Capítulo 2: Perché lo dico io…

"Alcune settimane prima"…

In una strada deserta, dietro una curva nascosta da un fitto bosco, si ascoltò il potente motore dell'Impala del 67 che fermò di colpo la sua marcia per parcheggiare fuori dalla strada. Dentro la macchina Dean guardò negli occhi il fratellino con la faccia arrabbiata e preoccupata.

-Sammy, sei ancora debole, hai perso molto sangue, le tue ferite sono ancora aperte, ti gira la testa. Ti pare sufficiente o devo aggiungere qualcos'altro? -disse infastidito dal silenzio di suo fratello un Dean abbastanza furioso.

Il ragazzo, involontariamente, abbassò lo sguardo verso le sue braccia e si coprì le ferite che sanguinavano ancora.

-¡Sam!-disse con fastidio il biondo.

-Che cosa? -disse con un soprassalto il minore -Non gridarmi, per favore!

-Non hai ascoltato niente di tutto quello che ti dicevo, non è vero?-aggiunse con un tono più soave e gli toccò la spalla -Sammy, non pensare più a Adam, non abbiamo potuto fare niente, siamo arrivati in ritardo. Una volta me lo hai detto tu stesso, non si può salvare tutti.

In quel momento Sam alzò lo sguardo e guardò Dean con gli occhi pieni di lacrime.

-Ma lui era il nostro fratello. Papà avrebbe dovuto raccontarci tutto questo. Forse lo potevamo salvare – finì con un sospiro angosciato.

-Ascoltami, Sam, abbiamo già parlato di tutto questo. Lui sapeva perchè non lo ha fatto, sicuramente per allontanarlo da tutto questo o per evitare di farci del male – riflettè Dean con lo sguardo perduto.

-Farci del male? Perché?-si sorprese il giovane.

-Puoi immaginare come ci saremmo sentiti se avessimo saputo che un suo figlio aveva la vita normale di un bambino, la vita che anche noi meritavamo, la...- Dean tacque subitamente, pentendosi di quello che voleva dire.

Sam lo guardò negli occhi e si rese conto che faceva male anche a lui, ma il biondo è tornato immediatamente a quell'indifferenza prottetrice, tanto conosciuta da lui quando voleva parlare di sentimenti con il suo fratello maggiore e vide nei suoi occhi solo stanchezza.

-Ricordati che abbiamo deciso di non parlare su questo tema –cominciò Dean –così che …

-Io non ho deciso nulla -incominciò Sam ma il maggiore continuò come se non lo avesse ascoltato.

-…così che adesso andiamo via durante un tempo…

-Dean…

-California, le spiaggie, le ragazze…

-DEAN-

-in costume da bagno dappertutto –chiuse un occhio con furbizia a Sam che a quel punto era veramente infuriato.

-BASTA, SUFFICIENTE, PORCA MISERIA!-gridò il castano –Vuoi finirla?

-Se voglio finire che cosa?

-Finiscila, finisci con le tue pretese di farmi credere che non ti succede nulla, che non senti niente, che sei stanco, e forse che hai paura, che ti…

-Paura? ¿IO?-gridò Dean.

-Per favore, fratello! Da quando sei tornado dall'inferno che non sei lo stesso, mi hai raccontato molto poco di quello che ti è suceso là e so che hai bisogno di raccontarlo!

-Basta Sam! Chiudi il becco! Se volessi che qualcuno mi analizzasi, andrei dallo psicologo –gli rispose il maggiore arrabbiato –Quando diventi triste vuoi…

-Mi preoccupi, Dean –disse suavemente il ragazzo e con il suo sguardo da cucciolo smarrito fece svanire completamente il terribile umore del fratello, che annuì e gli sorrise.

-Mi preoccupi…

-Sempre ti preoccupo -insistè Sam, interrompendo il fratello-.

-Vuoi lasciarmi finire?-disse Dean con calma –Mi preoccupi perche come ti ho detto, non stai bene, devi guarire e per tanto… -sorrise con furbizia- California…ci dirigiamo verso di là! –e prese le chiavi della macchina per iniziare la travesia quando il suo telefonino squillò –Porca miseria!-disse il biondo e mise la mano dentro la sua tasca per prendere il cellulare, lo guardò e poi rispose –Pronto, Bobby! Come va?

-Ciao, Dean!-si udì la voce famigliare del vecchio cacciatore –Vi chiamo per sapere dove siete. Credo che ho un caso.

-No, Bobby-disse rapidamente il biondo- Per ora no. Sam non è ancora del tutto bene…

-Cosa è successo?-lo interruppe allarmato -Dean…Sam è ferito?-domandò con angoscia.

-Tranquillo Bobby, non è grave, è già quasi guarito, poi ti racconteremo. Voglio solo farlo riposare qualche giorno –assicurò il maggiore con tono deciso.

-Ok Dean. Telefonami quando sarete pronti. Abbi cura di Sam e di te stesso!-salutò l'amico.

-Anche tu -gli rispose il biondo-Arrivederi.

Sam, che era stato ad ascoltare intanto cercava di capire su che cosa versava la conversazione e poi aveva tentato di prendere il telefono mentre suo fratello lo impediva, gli disse arrabbiato:

-Ma perché cavolo hai detto di no a Bobby? Dean, abbiamo lavoro da fare, i sigilli continuano a romperse, di Castiel non si sa nulla, non sappiamo dove sia Lilith…

-Tranquillo, Sammy, tranquillo-gli disse serenamente-Ci prendiamo qualche giorno per noi. Il mondo non finirà per quello.

-Ah, no? ¿Perchè?-rispose con fastidio il più piccolo vedendo la tranquillità di suo fratello.

-Perchè lo dico io! E siccome sono il fratello maggiore ho sempre la ragione!-sottolineò con un grande sorriso mentre metteva in moto la macchina.

Sam sospirò, si guardò attorno con un atteggiamento di fastidio.

-Sei impossibile!-rispose il ragazzo guardando il tetto.

-Lo so, lo so e questo è uno dei miei segreti per conquistare le ragazze -gli assicurò ridendo.

Il minore dei Winchester lo guardò con la faccia un po' seria, ma finalmente gli sorrise, abituato ma non stanco, a quel fratello maggiore così divertente.