In quel momento con loro non c'era nessuno dei rapinatori, Beckett era ancora frastornata dal colpo di taser. Lo aveva provato una volta, quando era in Accademia, i più coraggiosi, se avessero voluto, potevano sottoporsi ad una scarica depotenziata, e lei ovviamente si era prestata, per capire cosa avesse provato la sua vittima, nel caso in cui fosse stata costretta ad usarlo. Dovette ammettere che la scarica a bassa potenza non era servita a far capire l'entità di quella vera, ora lo sapeva eccome, era stato come se all'improvviso il suo corpo fosse stato gettato dentro il ghiaccio, i muscoli si erano dolorosamente bloccati per interminabili secondi, il dolore era finito solo perché aveva perso i sensi, ed ora a distanza di minuti, si sentiva tutta indolenzita e confusa.

Dovette sforzarsi per fare il punto della situazione, erano in tutto sei ostaggi: oltre a loro due, tre impiegati, e Kurt Davenport, il direttore amico di Castle, per la guardia giurata non c'era stato niente da fare, era morta sul colpo, non avevano avuto nessuna pietà, questi erano rapinatori del tipo peggiore, sembravano animati da qualcosa di più forte dell'avidità, sembrava godessero ad incutere paura e non avevano niente da perdere.

Chiese i nomi agli impiegati Lily Stud, Jack Sloane e Gilbert Hill erano tutti e tre abbastanza calmi, i primi due erano praticamente neoassunti, il terzo invece stava per andare in pensione, scoprì che avevano fatto un corso antirapina da poco, sospirò, almeno non avrebbero perso la testa troppo presto.

Sapeva che nessuno si sarebbe allarmato per la loro sparizione almeno fino alla mattina seguente, avevano lasciato il distretto, insieme, dopo una giornata piuttosto intensa di lavoro, che sarebbe finita poche ore dopo, dovevano controllare alcuni indizi tornando sulla scena del crimine, poi Beckett aveva annunciato che si sarebbe sconnessa dal mondo per l'intera serata, aveva bisogno di ricaricarsi lasciando intendere che non voleva essere disturbata, neanche da Castle che invece avrebbe voluto coinvolgerla nei suoi piani, del tutto innocenti a dire il vero, una serata con l'amico Kurt e sua moglie, niente di più.

Ma l'assenza prolungata degli altri forse avrebbe fatto scattare qualche allarme, una moglie che non vedeva rientrare il marito, ad esempio, Kate chiese ai tre impiegati se qualcuno avrebbe notato la loro assenza, ma incredibilmente non sarebbe stato così per nessuno di loro, almeno non nell'immediato, il più anziano Gilbert era vedovo, nessuno lo aspettava a casa, Lily e Jack avevano in programma di andare al cinema insieme, l'unica era la moglie di Davenport, ma non si sarebbe allarmata per un ritardo, Kurt era solito trattenersi dopo l'orario.

C'era qualcosa che non quadrava nel comportamento di quei ladri, il tempo soprattutto, ci stavano impiegando troppo loro a fare la rapina e troppo la polizia ad intervenire, cosa diavolo stava succedendo? Perché nessuno si accorgeva che c'era un furto in corso?

"sono preoccupato per Kurt" la frase di Castle la distolse dalle sue riflessioni sul da farsi

"è il direttore, purtroppo è il primo bersaglio. Dobbiamo inventarci un diversivo e cercare di chiamare aiuto, non è normale che la polizia non sia già qui"

"e cosa proponi?"

"ci sto pensando, avrei bisogno di capire come sono dislocati, cosa stanno facendo..."

"vedi che ho fatto bene a rubarti il posto, ascolta, se gli fai credere di essere del tutto innocua non ti staranno addosso e magari potrai muoverti con più facilità, ma qualsiasi cosa farai, ti prego, stai attenta" l'aveva guardata con un'intensità particolare, era raro che mostrasse qualcosa di più profondo di sé, ma in quello sguardo Beckett intravide come una porta appena dischiusa su un immenso oceano

"Castle io…" stava per dirgli che era troppo pericoloso che lui continuasse a spacciarsi per un poliziotto, quelli avevano tutta l'aria di essere ben più che dei semplici rapinatori, ma Qu era entrato con la solita furia in procinto di esplodere, e non le permise di dire nulla.

