Si guardava intorno per cercare qualcosa di diverso, ma non riuscì a trovare nulla. Quell'appartamento era uguale a come lo aveva lasciato tre mesi prima.
Sono solo tre mesi, a me sembrano di più!
A volte sentiva la mancanza di quel periodo, quando il suo amore per Michiru non era così legato a tutte quelle responsabilità. In quel periodo non aveva minimamente pensato a cosa sarebbe significato diventare il genitore di una bambina di sei anni, ma soprattutto non si sarebbe mai aspettato che tutto quest'amore, che provava per quelle due persone, l'avrebbe spaventata così tanto.
-Vuoi avere un bambino?- sul viso di Michael c'era un'unica espressione: stupore!
-A cosa si deve questa decisione?-
-Oh mi fa piacere vedere che sei così felice per me!- esclamò con sarcasmo.
Michael si alzò per chiudere la porta del suo ufficio. Non riusciva a capire perché la sua amica avesse preso una decisione così importante, così all'improvviso. Capiva benissimo che era follemente innamorata di Michiru, e anche se sembrava strano anche a lui, era davvero contento di sapere che la sua amica poteva finalmente essere felice. Nonostante tutto sembrava che Haruka non stesse riflettendo bene su questa sua decisione.
-Michiru lo sa?-
-Certo che lo sa!- lo guardava non riuscendo a capire dove volesse arrivare con quel discorso.
Era stata convinta che lui l'avrebbe appoggiata e invece…
-Lo fai per lei?-
-Ma che razza di domanda fai? Che cosa significa lo fai per lei?-
-Haruka non fare l'ingenua. Da quando ti conosco, non hai mai parlato di avere un bambino e ora…-
Si alzò dalla sedia per fermarsi davanti alla finestra. Lui conosceva bene Haruka e sapeva anche che quell'improvviso desiderio di essere mamma non era suo.
-Lo fai perché lei non può avere bambini?-
Quella domanda, cui non aveva dato risposta, l'aveva tormentata per mesi: fino a convincersi che forse Michael avesse ragione. Si era lasciata coinvolgere così tanto dall'amore che provava per Michiru, tanto da pensare solo a renderla felice. Ora però il destino sembrava tenderle una mano, con la reazione della piccola era riuscita ad evitare di commettere uno sbaglio. Sì, perché lei non era in grado di amare qualcuno incondizionatamente, senza ricevere nulla in cambio. Non era in grado di proteggere qualcuno che sarebbe dipeso da lei, come faceva Michiru con Hikari.
-Scusa se ti ho fatto aspettare, era una telefonata urgente!-
Si sedette sul divano di fronte alla bionda e versandosi un bicchiere d'acqua disse: -Cosa ti porta qui?-
Haruka lo fissava pensando che lui a volte la capiva meglio di Michiru, lui aveva subito intuito che stesse sbagliando, ancora prima di lei stessa. A volte se si fermava a pensare alla sua vita si chiedeva come avrebbe fatto se avesse perso uno dei due e la cosa la spaventava a morte. L'ultimo anno le aveva stravolto la vita, rendendola una persona diversa. Lei che aveva imparato a cavarsela da sola, lei che si era circondata di persone di cui poteva facilmente farne almeno, ora si ritrovava a non riuscire a immaginarsi senza di loro.
-Ho bisogno di parlarti!- sentiva una strana sensazione, come se avvertiva che la sua vita le stesse sfuggendo dalle mani.
Come se avesse completamente perso il controllo della sua vita, lasciando che gli altri decidessero per lei.
-Non avrò nessun bambino!-
Michael la guardava senza dire nulla, capiva che qualcosa la tormentava e, come sempre, non voleva imporsi.
-Hai parlato con Michiru?-
Rise sarcastica poi negò con la testa –Hikari non vuole un fratellino e allora…-
-Sembri delusa-
Delusa?
Perché non riesco a esserne felice, infondo è quello che volevo!
-Haruka non tormentarti, era comunque ancora presto. Ora impara a voler bene alla piccola come se fosse tua, impara a considerarti parte della famiglia, poi se vorrete, io sono qui!-
Rientrata a casa notò che non c'era nessuno, guardò l'orologio e si accorse che era tardi e che Michiru doveva già essere tornata. Prese il telefonino per vedere se avesse qualche chiamata e notò tre telefonate perse di Michiru.
Devi tenere il telefono sempre acceso! Come faccio a rintracciarti se ho bisogno di te?
