Buona lettura!
Sanae78
"Sepatakuro"
di Sanae78
Capitolo 3
Sakun
Sawadee!
Vi dico congiungendo le mani vicino al viso e abbassando leggermente il capo facendovi un naturale e sincero sorriso.
In Thailandia nel mio paese è usanza salutare in questo modo e forse per questo che tanti la definiscono la 'terra dei sorrisi'.
Sono Sakun, il secondogenito.
Sono il 'fratello di mezzo', come dico sempre io, perché sono più piccolo di Faran, anche se sono già parecchio più alto di lui e più grande di Chana.
A volte mi sento né carne e né pesce, perché il mio ruolo è un po' difficile da definire.
Dei tre sicuramente sono il più pacato e spesso mi trovo a mediare, quando iniziano a bisticciare.
Forse sono un po' troppo paziente!
Sono sempre stato il più diligente negli studi e ho sempre aiutato i miei fratelli a fare i compiti e a studiare. Evidentemente non ne avevo abbastanza di farne dei miei!
Dopo aver terminato gli studi superiori, mi piacerebbe iscrivermi all' università, sono sicuro di poter ci riuscire pur continuando a praticare dello sport.
Sono cresciuto in una famiglia in cui da generazioni si pratica il sepatakuro.
Sia mio nonno che mio padre si sono distinti in questa disciplina.
Casualmente siamo proprio in tre, il numero di giocatori necessari per costituire una squadra di sepatakuro.
Ogni tanto mi chiedo se le nostre nascite siano state casuali o programmate!
E per fortuna che siamo nati tutti maschi, anche se credo che se fossimo state femmine mio padre avremmo semplicemente formato di rag femminile.
Ma si sa, per un padre un figlio maschio è un po' come se fosse un proseguimento di se stesso.
Mio padre ci avrebbe amati anche se femmine, solo che in quel caso avrebbe avuto altri tipi di preoccupazione.
Secondo me, mio padre avrebbe continuato a far sfornare figli a mia madre fino ad ottenere il suo rag e grazie al cielo ci è riuscito in breve tempo, altrimenti povera mamma!
Nonostante pensi queste cose sono molto legato a lui e sono quello che fisicamente più gli somiglia.
Siamo quasi identici e mi riconoscono subito come il figlio di Tosaku Konsawat.
E' stato lui ad insegnarci a praticare il sepatakuro, e come Faran ho avuto in regalo una palla di canne.
Quando ho iniziato a praticarlo Faran ci giocava già da un po' e così sono diventato il suo compagno di giochi, anche se avevo l'impressione che ce l'avesse con me.
Ma dopo che ha iniziato a capire che volevo solo giocare con lui e che era il mio fratellone e avevo bisogno di lui, tutto è andato per il meglio.
Di giorno papà era fuori per lavoro, allora noi ci esercitavamo e poi dopo cena giocavamo tutti insieme in giardino e la mamma ci guardava e tifava per noi, quasi mai per papà.
E' stato bello rendersi conto di cosa significasse avere un fratello, solo che non mi aspettavo certo che da lì a poco ne sarebbe arrivato un altro.
La mamma è ingrassata, noi vedevamo papà tutto contento e un giorno la mamma è andata in ospedale, noi l' abbiamo accompagnata con papà ed abbiamo visto Chana.
Io e Faran ci siamo guardati come per dire 'Eccone un altro!'
Era piccolo piccolo e all' inizio sembrava uno di quei bambolotti con cui le bambine amano tanto giocare.
Piangeva tanto e col passare del tempo si è rivelata una piccola peste!
Dei tre è sicuramente il più agile e riesce ad eseguire delle azioni al limite dell' impossibile.
Un giorno stavamo esercitandosi come al solito in giardino e nostro padre ci ha detto. "Bene adesso siete abbastanza grandi per imparare il LAWD HUANG!"
Ha piantato un palo in giardino, ci ha appeso un canestro e ha esclamato "Ora calciando la palla come vi ho insegnato, cercate di fare canestro!"
Avevamo già visto praticare questa variante del sepatakuro ai templi ed eravamo entusiasti all' idea di giocarci.
Non era per niente facile riuscire a fare dei canestri in quel modo.
Però così abbiamo potuto affinare la nostra mira.
Faran è stato il primo a segnare un punto eseguendo una bellissima rovesciata e calibrando magistralmente il tiro.
"Su forza fratellini! Non arrendetevi! L' importante è colpire la palla per darle la giusta traiettoria."
Stavamo perdendo la pazienza, ma seguendo i suoi consigli ci siamo riusciti.
Prima io e poi Chana.
Ci sfidavamo a chi riusciva a fare più punti e a turno vinceva uno di noi.
E' arrivato il periodo delle feste e ci siamo recati al tempio.
In quell' occasione si sarebbe svolta una gara di LAWD HUANG e papà ci ha iscritti, nono stante fossimo i più giovani tra tutti i partecipanti.
Il regolamento era molto semplice: le squadre dovevano formare un triangolo e cercare di fare più canestri possibile in un trenta minuti.
