CAPITOLO 4
PUNTO DI VISTA DI HOTCH
Avrei voluto chiamarla una terza volta
Stavolta non parlarle di lavoro, ma Reid era lì con noi
Ha osservato tutta la scena prima di andare via, seguendo Emily.
Non credo abbia capito cosa turba me e Prentiss, ma di sicuro ha recepito che qualcosa non è del tutto "normale" tra di noi.
Rimango come un cretino a guardare che Emily salga in auto, e si allontani.
È arrabbiata, mi odia, e io non so da che parte incominciare per farle capire che è lei la persona che voglio.
Farle capire che lo sceriffo mi ha preso alla sprovvista, e che se avesse aspettato mezzo minuto, avrebbe visto che allontanavo lo sceriffo, poiché nella mia testa, c'è lei.
Le sue mani fredde che cingono il mio viso, distogliendo lo sguardo da JJ e Dave e obbligandomi a guardarla in viso.
Quella pelle stupendamente diafana, appena appena arrossata sulle guance dal freddo, quel fantastico nasino che chiede solo di essere stuzzicato, quegli occhi profondamente scuri, emotivi… dicono tutto quegli occhi, ti dicono se lei è felice o triste, se è entusiasta o preoccupata… o arrabbiata… o delusa…
Nel freddo di quella mattina, mi sono soffermato su quelle perfette labbra da baciare. Lineari, piene, perfettamente ricoperte da un velo di rossetto. Quelle labbra che si sono avvicinate alle mie e delicatamente hanno riacceso in me sensazioni che non provavo da anni, reazioni che sognavo di provare ma che non avevo mai avuto il coraggio di approfondire. Non le ho spinte via quelle fantastiche labbra, le ho prese, le ho possedute, le ho fatte mie.
E ancora adesso, dopo settimane in cui non abbiamo potuto avvicinarci, baciarci, toccarci… sogno quelle fantastiche labbra sulle mie, poiché solo quelle labbra, solo quegli occhi, solo quella donna su questa terra è ciò che cerco.
Sembro un merluzzo sotto sale, fermo nel mezzo del parcheggio del BAU, con la giacca aperta e la go-bag in mano, mentre la guardo allontanarsi.
Scaravento la borsa in auto, accendo il motore e vado a casa dal mio bambino, mia altra ragione di vita.
PUNTO DI VISTA DI EMILY
Sono davvero arrabbiata.
Rientrata a casa, me ne voglio andare a dormire.
Domani, andrò a fare spese con JJ, e vorrà avere particolari su cosa è accaduto, e onestamente non so neanche da dove iniziare…
Afferro un barattolo di Haagen daz e mi vado a sedere sul divano. Mi aspetta una maratona di Grey's Anatomy e gelato.
L'indomani, arriva velocemente e alle due del pomeriggio JJ è fresca fresca alla mia porta.
Sono ancora assonnata ed in pigiama, quindi la invito ad entrare.
È raggiante JJ, deduco subito che Dave stia meglio…
Mentre mi faccio la doccia, la mia amica mi aspetta in camera, raccontandomi fin nei più piccoli particolari la giornata di ieri con Dave
La guardo e sorrido.
Non aspetta molto, JJ, a tirare fuori l'argomento Hotch
"Che è successo Emily?
Non è da te reagire in questo modo" mi dice senza mezze parole.
La osservo mentre si alza dal letto e mi precede in cucina a fare un caffè.
Sono quasi le tre del pomeriggio e il non avere ancora assunto caffeina, inizia a pesare.
Beviamo il caffè, e sono convinta di aver eluso le domande di JJ.
Infatti la giornata passa tranquilla, compriamo un taglia sigari per Dave,e un completino intimo per JJ.
Decidiamo di concederci un "Real Aperitivo" in un ristorante italiano, e optiamo per il Carpano -Punt e Mes- Americano (Un punto di dolce e mezzo di amaro) giusto da indurci a parlare.
L'alcool mi rilassa e quando JJ (vecchia saggia!) torna alla carica sull'argomento Hotch… saranno i volumi alcolici, sarà che gli stuzzichini sono pochi e scarsi (non come il vero aperitivo italiano, che ci puoi cenare con gli stuzzichini), ma mi sento quasi sollevata di poterne parlare con lei.
Dopo un sorriso stirato e storto inizio dall'inizio…
Racconto a JJ di quella mattina all'eliporto, di come le labbra di Aaron non sono scappate al bacio, benché fugace…
E l'alcool aiuta a far uscire quei lati nascosti, quelle sensazioni che solitamente si provano, ma che non riconosciamo, se non per una frazione di secondo.