Glielo aveva sempre detto ma lei continuava a non farlo, infondo fino a quel momento non aveva nessuno che si preoccupasse per lei: anche quando stava con Christine, non si chiamavano quasi mai.
Sbuffando pesantemente, perché già immaginava la reazione di Michiru, iniziò a comporre il suo numero. A volte si fermava a pensare che si comportava come una mamma nei suoi confronti e questo non lo sopportava.
-Haruka ma dove eri finita? Mi hai fatto preoccupare!-
Bingo!
-Ero da Michael, tu dove sei?-
-Siamo state da mia madre, sai voleva vederti!-
Haruka sorrise pensando a quella donna era così diversa dalla figlia. Le era subito stata simpatica, anche se all'inizio non era stato proprio facile.
-Haruka ci sei?- chiese non avendo nessuna risposta dall'altra.
-Vengo a prendervi, dove siete?-
-Non occorre, sai ho anch'io la patente!- guardò la piccola che si era addormentata sul sedile e le accarezzò la fronte.
-Haruka?-
-Cosa?-
-Mi sei mancata oggi!-
Sentì una sensazione che le fece sciogliere anche il più piccolo pensiero che la affliggeva. Erano bastate quelle semplici parole per farle dimenticare tutte le sue parole. Quando si fermava a pensare alla sua Michiru, tutto passava in secondo piano, anche la sua paura di non riuscire a vivere senza quella donna.
-Anche tu!- era vero. Se fosse per Haruka, avrebbe trascorso ogni istante con quella donna, anche solo standole accanto.
Quando Michiru rientrò, trovò Haruka che ascoltava musica sul divano: quando la vide con la piccola in braccio, che ormai dormiva beatamente, si alzò per aiutarla. Prese la bambina che si adagiò tra le sue braccia e, seguita da Michiru, si diresse in camera. Adagiò la piccola sul lettino e le accarezzò la fronte.
Vide Michiru coprirla con la copertina e darle un bacio sulla fronte, mentre la piccola si girava per prendere la sua posizione. Vedere quella scena le scaldò il cuore. Si ritrovò a chiedersi se un giorno anche lei fosse presa da quell'impulso di coccolare e baciare un'altra persona, con un amore così genuino.
Michiru si alzò e si ritrovò a faccia a faccia con Haruka che in un attimo la strinse forte: aveva un disperato bisogno di sentirsi in grado di amare qualcuno.
-Ti amo!- le sussurrò all'orecchio. La violinista la abbracciò forte poggiando la testa sul suo cuore. Percepiva che qualcosa non andava e avrebbe fatto qualsiasi cosa per aiutarla. La prese per mano e insieme si diressero nel salone, per accomodarsi sul divano. Iniziò ad accarezzarle i capelli biondi che tanto amava.
-A volte mi piacerebbe leggere in questa tua testolina, per capire cosa ti tormenta!-
Haruka non le rispose, non sapendo esattamente come decifrare quelle parole.
-Cosa hai provato quando è nata Hikari?- le chiese all'improvviso, chiudendo gli occhi e facendosi coccolare proprio come una bambina. Michiru aveva proprio tutti gli atteggiamenti di una mamma, lei al contrario, non sapeva neanche dove incominciare. Le prese il viso tra le mani e sussurrò –E' normale se hai avuto dei dubbi, non devi tormentarti!-
-Ma se Hikari non…-
-Shh! Significa semplicemente che non è il momento per far aumentare la nostra famiglia!-
Haruka la guardò mentre l'altra le sorrideva: un sorriso così dolce che le fece sperare che tutto si potesse risolvere. Non capì se lo pensava veramente o se lo stesse dicendo solo per farla rassicurare. La cosa però poco le importava perché, in quel momento, aveva proprio bisogno di credere che quelle parole fossero vere.
Allungò una mano per accarezzarle i capelli che, nonostante una giornata di lavoro, erano ancora morbidi e profumati. Amava intrecciare le dita in quei riccioli, le piaceva vederla chiudere gli occhi mentre godeva appieno delle sue carezze. Molte volte si ritrovava a pensare di essere molto fortunata nell'avere la possibilità di starle accanto. La baciò molto lentamente: un bacio puro e casto, senza implicazioni sessuali. Un semplice contatto che esprimeva il forte sentimento che provava per lei. Un sentimento che ogni giorno aumentava, tanto da farle paura. Sentiva il cuore colmarsi al punto da esplodere: era sempre stato così con lei, l'amore che provava per la sua violinista preferita era così forte che a volte si sentiva schiacciare da quelle sensazioni.
