Grazie a tutti quelli che hanno letto e soprattutto a chi a trovato anche il tempo di commentare. Trovare delle recensioni fa sempre piacere^^ Continuiamo con nostro tuffo nel passato, che aiuterà a spiegare cosa è successo ad Oscar.

1769

Gerardine guardava Oscar e André allenarsi con le spade, dava le spalle a suo fratello che continuava a camminare nervoso. Il Generale si fermò di colpo e rivolse il suo sguardo a quella donna che sembrava capace di piegare chiunque al suo volere. Era diventata fredda e arida, non la dolce ragazzina piena di gioia di vivere che lui ricordava.
Si soffermò a pensare che se suo padre non avesse manovrato la vita della sorella per il bene del casato, se lui non avesse dato man forte al genitore per imporre la disciplina a quella ragazzina dai grandi occhi sognanti forse ora non si sarebbe trovato in quella situazione. Scosse la testa, dicendosi che il passato non poteva essere cambiato ed era inutile fantasticare su quello che avrebbe potuto essere.
- Allora? Questa notizia? – chiese Auguste per interrompere il silenzio che si protraeva da troppo.
- Sua maestà ha inviato una lettera all'Imperatrice d'Austria. Ha chiesto per suo nipote Luigi la mano della principessa Maria Antonietta – riassunse la donna senza voltarsi.
- Tutto questo cosa ha a che fare con il tuo piano?
- L'Imperatrice ha accolto la richiesta di matrimonio ed il re è intenzionato a nominare un nuovo comandante delle guardie che abbia il preciso compito di proteggere la futura regina – si interruppe come persa nei suoi pensieri contorti – Oscar è molto brava con la spada.
- Stai pensando di presentarla come candidato?
- Chi meglio di lei? Inoltre il fatto che sia una ragazza è una carta da non sottovalutare. Il prescelto dovrà passare molto tempo a diretto contatto con la Delfina.
- Farò in modo di proporre Oscar il prima possibile.
- Ti consiglio di farlo immediatamente. Il conte di Girodel ha già fatto il nome del figlio. Non vorrei che diventassero più importanti di noi all'interno dell'aristocrazia militare.
- Andrò immediatamente a Versailles e chiederò udienza al re.
- Perfetto – Gerardine tornò a guardare fuori dalla finestra – Quei due sembrano molto affiatati.
- Credo sia normale, visto che sono cresciuti insieme.
- Non perdiamo mai di visto l'obiettivo finale, fratello. Spero tu non abbia dimenticato il piano.
- Come potrei? – ironizzò il Generale – Hai avuto la premura di venire a ricordarmelo una volta al mese negli ultimi quattordici anni.
- Ricordati che non possiamo permetterci il più piccolo passo falso – la marchesa tornò a guardare il conte – So di sembrarti spietata, ma anch'io ho dovuto chinare la testa per il bene del casato.
- Oscar è giudiziosa, capirà.
- Per il momento è meglio che non sappia niente.

