Ed ecco qui il nuovo capitolo!
Questa storia mi ispira sempre di più. Spero di non arrenarmi troppo presto come con le altre XD.
Anche perché tra poco arriveranno colpi di scena innaspettati... che stravolgeranno un po' entrambe le storie XD.
Ringrazio Fly89 per avermi fatto da beta e wildarms17 per aver aggiunto la storia tra le seguite!

E detto ciò... buona lettura a tutti!

Capitolo 03: Il binario nove e tre quarti. L'Espresso per Hogwarts
Non appena Hagrid se ne andò, Tom indicò ai cinque maghi le due stanze dove avrebbero soggiornato.
I ragazzi lo ringraziarono, per poi entrare tutti in una stanza, che Harry insonorizzò immediatamente con la sua magia.
"Questo mondo è decisamente diverso dal nostro." Disse subito Lucy. "Almeno, ho viaggiato in diverse città di Fiore, ma non avevo mai visto così tanti negozi magici tutti insieme."
"Se è per questo, è difficile vedere anche così tanti maghi, e menomale che qui agiscono pure di nascosto." Commentò Gray, per poi prendere la sua bacchetta.
"La loro magia è assai interessante, questo è sicuro. Se riusciamo ad apprenderla, Fairy Tail diventerà ancora più famosa." Rifletté Erza, per poi guardare Harry. "Tutto bene?"
"Beh, scoprire che qui sono famoso solo perché sono sopravvissuto ad un attacco mortale non rientra proprio nella mia top ten, tuttavia devo ammettere che questa missione si preannuncia piuttosto interessante. E poi, proprio come voi, sembra che potrò aumentare il mio bagaglio di incantesimi."
"Però… Come faremo a comunicare con la gilda?" domandò Happy. "La fenice è con Silente, e dubito ce la lascerà usare di continuo."
"Forse… Forse so io come fare!" esclamò Lucy. "È un po' pericoloso, visto che la mia magia potrebbe essere rilevata, però forse sono ancora in tempo prima di essere messa sotto controllo."
"A cosa stai pensando?" le chiese Natsu.
Come risposta, la bionda prese una chiave dorata, che mise in una serratura invisibile di fronte a lei.
"Apriti! Porta della Vergine! Virgo!" urlò, mentre dalla chiave usciva una forte luce, che scomparve in pochi secondi, lasciando il posto a una donna dai capelli rosa, vestita da cameriera.
"Mi ha chiamato, principessa?" chiese rivolgendosi a Lucy.
"Sì. Ti sei accorta che non ci troviamo più nel mio mondo, vero?"
La donna annuì.
"Voglio sapere se sei in grado di portare dei messaggi e degli oggetti tra questi due mondi. Inoltre, devo chiederti di usare la tua energia magica finché non te lo dirò io."
"Come desidera. Che messaggio devo riferire e a chi?"
"Devi dire a Master Makarov che qui le cose stanno andando bene. Inoltre, devo chiederti di portarci cinque occhiali del vento. Non ho avuto il tempo di prenderli, dovresti trovarli tra le mie cose."
"D'accordo."
"Ah, è un'altra cosa: non apparire se oltre a noi c'è qualcun altro, chiunque esso sia. Riferisci questo anche agli altri spiriti per piacere."
Virgo annuì, per poi scomparire nella luce.
"Perché degli occhiali del vento?" chiese Erza.
"Beh, data la quantità di libri che abbiamo, ho pensato che con quelli svolgeremo prima i compiti e studieremo più velocemente. Così potremo indagare nel caso dovesse succedere qualcosa."
"Non male come idea. Oltre al fatto che passeremo per dei piccoli geni." Disse divertito Harry. "E forse anche Natsu potrà sperare in qualche voto decente."
"Ehi, come osi?! Diventerò più bravo di te in un batter d'occhio!"
"Questo lo vedremo una volta che saremo tornati a Hogwarts." Fece Gray. "E secondo quanto detto da Hagrid, dovremo aspettare due settimane."
"Il tempo sufficiente ad apprendere il minimo indispensabile su questo mondo." Disse Erza, annuendo.
Da quel giorno, i cinque maghi passarono le giornate a documentarsi sugli usi e costumi di quel mondo, grazie ai libri di testo e altri che avevano provveduto ad acquistare successivamente.
Le due settimane passarono quindi velocemente, e i cinque maghi si ritrovarono con i loro bauli e gufi di fronte a King's Cross.
"Wow… non ho mai visto una stazione così grande…" mormorò Lucy, mentre dietro di lei Harry e Gray aiutavano un Natsu notevolmente provato dal viaggio in taxi che avevano appena effettuato.
Erza invece stava cercando di capire con quali banconote pagare, dato che avevano convertito la valuta magica in sterline, moneta che la maga non aveva mai visto prima.
Fu Harry ad aiutarla, incurante dello sguardo incredulo del tassista e di diversi passanti di fronte ai loro bagagli.
"Non capisco proprio come fanno i maghi di qui a vivere di nascosto…" mormorò Natsu, riprendendosi lentamente e guardandosi in giro. "Siamo gli unici che viaggiano con gufi chiusi in gabbie."
"Noi abbiamo seguito alla lettera le istruzioni di Silente. Ora non ci resta che trovare questo binario nove e tre quarti." Fece Harry, spingendo i carelli con i loro bagagli all'interno dell'edificio.
