Salve care amiche, mi scuso per il ritardo con sui posto il terzo capitolo, ma ormai voi tutte sapete bene che da ottobre a gennaio sono impegnata perché faccio più lavori contemporaneamente.
Credo, comunque, che il peggio sia passato e quindi di tornare a postare con regolarità questa fanfiction... anche se i capitoli, come potete notare, sono abbastanza lunghi.
Spero torniate a leggerla e che vi divertiate nel farlo.
Buona lettura!

Quando il tempo si ferma

Capitolo 3

"Una strana proposta"

Il duca di Grandchester era a casa con sua figlia, suo figlio era al collegio St. Paul, come Terence prima di lui. Sua moglie e lui erano separati. Lui abitava con sua figlia. Stava pensando al suo incontro con Candy, la sera del matrimonio della figlia di Lord Brydon. L'aveva vista da lontano, un po' più cresciuta rispetto all'ultima volta; era la dama di compagnia di Lady Brydon.

Era stato incuriosito di trovarla a Londra sola, senza suo figlio. Vedendola, aveva sperato che suo figlio fosse tornato in Inghilterra, ma seguendo Candy, aveva sentito lo stupefacente monologo con il "piccolo Terry"...
Candy aspettava un figlio, il suo nipotino...

In effetti, suo figlio gli assomigliava parecchio. Ma bisognava occuparsi della situazione. Candy avrebbe avuto un bambino, un Grandchester, un erede. Non era il caso che lui lasciasse il suo sangue senza far nulla. Terence ora stava con una donna per dovere e obbligazione; come lui, erano passati tutti quegli anni!, aveva rinunciato a colei che amava più di tutto al mondo, colei per la quale aveva osato ribassarsi e chiedergli aiuto per tenerla al collegio...
E lei aveva convinto lui a lasciare che Terence seguisse il suo sogno. Lei amava suo figlio, se ne era accorto la prima volta che l'aveva vista alla Royal Simple School e lei glielo aveva confessato. Si erano apparentemente ritrovati, ma...

Oh, mio Dio, avrebbe tanto voluto occuparsi di Eleanor in modo diverso, ma erano trascorsi tutti quegli anni.
Aveva un'opportunità di occuparsi di un'altra situazione creata per un Grandchester, come dovrebbe.

oOoOoOo

Candy si svegliò con le nausee e andò in bagno a vomitare. Uscì e trovò Louise con delle lenzuola pulite, intenta a rifare il letto. Lei si voltò e le sorrise.

– Candy, buongiorno. Non riesci ancora a digerire il cibo inglese? – disse Louise sorridendo.

– Buongiorno Louise – disse Candy sorridendo in risposta.

– Stai bene Candy? Tu sei stata male fin dal tuo arrivo –

– Oh, Louise a te posso dirlo, ma non rivelarlo a nessuno ancora... Aspetto un bambino –

– Oh... Ma... Felicitazioni –

– Lo so, non sono sposata... Andai a vedere Terence e credevo saremmo rimasti insieme e che ci saremmo sposati... ma... Io non avrei dovuto farlo prima di essere sposata... è la mia punizione per aver avuto dei rapporti intimi prima del matrimonio –
Candy le raccontò quello che era accaduto con Susanna.

– Ecco ora sai tutto. Oh, che idiota sono stata! – fece Candy.

– Andiamo Candy, non essere così dura con te stessa – disse Louise con un sorriso – Eri innamorata, anche lui ti amava –

– Sono felice di avere un bambino, il figlio di Terence... Solo avrei voluto che le circostanze fossero diverse... Questo è quanto –

– Che farai? – chiese Louise.

– Finirò il mio lavoro qui e cercherò di trovarne un altro. Non è più il caso che ritorni in America ora, se Terence sapesse che sto per avere suo figlio... No, sarebbe troppo complicato... Suo padre però ne è al corrente –

– Il duca di Grandchester ne è al corrente? – disse Louise sbalordita – Ma come? –

– Ero nel gazebo ieri sera durante il ricevimento e stavo parlando al piccolo Terry –

– Il piccolo Terry? –

– Mio figlio –

– Oh... il piccolo –

– Lui mi ha visto durante il ricevimento e mi ha seguito per chiedermi se sapevo dove fosse Terence e ha sentito il mio monologo –

– Oh... –

– Cercherò di non parlare più da sola, i muri hanno orecchie –

– E le finestre hanno gli occhi – disse Louise.