16 maggio 1770

Oscar era all'interno della cappella di Versailles ed assisteva alla cerimonia di matrimonio fra il Delfino di Francia e la principessa Maria Antonietta. I suoi occhi vennero catturati da un movimento fra le prime file dei banchi.
La marchesa Gerardine de Brennon la fissava con la fronte aggrottata. Si chiese cosa avesse fatto questa volta per incorrere nella disapprovazione di sua zia. Tornò a prestare attenzione alle nozze, dicendosi che sua zia non era mai del tutto soddisfatta di quello che lei faceva. In questo era anche più pretenziosa di suo padre il Generale.
Alcune ore dopo, mentre si svolgeva ancora la festa per il matrimonio, Oscar decise che per lei era giunta l'ora di tornare a casa. Si avviò nel cortile delle guardie, sapendo che André l'aspettava appena oltre le colonne con i cavalli. Poco prima del passaggio coperto, una donna le si parò davanti. Con suo sommo stupore si rese conto che la marchesa de Brennon la stava aspettando all'ombra del colonnato.
- Buonasera, zia – fece un inchino nascondendo la propria sorpresa.
- Oscar, è molto che non ci vediamo – come al solito la donna non si perdeva in convenevoli – Sono stata a palazzo Jarjayes tre volte nell'ultimo mese, eppure non ti ho mai incontrata.
- I miei compiti di Comandante delle Guardie Reali mi portano via molto tempo, cara zia.
- Strano che noi non ci si incontri neanche per i corridoi di Versailles. Devo forse supporre che tu mi stia evitando? – sembrava una battuta, ma lo sguardo della donna non tradiva la minima traccia di cordialità.
- Perché dovrei?
- Era la domanda che mi stavo ponendo anch'io – il suo sguardo si fece più cupo – Voglio raccomandarti solo di prestare attenzione, ti ricordo che la tua posizione è molto importante per la nostra famiglia.
- Svolgo il mio lavoro con il massimo impegno.
- Spero che impiegherai la stessa premura nel tenerti fuori da spiacevoli chiacchiere da salotto.
Oscar strinse i pugni. Sua zia stava intendendo qualcosa che non le piaceva, lei era sempre stata al di sopra di certi pettegolezzi.
- Vi posso garantire zia…
- Non puoi garantire nulla, mia cara – dicendo così la donna si allontanò senza un saluto di commiato.

- Tua zia ti ha raccomandato di tenerti lontana dai pettegolezzi? – André la guardava stupito – Non mi sembra il tipo da affrontare l'argomento così direttamente.
- Anch'io sono sempre stata convinta che non le piacesse mettere le carte in tavola, che preferisse girare intorno alle cose – fece spallucce, ancora infastidita dalla conversazione – Evidentemente mi sbagliavo.
- Quella donna è piena di soprese. Non capisco il senso di questa raccomandazione.
- Non lo capisco neanch'io – ammise la ragazza – Ma posso capire che una donna come lei, sempre lontana dagli scandali, non apprezzi certe dicerie.
- Lontana dagli scandali? Non direi.
- Sai qualcosa che io non so? – Oscar girò il cavallo per poter guardare il suo amico negli occhi.
André fece un sorriso compiaciuto, essere un attendente aveva i suoi vantaggi. Nessuno prestava molta attenzione a lui, che era quindi libero di ascoltare discorsi piuttosto "sconvenienti".
- Pettegolezzi… tu odi i pettegolezzi – il sorriso compiaciuto non era sparito.
- Stavolta, invece, mi interessano – si era fatta mortalmente seria – Cosa si dice di mia zia?
- Si dice che tuo nonno l'abbia fatta sposare in fretta e furia – disse il ragazzo, ora a disaggio sotto lo sguardo indagatore di Oscar.
- Cosa c'è di strano? Aveva quindici anni ed il marchese de Brennon l'aveva chiesta in sposa.
- Pare che il motivo delle precipitose nozze fosse un altro.
- Parla, André! Non mi piacciono questi discorsi a mezza bocca.
- Non te la prendere con me – il ragazzo alzò le mani all'altezza delle spalle in un gesto di resa – Sono solo cose che ho sentito dire.
- Allora? Perché mio nonno l'ha fatta sposare così di corsa?
- Si dice che avesse troppo confidenza con uno borghese.
- E tu credi ad una cosa del genere? – Oscar si mise a ridere – Quella donna non fa mai niente che non sia per mero interesse, non credo che l'amore romantico per un servo rientri nella sua idea di "strategia".
- Forse – disse il ragazzo grattandosi il naso – Ma ho sentito dire che prima del matrimonio fosse una persona del tutto diversa.
- Non sapremo mai la verità, amico mio – Oscar cercò di lasciar cadere il discorso.
- Se un giorno decidessi di volerla sapere, io saprei a chi rivolgermi.
- A chi, di grazia?
- A mia nonna – disse orgoglioso – Lei lavora per la tua famiglia da anni ormai, era già a vostro servizio quando tua zia era una ragazzina.
- Non credo che la sua vita sia così interessante – Oscar rise di gusto – Finché lei non si intromette nella mia, perché io mi dovrei intromettere nella sua?
- La tua logica è di ferro – ammise André scoppiando a ridere a sua volta.

Continua…