Capitolo 2 – Lisbon POV
Sono seduta su questo divano con la testa di Jane sulle gambe da più di un'ora. Scott ha raccontato a Jane di come è cresciuto, della sua famiglia e tutte queste piccole cose che a volte possono parere futili dettagli ma per due fratelli che si incontrano per la prima volta dopo 35 anni di vita separati sono molto importanti.
Scott ha la stessa parlantina di Jane, ha lo stesso carattere solare, ma a differenza di Patrick lui non lo usa come una copertura per il suo triste bagaglio emozionale, lui è semplicemente così spensierato. Anche fisicamente si assomigliano molto anche se Jane è più fuori esercizio visto il suo continuo nulla fare al CBI.
Jane ha poi raccontato a Scott del suo passando cercando di portare alla memoria bei ricordi condividere e non solo quelli tristi. Pur essendosi conosciuti da solo un'ora mi sembra che abbiano già legato, sarà qualcosa a che fare con i geni dei Janes.
Patrick a gli occhi chiusi mentre parla della sua famiglia, ma io comunque riesco a vedere il dolore celato dietro a quella che tutti confiderebbero una faccia tranquilla. Continuo a passare la mano tra i suoi capelli incurante che dovrei essere arrabbiata con lui.
Non lo perdonato, non so nemmeno se mai riuscirò a farlo completamente, ma dopo quello che lui ha passato oggi, dopo le storie che sta raccontando su Angela e Charlotte mi sembra che tutta la faccenda sia più… più accettabile. Forse devo dargli un'ultima possibilità, in fondo a tutti noi manca il suo spirito solare, il suo modo di chiudere casi infrangendo tutte le regole, i nostri battibecchi, i caffè e le ciambelle di Mary la mattina… insomma, ci manca il vecchio Jane quello che non cercava di dimostrare nulla a nessuno, quello che però, senza volerlo, dimostrava tutti i giorni l'affetto per la sua squadra.
"Patrick, scusa se ti interrompo, ma devo proprio andare…" dice Scott dopo aver dato un occhiata al suo orologio. "La mia pausa pranzo è finita. Se non torno, il mio capo mi fa una ramanzina lunga una vita."
"Vedi, almeno un Jane che si preoccupa di comportarsi bene a lavoro. Se avessi le stesse capacità di Jane cacceremo lui e assumeremo te." Dico volendo provocare il suddetto Jane a rispondermi come faceva in passato durante uno dei nostri battibecchi.
"Ehi! Mi ferisci Lisbon, conto così poco per te?" chiede lui infatti aprendo gli occhi. Dopo due settimane rivedo quella scintilla di malizia che tanto era stata assente ultimamente.
"Beh, ne sarei onorato, anche se ammetto che potrebbe distrarmi andare su una scena del delitto con un capo così affascinante." Arrossisco lievemente al non così velato complimento di Scott nei miei confronti. Non mi abituerò mai ai complimenti, non che poi siano in molti a farmeli. Di solito gli uomini scappano quando scoprono che sono a capo del SCU della CBI. Farmi i complimenti a quanto pare è un'altra caratteristica dei Jane.
"Scusa, ma che lavoro fai?" chiedo poi io curiosa. Non sarà mica un truffatore come lo era Patrick?
"Avvocato, purtroppo non ho ereditato da mio padre la caratteristica della sua famiglia quindi niente poteri psichici." Dice lui stringendosi nelle spalle. "Ma sono comunque bravo a legare con le persone, a guadagnarmi la loro fiducia e come avvocato ho fatto strada" modestia, altra caratteristica che accomuna i Jane. Penso roteando gli occhi.
"Andiamo Lisbon, non fare così, se fossimo modesti non saremmo Jane." Mi dice Jane sorridendo gentile. Beh, questa parte del nostro rapporto in cui mi legge nel pensiero potevamo anche non recuperarla. Patrick si alza e per un momento mi manca il peso della sua testa sulle mie gambe e la morbidezza dei suoi riccioli dorati tra le mie dite. Possibile che quest'uomo, che mi ha ferito in tutte le maniere possibili riesca ancora ad avere questo effetto su di me?
Mi alzo anch'io e accompagno i due fratelli Jane all'ascensore.
"Beh, allora ci vediamo fratellone, cerca di non sparire…" dice Scott sorridendo. Certo che ha un bel sorriso, molto simile a quello di Patrick, ma più brillante, sincero.
"Certo… tu… tu credi che posso venire a trovare mamma un giorno?" domanda lui insicuro. Che stupido che è certe volte, sua madre gli è stata dietro per 35 anni e lui non sa se lei lo vuole incontrare.