– Lui vuole vedermi questa sera –

– Oh, forse hai una chance dopotutto... –

Louise finì di fare il letto continuando a parlare con Candy. Candy fece la sua toilette e Louise la aiutò.

– Vado a vedere Lady Brydon, ti vedrò presto ok, Louise? –

– D'accordo Candy. Grazie di essere così amabile. Se l'avessi saputo sarei stata tua amica invece che di Iriza –

– È gentile da parte tua dire questo. A presto –

Candy andò a vedere Lady Brydon che era nella sala a mangiare. La sua salute era migliorata. Lady Brydon sorrise vedendola.

– Buongiorno Lady Brydon –

– Buongiorno Candy – fece Lady Brydon – Come stai questa mattina? –

– Può andare –

– Vuoi fagioli e salsicce con delle uova? –

– Solo le salsicce, per favore, con del the –

Furono servite delle salsicce e il the a Candy che mangiò con appetito.

– Lady Brydon, avreste bisogno di me questa sera? –

– No… sto meglio e vado a un ricevimento dai suoceri di Melania. Perché? –

– Ho incontrato il duca di Grandchester ieri sera, mi ha chiesto di andare a trovarlo a casa sua questa sera –

– Perché? –

– Ero a scuola con suo figlio e l'ho visto in America… forse vuole domandarmi se ho notizie su di lui –

– D'accordo – disse Lady Brydon – del resto è la tua serata libera. Sai dove abita? –

– Avrei bisogno dell'indirizzo, per favore –

– Certo Candy, domanda all'autista, lui te lo darà –

– Grazie Lady Brydon –

Candy non voleva gravare la signora con i suoi problemi personali. Se ne sarebbe occupata da sola. Non voleva dir nulla ai suoi amici in America, no.
Se lei non avesse parlato ad alta voce al piccolo Terry, il duca non l'avrebbe sentita. Si era confidata con Louise perché aveva bisogno di parlare con qualcuno. Cominciava ad abituarsi all'idea di avere un piccolo esserino tutto suo… un piccolo Terry. Ma forse sarebbe una femminuccia… in fondo "Terry" va bene anche per le femminucce. Ma tutto questo sarà dura per una giovane ragazza nubile.
Venne la sera, Candy si affrettava per andare a casa del duca di Grandchester, quando Louise le annunciò che una macchina la aspettava.

– Il duca di Grandchester ti ha inviato il suo autista –

– Oh… ha molte attenzioni per la madre del suo nipotino –

– In effetti – disse Louise – Candy ascoltami, so che il denaro non ha alcuna importanza per te, ma pensa al tuo bambino. Qualunque cosa il duca ti proponga, non dire subito di no. Sono ricchissimi e non c'è nulla di male nel volere che al tuo bambino non manchi nulla. Terence si prenderebbe cura di te se lo sapesse, ma siccome vi siete separati e tu non vuoi che sappia… lascia che suo padre si occupi di te. Tu avrai il suo nipotino e lui può occuparsene, se lo vuoi. Puoi ugualmente imporgli le tue regole… quel che cerco di dire è che, non rifiutare il suo aiuto, se te lo offre di buon cuore, ok? –

– D'accordo Louise, terrò una mente aperta. Grazie per i tuoi consigli. Ti racconterò presto quel che è accaduto –

– Buona fortuna, io verrò a trovarti in camera tua appena possibile –

Candy scese, andò fuori e vide la macchina. Si ricordò di quando lei l'aveva rincorsa e le si era aggrappata…

Che follia aveva commesso! si disse ora che ricordava…

Whoa! Quando si è giovani non si riflette! Ora aveva una vita preziosa che cresceva dentro di lei e non farebbe mai qualcosa di così rischioso che metterebbe la vita del suo bambino in pericolo.

È divertente come si comincia automaticamente a pensare a un altro esserino.

La macchina arrivò alla villa dei Grandchester che era un maestoso castello… molto più grande di quello in Scozia. Entrò nel castello e seguì il maggiordomo che era venuto ad aprirle la porta, dopo avergli dato il suo mantello. La condusse in un salone dove il duca era seduto. Questi si alzò quando lei entrò e le sorrise.

– Candy! Buonasera – le disse calorosamente – Posso chiamarvi Candy? –

– Sì, certamente. Buonasera, signor duca –

– Accomodatevi, ve ne prego. Volete qualcosa da bere? Un succo di frutta? –

– Sì, grazie – rispose Candy.