Michiru allungò le mani dietro alla nuca attirandola di più per approfondire il bacio, con la lingua iniziò a lambirle il labbro inferiore per poi passare a quello superiore. La bionda si arrese a quelle calde carezze e schiuse appena le labbra, dandole il permesso di allacciare le loro lingue. Fu una sensazione unica, il contatto con la sua lingua fu un'esplosione di emozione. In quel preciso istante fu la volta della passione a regnare in quel bacio, passione che non era affievolita neanche un po', anzi sembrava aumentare ogni giorno di più. Allacciò le mani dietro al collo mentre sentiva le braccia della bionda stringerla forte per la vita. Era da giorni che non facevano l'amore e adesso era iniziato tutto così spontaneamente, proprio come all'inizio. Negli ultimi mesi la loro relazione aveva risentito dei tanti cambiamenti presenti nelle loro vite.
Si staccò dalle sue labbra per riprendere fiato: vederla così eccitata con gli occhi languidi e la bocca rossa, dopo il bacio che si erano scambiate, era uno spettacolo bellissimo. L'azzurro dei suoi occhi era così carico di passione che non seppe resistere oltre. Iniziò a baciarle il collo mentre la violinista le dava ampio accesso. La sentì gemere sotto voce dando alla situazione un'atmosfera davvero sexy. Le dita di Michiru s'intrecciarono tra i fili biondi dei suoi capelli, mentre la incitava a non fermarsi. La sua bocca ora era salita all'orecchio alternando baci e sospiri, regalandole brividi in tutto il corpo. Con la forza la costrinse a staccarsi dal suo lobo che era stato torturato abbastanza, per richiamare l'attenzione sulle sue labbra che bramavano lo stesso trattamento. La bionda non se lo fece ripetere due volte e subito si dedico a quelle labbra che la assalirono in un bacio appassionante. Sentì le mani della violinista afferrarle il viso e attirarla ancora di più a sé, le loro lingue si scontrarono in una lotta carica di colpi, capaci d'incendiarle nel profondo. Haruka le accarezzò i capelli mentre con la bocca inghiottiva i gemiti che l'altra a stento riusciva a trattenere. Michiru iniziò a baciarle la guancia molto dolcemente per poi salire agli occhi: la pelle di Haruka sembrava bruciare sotto le sue labbra. A differenza di lei, raramente Haruka si lasciava andare. La maggior parte delle volte, era lei a dirigere il gioco, era sempre lei a darle piacere e solo su sua insistenza, a volte, la lasciava condurre. Accadeva molto raramente perché Michiru amava lasciarle il pieno controllo, amava perdersi tra le sue dita. Questa volta però voleva condurre lei il gioco, voleva condurla al piacere proprio come faceva Haruka con lei. Voleva sentirla urlare il suo nome mentre raggiungeva il piacere. Spostò le labbra sul collo iniziando a baciarla e a succhiare piccoli lembi di pelle. La sentì sospirare appena, mentre intrecciava le dita nei suoi capelli, spostando leggermente la testa verso sinistra per darle maggior spazio. Spostò leggermente la camicia per baciarla sulla spalla per poi ritornare al collo, riprendendo di nuovo a succhiarle la pelle.
-Se continui così, domani avrò bisogno di un foulard!- ansimò, stringendola forte.
-Non ti piace?- disse dandole tanti piccoli baci lungo la mandibola –Vuoi che smetta?-
Per tutta risposta le alzò il viso e catturò la sua bocca in un altro bacio carico di passione. Sentiva l'eccitazione alle stelle, voleva sentirla e anche subito, l'altra invece sembrava voler continuare quel gioco di carezze ed effusioni. Lentamente, molto lentamente, Michiru appoggiò la mano sulla gamba dell'altra facendole carezze lungo tutta la coscia. La sentì trasalire quando le sue dita si spostarono nell'interno, sentendo quella richiesta tacita di non fermarsi, di toccarla lì, dove era più bisognosa di attenzioni. Allontanò la mano per cercare la sua e intrecciarle insieme mentre l'altra si lasciava sfuggire un gemito di disapprovazione.
-Andiamo in camera?- le chiese con la bocca appiccicata all'orecchio. Il suo tono non lasciava dubbi su cosa avrebbero implicato quelle parole.
