VERITÀ TACIUTE

Wonder Woman era in una discoteca e parava dei proiettili con i bracciali di metallo.

Dietro di lei c'era una ragazza.

Lei diede un calcio al volto di un uomo,poi una gomitata al petto di un altro,strappandogli l'arma di mano.

Lanciò il primo contro altri due.

Un ultimo mise una pistola alla tempia della ragazza e si mise dietro.

Lei prese la frusta e lo colpì al volto ferendolo,poi aiutò la ragazza ad alzarsi.

Lei tornò nel suo appartamento passando dalla finestra,poggiò la frusta su una poltrona e guardò l'elmo di Ares che era poggiato su un mobile.

Era d'oro e aveva grosse corna.

Lei lo prese e se lo mise.

FLASHBACK

Diana era piccola e davanti a lei c'era la madre che aveva una pergamena da cui uscì una luce che le mostrò un'equazione.

Da grande lei colpì la madre,durante un combattimento.

Poi trovò un soldato sulla spiaggia.

La sua memoria si spostò su una città,dove Ares aveva aizzato le persone alla violenza.

FINE FLASHBACK

Lei si tolse l'elmo,lo schiacciò con le mani e poi lo gettò a terra.

Prese la frusta e se la legò al braccio destro.

"Wonder Woman."disse lei.

La frusta si illuminò e la fece parlare "Sei la principessa Diana,figlia di Ippolita,decima regina delle amazzoni."

"Molto bene."pensò lei "Cosa sono."

"Sei molte cose."disse la voce dentro di lei "Porti pace e combatti le battaglie.

Sei ispiratrice.

Ma sei stata ingannata."

Il lazo si illuminò e lei spalancò gli occhi.

"Chi?"disse lei "Chi ha fatto questo?"

Guardando fuori vide la torre di Parigi "E perché…?

Sono una pazza.

Sto impazzendo..."

Lei diede un pugni allo specchio che si frantumò e poi lei pensò "E non ho tempo per pensare alle cose brutte che sono successe.

Al momento chi ero e chi sono diventata sono così diversi.

Il momento in cui mi sono persa.

Il momento in cui ho dimenticato chi ero."

Lei prese la frusta e pensò "Ma le visioni sono chiare."

Lei si tolse la placca che le copriva la fronte,la gettò a terra e pensò "La cacciatrice impara presto la lezione.

Segue le indicazioni per paura di perdersi."

Si tolse uno dei bracciali e lo gettò via continuando a pensare "E se ti perdi,devi fermarti.

Pensare.

Prenderti una pausa."

Lei si tose gli stivali di gomma blu pensando "E ripercorrere il cammino con attenzione."

Lei prese un nuovo costume.

Per aspetto era simile al precedente.

La placca sulla fronte era d'oro e non aveva la stella.

Le spalle e le braccia erano scoperti.

Aveva due bracciali d'argento che le coprivano gli avambracci e su di essi c'erano incisi dei simboli antichi.

Il seno e la pancia erano coperti da una placca rossa aderente,con i bordi superiori d'oro.

Aveva una cintura d'oro e una piccola gonna,fatta di placche blu con le i bordi d'oro.

Dalla ginocchia in giù aveva degli stivali d'oro e di metallo scuro,formati da diverse placche.

Prese un mantello scarlatto tra le mani e guardò l'elmo a terra pensando "Capire dove hai sbagliato."

Lei legò il mantello al collo,con un fermaglio d'oro,poi prese l'elmo e lo guardò "Trovare la fonte del problema."

Diana gettò l'elmo "Olimpo.

Ora."

Svanì in un fascio di luce gialla.

L'elmo si liquefò.

Lei apparve nella dimensione rossastra-viola dell'Olimpo.

Si trovava davanti ad una piscina rettangolare di pietra.

C'erano delle foglie verdi nell'acqua.

Tutt'intorno c'era molta vegetazione,con una statua di un centauro vicina agli alberi.

Dietro di lei,sulla destra c'era un rettangolo di marmo con sopra le statue di due cani.

Dietro di lei c'era anche una struttura cilindrica fatta di quattro colonne.

Si trovava in un luogo tra diverse alture rocciose e su una di esse c'era un tempio greco.

Le liane si attorcigliavano su colonne spezzate e disseminate un po' ovunque.

La luce ricordava quella del tramonto sulla Terra,tuttavia non c'era alcun sole.

"Come vedere una crepa in un'anfora o sentire una nota stonata in una canzone..."pensò Diana che fece alcuni passi lungo il bordo della vasca "E ora non posso aiutare,solo vedere la rovina intorno a me."

"ABITANTI DELL'OLIMPO!"urlò lei e dalla boscaglia uscì un minotauro e giunse un corvo.

"È così che salutate uno dei vostri?"disse lei mandando entrambe le braccia verso l'esterno "O quella bugia è stata messa troppo a nudo?"

Il centauro attaccò e lei spiccò un salto andandogli in testa e gli legò il la frusta alle corna.

Lei gli sferrò un calcio e lui cadde nella piscina.

La tatua del cane a tre teste si animò e le corse contro.

Wonder Woman,con un pugno,trapassò la testa centrale,poi afferrò al volo una freccia.

La statua del centauro si era animata.

Lei spiccò un salto e con un pugno la aprì in due.

"Cambiate la storia come volete..."disse Diana "Dovunque voi siate,non vincerete."

Il terreno sotto i suoi piedi si sollevò dal resto e in cielo apparve un turbine di vento che ricordava un buco nero.