"Certo, credo che sarà felice di sapere che vuoi vederla." Scott guarda di nuovo il suo orologio. "E' tardissimo. Beh ciao Patrick, spero di rivederti Lisbon." Mi dice prendendomi una mano e baciandola dolcemente come un gentiluomo vecchio stampo. Potrei giurare di aver visto il sorriso di Jane vacillare un momento, ma forse è stata una mia impressione. Scott, entra in ascensore e quando le porte si chiudono io e Patrick torniamo nella bullpen dove Cho, Van Pelt e Rigsby ci stanno aspettando con un'espressione interrogativa dipinta in faccia. Io non dirò certamente nulla, se vuole parlare lo farà Patrick, in fondo sono affari suoi, non miei.
"Ho un fratello." Dice alzando le spalle e andando a sdraiarsi sul suo divanetto. Roteo gli occhi, tipico di Jane, lanciare una bomba e poi fregarsene delle conseguenze. Passo il suo divanetto e gli do un leggero calcetto. Lui socchiude un occhio e mi guarda prima di sorridermi dolcemente. Ricambio e poi entro nell'ufficio.
Forse dopotutto la nostra amicizia non è del tutto rovinata.
Saranno passati appena venti minuti quando la faccia del mio consulente si affaccia sulla porta.
"Possiamo parlare?" mi chiede serio.
Annuisco e gli faccio segno di entrare.
"So che… so di aver fatto un errore, un grosso errore." Inizia lui sorprendendomi nuovamente. Mai prima d'ora aveva ammesso con qualsivoglia persona di aver sbagliato. "Non mi pento di quello che ho fatto, ma ammetto che il modo in cui l'ho fatto è stato sbagliato. Avrei dovuto lasciare che fossi tu ad occupartene, avrei dovuto bloccarlo e non uccidertelo." Sussurra abbassando il capo. Non riesco a credere a quello che sta dicendo.
"Ormai è inutile vagliare i se e i ma…" dico io cercando di non essere dura, riesumare questa faccenda mi sta facendo passare parte del buon umore acquistato nella giornata.
"Lo so, ma volevo che lo sapessi e volevo scusarmi e chiederti di darmi un'ultima possibilità. Vorrei tornare ad essere tuo amico, so che chiedere di nuovo la tua fiducia è chiedere tanto ma vorrei che tu provassi per quest'ultima volta Lisbon. Prometto che non farò nulla per tradirla questa volta, anche se per dimostrartelo ci volessero dieci anni." È serio, lo posso capire dal suo sguardo.
"Continuerai a infrangere la legge per chiudere casi?" chiedo io.
"Certo che sì." Beh, non mi potevo aspettare un totale cambiamento nel comportamento del mio consulente. "Niente più piani stupidi, niente rischi, niente pazzie."
"Questo vuol dire che la pila di denuncio sporte verso di te tornerà ad aumentare?"
"Sì, ma solo quelle. Niente più processi, niente finzioni di epidemie, niente piani suicidi."
Sospiro e rifletto bene su quello che mi sta dicendo.
"Non so Jane, non so se riuscirò a fidarmi di te ancora." Dico sinceramente.
"Posso capire…" dice lui mogio abbassando di nuovo lo sguardo.
"Ma ci proverò… non ti assicuro niente." Aggiungo. Voglio veramente tornare ad avere quello speciale rapporto con lui, quello che avevamo prima di tutta la storia del processo. Anche se non lo ammetterò mai, soprattutto con lui, mi manca Jane, mi mancano i giorni in cui veniva a sonnecchiare sul mio divanetto solo per tenermi compagnia durante i giorni in cui dovevo fare il lavoro d'ufficio di cui lui era la causa, mi mancano quei minuti che passavamo insieme nell'attico guardando il sole tramontare o parlando di cose senza molta importanza, insomma mi manca il mio amico. Jane si alza, sta di nuovo sorridendo. Lo vedo uscire dalla porta e torno a prestare attenzione alle scartoffie.
"Ah, mi sei mancata anche tu…" Jane si è affacciato sulla porta e mi sta guardando con il suo vecchio sguardo malizioso. Maledetto stronzo, l'ha fatto di nuovo mi ha letto nel pensiero!
Afferro la prima cosa che mi capita sotto mano, un evidenziatore, e glielo tiro addosso, ma lui si scansa ed esce ridacchiando. Sospirando torno al mio lavoro ma non posso evitare che un piccolo sorriso compaia sulle mie labbra ripensando a tutte le cose che sono capitate in meno di sei ore.
TBC