-Non ancora- sospirò, iniziando a sbottonarle la camicia. I suoi occhi s'illuminarono quando vide il suo seno, prova evidente della sua eccitazione.
-Dovresti imparare a indossare il reggiseno, sai quando sei così la camicia copre poco!- sussurrò sotto voce, come se volesse che nessuno a parte lei la ascoltasse, prima di poggiare le labbra sul suo seno. Sentì il corpo dell'altra reagire a quel contatto e la sentì gemere quando la toccò con la lingua.
-C-così come?- riuscì a dire a stento, sopraffatta dalle sensazioni che la stavano invadendo. Il suo respiro divenne pesante quando Michiru iniziò a torturarle il capezzolo. Sostituì la bocca con le dita, intensificando le sue carezze. Avvicinò la bocca al suo orecchio e solo ora si preoccupò di risponderle.
-Quando sei così eccitata la camicia non riesce a coprirli bene!- Sussurrò mentre strinse i capezzoli tra il pollice e l'indice, facendola gemere forte. Coprì le mani con le sue cercando di fermarla, le allontanò dal seno per condurle su un'altra zona del suo corpo. Sorrise appena intuì le intenzioni di Haruka decidendo di stare al suo gioco. Come intuito, Haruka poggiò le loro mani sul suo punto più sensibile mentre con l'altra mano libera, andò a cercare il suo punto più sensibile: iniziò ad accarezzarle l'interno della coscia per risalire molto piano.
Stava di nuovo cercando di prendere in mano la situazione e, se non faceva qualcosa per fermarla, avrebbe finito col dargliela vinta anche questa volta.
-No, Haruka fermati!-
La bionda la guardava confusa –Andiamo di là?- chiese, con la speranza di riuscire finalmente ad averla.
-Non ancora- sospirò a fior di labbra, prima di baciarla di nuovo.
Ormai al limite della sopportazione, decise di prendere in mano la situazione, non riusciva a reggere il suo ritmo. A volte Michiru sapeva essere molto crudele. Lo sapeva bene! La afferrò e la poggiò cavalcioni sulle sue gambe, alzandole appena la gonna. Si guardarono negli occhi, leggendo la reciproca eccitazione. Haruka iniziò a massaggiarle il seno con la mano sinistra mentre la destra andò nei suoi capelli. Michiru chiuse gli occhi, godendo di quelle carezze: anche se la mano di Haruka era ostacolata dal tessuto della maglietta e del reggiseno, riusciva comunque a darle piacere. Lasciò andare i capelli per infilare la mano sotto la maglietta, il contatto con la pelle calda di Michiru le regalò una scarica elettrica, si spinse leggermente in avanti cercando la sua bocca –Mi farai impazzire!- le sussurro a fior di labbra prima di baciarla. Le allacciò le mani al collo spingendosi in avanti con il bacino.
Volevi giocare? Ora ci penserò io!
Le alzò la maglietta per interessarsi completamente ai suoi seni, iniziò a baciare la pelle che usciva dalle coppe del reggiseno. La sua bocca si occupò del seno sinistro mentre la mano si occupò dell'altro. Michiru era ormai in estasi: il gioco che aveva iniziato, si stava rivoltando contro di lei. Intrecciò le mani nei suoi capelli biondi, spingendola ancora di più verso il suo seno.
-Oh…si! Haruka Ti prego!- ansimava, ormai completamente sopraffatta.
Le spostò il reggiseno per prendere un capezzolo in bocca, iniziando a succhiarlo. Michiru iniziò a muovere i fianchi, reclamando l'attenzione anche in un'altra parte del suo corpo.
-Haruka ti prego, ti voglio!-
Era sempre così non riusciva a resistere e finiva sempre col darle il controllo della situazione.
La fece sdraiare sul divano e la coprì con il suo corpo, costringendola a divaricare appena le gambe e infilando una gamba tra le sue. Iniziò a sfregarla con maggiore pressione sul suo punto più sensibile, facendola gemere forte. Michiru allungò le mani per accarezzarle i seni nudi mentre accostavano le bocche in un nuovo bacio. Haruka continuava le sue spinte, facendo strofinare il suo ginocchio sul suo punto più sensibile mentre l'altra inarcava la schiena per approfondire quel contatto.
-Oh…Haruka non fermarti. –
-Vuoi farlo sul divano?- le chiese senza fermarsi.
Michiru le afferrò il viso tra le mani e fissandola negli occhi disse –Se ti fermi adesso non credere di avere di nuovo il controllo dopo!-
La stava sfidando? Credeva davvero di poterla sottomettere così facilmente?
