"Non ci posso credere!"
"A cosa?"
"Come ho fatto a farmi convincere?"
"Non ho dovuto convincerti, in realtà l'hai proposto tu"
"No, questa non te la passo Castle, IO avevo detto che sarebbe stata un'ottima idea tornare sul luogo del delitto a verificare, non ho mai detto di farlo in pieno blizzard"
"Cosa mai potrà capitare Beckett, non dobbiamo mica perquisire un parco aperto, è un bellissimo, antico edificio della New York dimenticata"
"No aspetta, tu sei voluto tornare perché ti piace l'architettura dei primi del '900? Sarebbe stato qui anche tra 48 ore, te ne rendi conto, vero"
"L'edificio sì, ma non questo" si arrampicò su un piccolo rialzo sotto una delle enormi finestre a compasso che circondavano la stanza per i quattro lati e fece scattare un meccanismo, raccolse un foglio accartocciato, macchiato di sangue, parzialmente imbevuto dell'acqua gelida che filtrava dalle grate
"Ok ti concedo il colpo di fortuna" Kate se lo guardava accigliata con le braccia conserte
"Colpo di fortuna! Ma dav…possibile che non ammetti mai quanto ti sono d'aiuto"
"Se lo facessi il tuo ego potrebbe deflagrare pericolosamente, siamo in edificio antico, l'hai detto tu"
"Ah ah" allungò sarcasticamente il suono dell'esclamazione
"Come abbiamo fatto a non vederli stamattina questi fogli?"
"Guarda qui" sollevò leggermente la finestra immediatamente sopra di loro, permettendo al vento di portare dentro una nuvola gelida di fiocchi di neve, il telaio cigolò scoprendo un vano incassato nel davanzale
"il foglio era qui, il vento di oggi pomeriggio deve aver mosso il meccanismo e fatto uscire i fogli nascosti"
"e tu come…"
"hai ragione, amo l'architettura dei primi '900, è uno dei motivi per cui ho rilevato l'Old Haunt, che, guarda caso, ha un sistema simile giù nell'ufficio, hai presente la finta finestra dietro la scrivania"
"ok, sono colpita, lo ammetto, non ci sarei mai arrivata" gli regalò un sorriso genuino, il primo della giornata che lui catturò con la mente, ne faceva collezione, era merce rara, Kate Beckett che ti sorride apertamente e senza riserve! Avrebbe voluto baciarla in effetti, lì in quello scantinato freddo, ma molto suggestivo, lo faceva impazzire, non aveva mai conosciuto una donna come lei, piena di risorse, fragile e dura allo stesso tempo, intelligente, ironica, integerrima, sensibile, capace di compassione quanto inflessibile nel cercare giustizia. Fermati Castle o esaurirai tutto il vocabolario!
"Castle? Che ti prende, ti faccio domande e tu mi guardi con un sorriso da ebete, a cosa diavolo stai pensando?"
"eh, no scusa cosa? Niente una tra-ma, ecco mi era venuta in mente uno spunto per una storia…"
Lo guardò, poco convinta della risposta quasi balbettata
"dobbiamo andarcene, la nevicata si sta intensificando, tra un po' non riusciremmo più a muovere l'auto"
"hai ragione, faccio solo una foto a questo montacarichi…"
"Castle!"
"mi sbrigo…"
Un bambino al parco giochi, questo era, felice di girare dentro un edificio, come l'aveva definito? 'Carico di storia e di misteri', però non c'era dubbio, Richard Castle rendeva il suo lavoro un po' più leggero, non aveva mai sorriso tanto come negli ultimi tempi
Un rumore improvviso e troppo forte al piano superiore la risvegliò dalle sue riflessioni
"hai sentito?"
