Nota del team: allora? che ne dite di questa storia? Vi piace? Grazie per chi ha lasciato una recensione, ne aspettiamo altre, vogliamo sapere tutto! Buona lettura per il prossimo capitolo...
Capitolo 3
Brittany sorrise all'alta ragazza rossa con una minigonna nera di pelle che stava passando nel corridoio, seguita da un anziano nel suo completo grigio scuro. Si stava dirigendo verso l'ufficio del suo capo, anche se la grande stanza somigliava abbastanza ad un locale d'intrattenimento. Aveva un biliardino, un frigo enorme, un divano gigante – tutto ciò di cui un uomo poteva aver bisogno. Le pareti erano di un rosso scuro, che si adattava al pavimento in legno. Artie la stava già aspettando quando bussò, appoggiato alla sua poltrona con i piedi sulla scrivania.
"Volevi vedermi?" chiese la bionda, chiudendo la porta dietro di sé."
"Sì, siediti," le ordinò indicando il divano. Brittany fece ciò che le era stato detto, incrociando le braccia al petto. Era una giornata calda ma in qualche modo la presenza di quell'uomo le metteva i brividi.
"A proposito di oggi, so che dovresti avere la giornata libera ma ha chiamato Bart Collins, ha un incontro importante domani e dice che ha bisogno di vederti stasera – vuole essere rilassato per domani."
Brittany sentì il suo cuore perdere un battito e il suo corpo irrigidirsi, fissando l'uomo di fronte a sé che aveva formato con noncuranza una linea di polvere bianca sul tavolo.
"Ne vuoi un po'?" chiese, ma la bionda si limitò a scuotere la testa, serrando i denti.
"Artie, non posso, ho un impegno…"
Cercò di essere risoluta ma la sua voce era debole, sapeva di non dover fare incazzare il suo capo – anche se sapeva che era una delle sue migliori dipendenti e gli faceva fare buoni affari, più di qualsiasi altra ragazza della casa.
L'uomo dai capelli scuri sniffò la sua cocaina e lentamente alzo la testa dalla scrivania pulendosi il naso.
"Non puoi? Certo che puoi. Ho parlato personalmente con Collins e ha accettato di vederti alle sette in punto."
Giocando con lo smalto delle sue unghie, Brittany pensò che stava per sentirsi male. Lei e Santana si erano accordate per incontrarsi alle 7:30 al ristorante, ci era voluto un po' per trovare un giorno in cui entrambe erano libere e l'ultima cosa che voleva era annullare l'appuntamento.
"Io… è…" balbettò, "E' importante per me. Artie. Ti prego."
Alla bionda non passò inosservato il cambiamento d'umore. Conosceva il suo capo fin troppo bene, e sapeva come diventava, soprattutto quando non era sobrio. Si alzò dalla poltrona e camminò oltre, un piccolo tic nervoso all'occhio destro dietro gli occhiali.
"Lo sai quanto mi costa riprogrammare questo appuntamento in modo da incontrarlo prima per poter fare qualsiasi cosa tu abbia bisogno di fare? Cazzo, dovresti essere riconoscente, lo sai?" disse quasi urlando, apparentemente faticando a tenere a bada il suo temperamento.
"Lo sai cosa chiede di solito, e ho fatto che non ci siano né drink né cene, solo spettacolo. Vuole che balli per lui, fai in modo di essere preparata. Due ore, sarai fuori alle nove."
Brittany rimase in silenzio fissando il pavimento.
Artie si sedette vicino a lei nel divano, avvicinandosi sempre di più.
"Ehi…" disse nuovamente quasi in maniera delicata. "Lo sai che sei la mia punta di diamante, vero?"
La bionda annuì lentamente senza guardarlo.
"Voglio farti brillare… Le persone vogliono te, spendono tutti i loro soldi solo per te. Britty, mi capisci? Guardami!"
Si tolse gli occhiali, prendendole il mento con le mani forzandola a guardarlo.
"Mi capisci?"
"Sì, certo..."si schiarì la gola. Ho capito…"
"Eccellente" rispose Artie con un sorrisino, baciandole la guancia. "Puoi andare adesso, vai a preparare il tuo piccolo show."
Brittany si alzo rapidamente e lasciò l'ufficio, strofinandosi la guancia con la sua saliva nell'esatto momento in cui chiuse la porta dietro di sé.
La bionda era felice che Santana sembrasse aver capito. Aveva cercato di essere il più sincera possibile con lei, dicendole che il suo capo era stato davvero rigido nel farla lavorare comunque per alcune ore quella sera e che tutto dipendeva da lei. La latina non ne era entusiasta, ma le scrisse che sperava almeno di poterla incontrare dopo il lavoro.