Proseguirono in silenzio finché non arrivarono alla banchina che divideva i binari nove e dieci.
"Okay… e ora cosa dobbiamo fare? Sfondare uno dei muri che dividono i binari?" esclamò Natsu.
"Dubito che sia questo il modo esatto… Di sicuro dev'essere qualcosa di ovvio per i maghi e di impensabile per i babbani… bisogna giusto scoprire che cosa." Replicò Gray, guardandosi attorno.
"Ehi, e se seguissimo loro?" propose Lucy, indicando una signora grassottella, accompagnata da quattro ragazzi e una bambina tutti dai capelli rosso fiamma.
Quest'ultimi avevano tutti un carello come il loro, e uno aveva anche una civetta.
"Direi che abbiamo trovato il modo per scoprire come proseguire." Ridacchiò Harry, prendendo il carrello e seguendo i cinque, imitato dai suoi compagni.
"Mamma, posso andare anch'io…" sentirono dire dalla bambina non appena furono abbastanza vicini.
"Tu sei troppo piccola, Ginny. Sta' zitta adesso. Va bene, Percy, vai avanti tu."
Il ragazzo che sembrava essere il maggiore dei fratelli cominciò ad avviarsi verso uno dei muri che dividevano i binari nove e dieci.
I cinque maghi di Fairy Tail restarono in silenzio ad osservare, ma per loro sfortuna un gruppo di turisti gli passò davanti, intralciando la visuale.
Quando l'ultimo zaino si fu tolto di mezzo, il ragazzo era scomparso.
"Che diamine… si è smaterializzato?" disse Erza, cercando inutilmente di ritrovarlo.
"Fred, ora tocca a te." Continuò la donna, voltandosi verso un altro dei ragazzi.
"Ma io non sono Fred, sono George." Rispose il ragazzo, per poi indicare il ragazzo al suo fianco, che era la sua copia perfetta. "Parola mia, donna! E dici di essere nostra madre? Non lo vedi che sono George?" continuò, accennando a un piccolo sorriso.
"Scusami, George caro." Si scusò la madre, osservando il figlio avvicinarsi alla colonna di mattoni.
"Te l'ho fatta! Io sono Fred!" esclamò il ragazzo, per poi cominciare a correre contro il muro.
Harry e gli altri stavolta fecero attenzione, ma con loro sorpresa, il ragazzo scomparve all'improvviso, imitato subito dopo dal gemello.
"Direi che non ci resta altro da fare che chiedere direttamente come si fa." Borbottò Harry, mentre il gruppo si avvicinava ai tre rimasti.
"Ci scusi." Disse Lucy, attirando l'attenzione della donna.
"Salve ragazzi." Rispose lei. "È la prima volta che andate a Hogwarts? Anche Ron è nuovo."
"Sì." Rispose Erza. "Il fatto è che non sappiamo come raggiungere il binario."
"Non vi preoccupate." Disse lei sorridendo. "Dovete solo camminare dritto in direzione della barriera tra i binari nove e dieci. Non vi fermate e non abbiate paura di andarci a sbattere contro: questo è molto importante. Se siete nervosi, meglio andare di corsa. E adesso andate, prima di Ron."
I maghi si voltarono verso Natsu, che fece un sorrisetto.
"Beh, avevo quasi indovinato, no?" disse lui divertito, congelandosi allo sguardo di Erza e Harry.
"Allora sarai tu ad avere il privilegio di andare per primo." Fece il moro.
Il mago del fuoco sospirò, per poi stringere con forza il carello.
"E va bene… pista!" esclamò, cominciando a correre contro il muro, per poi scomparire nel nulla.
Uno ad uno, anche gli altri lo imitarono.
Una volta superata la barriera, si ritrovarono di fronte a un nuovo binario, il cui numero era scritto sopra un arco battuto che si trovava in corrispondenza del varco.
Sul binario c'era una locomotiva a vapore scarlatta e nera, affiancata da centinaia di ragazzi con i rispettivi genitori.
"Incredibile…" commentò Gray, cominciando a farsi spazio tra i loro futuri compagni, cercando di raggiungere una delle porte del treno.
"Nonna, ho perso di nuovo il mio rospo!" sentirono lamentarsi un ragazzo.
"Oh, Neville!" rispose quella che doveva essere sua nonna.
Il gruppo proseguì, arrivando quasi alla coda del treno quando finalmente trovarono uno scompartimento vuoto.
Lucy cercò di sollevare il baule, mentre Natsu metteva senza troppi problemi il suo dentro il treno.
La bionda cacciò un piccolo urlo di dolore quando il baule le cadde sul piede.
"Ehi, serve una mano?" fece una voce.
La ragazza si girò, ritrovandosi di fronte a uno dei gemelli dai capelli rossi.
"Sì, grazie." Rispose Lucy, sorridendo.
"Ehi, Fred, vieni, c'è bisogno d'aiuto!" urlò, richiamando il gemello, che si unì a lui e riuscirono così a portare senza troppi problemi il baule dentro il vagone.
"Vuole una mano anche lei?" chiese George a Erza, che scosse la testa.