"certo che ho sentito, sembra che sia caduto qualcosa di grande e pesante"
"ma qui dovrebbe essere disabitato…"
"a meno che l'assassino non sia tornato a riprendersi i fogli, come abbiamo fatto noi"
"e questo sarebbe molto pericoloso" estrasse la pistola e si diresse verso le scale "stammi dietro, non fare rumore, se è armato trova un riparo…"
"uh ti preoccupi per me, che carina"
"no, mi preoccupo di tutte le scartoffie che dovrei riempire se ti ammazzano"
"oh, mi sembrava"
Salirono la scalinata attenti a non urtare i calcinacci che la ingombravano, arrivati sul pianerottolo udirono di nuovo il rumore, più sommesso ma simile a quello che li aveva messi in allerta, individuarono la stanza da cui proveniva, Kate fece un cenno silenzioso a Castle di mettersi da una parte, lui eseguì
"polizia di New York, chi sei fatti riconoscere!" Kate entrò nella stanza semibuia, l'unica luce era quella che proveniva dai lampioni esterni, resa ancor più lattiginosa dai fiocchi di neve che sembravano voler riempire l'aria
"nessuno"
Una voce profonda e abbastanza inquietante emerse dal buio in fondo alla stanza, Rick non resistette "oddio c'è Ulisse nascosto là dietro…[1]"
"shh zitto Castle!" doveva fare battute in ogni occasione?
"ok signor 'nessuno', esci con le mani in alto, voglio solo sapere cosa ci fai qui, se stai calmo nessuno si farà male…"
"no Kate 'Nessuno si farà male' è come se gli avessi detto che gli farai del male" la guardò divertito dallo scioglilingua che si era snocciolato davanti ai suoi occhi, era una situazione surreale, Kate lo fulminò con lo sguardo anche se tecnicamente aveva ragione
"ok, allora? Non ti farò del male, esci fuori con le mani alzate" continuava a tenere la pistola alzata davanti a sé
L'ombra si mosse velocemente verso di loro "fermo o sparo!" gridò Kate, che però non riusciva a distinguere nulla in quel buio, poi all'improvviso se lo trovarono davanti, iniziò a gridare era un energumeno alto almeno due metri, Kate sparò ma non riuscì a prenderlo perché il gigante la spostò completamente dalla sua traiettoria con la sola forza di un braccio, Rick si alzò di colpo per controllare come stesse Kate ma fu letteralmente investito dal bestione che lo stese, passandogli sopra
"Rick!"
"sto bene, sto bene, mi ha solo abbattuto come un rullo compressore"
"ok" Kate si gettò all'inseguimento scendendo di corsa le scale, lo vide gettarsi verso l'uscita, gli corse dietro, uscì sul piazzale antistante l'edificio, venne investita da un vento gelido che scagliava i fiocchi come piccoli aghi sul viso, sparò in aria per intimidirlo, ma non ottenne nessun risultato. Si voltò per un attimo verso l'entrata del palazzo, Rick ancora non era apparso all'uscio, magari si era ferito e non riusciva a scendere…ma non poteva lasciare andare un sospetto, si lanciò nuovamente all'inseguimento, le impronte sulla neve erano utilissime!
Si era addentrata ancora per una cinquantina di metri, non si vedeva un'anima vivente, di Rick non c'era traccia, non l'aveva raggiunta, all'improvviso i lampioni si spensero, l'intero isolato e forse più, piombò nell'oscurità più assoluta, non poteva andare avanti da sola, e poi…doveva vedere perché Castle non l'avesse seguita
Era solo per sicurezza, non era preoccupata, affatto, anzi lo avrebbe rimproverato per averle fatto perdere tempo e il sospettato!
Tornò sui suoi passi molto più lentamente a causa del buio, riuscì a scorgere la loro auto completamente ricoperta dalla neve, bene ottimo, c'era qualcosa che poteva andare peggio?
Mai farsi certe domande Kate
Entrò di nuovo nel vecchio edificio, stava per chiamarlo quando si scontrò malamente con la sua figura imponente, che avanzava a tentoni
"ehi ma che combini Castle? Dove diavolo eri?"
"lo hai perso?"
"sì, è andata via la luce per interi isolati e lui sembra essersi volatilizzato"
"era grosso eh?" aveva la voce strana, ma non riusciva a vederlo, si ricordò di avere una piccola torcia nella tasca del giubbotto
"aspetta faccio un po' di luce che qui è nero come la pece"
Accese la torcia tra di loro ed ebbe un piccolo sussulto quando il viso di Castle venne illuminato dal fascio di luce tremolante "ehi sono io, non sono così orribile!"
"sì che lo sei, hai tutta la fronte piena di sangue!"
"lo so, opera di Nessuno!"