Brittany non voleva altro che farsi perdonare, sperava almeno di riuscire in tempo a farsi una doccia e a pulirsi come si deve. Era da un po' che non aveva un appuntamento con qualcuno e voleva essere fresca, invece che fresca di scopata.
Collins era un ricco uomo d'affari, pulito e non sudicio, eppure si divertiva sempre a trattarla come se fosse di sua proprietà. A differenza di Will, non si tratteneva quando sentiva di essere brutale con lei e aveva ben chiaro in mente ciò che voleva dalla donna per cui pagava.
"E' stato un piacere come al solito," le disse prima di andare e la bionda fece del suo meglio per sorridergli, guardando nervosamente l'orologio alla parete che le diceva che aveva già dieci minuti di ritardo.
Si precipitò in bagno con un paio di vestiti puliti nella borsa. Si lavò i denti velocemente e con forza, non vedendo l'ora di togliersi il sapore di quell'uomo dalla bocca, spuntando con disgusto nel lavello. La bionda indossò della nuova biancheria intima e un vestito nero che la faceva sembrare sexy ma che non avrebbe di certo indossato con i suoi clienti. Si assicurò di cambiare il trucco, mettere un rossetto differente e un'altro profumo. Brittany voleva sembrare il più possibile diversa, non voleva che Santana la vedesse nello stesso modo in cui la vedevano gli altri uomini.
Quando finalmente arrivò al ristorante, ringraziò che la latina non se ne fosse già andata. Era ancora lì, che strofinava le braccia sopra la sua giacca blu scura, un po' infreddolita per aver aspettato fuori. Sembrava splendida con indosso una gonna grigia aderente e con la giacca che le evidenziava il seno, abbastanza da fare accelerare il battito di Brittany alla sola vista. La punte dei suoi lunghi capelli neri erano leggermente arricciati e sembravano risplendere alla luce della luna.
"Scusa sono in ritardo…" si scusò Brittany, avvicinandosi verso l'altra donna a passo svelto.
"Ancora cinque minuti e sarei andata via…" disse la latina, ma era chiaro che la rabbia nella sua voce sparì non appena i suoi occhi cominciarono a percorrere dall'alto in basso la figura della bionda nel suo fantastico completo.
Per un secondo la bionda rimase indecisa su come salutare l'altra donna, sentendosi improvvisamente nervosa. Un abbraccio? Una stretta di mano? Solo un piccolo saluto con la mano?
Santana interruppe il suo conflitto interiore avvicinandosi e baciandola sulla guancia mentre con dolcezza sfiorava con la mano la schiena della bionda.
"Sei da togliere il fiato, devo ammetterlo, ne è valsa la pena aspettare."
Brittany si sentì sollevata e appoggiò una mano sulla spalla di Santana, dirigendola con dolcezza verso l'entrata.
Il cameriere le condusse verso il tavolo, accendendo le candele che si trovavano fra loro e porgendogli il menù.
"Wow, questo posto è fuori di testa…" borbottò la latina mentre esaminava i piatti e il loro prezzo.
"Prendi ciò che vuoi, offro io."
"Assolutamente no," rispose subito Santana. "Solo perché sono senza casa non significa che non posso permettermi di portare una ragazza fuori a cena.
Brittany sorrise ma non poteva lasciare che questa volta vincesse la moretta. Aveva spostato il loro appuntamento per incontrare il suo cliente, il minimo che poteva fare era assicurasi che i soldi che aveva guadagnato venissero investiti nel migliore dei modi – una perfetta serata per Santana, con qualunque cosa di cui lei avesse bisogno.
"Ti prego permettimi di offrire, sto già male per averti fatto aspettare tutto quel tempo.
Santana sembrò considerare l'offerta e fece un profondo sospiro.
"Va bene," acconsentì finalmente. "Ma la prossima volta pago io."
"Oh, quindi sai già che ci sarà una prossima volta?" disse la bionda stuzzicandola, guardando dritta in quei grandi occhi marroni di fronte a lei.
"Beh solo guardandoti sono piuttosto sicura che non rimarrò delusa, qualsiasi cosa venga da questa serata…"
"O chiunque," aggiunse Brittany, ed entrambe sorrisero.
Il cameriere fece ritorno portando le loro ordinazioni, e la bionda si assicurò che portasse loro il miglior vino della casa.
"Quindi… cosa fai per vivere?" domandò finalmente Santana guardandosi intorno nel super ristorante di lusso.