"No grazie, io sono abituata a pesi ben maggiori." Rispose, sollevando con una mano il baule e mettendolo assieme agli altri.
"Cavoli!" esclamarono sorpresi i due gemelli, per poi vedere Gray e Harry ripetere la stessa azione.
"Grazie per aver aiutato Lucy." Disse il moro, scostandosi la ciocca di capelli che copriva la cicatrice, che aveva coperto parzialmente un occhio.
"E quella che cos'è?" chiese uno dei gemelli, indicando la cicatrice.
"Perbacco…" esclamò l'altro. "Non sarai per caso…?"
"È proprio lui!" continuò l'altro. "Non è vero?"
"Uh? Di cosa state parlando?" chiese Natsu.
"Harry Potter!" risposero insieme i due gemelli.
"Oh, sì, sì, sono io." Rispose Harry, senza darci troppa importanza.
Nonostante ciò, i due gemelli rimasero a bocca aperta di fronte alla scoperta.
Il mago cominciò a sentirsi un po' a disagio, ma per sua fortuna la voce della madre richiamò i due.
"Fred, George? Siete lì?" chiese.
"Veniamo, mamma!" risposero i due, guardando un'ultima volta Harry, per poi allontanarsi.
"Cavoli, se ogni persona che ti riconosce reagisce così, farai un sacco di vittime per mancanza di respirazione." Scherzò Gray.
"Io cominciò ad esserne infastidito." Replicò lui, entrando assieme agli altri nello scompartimento e chiudendo la porta.
"Ultimi istanti di pace…" mormorò mogio Natsu, cominciando ad abbassare il vetro dello scompartimento. "Sarà un viaggio infernale!"
"Beh, pensa che dopo non dovrai più viaggiare per un po' di mesi, aye." Cercò di consolarlo Happy, sempre nascosto nel suo zaino.
Prima che il mago dai capelli rosa potesse rispondere, il tremo emise un fischio, cominciando a muoversi.
Le conseguenze per il Dragon Slayer furono immediate, come si poteva comprendere dal suo colorito bluastro e dal fatto che fiondò la testa fuori dal finestrino, in cerca di un minimo di sollievo.
"Non so se ridere o sentirmi realmente dispiaciuto per lui…" fece Harry, sospirando, mentre vedevano la stazione allontanarsi, mentre il treno acquistava sempre maggiore velocità.
Non passarono che pochi minuti che sentirono qualcuno bussare alla porta dello scompartimento.
"Avanti." Fece Erza.
La porta si aprì, lasciando entrare il ragazzo dai capelli rossi più giovane.
"Scusate, ma gli altri scompartimenti sono tutti pieni. Posso sedermi qui?" chiese, indicando uno dei posti vuoti.
I maghi si guardarono, per poi annuire tutti insieme.
"Grazie." Rispose lui, entrando.
Non fece in tempo a sedersi che la porta si aprì, rivelando i due gemelli.
"Senti, noi due andiamo verso la metà del treno… C'è Lee Jordan che ha una tarantola gigante!"
"Va bene." Rispose il fratello, mentre Lucy sbiancava.
"T-Tarantola gigante?" ripeté spaventata.
"Già! Ah, non ci siamo ancora presentati." Fece l'altro gemello. "Fred e George Weasley. E lui è nostro fratello Ron."
"Piacere. Io sono Lucy Heartphilia."
"Erza Scarlet."
"Gray Fullbuster. Mentre il tipo alla finestra si chiama Natsu Dragonil."
"Sembra che io non abbia bisogno di presentazioni, ma mi sembra giusto farlo lo stesso. Il mio nome è Harry Potter."
"Che cosa prende al vostro amico?" chiese Fred.
"Lasciatelo perdere, è un caso perso." Commentò Gray. "Non sopporta alcun mezzo di trasporto, e ogni volta si riduce così."
"Cavoli, un bel problema…" fece George, non dandoci poi troppa importanza.
"Beh, allora ci vediamo dopo!" salutarono i due, uscendo dallo scompartimento.
Ron rimase in silenzio per qualche secondo, per poi rivolgere la parola al moro.
"Sei davvero Harry Potter?"
Il mago sospirò, per poi annuire.
"Oh, be', pensavo che fosse uno degli scherzi di Fred e George." Fece il rosso. "E hai veramente… voglio dire…" continuò, indicando la fronte di Harry, che scostò la frangia di capelli per mostrare la cicatrice.
"Allora è lì che Tu-Sai-Chi…?"
"Sì, ma se ti chiedi se mi ricordo qualcosa, la risposta è vuoto totale."
"Ah… e che cos'è quello strano disegno intorno? È sempre opera sua?"
"Ehi!" esclamò Natsu, riemergendo per qualche secondo dal suo stato. "Non ti azzardare a definire in modo strano il nostro simbolo!"
Dopo aver detto ciò, rimise la testa all'aria fresca, mentre Ron guardava incuriosito gli altri tre maghi.
"Simbolo?" chiese infine.
Tutti annuirono, mostrando il loro logo di Fairy Tail.
"È il nostro legame." Spiegò Erza, sorridendo.
"Avevo sentito dire che Harry era andato a vivere con i babbani. Non era vero?"
"Fino a tre anni fa ho vissuto con i miei zii. Poi involontariamente mi sono smaterializzato all'estero, dove ho incontrato Erza e gli altri, che mi hanno accolto nella loro famiglia." Rispose Harry.
