Terzo capitolo, le cose si complicano tra i due amici. Potrà Ziva cacciare dentro l'orgoglio e lasicare che il suo amico le dia la mano di cui ha bisogno?

CAPITOLO 3: Prenditi cura di lei

Tony entro', si sedette sul letto e accese la luce. Ziva stava piangendo nel sonno, e qualche goccia di sudore perlava la sua pallida fronte. Si agitava.
"Ziva" chiamo' dolcemente. Le scosse un po' la spalla. Lei si alzo' di soprassalto:
"No!" urlo' con gli occhi sgranati, vuoti.
Lui le afferro' il braccio fermamente.

"Ziva, guardami!"

Lei ansimava, troppo eccitata ancora dal suo incubo.

"Era solo un incubo"
"Tony, perchè sei ancora qui?" chiese lei sdraiandosi e chiudendo gli occhi.
Lui le accarezzo' gentilmente i capelli e mise una ciocca boccolosa dietro il suo orecchio. Accarezzo' dolcemente la sua guancia e poso' la mano sulla fronte della donna. Scottava.

"Hai la febbre, non ti posso lasciare cosi"
"Mi sembrava di averti detto... che stavo bene" disse lei, ancora ansimante.
"Gibbs mi ha chiesto di stare con te." Rispose lui.

Lei apri' gli occhi e lo guardo' sospettoso per un secondo. Quando vide la preoccupazione genuina che annegava i suoi occhi gli credette.

"Gibbs eh?" chiese lei con un tono finto sospettoso.
Lui annui' in silenzio.

"Che cosa ti senti?"
"Ho solo un po' di raffreddore e di mal di pancia Tony, niente di cui non possa occuparmi da sola. Non c'è davvero motivo che tu sia qui."
Lui le sorrise.
"Ma già che sono qui posso rendermi utile..." Vide che tremava. "Ti va un tè caldo?"

Lei sospiro'. Non se ne sarebbe andato, tanto valesse che gli tenesse compagnia.
"Va bene"

Cinque minuti dopo, Tony torno' con una tazza di tè al limone e miele bollente in mano. Lei la afferro' con entrambe le mani e la poso' sul como'. Lui la guardo' con aria interrogativa.
"Dopo" disse lei, cercando di sorridere.

Lui le ricambio' il sorriso, ma ben presto le sue sopracciglia si agrottarono quando vide Ziva tossire di nuovo pesantemente, piegandosi in avanti. Dopo svariati minuti di tosse ininterrotta si lascio' cadere contro il muro infondo al letto,contro il quale Tony aveva poggiato vari cuscini. Aveva difficoltà a respirare, ed era stremata dallo sforzo di tossire.

Lui poggio' ancora la mano sulla fronte di lei, coperta di sudore. La febbre stava salendo.
"Dove sono le medicine?" chiese lui.
"Nel...armadio...del...bagno" disse lei con un filo di voce.

Tony si fiondo' nel bagno e apri' l'armadietto. Frugo' su tutti gli scaffali, buttando pillole per terra ovunque. Non riusciva a trovare lo sciroppo per la tosse. La sua ricerca divento' ancora più sfrenata quando udi' Ziva essere presa da un nuovo attacco. Sembrava quasi che la stessero strozzando. Finalmente mise le mani sulla fialetta e si precipito' da lei. Riusciva a malapena a respirare.
"Tieni, Ziva, tieni" disse lui versandogli nel bicchierino dosatore un po' del liquido bluastro.
Lei bevette e fece una smorfia, scossa da un brivido.

Il naso arricciato di Ziva lo fece sorridere.

"Sciacquati la bocca con il tè" incito' lui.

Lei annui' e tese debolmente il braccio. Tony le passo' la tazza e la lascio', pensando che la tenesse. Lei in realtà era troppo debole per portare la bevanda calda alla bocca e rovescio' un po' del tè sulla mano di Tony. Lui grido' dal dolore

"Ahia! Caldo!" grido' afferrando la tazza che stava sbrodolando sulle coperte.
"Scusa Tony" disse lei "non volevo..."

Lui la guardo' intenerito. Sembrava sempre più debole... più distante.
"Non fa nulla"
Sorrisero entrambi.
"Ce la fai a berlo da sola?" chiese lui, anche se conosceva già la risposta, e la risposta esatta e quella che lei gli avrebbe dato.
"Si, certo". Ziva afferro' la tazza con entrambe le mani. Tremavano molto. Più sollevava la tazza per portarla alla bocca, più si sforzava, più le tremavano le mani. Rovescio' un po di tè sul letto. Tony si protese in avanti e gliela tolse di mano.

"Ok, è evidente che non puoi. Lascia che ti aiuti"

Le inclino' la testa e le diede lentamente il tè da bere. Ziva bevette metà del tè e poi si senti' male di nuovo.
"Devo andare al bagno" disse guardando nel vuoto e buttando di lato le coperte, reggendosi lo stomaco.
Poso' i piedi per terra e si alzo' lentamente, anche se stava cercando di farlo più velocemente possibile. Cerco' di reggersi impiedi ma le sue gambe sembravano fatte di burro. Cadde quasi addosso a Tony, ma lui la acchiappo' per il braccio.

"Vacci piano, Zi. Ti aiuto io"

Lei lo guardo' con uno sguardo fulmineo e disse:
"Non ho bisogno del tuo aiuto, lasciami!" e scosto' il braccio da lui.
Tiro' un gran respiro e si concentro' per non cadere. La sua testa girava come una trottola. Cerco' di camminare, ma il mondo si ribaltava dopo ogni passo. Sbatté il fianco contro il comodino, poi contro l'armadio. Si aiuto' con il muro, finché a qualche metro dalla porta del bagno crollo'. Tony, che era ancora seduto accanto al suo letto si alzo' di scatto e si precipito' da lei, in ginocchio.

"Ziva, ti prego..." inizio lui. Ma lei alzo la testa, con le palpebre a mezz'asta e disse:
"Lasciami in pace" con una voce tremante.

Ziva si trascino' fino al bagno e Tony continuo' a guardarla, seduto per terra, impotente. Ziva arrivo' fino al VC a quattro zampe, tiro' su la tavoletta e vomito' il tè e la cena della sera precedente.

Tony la senti' vomitare appoggiato al muro. Quando ebbe finito si alzo' e si affaccio' alla porta. Ziva stava seduta per terra, con la testa fra le mani, incapace di muoversi. Lui la afferro' da sotto le braccia e la sollevo' perchè si sciacquasse la bocca nel lavandino. Tiro' l'acqua e quando Ziva ebbe finito di lavarsi la bocca la prese in braccio, come una principessa. Lei avvolse le braccia intorno al suo collo e poggio' la testa contro il suo petto, lasciandosi cullare dolcemente dal battito del suo cuore.
"Scusa" sussurro' lei.