L'avvicinare il viso a quello di lui, osservando la reazione attraverso la fessura delle palpebre ormai socchiuse;
il respirare il dopobarba, che abbiamo assaporato milioni di volte, ma mai da quel "punto di vista".
Sondare la morbidezza delle sue labbra, in contrasto con la sorpresa che ci si legge sopra.
Percepire il contrasto del nostro corpo che si avvicina al suo, ancora immobile, e poi sentire le sue mani callose sulla schiena
Sì…
Sentire
Poiché, possiamo avere un milione di vestiti addosso, avere addirittura lo scafandro…
Ma quella sensazione delle mani che sfiorano la nostra schiena è reale…
Profonda…
Talmente tangibile da sentire le curve dei polpastrelli
Talmente tangibile da far perdere un battito al cuore
Talmente reale, da doverci concentrare, per poter riprendere a respirare…
E quei secondi…
Quegli infiniti secondi che passano dopo un bacio rubato…
Quel guardarsi negli occhi da una distanza irrisoria, e cercare un segno
Un indizio per capire se tutto ciò che abbiamo provato noi, lo ha provato anche lui…
Ho ancora i brividi a parlarne a distanza di giorni
Sento ancora il suo respiro sul mio viso
Vedo ancora la sorpresa nel grigio dei suoi occhi
Per poi udire in lontananza le pale dell'elicottero che aumentano di potenza…
E sentirmi dire, con un filo di voce… con una voce che non sembra neanche la mia…
"Dobbiamo andare…"
E poi, la rabbia che mi sale, quando racconto a JJ di due sere fa…
Quando ero sul balcone della stanza d'hotel…
Vedere quella donna che lo avvicina, lo chiama per nome
E come avevo fatto io qualche settimana prima, accosta le sue labbra a quelle di Aaron.
Racconto a JJ come la rabbia sia nata, cresciuta, esplosa in modo quasi incontrollato.
JJ m'interrompe, mi chiede se dopo il bacio all'eliporto ci sono stati altri "contatti" con Hotch..
"la sera stessa, abbiamo parlato nel giardino dell'hotel, e ci siamo detti che avremmo parlato in modo lucido ed ordinato a caso finito" dico quasi come se quella frase fosse una sconfitta…
JJ si mette a ridere
Guardo incredula la mia amica
Come può prendermi in giro così?
Mi sento offesa e tradita dalla sua risata, ci rimango male…
"perché ridi?" domando stizzita
"rido, perché sei innamorata, e non riesci a confessarlo neanche a te stessa. Ti ostini a rivivere il bacio con Aaron nella tua testa, mentre l'altro emisfero del cervello ti dice che è "poco" per sentirsi gelosa.
Rido, perché se solo avessi aspettato 30 secondi prima di arrabbiarti…"
Lascia in sospeso il discorso.
"JJ, sai qualcosa che io non so?" domando incuriosita
"Emily… non partire dal presupposto che vali poco! Non credere di valere così poco; che la gente non sa che esisti, e che si dimentica di te facilmente. È difficile dimenticarsi di te… praticamente impossibile. Che sia un incontro tra amici, una chiacchierata professionale o un bacio rubato..
Tu hai il potere di lasciare il segno.
Anche se non sei al centro dell'attenzione
Anche se non ti lanci da un ponte per salvare qualcuno…
Tu hai il potere di lasciare il segno.
Nel bene e nel male…
Amica mia…" mi dice ancora la mia amica facendo gesto al bel cameriere italiano che ci scrutava dal bancone.
"un altro giro!" sentenzia.
E sono 3…
L'aperitivo si conclude, quando Rossi chiama JJ sul cellulare, per chiedergli se andava a passare la notte a Rock Creek.
Ci rendiamo conto di non essere in grado di guidare…
Dave, ci comunica che sta mandando qualcuno a prenderci…
Ridiamo come due sceme, e mentre aspettiamo l'autista… senza davvero preoccuparci di chi potesse essere il nostro autista… accettiamo un giro offerto da due turisti francesi.
Ormai… siamo completamente ubriache quando Hocth entra nel locale.
Il viaggio verso la baita di Dave a Rock Creek Park è di circa mezz'ora.
Mi devo essere addormentata, perché mi sveglio quando l'auto si ferma davanti alla baita. Cerco di scendere, quando Hotch mi dice di stare in auto, che io e lui saremo tornati a DC in pochi minuti.
"io da sola con te in auto non ci sto! Bastardo! Mi hai baciato e poi hai baciato lo sceriffo! Sei un bastardo" vedo Hocth che sorregge JJ e mi dice di aspettare