"Davvero? Ma i vostri cognomi sono tutti diversi-"
"Non serve avere un legame di sangue per far parte di una famiglia." Replicò Gray, sorridendo triste. "L'importante è quel che si prova."
"Capisco… quindi praticamente era una specie di orfanotrofio per maghi?"
"Non proprio… però diciamo che la nostra famiglia riuniva molti maghi."
"In quanti siete?" chiese curioso Ron.
"Beh, qualche decina… farti l'elenco completo sarebbe troppo lungo." Disse Harry.
"Wow… e io che credevo che eravamo già tanti in famiglia…"
"Beh, hai ben quattro fratelli. Direi che non è poco." Fece Lucy.
"Cinque fratelli e una sorella. Io sono il sesto della nostra famiglia a frequentare Hogwarts. Potete ben dire che mi tocca essere all'altezza di un sacco di aspettative. Bill e Charlie hanno già finito… Bill era capoclasse e Charlie capitano della squadra di Quidditch. E adesso Percy è prefetto. Fred e George sono un po' dei perdigiorno, ma hanno ottimi voti e tutti li trovano davvero spiritosi. In famiglia ci si aspetta che io sia all'altezza degli altri, ma se poi ci riesco, nessuno la considererà una grande impresa, visto che loro l'hanno già fatto prima di me. E poi, con cinque fratelli, non riesci mai a metterti un vestito nuovo. Io mi vesto con gli abiti smessi di Bill, uso la vecchia bacchetta di Charlie e il vecchio topo di Percy." E dicendo ciò, mise una mano in tasca, tirando fuori un topo grigio e grasso, profondamente addormentato. "Si chiama Crosta e non serve a niente; non si sveglia quasi mai."
Harry e Erza sgranarono subito gli occhi.
"C-Che succede?" chiese Ron, sorpreso da quella reazione.
I due maghi di classe S si guardarono per qualche secondo.
"Niente." Disse infine Erza. "Ci è solo venuta in mente una cosa… niente di cui devi preoccuparti. Comunque direi che ti stai facendo troppi problemi. Credo che la tua famiglia si aspetti solo che tu sia te stesso. I tuoi fratelli non sono te."
Ron annuì, non troppo convinto.
"Allora… avete detto che siete tutti maghi da dove venite voi, giusto?"
"Già, anche se eravamo un po' isolati dal resto della comunità magica." Mentì Harry. "Finché Silente non è venuto a prenderci, non sapevamo dell'esistenza né di Hogwarts né della mia storia, e tantomeno di Voldermort e-" si interruppe vedendo Ron trattenere il fiato.
"Che cosa c'è? Stai male?" chiese Lucy.
"Hai nominato il nome di Tu-Sai-Chi!" esclamò il rosso, guardando sconvolto Harry. "Credevo che proprio tu, tra tutti…"
"È ridicolo aver paura di un nome." Fece Erza. "Poi per noi che non lo avevamo mai sentito nominare, è un nome come tanti altri. Abbiamo cercato di documentarci un po' in quest'ultimo mese, ma abbiamo ancora molte lacune."
"Be', potete stare tranquilli. Ci sono molti che vengono da famiglie babbane e che imparano abbastanza in fretta. E poi non mi pare che siate proprio a corto di informazioni."
Passarono la mattinata a parlare del più e del meno, finché la porta dello scompartimento non si aprì, rivelando una donna sorridente con due fossette sulle guance, che portava un carello pieno di cibarie di ogni tipo.
"Desiderate qualcosa dal carello?" chiese gentilmente.
Ron bofonchiò qualcosa su dei panini, mentre gli altri quattro maghi non esitarono a fiondarsi a vedere che cosa c'era.
Non conoscendo nessuno di quei cibi, decisero di prendere un po' di tutto.
Quando rientrarono, Ron sgranò gli occhi nel vedere tutta quella roba tra le braccia dei maghi, che l'appoggiarono su uno dei posti vuoti.
"Prendi pure se vuoi, ma ti consiglio di fare in fretta: se il treno si dovesse fermare, Natsu farebbe piazza pulita." Scherzò Gray.
"Guarda che ti sento…" tentò di protestare inutilmente il rosa.
"Davvero posso? Non vorrei sembrare inopportuno…"
"Figurati! Guarda quanta roba abbiamo preso. Senza Natsu non la finiamo di certo da soli." Disse Harry, per poi prendere una confezione con su scritto Cioccorane. "In cambio, ti chiediamo solo se puoi spiegarci i vari snack. Noi non abbiamo la più pallida idea di cosa siano."
Il rosso annuì.
"Quelle che tieni in mano sono delle Cioccorane. In pratica è cioccolato a forma di rana che è stato incantato per comportarsi come una rana, perciò attenti che non vi sfugga. Ad ogni modo, la cosa che interessa di più sono le figurine che trovi dentro. Sono centinaia, e tutti raffiguranti un mago famoso."
Harry aprì la scatola, prendendo la figurina in questione, per poi sorridere.
"Chi è?" chiese Erza.
