Mancavo solo io … dovevo procurarmi la divisa, i libri, i quaderni e l' occorrente per i nuovi corsi a scuola. Quando però tutta la mia famiglia si è recata a Diagon Alley per le compere di inizio anno, ho trovato una scusa per non andare con loro. Volevo girare per Diagon Alley da sola.
Volevo avere libertà perchè ormai sono adulta. E ho idee precise su come iniziare l'anno scolastico. Per esempio, la divisa, deve essere diversa dalle altre: io non sono certo un tipo ordinario.
La volevo nera, come la mia anima, oscura e misteriosa, non grigia e scialba come quella di tutte le altre ragazze. E la volevo con la gonna leggermente più corta, pericolosa, come lo sono io.
Mia madre non sopporta questo di sua figlia, non vuole vedere che sono una sfrontata o, come di certo qualche mia compagna invidiosa dice di me, che sono una troia, puttana, o cose di questo tipo.
Curioso che mi dicano così, dato che non ho mai avuto un ragazzo in vita mia.
Altro esempio, la mia biancheria: deve essere ardita e provocante … rosso sangue, rosso passione, come sono io, anche se non vado a letto con nessuno ... e anche nera, come la notte.
Che altro? Tutti i miei accessori devono dettare moda, sono Bellatrix Black e sono la ragazza più sexy e sensuale a serpeverde (Solo Rita Skeeter qualche volta mi dà pensieri sul primato, anzi, molte volte a dire il vero. Lei è un tornado di sessualità e sensualità).
Mancavo solo io, dicevo, per le spese di inizio anno e ho avuto la fortuna di poterci andare con Evan, mio cugino.
Anche lui voleva andarci solo, per questo ci siamo accordati facilmente. Voleva mostrarmi e usare la sua nuova scopa, non so quale particolarità abbia rispetto alle altre, ma mi ha detto che va molto più veloce.
A casa si fidano di Evan, è nostro parente, ma di lasciarci andare su una scopa così, in due, fino a Diagon Alley: mai, non l'avrebbero mai permesso. Ne ero certa.
Abbiamo studiato dunque un piano perfetto: avremmo finto di usare solo la smaterializzazione, ma poi, dietro l'angolo di casa mia, lui aveva nascosto la sua scopa.
Con quella, in tutta libertà, abbiamo volato fino a Diagon Alley.
Passeggiando insieme, mentre ci procuravamo tutto per la scuola, notavo che Evan mi guardava incessantemente il seno.
Avevo indossato una maglia nera, scollata, col reggiseno che metteva in risalto tutto, per sembrare un po' più adulta. Per questo si vedeva molto. Pensavo che di lì a poco mi avrebbe fatto un complimento piuttosto spinto, o un'allusione provocatoria. Invece, ad un certo punto, ha fatto un sospiro, ha guardato altrove e mi ha allungato un pacchetto di sigarette.
Sono rimasta stupita. So da tempo ormai che lui, Wilkes e Lestrange fumano d'abitudine sigarette molto simili a quelle babbane. Ma sono particolari, ognuna, a seconda del pacchetto, ha un sapore e un odore diverso. Ci si possono trovare i diversi aromi di tuttle le erbe di boschi e brughiere.
L'anno scorso, a scuola, le avevo usate anch'io e, man mano, avevo preso a fumare una sigaretta al giorno, sempre dal pacchetto di Lestrange. Odiavo e amavo questa cosa. Lo facevo, devo dire, un po' perchè, nel mio immaginario, mi faceva sentire come una mangiamorte adulta. Ma anche per stare vicina a Lestrange. Ogni volta lo facevamo insieme, di nascosto: prima di iniziare le lezioni, o al loro termine, durante il pomeriggio nel parco, o dopo la cena, e anche quando scappavamo fuori al buio, solo per vedere la notte. Mi stupivo di voler stare tanto spesso sola con lui …
Poi d'estate, sola a casa, avevo perso l'abitudine a fumare e non ci pensavo ormai più.
Ora Evan mi porgeva questo pacchetto dai colori cangianti e io non capivo perché.
Poi mi ha detto: "Oggi ho visto Rodolphus prima di venire da te. Quando ha saputo la mia destinazione si è innervosito, ha aperto il pacchetto per fumarne una, e poi mi ha detto che il resto lo dovevo portare a te. Dice di non dimenticarti certe cattive abitudini, quando sei sola".
Sono stata immensamente felice … credo di aver sorriso afferrando il mio primo pacchetto di sigarette, senza dire una parola.
Pensavo: uno stupido regalo da parte di Lestrange. E mi piaceva.
Non ne ho comunque più parlato con Evan. Anche se avrei chiesto molte cose su Lestrange.
Quando, verso sera, siamo giunti in uno degli ultimi negozi, ho visto uno smalto viola, che mi piaceva molto, anche se io porto quello rosso sangue, o il nero. Evan mi ha detto: "Per me ti starebbe molto bene anche il colore viola, un po' ti si addice."
"In che senso mi si addice?" ho damandato guardandolo curiosa. "Il viola è un colore che sembra scavare nei meandri dell'anima e della mente, sa un po' di inquietante, come te." mi ha risposto subito.
Ero stupita della sua analisi, sorpresa di come i ragazzi mi capiscano sempre così bene, di come mi guardino e studino attentamente.
Poi, sicura di me grazie a questi pensieri, mi sono voltata verso di lui e, forse per assicurarmi che a casa andasse a masturbarsi pensando a me, ho chiesto: "Sai vero cosa si dice delle ragazze che portano lo smalto viola?"
E lui: "No … cosa si dice?"
Ho risposto tranquillamente: "Che sono pronte a fare tutto. A letto e fuori dal letto."
Al ritorno, sulla scopa, mi sono stretta forte a lui, so che si è trattenuto dal provarci malamente con me, ancora prima di arrivare a casa.
Si trattiene non perchè siamo parenti, ma perchè sa quanto sono potente.
Ho un talento naturale per la magia, riesco a emettere tanta energia, con il minimo sforzo, ad ogni incantesimo. Non ho problemi ad usare i miei poteri come mi pare, non mi curo delle regole, faccio del male se mi va.
Questo, i ragazzi che frequento, lo sanno molto bene ed è per questo che posso permettermi di comportarmi come mi pare e loro mi rispettano, non possono farmi niente. Io sono più forte, di gran lunga più forte di loro.
Un giorno voglio diventare la strega più potente, perché sono i miei poteri che mi danno la libertà di fare tutto quello che voglio, tutto quello che mi fa sentire viva e felice.
Questa notte, prima di scrivere qui, ho aspettato che tutti in casa dormissero, comprese le mie sorelle.
Io amo stare sveglia fino a tarda notte.
Quando tutto finalmente taceva, quanso regnavano silenzio e solitudine, sono andata sulla terrazza buia, vicino alle lanterne notturne e, in quell' atmosfera macabra e oscura, ho finalmente acceso la mia sigaretta … e ho intensamente pensato a Lestrange, che me le aveva regalate.
Per la prima volta ho ardentemente sperato che anche lui, nel buio del suo castello, dove sta quasi sempre da solo, fumasse una sigaretta e pensasse a me.
E, nella luce tremolante delle candele, osservavo il mio nuovo smalto pensando a quell'odioso ragazzo. Il colore delle mie unghie prendeva sfumature di viola, profonde e inquietanti.
Bella