Sbuffò, dando adito a Castle di credere che fosse assolutamente seccata dalla situazione, invece era preoccupata, da quando la seguiva non era mai successo nulla, a parte il pugno del ladro di gioielli, si sentiva responsabile per lui anche se aveva firmato quelle carte di scarico della responsabilità per il distretto, non era una cosa che si poteva liquidare con una firma su un foglio, alla fine era diventato la sua ombra al punto da essere il suo unico appoggio, come in quell'occasione, e non andava bene, per niente!
"Ho capito! Sai chi era quello? Lo Yeti di Lower Manatthan, appare solo durante le tempeste di neve, evocato dal primitivo richiamo dei ghiacci, poi, passato il blizzard, si scioglie insieme alla neve, per tornare l'anno successivo… eh che te ne pare?"
"Castle puoi essere serio per una volta? È un uomo in carne ed ossa…"
"me ne sono accorto…"
Si toccò il profondo taglio sulla fronte che non smetteva di sanguinare
"fermo o farai un disastro!"
"Mio dio! È un momento crocerossina, no perché fa parte di una delle mie fantasie…AHI!"
Kate aveva premuto, apposta, più del dovuto, ma perché non stava mai zitto!
Gli prese la mano e gliela mise sul fazzoletto che copriva il taglio "ecco tieni premuto più che puoi, non c'è molto altro che possiamo fare qui, ti serviranno dei punti…ma credo che, purtroppo per la mia sanità mentale, non morirai oggi"
Le mani si sfiorarono nel passaggio di consegne del fazzoletto, Kate sembrò aver ricevuto la scossa per la rapidità con cui si era ritratta, nel momento esatto in cui lui la inchiodò con lo sguardo "grazie"
Lei dovette mettere una distanza di sicurezza, si alzò facendo un passo indietro, finse di cercare qualcosa, ma rispose "non c'è di che Castle"
Ci fu un silenzio fin troppo loquace, in cui lui non smise di fissarla
"che c'è?" di nuovo il tono esasperato
"davvero lo avresti inseguito da sola, nel nulla?"
"qui non è il nulla, è solo un quartiere un po' isolato…"
"e disabitato"
"alla fine ho rinunciato…l'ho perso…" mentì, avrebbe potuto proseguire tranquillamente l'inseguimento anche senza la luce dei lampioni, ma si era spaventata quando aveva capito che Rick aveva dei problemi, non lo avrebbe mai ammesso, neanche sotto tortura
"bene e ora che si fa?"
"la macchina è completamente ricoperta dalla neve, non credo riusciremmo a tirarla fuori"
"hai campo?" chiese Rick che nel frattempo aveva tirato fuori il cellulare scrutando il display con aria corrucciata
"no"
"neanche io…devono essere saltati anche i ripetitori"
"mi spiace…ti coinvolgo sempre in situazioni assurde, mi faccio prendere dall'entusiasmo e…"
"non devi dispiacerti, abbiamo trovato una prova importante"
"e non riusciremo ad usarla perché saremo presto morti congelati…"
"perché devi essere sempre così melodrammatico Castle, siamo al chiuso qui, dobbiamo solo resistere fino a quando non riusciremo a chiedere aiuto o a liberare da soli l'auto"
"hai freddo"
"no non tanto"
"non era una domanda" la guardò come se la sapesse lunga, e aveva ragione stava morendo di freddo
"e che vorresti fare? Darmi la tua giacca così poi dovrò anche sopportarti raffreddato?" non c'era nulla da fare, si metteva sulle difensive in automatico, era più forte di lei, lui aveva sempre avuto la capacità di leggerla come un libro aperto e questa capacità l'atterriva, sentiva che se si fosse concessa anche solo il lusso di sbottonarsi un po' di più, poi sarebbe stata investita dall'uragano Richard Castle, sarebbero rimaste solo macerie di lei.
"no, affatto il giaccone me lo tengo, piuttosto pensavo che potremmo accendere un fuoco, è piano di pezzi di legno qui" la spiazzò con quella risposta, in realtà stava già per sfilarsi il giaccone, ma sapeva che a lei non piaceva mostrarsi debole
"e hai un accendino tu?"