"Albus Silente, attuale preside di Hogwarts. Considerato da molti il più grande mago dell'era moderna, Silente è noto soprattutto per avere sconfitto nel 1945 il mago del male Grindelwald, per avere scoperto i dodici modi per utilizzare sangue di drago e per i suoi esperimenti di alchimia, insieme al collega Nicolas Flamel. Il professor Silente ama la musica da camera e il bowling." Lesse il moro.
"Sangue di drago?! È stato lui?!" esclamò Natsu, riprendendosi per qualche secondo.
"Silente è senza dubbio il più grande mago di sempre." Disse Ron. "Oltre al fatto che era l'unico di cui Voi-Sapete-Chi aveva paura."
Harry guardò di nuovo la foto del preside, notando che se n'era andato.
"Non mi abituerò facilmente a queste foto dotate di volontà propria…" borbottò Lucy.
"Beh, non pretenderete mica che resti lì tutto il tempo, vero?"
"Noi siamo abituati alle foto dei babbani, e quelle non si muovono minimamente."
"Davvero? Che strano…" commentò il rosso, per poi indicare un'altra confezione di dolci. "Con quelle dovete fare attenzione. Le gelatine Tuttigusti+1 non hanno questo nome senza motivo… ci sono veramente tutti i gusti: da cioccolato, menta e marmellata d'arancia a spinaci, fegato e trippa. George dice che una volta ne ha trovate alcune alle caccole."
Ignorando lo sguardo disgustato dei maghi, ne prese una verde, per poi assaggiarne un pezzo.
"Bleaaah!... Visto? Cavoletti di Bruxelles!"
Il viaggio proseguì con i ragazzi che assaggiavano le varie gelatine, per poi concentrarsi sugli altri dolci, mentre Natsu continuava a cercare di resistere e di ignorare gli amici che mangiavano senza curarsi di lui.
Dopo qualche ora qualcuno bussò alla porta dello scompartimento: era il ragazzo che avevano visto quella mattina al binario con la nonna, che in quel momento sembrava in lacrime.
"Scusate, avete mica visto un rospo?"
I maghi scossero la testa.
"L'ho perso! Continua a scappare!"
"Cinque vagoni prima." Mormorò a fatica Natsu, facendo rientrare la testa dentro lo scompartimento. "Se ti affretti dovresti riuscire a prenderlo."
Neville spalancò gli occhi, ringraziando velocemente e correndo via.
Ron lo guardò sorpreso.
"E tu come lo sai?"
"Non ha importanza…" bofonchiò il mago del fuoco, tornando a mettere la testa fuori.
"Ma non gli farà male prendere tutta quell'aria in testa?" chiese il rosso.
"Tranquillo, ormai è abituato." Rispose Erza.
"Voi sapete già fare qualche incantesimo?" cambiò argomento Ron.
"Sì… qualcuno lo sappiamo fare…" mormorò Harry, trattenendo un sorriso, come fecero anche gli altri.
"Io non ancora… ieri ne ho provato uno, ma non ha funzionato. Volevo far diventare Crosta giallo." Disse, tirando fuori una bacchetta dall'aria malconcia, rosicchiata in alcuni punti e alla cui estremità baluginava qualcosa di bianco.
"I peli di unicorno stanno per scappare fuori. Fa niente…" fece, per poi alzare la bacchetta, preparandosi a pronunciare l'incantesimo.
Non fece però in tempo a dire nulla che la porta si aprì, rivelando una ragazzina dai capelli bruni e i denti davanti piuttosto grandi, che aveva già indossato la sua nuova uniforme di Hogwarts.
"Qualcuno ha visto un rospo? Un ragazzo di nome Neville ha perso il suo." Disse con tono autoritario.
"Gli abbiamo già detto dove dovrebbe essere." Rispose Erza, per poi notare che la ragazza non la stava ascoltando, intenta a guardare la bacchetta di Ron.
"State facendo una magia? Vediamo!" fece, sedendosi e guardando un Ron confuso e sorpreso.
"Ehm… va bene." Disse lui, schiarendosi la gola e mettendo Crosta sulle sue ginocchia, per poi puntarli contro la bacchetta.
"Per il sole splendente, per i fiori di corallo, stupido topo diventa giallo!" esclamò, agitando la bacchetta, ma senza che succedesse nulla.
"Sei sicuro che sia un incantesimo, vero?" chiese la ragazza. "Comunque, non funziona molto bene, o sbaglio? Io ho provato a fare alcuni incantesimi semplici semplici e mi sono riusciti tutti. Nella mia famiglia nessuno ha poteri magici; è stata una vera sorpresa quando ho ricevuto la lettera, ma mi ha fatto un tale piacere, naturalmente, voglio dire, è la migliore scuola di magia che esista, ho sentito dire... Ho imparato a memoria tutti i libri di testo, naturalmente, spero proprio che basti... E... a proposito, io mi chiamo Hermione Granger, e voi?" disse, senza quasi riprendere fiato.
"Erza Scarlet."
"Lucy Heartphilia."
"Gray Fullbuster."
"Natsu Dragonil." Borbottò il mago del fuoco.
"Ron Weasley." Bofonchiò il rosso.
"Harry Potter."
"Davvero?" esclamò Hermione. "So tutto di te, naturalmente… ho comperato alcuni libri facoltativi, come letture preparatorie, e ho visto che sei citato in Storia moderna della magia, in Ascesa e declino delle Arti Oscure e anche in Grandi eventi del Ventesimo secolo!"
