazi. Ci vediamo domani, non accetto proteste." Zoro la guardò allontanarsi, arrampicarsi con leggiadria sul cancello, scavalcarlo, lanciare un ultimo sguardo verso di lui, saltare giù dal cancello e sparire di corsa. Sembrava un gatto. Quasi inconsciamente sussurrò "Grazie..." La visita della piratessa l'aveva davvero sconvolto!
Jane Camille tornò tutte le notti da Zoro. Lui protestava ogni volta, ma tanto lei tornava lo stesso ed in fondo le era riconoscente per tenerlo in vita ed abbastanza in forze per quando l'avessero finalmente liberato.
Passò un mese, poi ancora un paio di settimane, ma nessuno dava segno di volerlo liberare. Camille una notte gli disse "Che ti avevo detto? Quelli non ti vogliono rilasciare. E poi parlano male di noi pirati!"
"Io sono forte! Potrei resistere anche tre mesi qui così!"
"Grazie a me, anche se non lo ammetterai mai. Non posso restare qui per sempre per te."
"E allora vattene! Non sono certo io a trattenerti qui!" La ragazza non rispose e rimase in silenzio per il resto del tempo che si fermò da lui. Quando se ne andò, non lo salutò. Non si fece vedere il giorno seguente e nemmeno quello dopo. Forse se n'era davvero andata...
Un pomeriggio due ragazzi sbucarono con la testa dal muro del cortile: uno aveva i capelli rosa, l'altro portava un cappello di paglia. Zoro si rivolse a loro, irritato che lo stessero fissando "Hey voi due! Che avete da guardare? Andatevene via!" Ma proprio in quel momento, comparve anche una scala: era la figlia dell'ostessa che, salitavi sopra, scavalcò il muretto e si avvicinò a lui, nonostante il ragazzo dai capelli rosa le dicesse che sarebbe stato pericoloso. La bambina gli aveva portato due arancini di riso: probabilmente aveva saputo che Jane Camille aveva smesso di fargli visita e aveva voluto aiutarlo lei stessa. Zoro cercò di dirle nel tono più gentile possibile "Lo sai che stai rischiando la vita? Vattene via prima che qualcuno ti veda!"
"Ma tu non mangi da giorni, poverino! È la prima volta che li cucino, ma li ho fatti col cuore, spero ti piacciano!"
"Non ho fame, vattene, ho detto! Non ho bisogno del tuo aiuto!" In quel momento il cancello interno si aprì ed un gruppo di marines si avvicinò a loro. C'era anche Helmeppo. Dopo aver fatto lo spaccone come al suo solito, ordinò che la bambina, per punizione per essere entrata lì illegalmente, fosse lanciata al di là del muro. Un marine, seppur controvoglia, eseguì l'ordine e Rica fu gettata oltre il muro: chiuse gli occhi, per non vedere l'impatto col suolo, ma cadde sul morbido! Aprì gli occhi e si ritrovò tra le braccia del ragazzo col cappello di paglia "Grazie, mi hai salvata!"
"Figurati, piccolina!"
"Rica! Oh mio Dio, stai bene?" La bambina guardò nella direzione della voce e rimase a bocca aperta per la gioia "Milly!" La piratessa era tornata! Lo sapeva che non se ne sarebbe andata senza salutare! "Sì, sto bene, mi ha presa lui!" Jane Camille spostò lo sguardo sul ragazzo dal cappello di paglia "Grazie per averla afferrata in tempo. Se vieni alla locanda ti offro da bere!"
Lui scosse la testa "Oh non fa nulla e poi preferisco mettere qualcosa sotto i denti!"
"Beh ti offro il pranzo allora! Comunque, io mi chiamo Camille!"
"Piacere, io sono Rufy." Le offrì la mano da stringere, ma la ragazza trasalì: aveva capito bene? Rufy? "In quanti saranno a sto mondo con quel nome? Figuriamoci se è proprio lui! Però quel cappello di paglia..." Infine gli strinse la mano e si presentò anche al ragazzo coi capelli rosa. Quando si voltarono per andare alla locanda della madre di Rica, Rufy era scomparso: aveva oltrepassato il cancello e stava parlando con Zoro. Poi prese qualcosa da terra, glielo porse ed infine tornò verso di loro.