"beh no, non fumo…"
"neanche io Castle quindi…niente fuoco a meno che tu non abbia fatto il boy scout…"
"no, da piccolo l'estate seguivo mia madre nei teatri all'aperto…niente legnetti da sfregare, e tu? Non sei stata il primo lupetto della squadriglia con tanto di fascia piena di spillette? Sarebbe molto da te"
"no, mi spiace, facevo altro…"
"uhm cosa?"
"campi estivi…sportivi"
"anche questo è molto da te"
"ok, ma questo non risolve il nostro problema…" rimise nella giusta carreggiata il discorso, con lui si deragliava sempre verso altro
"potrei uscire a fare un tentativo con la macchina, forse la neve non si è ghiacciata del tutto…e così magari un po' di neve fredda ferma questa emorragia…" strizzò gli occhi cercando di scacciare il fastidio
Effettivamente il sangue non si era arrestato, il fazzoletto era diventato assolutamente inutile, si tirò su la zip del giubbotto, ebbe un attimo di esitazione, non capiva se fosse il buio o la botta intesta ma aveva qualche problema di equilibrio "aspetta vengo con te, almeno ho la torcia"
Kate aveva notato l'accenno di instabilità, non lo avrebbe lasciato uscire fuori sotto quella nevicata
"nevicata epocale, black out e rete fuori uso, si staranno scatenando gli sciacalli a quest'ora!"
"i miei colleghi avranno un bel po' da fare"
"beh almeno la gente saggia se ne sta a casa sua a… il baby boom del 1965, poi quello del 1977…"
"Castle!" si finse scandalizzata, ma avrebbe dato qualsiasi cosa per starsene a casa sua, al caldo…magari con un bel bicchiere di vino rosso, qualche candela e lui. Lo aveva pensato veramente? Scosse la testa per scacciare quell'immagine inspiegabilmente così invitante
"e che avrò mai detto… ah ma tu pensavi che io…proponessi a te…non mi permetterei mai" si schernì non essendosi reso conto di aver superato il limite
"ah non ti permetteresti, quindi…" oddio ora sembrava delusa, ma come? si era appena scandalizzata, non c'era niente da fare con le donne! Lui aveva sempre vissuto circondato: madre, figlia, due mogli, niente non avrebbe mai capito fino in fondo come funzionava
"no cioè, se tu volessi…"
"cosa? ma sei impazzito forse? La botta in testa ti ha fatto male, già trovo abbastanza inquietante che tu immagini e scrivi scene di sesso con me – lo vide alzare entrambi le sopracciglia con quello sguardo sornione e divertito che la faceva andare in bestia - cioè non con me, con Nikki che però sono io" si stava incartando, come erano arrivarti a fare quel discorso? E soprattutto, come ne usciva, perché aveva dovuto rimbrottarlo per quella battuta sul sesso da black out, zitta, dovevi stare zitta Kate, maledizione!
Non le rispose, non sapeva come mettere fine a quella schermaglia senza continuare a fare gaffe, girò attorno all'auto, tentò di aprire lo sportello bloccato dalla neve che aveva creato una specie di film sottile ma tenace di ghiaccio, s'infilò dentro e cercò la leva per aprire il portabagagli.
Aprì il cofano "cosa cerchi Castle una pala da neve?"
"magari avercela, ci sarebbe stata utile, no io cercavo questo" tirò fuori una piccola busta con dei flaconi di plastica arancione "sono medicine di mia madre, sono passato a prenderle prima di venire da te stamattina, fammi luce un attimo qui, grazie" le guardava una ad una "lei soffre di emicrania, quindi tra queste dovrebbe esserci, qualcosa che…ecco qui, un po' forte, ma è quello che ci vuole" stappò prese due pillole e le ingoiò
"stai davvero così male o hai una soglia del dolore un po' bassina Castle?"
"non so quale soglia ho, ma la mia testa sembra un'incudine sulla quale un fabbro gigante sta battendo un ferro, molto grosso e molto incandescente"
"ok hai reso l'dea…" lo scrutò con apprensione approfittando che lui fosse impegnato a risistemare al suo posto la piccola busta
"allora proviamo a liberare le ruote con questi" si era portato due piccole tavole di legno dall'edificio, era impensabile scavare con le sole mani, non avevano neanche i guanti
"poi metterò in moto e vediamo cosa succede"
L'operazione fu abbastanza lunga, ma alla fine erano soddisfatti, avevano creato abbastanza spazio per provare a far muovere l'auto, Rick salì sul lato guidatore e spinse da dentro lo sportello del passeggero per far salire Kate.