Il maggiordomo le servì un bicchiere di succo di arancia e dei tramezzini. Il duca iniziò a parlare.

– Candy… ero molto sorpreso di ritrovarvi qui a Londra, senza Terence e ancora più sorpreso nell' aver ascoltato il vostro monologo. Voi aspettate un figlio… mio nipote –

– O la vostra nipotina – disse Candy.

– Certo. Io non posso lasciarvi così. Devo occuparmi di voi, come mio figlio non ha fatto –

– Non importa signor duca –

– Io mi sono informato, il vostro lavoro presso Lady Brydon non è fisso. Voi avrete bisogno di trovare un altro lavoro e, nel vostro stato, non sarà facile soprattutto quando esso sarà evidente –

– Lo so, ma… –

– I tempi sono duri Candy. L'Europa è lacerata dalla guerra –

– Io potrei lavorare come infermiera. Sono diplomata –

– Sì, ma nel vostro stato, il lavoro sarà un po' troppo soprattutto in tempo di guerra. Voi non dovete mettere in pericolo la vita del vostro bambino –

– Voi avete ragione, ma… –

– Voi potreste fare la tata per bambini, ma nel vostro stato… e poi siete nubile. Le fabbriche inoltre, non sono molto raccomandabili per le donne incinte –
– Bene, sembrate avere le risposte a tutto. Allora cosa mi suggerite, signor duca? –

– Lady Brydon vi ha dato il lavoro ideale: dama di compagnia. Io posso offrirvi lo stesso –

– Volete che sia la vostra dama di compagnia? – chiese Candy sorpresa.

– Non esattamente. Vedete… io sono divorziato e ho bisogno di una presenza femminile in casa e con me… –

– Volete che sostituisca vostra moglie? –

– Più o meno; che voi mi accompagnaste ai ricevimenti mondani, a teatro, ecc. –

– Volete che io sia la vostra amante? –

– No… la mia… fidanzata. Dunque voi sarete la padrona di casa, perché voglio che abitiate qui con me –

– Cosa?! –

– Mio figlio è incapace di prendersi cura di voi a causa dei suoi obblighi, del suo dovere; lui deve occuparsi della donna che gli ha salvato la vita. Io sono disponibile, sono celibe e vostro figlio avrà bisogno di un padre, no? –

Candy era talmente sorpresa che non sapeva cosa dire.

Il duca di Grandchester voleva fidanzarsi con lei? Ma…

– Candy riflettete, posso sopperire ai vostri bisogni, ne ho i mezzi. Voi non avrete più bisogno di lavorare. Quando verrà il tempo per far nascere il bambino potete andare al castello in Scozia… –

– Fidanzati? –

– Voglio vegliare su di voi… avervi qui a casa mia… ma bisognerà dire qualcosa alle persone che saranno curiose. Io posso dire che voi siete la mia protetta… e la mia fidanzata –

– Ma quando avrò il bambino, cosa direte loro? –

– Che vi ho sposato –

– Sposare… Ok, tutto questo è ridicolo! –

– Questa sarà la versione ufficiale. Voi ed io sapremo la verità. È per il bene del bambino. Io posso aprirvi un conto e mantenervi, ma non sarà molto conveniente per la vostra reputazione. Come fidanzata di un duca… –

– Capisco. Ma è una soluzione temporanea… –

– Vediamo come andranno le cose, d'accordo? –

– Posso riflettere sulla vostra proposta? –

– Certamente, Candy. Mi darete la vostra risposta quando sarete pronta. Qualunque sia la vostra decisione, sappiate che io non vi abbandonerò mai, voi fate parte della famiglia ora. Anni fa vi avrei respinta, ma la vita è sorprendente… eccomi pronto a proteggervi a tutti i costi –

– Ve ne sono molto riconoscente, signor duca –

– Volete cenare con me? –

– Con piacere –

– Ditemi di cosa avete voglia e dirò al cuoco di farlo espressamente per voi –

– Veramente? –

– I Brydon non sono al corrente del vostro stato, altrimenti essi vi vizierebbero come farò io –

Candy era un po' esitante, ma… aveva delle "voglie" che la rendevano folle, perciò disse:

– Ho voglia di pollo alla griglia al forno con patatine fritte e dell'insalata condita alla vinaigrette. Vorrei anche della frutta…delle fragole, mele verdi e del succo di limone da bere –

– Perfetto, torno subito –

Lui uscì per una dozzina di minuti e Candy restò sola e ancora non riusciva a credere a quanto gli aveva detto.
Il duca era stato così gentile... voleva prendersi cura di lei. Aveva ragione, una madre nubile in un paese straniero... In America lei sarebbe stata alla casa di Pony con le sue due madri e i piccoli fratelli e sorelle. Ma lì in America, Terence rischiava di apprendere ciò e sarebbe arrivato in quarta, abbandonando Susanna che aveva tanto bisogno di lui.

