Un pò corto come capitolo ma ho ritenuto necessario spezzarlo per dare maggior risalto a quello che accadrà dopo! Buona lettura e fatemi sapere cosa ve ne pare.


Arrivate a destinazione Jane si sedette sul divano, mentre Maura e Angela preparavano qualcosa. Le due donne lavoravano in silenzio, ma Angela non poteva fare a meno di pensare alla scena che aveva visto pochi minuti prima nella stanza del pronto soccorso. Guardando verso Maura e poi verso sua figlia capì che c'era qualcosa di nuovo tra loro.
"Maura perchè non vai a sederti un po' con Jane, qui posso fare io." le disse strizzando l'occhio. La donna bionda tentò una debole replica, ma la voce di Jane le fece saltare di un battito il cuore.
"Dai Maura vieni vicino a me" disse. Battendo la mano sul posto al suo fianco e strizzandole l'occhio. Il medico legale sorrise e si mise a sedere a fianco della bruna. Che la guardò con un sorriso immenso facendole sciogliere il cuore, lasciandola senza fiato.
"Come ti senti?" le chiese. "Come se mi avessero affettato!" Rispose facendole una faccia buffa che mise in mostra le sue adorabili fossette.
Maura si mise a ridere, appoggiando la testa alla sua spalla. Jane spostò il capo verso di lei, cercando maggior contatto possibile prendendo la mano tra la sua, intrecciando le dita.
Rimaserò così, guardando la tv senza vederla veramente fino all'arrivo di Angela, con il vassoio carico di the e tramezzini. Jane scoccò uno sguardo di gratitudine alla madre, si mosse lasciando la mano di Maura, che sentì una mancanza di calore improvvisa.
"No stai ferma! Te la passo io la tazza" disse Maura prendendo un tovagliolo con un piattino e passandolo all'amica.
"Grazie Maur.." nel passare la bevanda le loro dita si sfiorarono rimanendo in contatto un po' troppo a lungo, lanciandosi uno sguardo molto profondo.
Angela fece finta di nulla, ovviamente notò la cosa ma stranamente non commentò. Fece una cosa insolita per lei.
"Bene ragazze io vado, devo sistemare un po' di cose. Ti lascio alle cure di Maura, tanto so che le mie non sarebbero apprezzate tanto" Si alzo, baciò entrambe le ragazze e uscì con un sorrisino sulla faccia.
Le due donne si guardarono, scoppiando poi a ridere.


La serata passò tranquilla. Maura aveva ordinato pizza metà salame piccante e metà funghi. Per Jane birra mentre lei prese un bicchiere di vino rosso.
Mangiarono in silenzio, scambiandosi sguardi e sorrisi. Poi si rimisero sul divano mentre Jane faceva zapping selvaggio alla ricerca di qualcosa di suo gradimento, Maura si accoccolò al suo fianco, mise una coperta su di loro e cercò di non pensare a quello che stava provando. Si appisolarono entrambe.
Era quasi mezzanotte, Maura si risvegliò e notò che Jane era ancora addormentata. La testa leggermente reclinata indietro, la mascella in evidenza e i suoi meravigliosi riccioli scomposti sulla parte alta del divano. Quanto era bella! La fissò per alcuni minuti, notando le contrazioni delle mani e il movimento delle sopracciglia, come se stesse sognando. La chiamò dolcemente. "Jane... Jane, svegliati è meglio se andiamo a dormire". La bruna non si svegliò, Maura si avvicinò lentamente, la tentazione di baciarla era diventata urgente, come respirare. Mise le sue braccia ai lati della donna facendo una piccola torsione sul busto, rimanendo in ginocchio, per evitare di farle male. Era così vicina che poteva sentire il suo profumo, vaniglia e caffè.
Poi improvvisamente Jane spalancò gli occhi, i suoi meravigliosi occhi scuri. Trovando il viso di Maura che sfiorava il suo naso. Deglutì un paio di volte, con voce roca e sensuale disse: "Maur... che cosa..." La bionda non rispose, si avvicinò ancora di più appoggiando le sue labbra a quelle di Jane chiudendo gli occhi.
Il loro bacio durò alcuni secondi, una cosa tenera, delicata. Poi Maura si staccò, guardandola. Jane le passò una mano tra i capelli, scoprendo quanto fossero morbidi. La fissò intensamente, ancora quello sguardo nuovo, che faceva vacillare Maura.
"Forse è meglio se andiamo a dormire" le disse. "Devo recuperare le forze e pensare..." continuò facendo violenza su se stessa per superare il momento.
La donna bionda si riscosse, visibilmente imbarazzata si alzo di scatto. "Oh sì certo, scusa!" Si girò. Jane la seguì nel gesto, dolorante e le prese un braccio, costringendola dolcemente a voltarsi.
"Maura, io... ecco..." comincio a balbettare nervosamente. "Ho bisogno di capire, non so ancora cosa mi stia accadendo, e ho... non so come fare, cosa fare..."
Il medico legale la guardò con una dolcezza da spaccarle il cuore, facendole una carezza sulla guancia, deponendo un dolcissimo bacio. "Va bene Jane" sospirò, profondamente come se volesse riprendere aria per tornare a respirare. "Va bene, però ora andiamo a dormire. Ti ho preparato la stanza".
Jane le prese la mano, e assieme salirono al piano di sopra. Una volta accompagnata davanti alla porta Maura si staccò dalla dolce presa della sua amica.
Si avvicinò all'orecchio in punta di piedi e le sussurrò: "Riposa bene mio adorato detective" Poi le diede un altro dolcissimo bacio sulla guancia, girandosi. Lasciando Jane con la bocca aperta e lo sguardo vacuo.


Le cose si stanno facendo interessanti... ;)