"la prossima volta prendo un SUV, o una 4X4, meglio un Hammer, eh che ne dici, lo sai che esistono anche quelli antiproiettile…" stava divagando
"concentrati Castle, su metti in moto"
Girò la chiave ma il motore non ne voleva sapere si partire, i rumori che provenivano dall'auto resero chiara la situazione, la batteria era andata giù per il troppo freddo.
Rick picchiò le mani sul volante con un gesto di stizza, poi poggiò la fronte sul volante, ritraendola subito si era dimenticato del taglio "potremmo muoverci a piedi" azzardò notando la rughetta preoccupata che si era formata sulla fronte di Beckett "magari incrociamo una volante…"
Uscirono nuovamente dall'auto, guardandosi intorno, Kate puntò la torcia verso quella che doveva essere la strada principale, ormai non si distingueva più la careggiata, erano stati là fuori una buona mezz'ora e non era passata un'anima
"potremmo provare, ma sarà una camminata piuttosto lunga e tutta senza riparo, sei sicuro che te la senti?"
"meglio che rimanere qui…- abbassò lo sguardo guardando a terra – Kate il signor nessuno, prima che direzione aveva preso?"
Kate non capiva dove volesse andare a parare, ma rispose "di là Castle" indicò la direzione opposta a quella che stavano per intraprendere loro due
"allora perché ci sono queste enormi impronte qui?"
Kate gli mise una mano davanti come per proteggerlo istintivamente, e tirò fuori di nuovo la pistola "perché è tornato indietro, ma dove diavolo è" puntò la torcia facendo un giro di 360°
Sentì Rick che sghignazzava, ma come poteva mettersi ridere in un moneto simile "cosa c'è di così divertente Castle?"
"no è che, me lo sono immaginato tutto peloso e bianco…" rise ancora, aveva biascicato le parole, Kate gli puntò la torcia in faccia e si rese conto che era completamente andato
"Rick che diavolo di pillole hai preso!"
"mi sembrano b-buone non sento più niente, sto a posto, davvero" rise di nuovo e si appoggiò con la schiena alla macchina iniziando a scivolare lentamente verso il basso, Kate gli andò incontro cercando di non farlo cadere, poi lo vide sgranare gli occhi, urlò "attenta Kate è qui è tornato!" era alle sue spalle, a un metro, Kate non fece in tempo a girarsi che si sentì prendere alle spalle. Venne sollevata come un fuscello e scaraventata nella neve qualche metro più in là, la coltre bianca attutì l'atterraggio, sentiva l'uomo gridare "questo posto è mio! Via! Andate via! Come l'uomo del sangue, siete come lui! Volete tutto, ma io non vi do niente, niente!"
Rick ce l'aveva praticamente davanti, vedeva doppio, ma doveva fare qualcosa, aveva vicino uno di quei legni con cui aveva spalato la neve, l'agguantò e raccolse tutte le forze che aveva per colpirlo alla testa, la botta fu forte, ma l'omone sembrò non averla accusata, alzò le braccia avventandosi su Rick, fece un passo, ma subito dopo stramazzò a terra, farfugliando ancora parole sconnesse.
