Dopo i giorni di addestramento Katniss si doveva preparare per la prova finale, dove gli Strateghi l'avrebbero valutata. Per allenarsi psicologicamente nulla era meglio della presenza rassicurante di Cinna. «Ciao!»

«Ciao Katniss. Come va? Pronta?»

«In verità, io sono molto in tensione e preoccupata. E se mi blocco? E se vado male? E se mi reputano una ragazzina incapace? Come farò ad avere degli sponsor?»

«Rilassati. Tu sei... perfetta così come sei. Sii te stessa. »

A questo consiglio lei arrossì. Non era abituata a ricevere complimenti, e poi la presenza di Cinna la metteva in una sorta di imbarazzo, di confusione. Aveva già sentito parlare di emozioni simili, eppure non poteva credere di provare una sorta di amore per Cinna. Ma d'altronde, stava per morire, e tutto andava vissuto al massimo, e tentar non nuoce, giusto? Ed allora si avvicinò e allungò il collo, nella speranza di fondere insieme le loro labbra. Il ragazzo comprese, ma non fermò Katniss, era quello che voleva anche lui. Un semplice bacio, per ricordarsi di lei, della sua determinazione, della sua dolcezza e della sua bellezza. Un bacio per ricordare, un bacio per dimenticare tutto, gli Hunger Games, Panem, i Distretti. Un bacio per scordarsi che durante le interviste Peeta avrebbe ammesso di amare Katniss. Un solo bacio. Che finalmente arrivò. Le labbra si avvicinarono, quello fu un bacio disperato, di amici diventati amanti in un gioco senza fine e senza apparente scopo. Inizialmente era un leggero bacio, ma poi lo approfondirono e infine diventò un vero e proprio tornado di emozioni. Quando si staccarono non dissero niente, si presero solamente per mano, come se quel gesto potesse far sì di non dividerli mai.