S'irrigidirono entrambi in attesa di quello che sarebbe accaduto, "Ti sei svegliato poliziotto? Meglio per te perché avevo l'ordine di trascinarti di là anche se eri svenuto, e ti giuro che lo avrei preferito" gli puntò la pistola contro facendogli cenno di alzarsi, mentre lo faceva, con lentezza perché in realtà gli girava ancora la testa, sentì chiaramente la pressione della mano di Kate sull'avambraccio, sembrava volesse trattenerlo, lui le sussurrò solo "la recita…"

poi anche il capo, Jey, arrivò dal caveau "allora ascoltatemi tutti!" teneva la semiautomatica puntata verso l'alto, la voce molto bassa e profonda rimbombava sulle pareti di marmo verde della banca "ora vi sdraierete tutti a terra, ok? Non muovetevi e forse vivrete! Tu, invece, vieni con noi" fece cenno a Rick, lui obbedì gettando un ultimo sguardo a Kate "forse la tua presenza ci farà guadagnare un po' di tempo poliziotto, quindi se collabori magari potrei anche decidere di non ucciderti… subito"

Kate lo seguì con lo sguardo mentre portavano anche lui verso il caveau, avevano detto che gli serviva, quindi non era in immediato pericolo di vita, ma non poteva perdere tempo, doveva trovare il modo di agire senza provocare danni collaterali, se avesse preso la pistola in quel momento avrebbe scatenato solo una pericolosissima sparatoria. Calcolò quanto fosse distante la scrivania sotto la quale aveva lasciato la pistola, per arrivarci avrebbe dovuto alzarsi e fare almeno cinque passi, impossibile senza attirare l'attenzione di Ty che era rimasto con loro nell'ufficio

Aveva bisogno di uscire da quella stanza, provò con l'unica richiesta che normalmente non nega neanche un sequestratore, disse che aveva bisogno del bagno e scatenò le richieste anche degli altri ostaggi, Ty dovette accontentarli, li accompagnò a turno, la prima fu Kate

Uscita dall'ufficio di Kurt, notò che le porte erano sbarrate, e capì finalmente, avevano fatto in modo che dall'esterno la banca sembrasse chiusa per lavori, un cartello fuori e due transenne, avevano pensato a tutto, evidentemente anche al modo di non far partire gli allarmi.

Seguì il consiglio di Castle, la recita, finse di essere molto spaventata, sperando in questo modo di allentare l'attenzione di Ty nei suoi confronti, il problema fu che mettere in scena la ragazza debole e impaurita attirò ben altro interesse, non le staccava gli occhi di dosso, Kate pregò che non provasse a toccarla, si era limitato ad apostrofarla con alcune battute poco gradevoli che lei fece finta di non cogliere.

I bagni erano sullo stesso corridoio che dava accesso al caveau, ci passò davanti, gettò un'occhiata veloce per capire cosa volessero da Castle, perché avrebbero dovuto portarlo nel caveau, quello che vide la inquietò

Il caveau era intatto e non sembravano neanche in procinto di aprirlo, Castle e Davenport erano entrambi inginocchiati, al centro della stanza, con le mani legate dietro la schiena, gli stavano chiedendo di fare qualcosa, da lì non riusciva a sentire, vedeva solo il direttore che rifiutava risoluto e veniva colpito con una specie di manganello, Rick che chiedeva di smettere ricevendo lo stesso trattamento e a giudicare dallo stato in cui erano doveva essere l'ennesimo diniego.

Ty si era accorto della pausa che Kate si era presa per osservare, la spinse in avanti con l'arma, che non s'impicciasse, lei tremò di paura ad arte, inciampò e si chiuse in bagno. La prima cosa che fece era cercare una finestra, ovviamente non ce ne erano, per 'sicurezza', le sfuggì una risata sarcastica, non c'era nulla che le potesse servire o utilizzare come un'arma, a parte… c'era il kit di pronto soccorso, ci sono sempre delle forbici dentro, per tagliare le bende, lo aprì in fretta, rispondendo a Ty di avere pazienza, era molto scossa, trovò quello che cercava, certo erano molto piccole, ma era qualcosa.

L'avevano portato nel caveau senza aggiungere altra spiegazione, si trovò davanti al suo amico, piuttosto provato, dovevano averlo picchiato già abbastanza duramente, si guardò intorno, avevano solo un notebook e una piccola sacca, niente che facesse pensare che avessero intenzione di aprire il caveau, né le cassette di sicurezza che erano lì a fianco, che diavolo stava succedendo?