Il duca tornò nel salone e si misero a parlare. Cenarono felici e Candy poté mangiare tutto ciò che desiderava per la prima volta da quando era in Inghilterra.

Ora che ci pensava, lei amava l'insalata condita in America, la preparava tutte le sere quando tornava dal lavoro e trovava Albert che aveva preparato la cena. Aveva già delle "voglie" e non se ne era resa conto!

Tornò dai Brydon un po' tardi, ma Louise l'aspettava ugualmente nella sua camera; voleva sapere com'era andata la serata.

– Louise – disse Candy – mi aspettavi? –

– Sì, Candy, voglio sapere cosa è successo –

– Non indovinerai mai la proposta che mi ha fatto –

– Vuole mantenerti e comprarti una casa? –

– No –

– Vuole nasconderti fino alla nascita del bambino, perché tu non rovini la reputazione della sua famiglia? –

– Non ha bisogno di me per questo. Ma no... non ci sei –

– Chiudo la bocca allora –

– Vuole fidanzarsi con me –

– COSA?! –

– È divorziato –

– Fidanzarsi? –

– Vuole essere il padre del bambino al posto del figlio –

– Fidanzarsi? –

– Ha bisogno di una compagna –

– Fidanzarsi? –

– Incredibile, no? –

– Ma... Candy –

– Tu mi hai detto di avere la mente aperta. Trovare lavoro nel mio stato non sarà facile. Lui mi rende le cose facili. Ha fatto preparare tutto ciò di cui avevo voglia –

– Tu non ci pensi seriamente, vero? –

– Sì, e più ci penso più credo sia la soluzione migliore per il bambino –

– Candy, fidanzata con il padre di Terence? Oh, mio Dio! Tu sei piena di sorprese! –

– Non gli ho dato ancora una risposta, gli ho detto che ci dovevo riflettere –

– Apparentemente la tua decisione è presa –

– Sto sempre riflettendo, Louise. È una decisione seria, quella che cambierà il resto della mia vita. Dopo quel che è accaduto a New York con Susanna... Ho preso decisioni frettolosamente: prima, di donarmi a Terence, poi di lasciarlo a Susanna... e ora avrò suo figlio e lui non lo saprà mai! Rifletterò seriamente sulla proposta del duca di Grandchester.. Vedremo poi... –

– Ok, hai ragione. Vado a dormire – disse Louise dirigendosi verso la porta – Ti vedrò domani ok? Buonanotte Candy –

– Buonanotte Louise, a domani –

Candy si preparò per dormire, si mise a letto e ripensò alla serata.

Il duca di Grandchester non aveva alcuna intenzione di abbandonare la madre del suo nipotino o nipotina. Candy era un po' felice, lei non sarebbe stata sola ad occuparsi del bambino, il padre di Terence l'avrebbe aiutata. Non sapeva perché, ma questo pensiero la rendeva felice e le dava speranza per la prima volta da quando il dottore le aveva detto che era incinta.

oOoOoOo

Nel frattempo, in America i giornali stavano annunciando la notizia del fidanzamento di Terence Grandchester e di Susanna Marlowe. La foto del giornale mostrava una Susanna sulla sedia a rotelle che sorrideva e un Terence senza un sorriso.

Lui faceva il suo dovere, non era obbligato ad amarla... il suo cuore apparteneva a un'altra, che non sarebbe più stata sua, colei che lui aveva lasciato andar via.

Oh, quanto gli mancava! Avevano consumato il loro amore ed era stata la cosa più bella al mondo per loro, anche se di breve durata. Lui avrebbe conservato il ricordo della loro notte d'amore fino alla fine dei suoi giorni.