Gray fischiò.
"E bravo il nostro Harry." Ridacchiò. "Sei già finito anche nei libri di storia."
Tuttavia lo sguardo che il moro gli rivolse gli fece congelare il sorriso sulle labbra.
"Che cos'ha il vostro amico?" chiese Hermione, indicando Natsu.
"Allergia ai mezzi di trasporto." Rispose Erza. "Ormai ci siamo abituati."
"Perché non avete provato un incantesimo per aiutarlo?" fece lei, tirando fuori la bacchetta e puntandola contro Natsu, per poi pronunciare l'incantesimo.
Per qualche secondo non successe nulla, poi Natsu cominciò a sbattere gli occhi confuso.
"Ma cosa-" fece sorpreso, mentre riprendeva colore.
"È un semplice incantesimo per far passare il malore dovuto ai viaggi. L'ho imparato per sicurezza, nel caso avessimo dovuto prendere qualche altro mezzo oltre il treno." Spiegò la ragazza.
"Non lo abbiamo letto nei libri di scuola." Fece Harry, leggermente sorpreso.
"Infatti era su uno dei testi che ho preso in più. Se finiamo nella stessa casa, ve lo presto volentieri, se volete."
"Sarebbe una cosa molto utile, ti ringraziamo." Rispose Erza.
"Be', allora vado a vedere se Neville è riuscito a prendere il suo rospo. Ah, vi consiglio di cominciare a indossare l'uniforme, sapete? Credo che tra poco saremo arrivati." Disse Hermione, aprendo la porta, ma venendo fermata da Natsu.
"Grazie mille!" esclamò questi, inginocchiandosi a terra e chinando la testa, lasciando sorpresi Ron e Hermione.
"S-Su, non c'è bisogno di comportarsi così. Non ho fatto nulla…" disse la ragazza, in imbarazzo.
"Hai risolto un problema che mi perseguitava da anni! Non so come ringraziarti." Continuò il mago, facendo sospirare i suoi compagni.
"Tranquilli, è sempre esagerato quando ringrazia. Ha fatto lo stesso con me quando ci siamo conosciuti." Disse Lucy.
"Capisco… Bene, allora ci vediamo dopo." Li salutò Hermione, uscendo e richiudendo la porta, mentre Natsu si rialzava.
"Finalmente posso mangiare anch'io!" esclamò, trattenendosi dal sputare fuori una piccola fiammata e fiondandosi con avidità su ciò che rimaneva delle merendine, cominciando a mandarle giù senza nemmeno guardare che cosa fossero.
"A-Adesso capisco perché prima parlavate così di lui…" commentò incredulo Ron.
"Prima dicevi che due dei tuoi fratelli hanno già finito gli studi. Che cosa fanno adesso?" chiese Lucy, cercando di non guardare il compagno abbuffarsi.
"Charlie è in Romania a studiare i draghi e-" cominciò il rosso, interrompendosi quando sentì Natsu cominciare a tossire.
"C-Che cos'hai detto?!" esclamò il mago, cercando di riprendere fiato.
"Sì, so che può sembrare strano, e in effetti è piuttosto pericoloso. Tuttavia mio fratello non ha alcuna paura."
"E l'altro?" chiese Erza, cercando di cambiare discorso in fretta.
"Bill è in Africa a lavorare per la Gringott." Rispose Ron. "A proposito, avete sentito che cos'è successo?"
"Sì, siamo rimasti a Diagon Alley nelle ultime due settimane, era impossibile che non lo venissimo a sapere." Fece Harry. "E dire che sembrava proprio a prova di ladri, e invece lo stesso giorno in cui ci siamo andati noi hanno quasi commesso un furto. È stato per puro caso che quella stanza blindata fosse vuota."
"Dev'essere stato per forza un mago oscuro. Be', viene naturale pensare a Voi-Sapete-Chi, ma per fortuna non può essere stato lui."
"Già…" rispose atono il moro.
"Era proprio così impossibile rubare in quella banca?" chiese Natsu.
"Direi anche di più. Mai prima d'ora era successo che qualcuno riuscisse a entrare e uscire senza autorizzazione." Fece Ron, per poi notare che il Dragon Slayer aveva preso diversi snack e li stava mettendo nello zaino.
"Sono squisiti!" esclamò questi, ridendo nervosamente. "Perciò ne metto da parte qualcuno per dopo."
Gray sospirò, scuotendo la testa.
"Qual è la vostra squadra di Quidditch del cuore?" chiese il rosso.
"A dir la verità non abbiamo ancora avuto l'occasione di sceglierle una. Nemmeno il Quidditch è arrivato dalle nostre parti."
"Che cosa?!" esclamò incredulo Ron. "Ma è impossibile, è semplicemente il gioco più famoso del mondo!"
"Te lo abbiamo detto, noi eravamo un po'… isolati."
"Aspettate e vedrete, è il più bel gioco del mondo…"
Prima che qualcuno potesse fermarlo, Ron partì in quarta a spiegare le varie regole del Quidditch.
Stava illustrando gli aspetti più interessanti del gioco quando la porta si aprì di nuovo.
Questa volta entrò il ragazzo che Harry e gli altri avevano incontrato a Diagon Alley, accompagnato da due ragazzi tarchiati e un'aria piuttosto cattiva.