"Sono un attrice," rispose Brittany, usando la sua bugia preferita che in qualche modo si avvicinava il più possibile alla verità. Quello che faceva richiedeva recitazione, non aveva alcun dubbio al riguardo, nessuno fuori le mura di quella stanza da letto l'avrebbe visto.
"Attrice?" chiese Santana incredula, "Che tipo di attrice sei per permetterti tutto questo?" si accigliò per un secondo a quel pensiero. "Non sei una porno star, vero? Di sicuro non si tratta di porno lesbico, altrimenti credo che ti avrei già riconosciuta…"
Brittany non era del tutto sicura che la latina stesse scherzando, cercò di interpretare il suo sorriso incerto.
"No non si tratta di porno…" rispose, aggiungendo nella sua mente un 'vorrei che fosse solo quello' . Si guardò nervosa attorno, felice di vedere il cameriere portargli il vino, lasciando a Brittany il primo sorso obbligatorio per decidere se fosse di loro gradimento...
"Grazie, è delizioso," disse al giovane ragazzo e lo lasciò versare il liquido rosso in entrambi i bicchieri.
"Salute," disse Santana quando l'uomo si allontanò, afferrando il bicchiere di fronte a lei.
"Salute. A una fantastica serata!" rispose Brittany, senza che i suoi occhi abbandonassero quelli della latina.
Entrambe presero alcuni sorsi del loro vino e la bionda non poté fare a meno di notare il lieve fremito di agitazione al suo stomaco quando Santana leccò l'alcol rimasto dal suo labbro inferiore in un gesto che sembrava andare al rallentatore.
"A cosa stai pensando?" volle sapere la brunetta, con gli occhi spalancati per la curiosità.
"Alle tue labbra…" ammise onestamente Brittany, non essendo ancora in grado di distogliere lo sguardo.
Gli occhi di Santana sembravano più scuri e si schiarì la gola.
"Spero facciano in fretta con il cibo…"
Le loro gambe si toccarono dolcemente sotto al tavolo. Fu una cosa accidentale ma le fece agitare entrambe.
"Sì, che ne dici se saltiamo il dolce? Andiamo a casa mia?" aggiunse Brittany muovendo le gambe in modo che la pelle nuda si toccasse ancora una volta, lasciandola vicino alla coscia di Santana.
"Certamente."
Santana doveva ammettere che l'appartamento di Brittany era alquanto impressionante. Due piani, enormi pareti bianche, un soffitto aperto nel salotto. I suoi occhi si fermarono su una fotografia gigante sopra il caminetto, un ritratto in bianco e nero, il sedere e le gambe di una donna nuda – una donna bionda, giudicando alcune piccole ciocche di capelli che cadevano giù dalle spalle della donna.
"Adesso ti stai chiedendo se sono io, non è così?" chiese la giovane bionda e Santana arrossì un poco perché la sua domanda aveva colto nel segno.
"Beh, sei tu?" chiese, sperando segretamente che Brittany dicesse di sì – perché, dannazione, quella foto non era per niente volgare, solamente eccitante e sensuale.
Brittany si limitò a sorridere in maniera seducente e passò oltre verso il luminoso bar in legno che separava il salotto dalla cucina – senza preoccuparsi di darle una vera risposta.
'Che civettuola'... pensò Santana, seguendo la bionda e sedendosi in uno degli sgabelli.
L'altra donna era già impegnata a mixare abilmente due drink con uno shaker. I suoi movimenti sembravano veloci ed esperti e il modo in cui teneva le bottiglie era innegabilmente eccitante.
"Voilà!" esclamò fiera dopo un po', decorando i drink con due ombrellini rossi e sistemandone uno di fronte alla sua ospite.
"Cosa mi hai preparato?" chiese la latina, mangiucchiando dei piccoli pezzetti d'ananas che Brittany le aveva servito insieme alla bevanda.
"E' un 'Ladykiller'" affermò Brittany sorridente. "Vodka, pesca, ananas e lime."
Si inclinò al di sopra del bar in legno così che la sua bocca fosse esattamente vicino all'orecchio di Santana. "All'inizio volevo preparati un 'Orgasmo'..." sussurrò, "ma credo che di quello ne avrai già abbastanza stasera".
La latina sentì immediatamente la reazione in mezzo alle gambe e dovette incrociarle per minimizzare il suo inevitabile pulsare.
La bevanda era forte ma nessuna delle due sembrò farci caso. Se non che questo le rese ancora più consapevoli della loro attesa.
"Non mi hai ancora detto cosa fai tu…" osservò Brittany dopo un po' e il sorriso della mora sbiadì lievemente. La bionda si chiese se per la prima volta vedeva della reale insicurezza sul volto di Santana.