Da quando si era fidanzato, passava meno tempo a casa sua. Beveva nei bar ma cercava di non ubriacarsi. Karen, quando era lì, gli impediva di bere e lo obbligava a mangiare per evitare appunto che si ubriacasse.

– Terence, te ne prego, devi resistere –

– Karen, non ne posso più. I giorni che passano non fanno che rendere il mio dolore ancora più forte… la amo così tanto… credo che diventerò pazzo alla fine –

– Bene – disse Karen – una soluzione sarebbe di andare a cercarla e dirle che non puoi vivere senza di lei. Altrimenti finirai per distruggerti e annegarti nell'alcool –

– Non posso andare a cercarla, Karen. Ho preso un impegno con Susanna. Sono fidanzato –

– "I fidanzamenti sono fatti per essere rotti…" si dice – fece Karen ironicamente.

– Molto divertente, Karen! –

– Non sto scherzando, Terence non puoi vivere senza Candy! Vedo come la vostra separazione ti ha colpito; eri diverso, un po' riservato, ma eri vivo eri felice…ora sei… –

– Un rozzo orso? – disse scherzando.

– Grazie, non era il termine che avrei usato, ma l'hai detto tu –

– Andrò a vedere mia madre, devo cenare con lei – disse Terence alzandosi.

– D'accordo, ti vedrò domani e cerca di non bere troppo, il dopo sbornia non deve essere divertente –

– Non è peggio dell'inferno che sto vivendo – fece Terence sorridendo – Con l'alcool il dolore passa –

– Ma quando ti svegli il giorno dopo, ricomincia no? –

– Lo so, ma fa bene farlo sparire per un po' –

– Terence… –

– D'accordo, ti prometto che non berrò più questa sera, ok? –

– Grazie. A domani allora –

– Arrivederci Karen e grazie –

Terence si recò a casa della madre per cenare con lei. Eleanor Baker era sempre molto felice di vedere suo figlio, anche se lui era di cattivo umore negli ultimi tempi.

– Terence! – disse sorridendo – Buonasera! –

– Buonasera mamma – rispose lui abbracciandola.

– Come sta la tua fidanzata? Dov'è? –

– Sta bene, suppongo. Non le ho detto che era invitata –

– Terence! –

– Mamma, per favore, devo sopportare la sua presenza a casa mia tutte le sere… Posso passare una serata tranquilla con mia madre, no? –

– Terence… mi duole che tu debba vivere tutto ciò –

– Avrei dovuto essere più forte, mamma, avrei dovuto tenere testa alla signora Marlowe e dirle che non avrei rinunciato a Candy per tutto l'oro del mondo. Maledico ogni giorno la mia debolezza! –

– Terence, perché non sei venuto da me? Avrei potuto parlare alla signora Marlowe… posso sempre parlarle… –

– No, è troppo tardi. Suppongo di non essere abituato a chiedere aiuto, ho sempre voluto risolvere tutto da solo –

– Ed ecco il risultato, tu sei fidanzato con una donna che non sopporti e colei che ami, Candy, sta certamente cercando di superare anche lei questa cosa. Che pasticcio! –

– Mamma, per favore non aggiungere altro! Finirò per diventare pazzo. Mi manca così tanto, la amo più di ogni cosa –

– Allora avresti dovuto metterla prima di tutto, prima delle tue responsabilità, perché l'uomo che sei diventato, non è quello di cui Susanna si era innamorata –

– Lei è così felice, mamma, che se ne infischia –

– Ti ama fino a questo punto… –

– Mamma, di questo tipo di amore da parte di una ragazza che non vedo nemmeno come una donna… ne posso fare anche a meno! –

– Che vuoi dire con "non vedo come una donna"? –

– Per me non c'è che una sola donna al mondo: Candy. Le altre: sei tu mamma, le mie amiche, le mie colleghe –

– Ma siamo donne, no? –

– Sì, certo, ma per me, Susanna, Karen… sono delle colleghe, la mia mente non le considera come "donne" –

– Wow, Candy è fortunata ad avere il tuo amore. Povera Susanna –

– Mamma, trovo che non sia giusto che tutto quest'amore sia per niente né che Candy e io non possiamo viverlo al massimo –

– Avrei voluto dirti che amerai un'altra, ma riesco a sentire che il tuo amore per Candy è quello vero, con la A maiuscola. Oh, mio povero Terence! –
Lui cenò con sua madre parlando del più e del meno, ma soprattutto di Candy.

Continua...