CAPITOLO III. INCERTEZZA

Lentamente il sogno invase il maggiore dei Winchester e pochi minuti dopo –anche se c'era la luce del sole che illuminava la stanza- dormiva tranquilamente accanto al fratello minore, che continuava senza svegliarsi, ma almeno non aveva più allucinazioni. Pareva che riposasse tranquillamente e questo ha rilassato l'angosciato Dean. Bobby tornò con una bottiglia di acqua tra le mani e non volle interrompere il riposo dei fratelli. Senza fare nessun rumore, se ne andò via.

Alcune ore dopo, Dean si svegliò con un forte dolore al collo, prodotto della posizione abbastanza scomoda che aveva adottato durante il riposo, siccome vide che suo fratello dormiva ancora, andò in cucina per prepararsi un caffè. Lì c'era il vecchio cacciatore.

- Ciao, ti sei svegliato! Immaginavo che sarei passato tutto il giorno a vedervi dormire…-la beffa di Bobby non fu suficiente per nascondere la sua gioia perché vedeva le cose che miglioravano per i fratelli.

- Ho dormito un po', grazie Bobby- il maggiore dei Winchester si passava la mano sul collo intanto beveva il caffè caldo.

- Sam pare stia bene, Dean. Credo che la cosa peggiore sia già passata. Come ti ho detto, immagino che è stata una specie di reazione del suo corpo dinanzi alla presenza di qualcosa che prima non c'era lì. Come un trapianto, non credi?

- Si,… immagino che…

Dean non potè finire la frase, giacché un forte grido provenente dalla stanza dove riposava Sam gli fece buttare la tazza di caffé e correre como matto, seguito da Bobby.

Sam era disteso sulla schiena, pallido, tutto il suo corpo tremava e gli occhi si muovevano rapidamente da un lato all'altro, come se stesse sognando. Con un forte grido, si sedette sul letto respirando fortemente.

- Dean, io…perché..? che cosa…?- domandò prima che tutto il suo corpo incominciasse a tremare terribilmente.

Dean lo prese dalle spalle, avvicinandolo al suo proprio corpo, abbracciandolo.

- È tutto già finito, Sammy. Stai bene, stiamo insieme –furono le parole del maggiore. Non continuò a parlare perché si rese conto che il minore non lo poteva ascoltare: era inconscio, ma le convulsioni continuavano a farlo tremare. Dopo lunghissimi minuti, il corpo di Sam si è rilassato tra le braccia di suo fratello. Somigliava che il peggiore fosse finito.

- Saaaam! Sam, dimmi qualcosa! Cosa ti succede?- furono le domande che lanciò il biondo ma nessuno gli rispose. Piccole goccie di sudore coprivano la fronte di Sam e un leggerissimo tremito percorreva il suo corpo. Bobby è stato quello che ha agito per prima: ha toccato la spalla del biondo e gli diede una coperta per coprire il ragazzo. Poi Dean, toccando il fratello si rese conto:

- Ha moltissima febbre, Bobby!

- Si, figlio mio, lo vedo. Perciò ha avuto quella reazione. Dobbiamo abbassare la sua temperatura. Ora. Vado a prendere il medicinale –aggiunse Bobby sicuro delle sue parole.

E Dean, senza perderé tempo, inumidì un fazzoletto con abbondante acqua e incominciò a passarlo per la fronte e la faccia di Sam, che continuava ad essere addormentato.

- Non puoi farmi questo, ragazzo. Non puoi avere il coraggio di lasciarmi un'altra volta. Non potrei sopportarlo. L'anno scorso, quando ho dovuto permetterti di andare all'inferno per finire con Lucifero, è stato terribile. Devi capirlo, fratello: non posso vivere senza di te, non conosco un'altra vita. Ho sempre avuto cura di te e di papà. Se qualcosa ti succede, ti giuro…

- Non succederà nulla a tuo fratello, Dean. Tranquillo. Te lo ripeto, il suo corpo deve abituarsi alla parte di lui che non c'era –gli disse Bobby toccando soavemente la spalla dritta di Dean, come un padre. Il vecchio cacciatore aveva ascoltato tutto il monologo che il biondo aveva recitato credendosi solo con il fratello e anche se non aveva bisogno di ascoltare quelle cose per saperle, era addolorato di vedere le sofferenze dei ragazzi che considerava i suoi figli.