Il biondo squadrò i presenti, soffermandosi su Harry.
"È vero?" chiese infine. "Per tutto il treno vanno dicendo che Harry Potter si trova in questo scompartimento. Sei tu?"
"Anche se fosse?" chiese il diretto interessato, alzandosi in piedi e restando a fissare serio il ragazzo e quelli che potevano tranquillamente passare come sue guardie del corpo.
"Oh, questo è Tiger e questo è Goyle." Fece il ragazzo con noncuranza, indicando i due al suo fianco. "E io mi chiamo Malfoy. Draco Malfoy."
Ron diede un colpetto di tosse che avrebbe potuto benissimo dissimulare una risatina, attirando così su di sé lo sguardo di Malfoy.
"Trovi buffo il mio nome, vero? Non c'è bisogno che chieda a te come ti chiami. Mio padre mi ha detto che tutti i Weasley hanno capelli rossi, lentiggini e più figli di quelli che si possono permettere."
"Sai…" fece Natsu, chiudendo le mani a pugno e battendoli tra di loro. "È già da quando ti abbiamo incontrato in quel negozio che sento una misteriosa voglia di prenderti a pugni!"
Draco lo guardò con sufficienza.
"Un altro mezzosangue immagino. Dovete esserlo tutti tranne Potter per stare in compagna di un Weasley." Disse, per poi tornare a guardare Harry. "Non tarderai a scoprire che alcune famiglie di maghi sono migliori di altre, Potter. Non vorrai fare amicizia con le persone sbagliate…? In questo posso aiutarti io." Concluse, allungando la mano per stringere quella di Harry.
Ma la ritrasse subito non appena vide lo sguardo del moro.
Uno sguardo che fece arretrare anche i suoi compagni.
"H-Harry, calmati…" fece Gray, guardando leggermente spaventato l'amico. "Noi non ce la siamo di certo presa per quel che ha detto. Sai che ne dicono di tutte e di più contro di noi ogni singolo giorno, eppure non ce n'è mai importato."
"Questo ragazzo vi ha offeso. Oltre ad aver offeso la nostra intera casa." Replicò Harry, mentre anche Natsu si affiancava a lui, con uno sguardo molto simile.
"Concordo in pieno! Chiunque prende in giro il nostro legame, non può di certo passarla liscia!" esclamò, mentre la temperatura nello scompartimento cominciava ad aumentare.
"Che diamine…" fece Malfoy, indietreggiando.
"Osa ancora insultare uno di noi, e potresti non cavartela a buon mercato." Si aggiunse Erza. "Siamo molto uniti tra di noi, e non siamo disposti a lasciar correre simili atteggiamenti."
Draco digrignò i denti, per poi girarsi.
"Io farei attenzione a scegliere i vostri nemici." Disse. "Un giorno potreste pentirvene."
"Allora aspetteremo quel giorno." Replicò Harry. "Ed elimineremo chiunque oserà andare contro la nostra casa."
Malfoy non aggiunse nulla, uscendo assieme a Tiger e Goyle.
"Wow…" fece Ron, guardando ammirato i maghi di fronte a lui, mentre lentamente la temperatura tornava normale. "Non avevo mai visto nessuno riuscire a mettere in fuga in questo modo un Malfoy! Mio padre vi farebbe una statua seduta stante! Mi è addirittura sembrato che lo scompartimento fosse diventato più caldo!"
"Già… questo perché qualcuno non riesce a controllare a sufficienza la sua magia…" mormorò a bassa voce Erza a Natsu, che ridacchiò.
"Be', chiunque ci offenda, la deve pagare. È questo uno dei nostri motti!" esclamò il Dragon Slayer.
Prima che qualcuno potesse aggiungere altro, la porta si aprì di nuovo, lasciando entrare Hermione.
"Che cosa diavolo è successo, qui?" esclamò.
"Una piccola disputa con un moccioso." Disse Gray.
"Conoscevate già Malfoy?" chiese la ragazza.
"Abbiamo avuto il dispiacere di incontrarlo a Diagon Alley." Rispose Harry.
"Ho sentito dire della sua famiglia." Fece Ron. "Sono stati tra i primi a tornare dalla nostra parte dopo che Voi-Sapete-Chi è scomparso. Dissero che erano stati stregati. Papà non ci crede. Dice che al padre di Malfoy non serviva una scusa per passare dalla parte oscura."
"Ti serve qualcosa?" chiese Erza alla ragazza.
"Dovete sbrigarvi a vestirvi; vengo dalla cabina della motrice e il macchinista mi ha detto che siamo quasi arrivati. Non avrete mica fatto a botte? Sareste nei guai prima ancora di arrivare!"
"L'unico che ha rischiato di finire nei guai è stato Malfoy… E per sua fortuna, non abbiamo fatto in tempo a scendere alle mani. Sarebbe stato divertente pestarlo per bene…" fece Natsu.
"Va bene… Sono venuta qui soltanto perché là fuori c'è gente che si comporta in un modo molto infantile, e corre su e giù per i corridoi." Disse Hermione, uscendo dallo scompartimento.
"Uff… Quindi dobbiamo proprio indossare quelle tuniche, eh?" fece Gray, guardando il sole cominciare a tramontare, per poi sospirare e cominciare a togliersi la maglietta.
