Regina si rigirò nel letto per l'ennesima volta. La paglia di quel dannato materasso continuava a pizzicarle il corpo. Per di più, dalla finestra continuava ad entrare aria gelida, e un maledetto gufo non la smetteva di lanciare il suo richiamo. Dio se le mancava il ventunesimo secolo, il suo bellissimo materasso in memory foam, l'acqua calda e il riscaldamento. Alla fine, esasperata, si alzò dal letto lanciando le ruvide coperte di lana grezza e, stizzita, si coprì con un mantello rosso ed uscì dalla stanza.
Se non riesco a dormire, pensò, posso almeno rendermi utile. Si diresse quindi verso la torre, determinata a trovare l'incantesimo per liberare Merlino. O almeno pensò di dirigersi verso la torre. In realtà, dopo vari tentativi di raggiungerla, si ritrovò nei giardini.
Il delicato scrosciare di una fontana la attirò verso destra, dove una panchina di marmo bianco sembrava aspettare proprio lei. Rabbrividendo appena al contatto con la pietra fredda si sedette, guardandosi intorno. Un cespuglio di rose poco distante attirò il suo sguardo. La luna illuminava i fiori, rendendo visibile i petali gialli e rossi delle rose. I colori di Camelot, pensò Regina.
Non sapeva da quanto si trovasse lì, immersa nei suoi pensieri, quando improvvisamente percepì una presenza alle sue spalle. Stranamente questo non la mise in guardia.
"Credevo di essere l'unica sveglia a quest'ora." disse una voce a lei familiare.
Regina sorrise appena. " A quanto pare si è sbagliata Miss Swan."
" Siamo tornate a Miss Swan?"
" Ci sono affezionata." la prese in giro la mora.
"Anch'io!" rispose Emma ridendo.
Regina si voltò per guardarla negli occhi. La Salvatrice indossava un logoro mantello di tela grezza. Regina glielo aveva già visto indosso il giorno prima.
"Cosa fai qui?" le chiese Emma, distogliendola dai suoi pensieri.
"Non riuscivo a dormire e volevo stare un po' da sola…"
"Scusami non volevo disturbarti… ti lascio sola." si affrettò a rispondere la bionda, già pronta a andarsene.
"No, resta…" la fermò Regina. "…devo chiederti una cosa…"
Emma, stupita, si avvicinò a lei, per poi, ad un cenno della mora, sedersi accanto a lei sulla panchina. "Certo, dimmi."
L'esitazione di Regina costò ad entrambe attimi di imbarazzato silenzio. Infine la donna, evitano il suo sguardo, si decise a parlare. "Cosa è successo prima?"
Emma, presa alla sprovvista, deglutì cercando di prendere tempo. "Quando?"
La labile pazienza della regina svanì in un istante.
"Quando hai ballato con il paggetto di Artù!" sbottò alzando gli occhi al cielo. "Quando abbiamo ballato insieme, idiota!"
Il viso di Emma si tinse di porpora. Si schiarì la gola. "Oh, certo, quello… Sinceramente? Non lo so… ti ho vista lì, con lo sguardo perso a fissare le stelle, sembravi triste e volevo fare qualcosa…"
"Perché?" chiese Regina addolcendo la voce, sinceramente confusa.
Emma sospirò, fissandola negli occhi prima di risponderle con un filo di voce. "Perché mi importa di te."
Regina, spiazzata dalla risposta, non riuscì a dire altro per svariati minuti. Infine si voltò leggermente verso di lei e le sorrise.
"Posso chiederti qualcosa io adesso?" domandò esitante la bionda.
"Sì."
"Lo ami?"
Regina si girò completamente verso di lei. Non si aspettava una domanda del genere da Emma.
"E tu ami il pirata?" le chiese di rimando, sulla difensiva.
"Nessuno ti ha insegnato che non si risponde ad una domanda con un'altra domanda? Credevo lo sapeste vostra maestà…" disse Emma sorridendo appena.
"Touché…"
"Allora?" la incalzò la Salvatrice, impaziente e terrorizzata allo stesso tempo.
Regina abbassò lo sguardo, mormorando: "Mi ama…"
"Non ti ho chiesto questo."
La mora alzò le spalle riprendendo a guardare il cielo.
"Meriti di più" continuò Emma addolcendo il tono.
Regina rise amaramente. "Chi altri potrebbe amare la Regina cattiva?"
Emma la stupì posandole delicatamente due dita sotto al mento e facendo incontrare i loro sguardi. "Per me sei sempre stata solo Regina."
La mora rimase immobile. Le parole della Salvatrice l'avevano colpita nel profondo, scaldandole il cuore e facendolo battere come non le succedeva da anni.
"Anche tu meriteresti di più di Capitan Guyliner."
"Forse… sai vorrei solo qualcuno che non mi vedesse solo come la salvatrice." disse Emma dopo qualche secondo.
"Per me sei sempre stata solo Emma…." replicò Regina " Una spina nel fianco."
Risero entrambe alla battuta della donna.
Appena si ripresero Emma la guardò negli occhi e disse sorridendo
"Lo so, tu non sei mai cambiata con me. Neanche adesso che sono l'Oscuro, sei l'unica che continua a trattarmi come Emma."
"Non sarai l'Oscuro ancora per molto." replicò la mora "Riusciremo a liberare Merlino e tornerai ad essere te stessa."
Emma
"Lo so ….mi fido di te, so che mi salverai, per questo ho dato a te il pugnale."
"Potrei usarlo contro di te…"
"Non lo faresti mai!"
Regina si voltò a guardarla stupita
"Cosa te lo fa credere?"
" Il fatto che ti piace giocare ad armi pare, non mi controlleresti mai, non sarebbe divertente per te."
"Mi conosci cosi bene?
"Non quanto vorrei." disse la bionda senza riflettere.
"Tutti sanno chi sono, hai letto il libro."
"Io ti conosco per quello che ho vissuto con te, non per quello che c'è scritto nel libro. Quello non mi interessa"
La mora rise con amarezza. "Nessuno crede che io sia cambiata."
"Io si e anche Henry , i miei genitori. E… Robin." aggiunse infine Emma a mezza voce, con una punta d'astio.
"Robin…" mormorò Regina sovrappensiero.
"Io non capisco come hai fatto." disse ad un tratto la bionda.
"A fare cosa?"
"A perdonarlo per quello che ti ha fatto."
Regina rimase in silenzio per un po', come se non sapesse cosa rispondere.
"E' la mia seconda possibilità te l ho detto…" si decise, infine, a dire.
"La tua seconda possibilità avrebbe dovuto aspettarti invece di mettere incinta tua sorella!" disse con disprezzo Emma.
"Perché ti importa così tanto?"
"Perché non merita nemmeno di guardarti, non è alla tua altezza, maledizione! E tu neanche te ne accorgi!"
" E perché il pirata è alla tua altezza?" l'attaccò Regina mettendosi sulla difensiva. "Credi che lui sia buono? Se è ancora vivo lo deve a te, o lo avrei già ucciso per quello che mi ha fatto."
Emma si bloccò sentendo le sue parole "Che intendi dire?"
"Io…niente lascia stare…sono stanca vado a dormire." disse Regina alzandosi per andare via.
Emma si alzò e la fermò prendendole il braccio e facendola girare verso di lei.
"Regina che cosa volevi dire? Cosa ti ha fatto?" ripetè la bionda.
"Fattelo raccontare da lui…chiedigli come Greg e Tamara sono riusciti a catturarmi e quello che mi hanno fatto dopo…" ribattè Regina prima di sparire in una densa nuvola viola.
