Gli occhi grigi di Mac accarezzavano la skyline di Manhattan in quella fredda mattina newyorkese. Dio , come avrebbe voluto che Stella fosse lì con lui. Era appena partita e già lo stomaco gli si chiudeva senza rimedio. Terminò di radersi e tornò in camera. Le mani abbottonavano la camicia, le dita scorrevano sul tessuto, ma ricordavano ancora la dolcezza della nottata appena trascorsa. Finì di vestirsi ed uscì di casa per andare al lavoro.

Come mise piede alla scientifica tutti capirono che per il Detective Taylor non era proprio giornata. Raramente era apparso così teso e nessuno sapeva spiegarsi il motivo. Persino Sid non osò dire una parola più del necessario.

"Qualcosa non va" disse Danny a Lindsay."Non ho mai visto Mac così"

"Già, e l'unica che lo potrebbe avvicinare ora sarebbe solo Stella." Rispose lei.

"Pienamente d'accordo,Montana, lei sapeva sempre come prenderlo."

"Coraggio, Danny, va a dirgli quello che abbiamo scoperto."

"Grazie mille per avermi scelto come vittima sacrificale!" borbottò lui.

"Ciao Mac! Ecco le novità: Greg Torton era in contatto con Sam Groover, grosso magnate di New York..."

"So chi è Sam Groover, Danny, va' avanti!" lo interruppe bruscamente Mac.

"Ok, ok, il problema è che abbiamo le prove che si conoscevano , ma non che fosse coinvolto nel traffico di droga scoperto da te e...Stella." Esitò un attimo prima di pronunciare quel nome.

Mac si accorse di quell'esitazione e fissò Messer con sguardo duro.

"Ok, adesso dobbiamo inchiodarlo." Danny era ormai sulla porta quando alle sue spalle Mac soggiunse"Ottimo lavoro! Grazie" e abbozzò un sorriso.

Messer annuì e uscì.

Non restava che andare a far visita al signor Groover, ma non senza essere passati alla centrale a chiamare Flack.

Lungo la strada Mac ragguagliò Don su quanto scoperto da Danny:

"Abbiamo spulciato tutti i tabulati telefonici di Torton degli ultimi mesi e Danny ha scoperto che ha ricevuto molte chiamate da una compagnia prestanome di Groover. Questa compagnia ha sede proprio nello stesso grattacielo dove c'è lo studio di Sam Groover. Stai a vedere che se cerchiamo meglio anche la linea telefonica usata finisce nello stesso posto e sulla stessa scrivania."

"Ok Mac, il collegamento tra i due sembra evidente, ma come faremo a dimostrare che Groover è coinvolto anche nel traffico di droga?" chiese Flack dubbioso.

"Questo non lo so, ma intanto proviamo a parlargli, chissà che non sia lui a darci un indizio, magari a sua insaputa." Il volto di Mac si fece duro e determinato.

Nel frattempo Stella era atterrata a New Orleans. Viaggio pessimo e la testa completamente altrove.

Che bel casino avevano combinato lei e Mac.

Ad ogni modo bisognava tornare al lavoro. Prese un taxi ed andò a casa a rinfrescarsi. Appena dentro dalla porta lasciò cadere la borsa sul cassettone in ingresso e fece volare le scarpe in fondo al corridoio con un gesto di stizza. Una bella doccia era quello che ci voleva, la aveva sempre aiutata a pensare. Mentre l'acqua scorreva tra i capelli e sulla sua pelle chiuse gli occhi, quel contatto caldo e morbido le riportò prepotentemente alla mente le mani di Mac che scorrevano sul suo corpo, i loro baci e i loro respiri. Ebbe un brivido al ricordo di come lui l'aveva immobilizzata sul letto con il proprio peso per fare l'amore con lei, di come aveva usato la forza per farla sua, senza mai, però, offenderla in alcun modo. Una fisicità, quella di Mac, simile a una corrente elettrica latente che scorreva tangibile fin dal primo momento che i loro sguardi si erano incontrati.

La mano di Stella scivolò lenta sulle piastrelle bagnate; poche ore prima scorreva sensuale sulla camicia di lui, mentre un bacio appena sfiorato faceva esplodere la stanza intorno a loro, in un vortice di emozioni troppo a lungo soffocate ed ora dolci e devastanti come un tifone tropicale.

Amava il corpo di Mac, averlo vicino le faceva letteralmente perdere la bussola, sentire il suo calore attraverso la stoffa ogni volta che lo abbracciava, sentire il profumo del suo dopobarba. Un desiderio istintivo, che poco aveva a che fare con la razionalità, una questione di chimica che scatenava in lei una reazione travolgente, controllata per mille e una ragione, tutte incontrovertibilmente sbagliate.

Erano nati per stare insieme. Lo avevano finalmente capito ed ora dovevano trovare il modo per tornare al futuro con un biglietto di sola andata.

I detective vennero ricevuti da Sam Groover.