- Bobby e se il suo corpo rifiuta la sua anima? Succede nei trapianti, no? - Dean lo domandò con tanta angoscia che faceva pena vederlo.

- Si, è vero può accadere. Ma non sarà questo il caso. Dobbiamo aspettare e avere fiducia...

-Meno male che non hai avuto coraggio di dire "pregare"! Quegli angeli figli di putana non ci hanno aiutato per niente. Ogni volta che abbiamo avuto bisogno di loro, non c'erano o hanno complicato le cose. È stato Morte quello che è andato all'Inferno a prendere l'anima di mio fratello! Nemmeno Castiel mi ha aiutato e non è sincero con noi! –esplose il maggiore con gli occhi brillanti di rabbia e dolore.

- Lo so, lo so, Dean e sono sicuro che anche per questo c'è una spiegazione.

Alcune ore dopo, grazie alle cure dei cacciatori, la febbre di Sam cedette e incominciò a svegliarsi.

- Dean! De- dean! –chiamò debolmente.

- Sono qui, Sammy, accanto a te. Come stai, amico? –lo sgurdo del biondo era dolce di fronte allo sguardo del suo piccolo fratello. Intanto gli parlava, toccò la su afronte e lo sentì fresco.

- ¿c- cosa mi è suc- succeso? – il ragazzo si guardava intorno con confusione. –Perché mi trovo qui?

- Hey, io ho domandato per prima. Come stai? O non risponderai al tuo fratello maggiore?

- Meglio, credo. Ma mi fa male la testa. Ho un caldo terribile –gli rispose il minore. –Ma dimmi, Dean. Cosa è succeso e perché sono qui?

- Cosa ti ricordi, Sammy? – domandò Dean che era stato tutto il tempo accanto al fratello da quando Morte gli aveva restituito la sua anima, e adesso si era reso conto che non poteva più nascondere informazione al ragazzo.

- Non lo so, è tutto molto confuso. Ricordo dei rumori, immagini che non hanno senso. Tu che mi parlavi all'orecchio...- intanto parlava Sam si toccava la fronte cercando di diminuire il dolore che aveva alle tempie.

- Tranquillo fratellino, hai avuto moltissima febbre. Perciò sei così confuso. Lascia che la tua testa si chiarisca e vedrai come ricordi tutto. Le ferite di un cacciatore hanno bisogno di tempo per guarire. Vuoi un po' d'acqua?

Sam annuì e chiuse gli occhi. Dean uscì di corsa per evitare che il ragazzo vedesse le lacrime che inondavano i suoi occhi verdi e che sentisse il suo respiro agitato a causa dell'angoscia.

- Ma questo non può essere! –diceva qualche istante dopo di fronte a Bobby che lo ascoltava. –Dovrò dirgli delle bugie un'altra volta? Come farò per evitare che si danneggi la parete che gli ha messo Morte? Fino a quando dovremo continuare a dirci delle bugie? Tutto questo rovina il nostro rapporto fraterno. Non lo sopporto più, Bobby –concluse angosciato il biondo.

- Forse solo ricorda una parte di quello che è successo. Tu devi dargli delle risposte a quello che lui domanda. Non dirgli di più. Dobbiamo concentrarci nel suo benessere físico. È molto debole. Hai capito, Dean?

- Si, signore –fu la laconica risposta di Dean Winchester, che si diresse verso la stanza del fratello con la bottiglia d'acqua che gli aveva promesso. Dopottutto lui era un soldato e questo sapeva obbedire. Non aveva smesso mai di essere un soldato. Forse era migliore così, giacché se incominciava a domandarsi il perché delle cose, tutto andrebbe male. Forse tutto questo si trattava di accettare il loro destino e smettere di cercare di cambiarlo e sfidarlo.