In un istante smise ogni movimento, la guardò negli occhi e con aria di sfida disse –Fammi vedere cosa sai fare!-
Erano ora in camera completamente nude, Michiru sopra di lei che le baciava i seni. La sua bocca iniziò a scendere giù per l'addome, fermandosi all'ombelico. La sentì contorcersi dalla trepidazione perché sapeva bene dove sarebbe finito quel viaggio. Continuò a scendere fino ad arrivare all'inguine. Le dita di Haruka le circondarono la testa dirigendola nel suo punto più eccitato. Quando la bocca di Michiru si poggiò sulla sua parte intima, Haruka perse ogni forma di controllo: alzò il bacino per accentuare il contatto e iniziò a gemere quando la bocca dell'altra si fece più audace.
-Oh…Michiru! Sei fantastica…c-continua!-
Finalmente! Ci sono riuscita!
Allungò una mano per accarezzarle di nuovo il seno mentre con la bocca continuava la sua opera. Haruka era ormai al limite, stringeva forte le lenzuola tra le mani. Risalì di nuovo verso la sua bocca per baciarla poi sussurrò –Sei pronta?-
-Muoviti!- fu l'ordine perentorio di Haruka.
-Come scusa?- disse l'altra, staccandosi dal suo corpo.
-Michiru ti prego non resisto più!-
-Così va molto meglio!-
Intromise una mano tra i loro corpi fino a toccarle la sua femminilità. La penetrò lentamente, guardandola trattenere il fiato: era davvero uno spettacolo vederla così arresa al suo tocco. Era una sensazione unica capire di riuscire a darle così tanto piacere. Michiru iniziò a muovere le dita, accompagnando le spinte con il corpo. Capì subito che Haruka era più che pronta tanto da intensificare le spinte mentre la bionda la accompagnava con movimenti frenetici del bacino. Quando era ormai sul punto di esplodere, si sollevò mettendosi seduta e ritrovandosi così la violinista cavalcioni sulle sue gambe che continuava a spingere. Le accarezzò il seno per poi penetrarla.
-Dobbiamo farlo insieme!-
Iniziarono così a muoversi insieme gemendo e ansimando: Haruka nascose il volto nel suo collo, cercando di attutire i gemiti che era ormai incapace di trattenere.
-Oh…Haruka!- sospirò Michiru, sentendosi ormai al limite.
-Lo so!- rispose semplicemente l'altra, percependo cosa le volesse dire.
Un calore s'impossessò dei loro corpi, che partendo dalla zona dove s'incontravano, si espanse in tutto il corpo, fino a esplodere quando raggiunsero il piacere.
I loro corpi tremavano ed esauste, crollarono sul letto e si addormentarono l'una tra le braccia dell'altra.
Fu svegliata da un lieve bussare alla porta. Quando aprì gli occhi si accorse che sia lei che Haruka erano ancora completamente nude. Di sicuro dall'altra parte della porta c'era Hikari: si alzò e prese la prima camicia da notte che trovò e la infilò, poi scosse appena Haruka dicendole di coprirsi in qualche modo, perché Hikari voleva entrare. Ancora completamente assonnata, prese una t-shirt e un paio di pantaloncini e se li infilò, per poi ritornare a letto.
Michiru invece, aprì la porta per vedere Hikari con il suo orsacchiotto tra le braccia, che la guardava sospettosa.
-Perché non mi rispondevi?-
Si abbassò per guardarla negli occhi e parlando a bassa voce disse –Zia Haruka sta ancora dormendo, non volevo svegliarla!- la bambina sorrise, sapendo come fosse irascibile Haruka se qualcuno la svegliava.
-Posso restare con te!-
La prese in braccio dandole un bacio sulla guancia –Certo che puoi!-
Si rimisero a letto: Hikari si accoccolò alla mamma, che le accarezzava la schiena proprio come quando era piccola. Da quando il suo papà se n'era andato, la piccola si era attaccata in modo quasi ossessivo alla sua mamma e, se all'inizio Michiru l'aveva assecondata, ora stava cercando di farle capire che poteva fidarsi delle altre persone. Ecco perché aveva deciso di mandarla in una scuola diversa da dove insegnava lei. Hikari aveva bisogno di fare nuove conoscenze, aveva bisogno di interagire con altri adulti. All'inizio aveva sperato che la presenza di Haruka nella loro vita l'avrebbe aiutata e invece si era rivelato il contrario. Dopo un inizio burrascoso, la situazione sembrava essersi risolta e invece, dopo poche settimane che erano tornate alla realtà, era di nuovo precipitato tutto. Hikari sembrava mal tollerare la presenza della zia nella loro vita, fatta eccezione per alcune volte: quando ancora non sapeva come, sembravano sancire una tregua. Chiuse gli occhi stringendo la sua bimba a sé quando Hikari la fece svegliare di colpo.