"come sta signor Davenport?" provò a capire in che condizioni fosse e contemporaneamente fingere di avere una conoscenza professionale e basta

"sta zitto poliziotto! Tu parli solo quando lo dico io" Jey accompagnò quell'unica frase rivolta a Rick con l'ennesimo colpo, stavolta alle costole, con un arnese di metallo che dovevano aver usato sul suo amico, poi si rivolse di nuovo verso Kurt Davenport "allora, lo capisci che se vuoi vivere devi solo darci quel piccolo insignificante codice?"

"non-lo-conosco!" Kurt scandì le parole nonostante avesse difficoltà a parlare, dovevano avergli rotto qualche costola, Rick nel frattempo cercava di capire a cosa si riferissero, il codice per aprire la seconda porta? Ma lo sanno tutti che non esistono più codici e che le porte sono orarie e comandate da remoto, proprio per evitare il coinvolgimento diretto di chi lavora nella banca, e poi non avevano sacche, come avrebbero portato fuori i soldi, se cercavano soldi, e cosa volevano da lui credendolo un poliziotto?

"ok Key, credo che dobbiamo sfruttare il fatto che ci sia capitato un piedipiatti tra capo e collo, tu direttore sei fortunato, ancora ci servi vivo"

Si girò verso Castle gli tirò su il viso con quel bastone di metallo che non mollava mai "come ti chiami"

"a che ti serve sapere come il mio nome"

"il nome!" gli spinse il metallo sulla trachea impedendogli di respirare per qualche secondo

Sentì Kurt implorarlo di rispondere "glielo dica detective, è meglio" lo guardò cercando di trasmettergli che era ancora abbastanza lucido e gli stava tenendo il gioco

Ed ora, che diavolo di nome gli dava? Sospirò, nessuno dei presenti era un suo fan, avevano ragione i Bro, non era poi tanto famoso in fin dei conti, decise per rimanere con il cognome di Kate, se avessero controllato magari sarebbe saltato fuori solo il cognome, avrebbe potuto continuare la recita "Beckett, Kris Beckett"

"ok detective Beckett… ora ci serve la tua matricola, eccola qui" tirò fuori il distintivo su cui era incisa e se la annotò "vai Key, inserisci i dati"

Ci fu una manciata di secondi, quanto impiegò il computer a dargli la risposta, cognome e matricola coincidevano "è ok!" Rick riprese a respirare normalmente, se lo avessero scoperto era sicuro che lo avrebbero ammazzato sul posto

"e per finire la tua voce"

Rick gli lanciò un'occhiata interrogativa, Jey gli mise un telefono all'orecchio "ora tu chiami la centrale operativa dovrai dire chi sei, farti riconoscere e segnalare che alla Amster Bank di Chelsea c'è una bomba"

"ma questa non è la Amster di Chelsea siamo a Manhattan!" ottenne solo un altro colpo, alle costole di nuovo, rimase senza fiato per alcuni secondi "ok ok, farò come vuoi!"

Si rialzò con il busto, in quel momento vide Kate che distoglieva lo sguardo da loro, incalzata dall'uomo che aveva dietro di sé, doveva aver visto tutta le scena ed avere gli stessi interrogativi che aveva lui.

Ringraziò dio di conoscere a memoria la matricola di Kate, ma non aveva idea del codice che usavano in polizia per dare un allarme bomba, sperò che il poliziotto dall'altra parte della cornetta non si sarebbe formalizzato, ma sapeva anche che quando, dall'altra parte, avrebbe controllato cognome e matricola si sarebbero accorti che avrebbero dovuto essere al telefono con una donna, fortunatamente Jey non attese la risposta di ricevuto, si accontentò che la chiamata fosse fatta

"cosa cercate? Non mi sembrate molto interessati ai soldi che ci sono qui" Rick ci provò, doveva capire

"onore e gloria maiale, una cosa di cui voi poliziotti siete sprovvisti"

"onore e gloria, con una bomba?"

"parli troppo per i miei gusti" arrivò un altro colpo alla bocca dello stomaco, rimase in apnea per qualche secondo, l'ultima cosa che pensò prima di perdere i sensi, di nuovo, fu che quel tizio si divertisse molto con quel pezzo di ferro, lui invece non si stava divertendo affatto