" Buongiorno signori, cosa posso fare per la Polizia di New York?" Chiese con un tono di voce ostentatamente cordiale, ma ironico.

"Buongiorno a lei signor Groover, io sono il detective Flack e questo è il capo della scientifica detective Mac Taylor." Disse Don mostrando il distintivo."Durante un'indagine su un traffico di droga, abbiamo intercettato delle telefonate tra una sua compagnia, peraltro che ha sede proprio al piano di sotto, con un noto criminale di New Orleans. Speravamo che lei potesse darci delle spiegazioni."

"Oh buon Dio!" esclamò Groover prorompendo in una risata forzata "come potete pensare che io sia al corrente in tempo reale di quello che accade in tutte le mie società? Se avrete la bontà di attendere qualche settimana, mi informerò e se possibile, vi darò quante più informazioni possibili" ma mentre pronunciava queste parole intervenne Mac:

"Non ci servono tra qualche settimana, ma ora. Non crederà mica che le daremo il tempo di insabbiare tutto, vero?"

"Detective Taylor, non le permetto di fare simili insinuazioni! Stia attento a come parla, o le farò rapporto al capo Sinclair!"

"Mi sta forse minacciando, signor Groover? Perchè se così fosse, le prometto che troverò il modo per dimostrare il suo coinvolgimento in tutto questo."

"Basta così! Uscite subito dal mio ufficio! Non mi farò insultare oltre da due poliziotti qualunque!"

Appena fuori dall'ufficio di Groover Flack fissò Mac:" Ma cosa diavolo ti è saltato in mente di aggredirlo così? Sei forse impazzito?"

Mac aveva un sorriso alquanto sinistro stampato sul volto:" Era quello che volevo! Ora telefonerà subito ad avvertire chi di dovere"

"E con questo? Noi, però non abbiamo ottenuto nulla!"

"E' qui che ti sbagli, Don, ho fatto mettere sotto sorveglianza il suo telefono, così riusciremo ad incastrarlo! Il fatto che una delle sue società avesse contatti con Torton, è bastato perchè il giudice concedesse il mandato per sorvegliare le linee telefoniche di tutto il palazzo"

Flack ammutolito guardò Mac che si avviava alla macchina. Ogni tanto gli faceva paura, ma veramente paura!

"Che fai Don, tu non vieni? E' ora di pranzo, offro io!" disse Mac ridendo al collega.

Nel primo pomeriggio le intercettazioni diedero i loro frutti. Groover aveva un appuntamento verso le 18 ad un vecchio Hangar presso l' aeroporto di La Guardia. Un Jet privato lo attendeva.

Sembrava ormai una cosa fatta, quando sulla pista comparvero le unità della polizia. Il portellone del jet si aprì, Flack salì a bordo con un mandato per perquisire l'aereo. In uno scomparto segreto erano nascosti i trenta chili di droga che provenivano dal container del porto.

"Signor Groover, la dichiaro in arresto per possesso di droga, tentata fuga e intralcio alle indagini."

Mentre Flack lo accompagnava alla macchina della polizia che lo avrebbe portato in centrale, Groover passò davanti a Mac: "L'avevo avvertita di non minacciarmi signor Groover, è una cosa che mi dà molto, ma molto fastidio!" lo canzonò con un ironico sorriso vittorioso. Rimase a guardare la macchina che si allontanava, un altro caso risolto, un'altra vittoria per i buoni.

Tornato in ufficio erano ormai quasi le nove. Mac si sedette alla scrivania e fissò il telefono.

Dopo una giornata così avrebbe voluto sentire Stella, ma non era sicuro che questo lo avrebbe fatto stare meglio. Decise pertanto di iniziare a stilare il rapporto di quanto accaduto.

Il telefono squillò. Il cuore di Mac ebbe un sussulto. Esitò un attimo e poi sollevò il ricevitore: "Mac Taylor."

"Salve detective, volevo congratularmi con lei per l'ottimo lavoro!"

"Grazie Capo Sinclair."

"Ho saputo che Groover ha cercato di intimidirla usando il mio nome. E' stato bravo a non farsi scoraggiare, ma si sa che dire che lei è risoluto e testardo, non le rende giustizia Mac!"

"Grazie Capo, ma è merito anche della squadra e della polizia di New Orleans!"

"Si, ho saputo che c'è stata una parte dell'indagine congiunta. A proposito come sta il detective Bonasera? So che è venuta a New York per dei rilevamenti e che avete lavorato di nuovo assieme. Siete sempre un ottima squadra , a quanto pare."

"A quanto pare..." ripetè Mac a mezza voce.

"Allora buonanotte, detective Taylor,e ancora complimenti." Sinclair riagganciò.

Per quella sera Mac ne aveva avuto abbastanza, avrebbe voluto mettere in standby tutti i delinquenti di New York per poter prendere la macchina e farsi duemila chilometri, ma forse era meglio andare semplicemente a casa. Spense le luci dell'ufficio ed uscì.