-Mamma è vero che zia Haruka vuole avere un bambino?-
Aprì di colpo gli occhi, non aveva avuto modo di riprendere quel discorso perché l'aveva vista così rilassata in questi giorni e credeva avesse superato la cosa da sola. Si alzò e appoggiò la schiena allo schienale. Le accarezzò la guancia e la incitò a sedersi sulle sue gambe.
-Non ti piace l'idea di avere un fratellino?- le chiese, stringendole le manine.
-Non sarà il mio fratellino!- il suo sguardo era così deciso, così identico all'espressione di Haruka quando era super convinta di quello che diceva. A volte dimenticava che era sua zia e che quindi era normale che si somigliassero.
-Hai ragione amore, ma vedi ora noi siamo una famiglia e potessi anche considerarlo un tuo fratellino!- azzardò Michiru mentre vedeva la sua bambina fare una strana faccia. Rimase per un attimo in silenzio come se stesse pensando qualcosa.
-Mamma ma zia Haruka la sa fare la mamma?- chiese seria la bambina
-Lei è sempre così arrabbiata, può volere bene a un bambino?- era sorpresa nel costatare come la sua piccola riuscisse a pensare come se avessi dieci anni in più.
-Amore lei ti ama, certo che può voler bene a un bambino!-
-Tu dici che lei mi vuole bene?- gli occhi di Hikari esprimevano tutta la sua perplessità al riguardo.
-Ma perché parli così?-
-Beh lei non mi prende mai in braccio, non gioca mai con me e poi non mi…- abbassò il viso.
-Cosa amore, continua!- la incalzò Michiru, percependo che il problema della bambina andava al di là dell'avere o meno un fratellino.
-Mamma non mi ha mai dato un bacio. Non mi coccola come fai tu! Forse perché non sono sua figlia?-
Questo è dunque il punto?
Hikari sentiva che Haruka non le riservava le stesse attenzioni che era abituata a ricevere dai suoi genitori e, forse, aveva paura che con la nascita di un bambino tutto suo, Haruka non si sarebbe mai interessata a lei!
-Ti confido un segreto. Zia Haruka non ha mai vissuto con un bambino, forse non sa come comportarsi, ecco perché non ti fa le coccole!- cercò di spiegarle Michiru.
Vide il volto della bambina illuminarsi come se ora fosse tutto più chiaro, poi però una strana espressione si dipinse sul suo viso
-Mamma ma perché a te le fa le coccole?-
Quella domanda la spiazzò, come faceva a spiegarle che nel loro caso era un dare e avere? Come faceva a dirle che Haruka le faceva le coccole perché davano piacere anche a lei?
-Senti amore ho un'idea perché non cerchiamo di insegnarle come si fa?- propose Michiru, sperando di essere riuscita a farle dimenticare la sua domanda.
-Dobbiamo insegnarle a fare le coccole e a come si deve comportare con i bambini?- chiese la bambina.
-Certo amore hai capito bene!-
La bambina sembrò rifletterci un pochino poi l'abbracciò forte e disse –E' proprio un'ottima idea mamma!-
Sentì le sue braccine stringerla forte per il collo, le accarezzò i capelli e la schiena.
-Ora torna a dormire ancora un po' è presto!- le disse Michiru facendola stendere al suo fianco.
-Mamma ma come faremo?- chiese la bambina, sistemandosi stretta al suo corpo.
-A questo penseremo domani, ora dormi!- le diede un bacio sulla fronte e la vide chiudere gli occhi.
Sorrise nel pensare a come avrebbe reagito Haruka quando le avrebbe riferito quella conversazione, ignara del fatto che la bionda aveva ascoltato tutto e che le parole di Hikari l'avevano ferita molto.
Ecco il nuovo capitolo. Ringrazio tutti quelli che hanno recensito la storia, mi fa davvero piacere che sia piaciuta.
Aspetto di sapere cosa pensate di questo nuovo capitolo e delle parole di Hikari.
Un bacio e a presto!