Rick si lasciò cadere definitivamente a terra nella neve fresca, gli girava tutto, era euforico, confuso seguì con lo sguardo Beckett che ammanettava l'energumeno svenuto a terra
"che volo che ti ha fatto fare! Stai bene?" un barlume di coscienza cercava di emergere in quel disastro che avevano creato quelle pillole, doveva chiedere come stesse, l'aveva vista volare via, ma non riusciva a focalizzare
Kate rimase qualche secondo inginocchiata sull'uomo svenuto abbassò la testa in un moto di disperazione per la situazione che si era creata, aveva un uomo di più di cento chili per due metri svenuto nella neve, non poteva lasciarlo lì o sarebbe morto assiderato, da sola non ce l'avrebbe mai fatta a spostarlo ma Rick era completamente andato fuori di testa per quelle pillole, sperò solo per quelle e non per la botta ricevuta in testa
"Rick, ehi" richiamò la sua attenzione si era messo a guardare la neve che cadeva sulla sua faccia
"ce la fai a stare in piedi? Mi devi aiutare con lui, non può rimanere lì sulla neve e nemmeno tu!" la voce s'incrinò leggermente
Rick la guardava estasiato, gli sembrava la donna più bella che avesse mai visto, poi strizzò gli occhi cercando di mettere a fuoco le parole che gli aveva appena rivolto, si puntellò sulla macchina e barcollando arrivò da lei "eccomi tesoro, sono qui, ti aiuto"
Kate se lo guardò era buffo, completamente senza freni, l'aveva chiamata 'tesoro'
Ci misero buoni dieci minuti a riuscire a spostarlo da lì, inizialmente voleva metterlo in auto ma era impossibile per via del peso, decise di farsi aiutare a trascinarlo dentro l'edificio, almeno lì sarebbero stati al coperto, pregò che la luce tornasse al più presto
Ansimanti si sedettero a qualche metro dal signor nessuno, ammanettato ad una sbarra di ferro abbastanza robusta da resistere ad eventuali strattoni una volta che avesse ripreso i sensi.
"Kate!?"
"che c'è Castle?"
"perché non mi hai creduto quando ti ho detto che sei straordinaria?"
"io, cosa?"
"tu hai alzato dei muri ma io sono sicuro che riuscirò a superarli, sono persvr… sono pervs…perseverante io"
"lascia stare Castle…" sapeva benissimo che non era completamente in sé, ma stava dicendo cose fin troppo sensate e vere, e lei si stava spaventando e molto
"perché devo lasciar stare, tanto poi potremmo sempre fare finta di niente, facciamo sempre finta di niente io e te, quando siamo nella st-essa st-anza c'è un'elettricità che illuminerebbe Manhattan, ma noi siamo bravi a negare l'evidenza…"
"non è così semplice Rick" gli stava rispondendo? Lo aveva chiamato per nome? Magari ora si andava a prendere anche lei una di quelle pillole così almeno avrebbe perso in parte contatto con la realtà di quello che si stavano dicendo
"guarda che io…io non sto pa-parlando di semplice attrazione fisica, quella è fin troppo scontata, io parlo dell'Universo…"
"dell'Universo?" sorrise un po' divertita dal dialogo surreale
"certo, è scritto lì, io e te…uhm" si toccò di nuovo la fronte, l'effetto dopante stava già finendo?
Lei si avvicinò "ehi tutto bene" per via della poca luce della torcia, si era avvicinata molto, troppo, incontrò i suoi occhi prima spersi, poi risoluti e fissi dentro i suoi "sempre bene quando ci sei tu"
Fu un attimo si trovarono. Le labbra si sfiorarono appena poi si toccarono e infine si schiusero, cadde ogni remora, erano entrambi assolutamente coscienti di quello che stava accadendo, la mente sgombra, il cuore impazzito, non si accorsero neanche che la luce stava tornando a macchia d'olio in varie zone della città, poi il cellulare di Kate squillò, e il viaggio fuori dalla realtà finì all'improvviso
Kate rispose rimettendosi in piedi, iniziò a passeggiare nervosamente avanti e indietro mentre raccontava dove fossero, cosa era successo e di cosa avevano bisogno
Rick seguiva con lo sguardo la sua camminata irrequieta, si stava rendendo conto di stare uscendo da un trip, chiuse gli occhi, la testa aveva ripreso a pulsare
"tra dieci minuti saranno qui con uno spazzaneve e un'ambulanza"
"bene" non aggiunse altro, sempre con gli occhi chiusi, non li apriva perché non voleva tornare alla realtà, a quel gioco delle parti, divertente certo, ma che aveva il grande difetto di farli rimanere rintanati ciascuno nella propria zona di comfort, un passo in più avrebbe rovinato tutto, forse, e nessuno dei due voleva rinunciare all'altro, meglio amici, partner che il nulla.
Le pillole di Martha avevano sovvertito le regole per una volta e a lui non era dispiaciuto affatto, forse neanche a lei, si erano aperte delle fessure, c'era speranza.
[1] Dal famoso espediente usato da Ulisse per non farsi scoprire dal ciclope Polifemo che lo aveva imprigionato nella sua caverna insieme ai suoi compagni