Mentre pranzavano, Rufy raccontò che Zoro aveva insistito per mangiare gli arancini di Rica, nonostante Helmeppo li avesse buttati a terra e pestati, ed aveva persino aggiunto che erano ottimi! La bambina era al settimo cielo; Camille non potè fare a meno di sorridere: "Hai capito il famigerato Cacciatore di Pirati?" Kobi, il ragazzino dai capelli rosa, sembrò leggerle nel pensiero "Ma davvero Zoro è così cattivo come dicono?"
Rica scosse la testa "No lui è molto buono! Si è sacrificato per noi!" E raccontò quanto avvenuto nella locanda più di un mese prima. Poi aggiunse in lacrime "Helmeppo non fa altro che tormentarlo e fargli del male e lui, poverino, sopporta tutto!" Parlando del diavolo: Helmeppo, scortato da un paio di marines, entrò proprio in quel momento nella locanda, si sedette ad un tavolo, mettendovi i piedi sopra, ed ordinò da mangiare "Per noi tutto gratis ovviamente! Sapete gente, visto che qui non succede mai niente di interessante, ho deciso di far fucilare Zoro domani! Ahahah!" Jane Camille scattò in piedi, ma Rufy fu più veloce di lei e mollò un pugno ad Helmeppo, facendolo cadere dalla sedia. Il biondo esclamò "Come osi? Vedrai che ti succede appena mio padre verrà a sapere quello che mi hai fatto!"
Rufy gli mostrò i pugni "Non mi importa niente di tuo padre, avanti fatti sotto!" Jane Camille lo afferrò per un braccio e gli disse di calmarsi. Lui fece come gli aveva detto, ma aggiunse "Ormai non ho più dubbi: voglio che Zoro entri a far parte della mia ciurma!"
La ragazza scoppiò a ridere "Rufy, lui è un cacciatore di pirati, non credo sia interessato a diventare un pirata!"
"Lo libererò e lo convincerò a tutti i costi!"
Zoro stava ad occhi chiusi, sotto il sole cocente, a ricordare la sua infanzia, quando si accorse di non essere più solo. Aprì gli occhi e si ritrovò davanti Jane Camille col ragazzo col cappello di paglia "Oh no, ancora voi! Che cosa volete?"
Rufy rispose "Sono venuto a salvarti, così diventerai uno dei miei uomini!"
"Come scusa?"
"Sto cercando della gente in gamba per formare una ciurma di pirati!"
"Scordatelo! Vuoi diventare anche tu un furfante? Attento, ti metterai nei guai!"
Camille scrollò le spalle, sorridendo "Che ti avevo detto, Rufy? Lui odia i pirati!"
"Cos'hai contro i pirati?"
"Sono rifiuti umani, gli essere più spregevoli sulla faccia della terra!"
"Tu non mi sembri da meno: ho sentito dire che sei un cacciatore di taglie molto spietato, è così?"
"Non mi importa un bel niente di cosa dice la gente, non ho mai fatto cose di cui mi sia pentito. Supererò questa dura prova e raggiungerò il traguardo della mia vita ad ogni costo!"
"Capisco, ma ormai ho deciso: tu entrerai a far parte della mia ciurma!" Jane Camille scoppiò a ridere, mentre Zoro urlava arrabbiato "NON PUOI DECIDERE PER ME!"
"Tu sei un ottimo spadaccino, giusto?"
"Sì, ma il figlio di Morgan ha sequestrato la mia spada."
"Te la vado a prendere io, solo se accetti la mia proposta però!"
"SEI UN RICATTATORE!" Senza aggiungere altro e senza aspettare risposta, Rufy corse via urlando "Gomu gomu no!" Le sue braccia si allungarono davanti agli occhi sgranati di Zoro e Camille. La ragazza era sconvolta "Santa polenta è proprio quel Rufy! I frutti del mare sono unici, solo lui può aver mangiato quello che ha trasformato il suo corpo in gomma."