"Guarda che basta che te la metti sopra i vestiti." Disse Harry. "E cerca di non cadere nel tuo solito problema… Qui probabilmente ti prenderebbero per un pervertito."
"Quale problema?" chiese Ron curioso.
"Diciamo che è un postumo della sua infanzia…" commentò Natsu, indossando la tunica nera sopra i suoi abiti, lasciando in vista la sciarpa.
"Credo che quella te la faranno togliere." Disse il rosso.
"Se lo possono scordare! È l'unico ricordo che mi rimane di mio padre, non me ne separerò di certo per qualche stupida regola!"
"Beh, allora forse faranno un'eccezione…" borbottò non troppo sicuro lui, finendo di sistemarsi l'uniforme.
Una voce risuonò per tutto il treno: "Tra cinque minuti arriveremo a Hogwarts. Siete pregati di lasciare i bagagli e gli animali sul treno; verranno portati negli edifici della scuola separatamente."
"Cosa?!" fece una voce.
Ron si guardò intorno, cercando di capire da dove venisse, mentre Harry tirava un piccolo calcio allo zaino di Natsu.
"Sta tranquillo Happy. Fa finta di niente e soprattutto, resta in silenzio." Gli mormorò, approfittando di un momento in cui Ron si era voltato dall'altra parte.
"Aye…" rispose lui, sospirando.
"Che strano… mi era proprio sembrato di sentire un'altra voce…"
"Forse il viaggio ci ha stancato più del previsto." Cercò di rimediare Lucy, mentre il treno cominciava a rallentare, per poi fermarsi.
I sei ragazzi uscirono, lasciando Happy da solo.
Il gatto mise la testa fuori dallo zaino.
"Cavoli, questo mondo mi piace sempre meno… Qui i gatti sono ridotti alla schiavitù totale!" esclamò, per poi rientrare nello zaino.
Nel frattempo il gruppo scese, cominciando a guardare nell'oscurità per vedere dove andare.
"Primo anno!" urlò una voce, che Harry e i suoi amici riconobbero subito, mentre una luce si accendeva sopra di loro.
"Primo anno da questa parte! Tutto bene voi?" chiese Hagrid, avvicinandosi al gruppo con una lampada in mano, sorridendogli.
"Ciao!" risposero insieme, sotto lo sguardo sorpreso di Ron.
"Coraggio, seguitemi… C'è qualcun altro del primo anno? E ora attenti a dove mettete i piedi. Quelli del primo anno mi seguano!"
Scivolando e incespicando, seguirono Hagrid giù per quello che sembrava un sentiero ripido e stretto.
Dopo qualche minuto, il guardiacaccia attirò di nuovo l'attenzione degli studenti su di sé.
"Fra un attimo: prima vista panoramica di Hogwarts!" annunciò. "Ecco, dopo questa curva!"
Non appena girarono, ci fu un coro di esclamazioni di sorpresa.
Lo stretto sentiero si era spalancato all'improvviso sul bordo di un grande lago nero. Appollaiato in cima a un'alta montagna sullo sfondo, con le finestre illuminate che brillavano contro il cielo pieno di stelle, si stagliava un grande castello con molte torri e torrette.
"Quella è Hogwarts?!" esclamò sorpreso Natsu. "Quando siamo arrivati non credevo fossimo in un posto così grande." Aggiunse, facendo attenzione a farsi sentire solo dai suoi amici, che annuirono, altrettanto sorpresi.
"Farebbe invidia a qualsiasi nostra costruzione…"
"È quasi più grande di casa mia…" mormorò Lucy, senza però essere sentita da nessuno.
"Non più di quattro per battello!" avvertì Hagrid, indicando una flotta di piccole imbarcazioni in acqua, vicino alla riva.
Harry, Natsu, Gray e Ron salirono insieme, mentre Erza e Lucy si aggregarono a Hermione e Neville.
"Tutti a bordo?" chiese Hagrid, che era salito su un'imbarcazione personale. "Bene… Si parte!" urlò.
Le barchette si staccarono dalla riva, scivolando sul lago liscio come vetro.
"Per fortuna quell'incantesimo mi ha guarito." Fece Natsu, mentre il castello si avvicinava. "Altrimenti non so come avrei fatto a resistere."
Lentamente si avvicinarono alla rupe su cui era arroccato.
"Già la testa!" ordinò il custode di Hogwarts, mentre le barchette li trasportavano attraverso una cortina d'edera che nascondeva una grande apertura sul davanti della scogliera stessa.
Poi attraversarono un lungo tunnel buio, che sembrava portare dritto sotto il castello, e infine, raggiunsero una sorta di porto sotterraneo dove si arrampicarono tra scogli e sassi.
"Ci siamo quasi." Fece Hagrid, mentre cominciavano a scendere dalle imbarcazioni, per poi arrampicarsi lungo un passaggio nella roccia, preceduti dalla lampada della loro guida, e finalmente emersero sull'erba morbida e umida, proprio all'ombra del castello.
Salirono la scalinata di pietra e si affollarono davanti all'immenso portone di quercia.
"Ci siamo tutti?" chiese l'uomo, per poi alzare il pugno gigantesco e bussare tre volte.