Eravamo gli ultimi a dover scendere in campo ed i componenti delle altre squadre ci schernivano dicendoci che eravamo troppo piccoli e il canestro posto troppo in alto perché noi potessimo raggiungerlo.
La squadra che guidava la classifica era riuscita a fare trentacinque punti.
Nostro padre ci ha rincuorato "Vi ho iscritti perché siete all' altezza di questa competizione! Fate del vostro meglio e giocate come sapete! Andrà tutto bene figli miei!"
Ci hanno dato il via e una persona con un cronometro controllava il tempo.
Abbiamo immediatamente preso il ritmo e iniziato a librarci nell' aria e a segnare punti a raffica.
Tutti i presenti ci guardavano attoniti.
Chi aveva appena segnato prendeva fiato, mentre gli altri due recuperavano la palla ed eseguivano un altro tiro.
Ad un certo punto una persona ha chiesto"Quanti punti hanno fatto?"
"Trenta!"
"Quanto manca?"
"Cinque minuti!"
Nostro padre si è avvicinato a quelle persone e ha detto "Vinceranno!"
Un' altra persona ha gridato" Ora hanno trentacinque punti! Mancano solo trenta secondi!"
Chana ha recuperato la palla e me l' ha rinviata.
Mi sono elevato, ho tirato ed è entrata nel canestro.
Pochi secondi dopo veniva fischiata la fine.
Il punto era valido e avevamo vinto la gara.
Tutti i presenti ci hanno applaudito e cori di ovazioni si sono alzati per noi, i fratelli Konsawat, astri nascenti del sepatakuro.
Giocando insieme abbiamo vinto tanto e ho sempre pensato che avremmo continuato a praticare il sepatakuro, perché ci piaceva e ci divertiva farlo.
Faran ci ha portato ad una svolta appassionandosi al calcio e decidendo di lasciare il nostro rag.
Ci ha detto 'Ho deciso di non giocare più a Sepatakuro, ma di dedicarmi al calcio!"
E' stato come un fulmine a ciel sereno, non ce l' aspettavamo proprio!
Avevamo appena vinto una coppa e pensavamo che avremmo festeggiato come nostro solito.
Cos' avrebbe detto nostro padre?
E' stata la nostra prima preoccupazione, temevamo che si rompesse il loro legame.
Tutti noi eravamo consapevole che il sepatakuro era sempre stato un qualcosa che era sempre appartenuto al nostro mondo, ma che in un certo senso eravamo gli strumenti per poter rendere possibile a nostro padre i sogni che non era riuscito a realizzare.
Questo non ci è mai pesato, perché per noi giocarci era divertente, ma per Faran non era più così.
Una sera avevamo guardato insieme alla televisione una partita di calcio e lui era rimasto affascinato da quello sport ed aveva iniziato a prendere informazioni.
Vedere quelle immagini, aveva lasciato un segno anche in me, però credevo che la mia, anzi la nostra strada, sarebbe stata quella dello sport che avevamo sempre praticato.
Faran ha smesso di allenarsi con noi poco dopo averci comunicato la sua decisione e noi per un po' abbiamo continuato ad allenarci da soli cercando di non far capire ai nostri genitori cosa stesse accadendo e con la speranza che sarebbe tornato con noi.
Le giornate passavano strane, e per quanto ci impegnassimo io e Chana ci sentivamo a disagio. Avevamo iniziato insieme a praticare quello sport ed ora uno di noi si era allontanato e noi ne sentivamo molto la mancanza.
Andavamo sempre a spiarlo di nascosto, si impegnava al massimo ed anche noi abbiamo iniziato a incuriosirci a quello che faceva e una sera prima di avvicinarlo ne abbiamo parlato.
Chana mi ha chiesto cosa potessimo fare e gli ho risposto che Faran sembrava determinato a continuare nei propri intenti e che per questo motivo provavo solo ammirazione nei suoi confronti.
A sentire queste parole il Chana si è un po' rammaricato e mi ha domandato se dovevamo rassegnarci a cercare un sostituto per Faran.
Gli ho messo una mano sulla spalla e gli ho detto che se se la sentiva potevamo unirci a Faran e aiutarlo a realizzare il suo sogno che sarebbe diventato il nostro
Chana ha accettato immediatamente e siamo corsi da Faran per comunicarglielo.
Ne è stato felice e anche noi..
Così continuavamo ad essere un trio e puntavamo a diventare un trio acrobatico del calcio.
Spero veramente che riusciremo a far qualificare la Thailandia per il World Youth Hen, altrimenti dovremmo ritornare sui nostri passi.
Ora che anch' io mi sono appassionato a questo gioco spero di non doverlo lasciare.
Non so se diventeremo mai dei giocatori professionisti, però perlomeno possiamo provarci.
Se non ci proviamo adesso ci rimarrà per sempre il rimpianto di non averlo fatto.
Mi piacerebbe solo che anche papà fosse orgoglioso di quanto ci stiamo impegnando per realizzare il sogno che abbiamo la fortuna di condividere.
Continua ...
Disclaimer
I personaggi presenti in questa storia appartengono a Yoichi Takahashi.