"Non penso di potertelo dire," disse concentrandosi sul suo drink mescolandolo con la cannuccia.
La bionda non aveva idea del perché del comportamento di Santana, la sua mente si riempì immediatamente di numerose possibilità. Cosa poteva imbarazzarla tanto? Non poteva essere qualcosa di peggio di ciò che lei stessa nascondeva, giusto?
"Non può essere cosi male…" disse Brittany dolcemente, il tono della sua voce mostrava sincera onestà.
"Credimi, lo è…"
"No, fidati di me," la rassicurò la bionda, "non c'è niente che possa sconvolgermi, okay?"
Per un secondo, una parte di sé aveva sperato che il segreto di Santana fosse così inaspettato che il suo sarebbe apparso meno terrificante – anche se non riusciva a pensare a niente di peggio.
Santana sospirò, piegandosi contro il bar.
"Ok… allora…" cominciò piano. Mio padre è l'inventore del banana-box…"
Le sopracciglia di Brittany si alzarono incredule, non essendo veramente sicura di come quello avesse a che fare con il lavoro di Santana, e non essendo veramente sicura di aver capito cosa fosse un 'banana-box'. La mora percepì la sua confusione.
"Banana-box – quel contenitore di plastica dove puoi mettere la tua banana per merenda senza che diventi nera o senza spappolarsi durante la strada per andare a lavoro… comunque, l'azienda è piuttosto grande e fa un sacco di soldi."
"E questo è un male perché…?" chiese Brittany, cercando di capire perché la donna si vergognasse tanto.
"Ho sempre vissuto con la sua fortuna, dopo aver lasciato il college. Non avevo nessuna motivazione per fare veramente qualcosa nella mia vita, visto che comunque le cose mi andavano così bene. Ho provato a fare la modella, ma le persone mi dicevano che ero troppo bassa. Così ho preso questo piccolo lavoro come modella per le mani per le pubblicità degli smalti e cose del genere, ma niente che mi assicurasse uno stile di vita agiato – almeno non nei quartieri migliori di New York..." sospirò nuovamente, grattandosi il collo.
"Così mio padre ha smesso di darmi dei soldi, dicendomi che non mi avrebbe più inviato del denaro fino a quando non avessi capito cosa fare con la mia vita… Ho cominciato a frequentare donne ricche, proprio come Shelby. Ma adesso che mi ha sbattuta fuori, beh… non mi rimane nient'altro."
Fece una pausa, guardando finalmente Brittany.
"Questo mi rende una pessima persona?"
"No…" rispose la bionda, sorridendo quasi un po' triste. "Non sei pessima. Per niente."
Fece il giro del bar e afferrò il collo di Santana trascinandola in un bacio appassionato. Anche se non c'era motivo di correre, entrambe sembravano così di fretta, non riuscendo ad aspettare ancora per molto. Le loro lingue si incontrarono e Santana gemette sonoramente alla sensazione che fossero la mani di Brittany a toccarle il seno, aprendo in fretta il bottone della sua giacca. La manovrò verso il grande divano bianco di pelle, spingendo la mora contro lo schienale fino a quando non cadde all'indietro, atterrando a sedere con Brittany sopra di sé.
"Solo per essere chiara…" ansimò fra un bacio e l'altro. "Non sto limonando con te così poi mi lasci trasferire qui…"
"Non l'avevo pensato…" rispose Brittany senza fiato contro le labbra di Santana.
"Bene, perché penso che tu sia estremamente sexy…"
"Mmmmhh…" fu tutto quello che la bionda riuscì a rispondere, succhiando e mordicchiando il collo della mora.
"Ed ero già così bagnata da quando ti ho vista in quel vestito stasera… sul serio… ero fradicia."
Brittany voleva annuire ma invece piagnucolò all'improvvisa sensazione della lingua di Santana che usciva per accarezzare il lobo del suo orecchio mentre guidava la mano sotto la gonna e in mezzo alle sue gambe, spingendola con fermezza contro la stoffa umida del suo tanga.
"Anche se adesso il vestito comincia ad infastidirmi…" aggiunse.
Brittany stava per aprire la sua cerniera quando sentì il cellulare suonare sopra al tavolo. Si irrigidì subito sentendo la canzone. Usava una suoneria specifica per ogni persona e il fatto che 'Loser' stesse suonando non era decisamente un buon segno.
Santana continuò a baciarla tenendo gli occhi chiusi, fino a quando non si accorse che la bionda non stava più rispondendo al bacio.
"E' tutto okay?" chiese, guardando la ragazza di fronte a se improvvisamente pallida. Brittany scosse la testa. "Devo rispondere… un secondo, okay?"
La latina sospirò, sentendo già la mancanza del peso della bionda su di sé, era decisamente arrapata e aveva paura che il loro momento eccitante fosse giunto al termine.
La bionda voleva prende il telefono ma aveva già smesso di squillare. Invece, ricevette in messaggio.
'Perchénnon rispondi al tuo fottutto telefono? urgeente. vieeni a caSa miia ADESSO!'
La giovane donna fissò lo schermo. Così tanti errori in un solo messaggio, doveva essere stato scritto in fretta e furia, non aveva dubbi che fosse qualcosa di importante. Lui sapeva perfettamente che poteva chiamarla solamente per qualcosa di veramente grave.
Tornò a guardare Santana che si era alzata dal divano, mentre si abbottonava di nuovo la giacca e si sistemava la gonna. Non poteva essere vero. Perché adesso? Che stava succedendo?
Occhi marroni la fissavano in cerca di una risposta e quando Brittany non disse niente ma rimase solamente a fissarla, Santana capì che la serata era finita.
"Penso che sia meglio che chiami un taxi."
Per un secondo aveva sperato che Brittany dicesse 'no' per riprendere da dove avevano interrotto, ma la ragazza annuì.
"Mi dispiace, devi credermi."
"Sì…" rispose Santana. "Mi raccomando, di qualsiasi cosa si tratti…" aggiunse e lasciò l'appartamento, lasciando dietro di sé una Brittany davvero triste.
La bionda si vestì in fretta in maniera più appropriata, afferrò la borsa e corse fuori di casa, sperando che qualsiasi cosa fosse successa, fosse tutto a posto.
Quando Brittany arrivò nella casa, Noah la stava già aspettando nel giardino di fuori con il naso che sanguinava. Barcollò verso di lei, ovviamente ubriaco, pulendo via il sangue con la manica del suo giubbino di jeans.
"Che cazzo Noah?" la bionda urlò avendo una vaga idea che quella non fosse il tipo di emergenza che si aspettava.
"Non che cazzo, che pazzo!" rispose il ragazzo, non riuscendo quasi a stare dritto in piedi. "Mi servono soldi!"
"Sai perfettamente che devi chiamare questo numero solo per le emergenze, solo quando si tratta di qualcosa di veramente grave!"
"E' grave," rispose Puck fingendo di sembrare offeso. "Mi servono dei soldi, adesso. Ci sono dei ragazzi che non sono esattamente amici miei e che sono stanchi di aspettare i loro soldi…"
"Lei dov'è Noah? Dimmelo." Brittany sembrava arrabbiata e spaventata, perfino terrorizzata.
"Rilassati, sta bene, dorme a casa di un amico… non che siano affari tuoi."
La bionda sospirò, in parte sollevata e in parte tormentata. "Quanto ti serve?"
"Cinque," affermò Puck, alzando e muovendo le cinque dita della mano.
"Cento?"
"Haha, mila, che ti credevi?"
La bionda si portò le mani alla tempia scuotendo la testa. "Non ho tutti quei soldi con me, Noah..."
"Beh, sono sicuro che troverai un altro modo per procurarteli," disse ridendo, ma il suo sorrisino sparì quando Brittany lo schiaffeggiò con forza sul viso.
"Non ti azzardare a parlarmi così," disse con voce gelida.
Noah la fissò, improvvisamente la rabbia guizzò nei suoi occhi. "Non devo parlarti così? Cazzo, me lo devi, stronza! Non dimenticarlo!"
La bionda sapeva come diventava Puck quando era ubriaco, diventava più aggressivo del solito. Frugò nel suo portamonete e tirò fuori i soldi – 1 283 dollari, tutto quello che aveva in quel momento.
Porgendogli il denaro lo guardò dritto negli occhi.
"Spero per te che non la trascini in niente di tutto questo. E non chiamarmi più se la cosa non riguarda lei, sono stata chiara?"
Puck mise i soldi in tasca lanciandole un occhiataccia.
Si girò per tornare alla macchina, non volendo perdere altro tempo con quella faccenda.
"Buona fortuna Puck."
Andando verso casa, non poteva credere al fatto che aveva lasciato andare via Santana per questo, cosa le stava cercando di suggerire il fato? Perché la sua vita era così incasinata? Alcune lacrime di rabbia le scesero sul viso e accese la radio per distrarsi. C'era di nuovo il programma preferito di Dave e Brittany sospirò. Se questa roba lo faceva sentire meno di merda, forse avrebbe aiutato anche lei. Almeno per quella sera.
